Fra i molti meriti di Barak Obama, con quella bella faccia di colore, con quel nome così lontano da ogni tradizione wasp, c’è anche questo: ci ha fatte svegliare di buon umore, noi femmine della specie. Come tutti i democratici, certo, come tutte le persone per bene che aborrono il razzismo. Ma con un valore aggiunto: l’effetto tetto di cristallo. Ha dato un bella zuccata, Obama, al limite invisibile che vuole al potere sempre lo stesso animale: maschio e bianco, di razza dominante. Così ci siamo svegliate sentendo il dolce tintinnio dell’esplosione, frammenti di vetro dappertutto. Brillavano come pietre preziose. Yes, we can, ci siamo dette. Possiamo. Anche noi. Noi donne. In fondo, la dinamica del razzismo è la stessa dell’antifemminismo: il bianco ha sempre discriminato il nero (anche) perché sessualmente più dotato, no? E ha sempre tenuto le donne lontano dal potere perché nutre il fondato sospetto che siano, complessivamente, più dotate. Non tutte, ovvio, ma intanto si fa fuori metà del mondo e si riduce, drasticamente, la concorrenza. Per scoraggiarle senza ucciderle, ha costruito una cultura della disistima per cui ogni donna è diventata la peggior nemica di se stessa e delle sue simili. Così ha fatto con i neri, che, rabbiosi e rassegnati, non andavano neanche a votare. Questa volta ci sono andati e una ventata di vera novità ha scosso il pantano dell’occidente. Il messaggio è: bisogna osare. Un’amica mi ha detto: ma non sarebbe stata meglio Hillary, per spingerci a osare? No. Hillary era troppo interna al gioco, non veniva “da fuori”. Non rompeva gli schemi. E’ “il negro” che è in noi, che deve vincere. La nostra diversità. Il mondo ha bisogno di altri punti di vista, altre culture, sensibilità diverse, altri stili, altre storie. Abbiamo toccato il fondo. Da oggi si comincia a risalire. E noi, che siamo diverse, dobbiamo prenderci, finalmente, le nostre responsabilità.



ma perche voi comunisti vi identificate tanto in obama? è distante anni luce dalla vostra mentalità limitata… tra democratici e repubblicani c’è un limite sottilissimo per cui, a differenza di qualsiasi altro paese, una volta che uno è eletto presidente, lo diventa per tutto il paese. Questa è la grande democrazia americana. Imparate…
Cara Lidia, la tua opinione, scritta oggi sull’Unità, ha dato parole ai miei pensieri. La lezione di Obama e le donne è proprio la vittoria della diversità. “Il mondo ha bisogno di altri punti di vista, altre culture, sensibilità diverse, altri stili, altre storie… E noi che siamo diverse, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità”
Grazie Valeria Fedeli
Cara Lidia, come te , in seguito a un precoce risveglio novembrino, di fronte ad un televisore che fortunatamente dava conferma delle mie speranze sugli esiti elettorali in Usa, mi sono commossa e stupita delle lacrime che a dire la verità non ho speso neanche al momento della nascita delle mie tre figlie.
Ma sei proprio sicura che sei così anche per le altre? Il mio orizzonte di vita mi disegna tutt’altre prospettive… soprattutto per quanto riguarda il mondo femminile!
Speriamo abbia ragione tu, e per ora godiamoci questo indescrivibile momento,
Grazia
Vengo dall’Unità. & sono maschio, anche se non dominante
OK condivido ma c’è donna e donna non solo Clinton ma Palin, Carfagna, Gelmini, Pivetti (chi se la ricorda?).
Poi il nano cui piaceva tanto GW ha già adottato il negretto bello, giovane e abbronzato; sarà una lotta lunga per tutti noi, donne & uomini.
Cara Lidia, ho letto e apprezzato il tuo commento. Detesto generalizzazioni ed essere catalogato, ma obiettivamente appartengo all’altra metà del cielo, quella del maschio dominante. Che di per sè si rende conto (con piacere) di dominare sempre meno, ma anche (oddio non vorrei sembrare troppo Veltroniano) che la sua collega donna ha pari se non maggiori capacità e meno possibilità lavorative. Sono Bresciano e alla fine degli anni 80 consigliavo a chi osannava il cambiamento, di non votare Lega, ma di votare una donna, perchè quello sarebbe stato un vero cambiamento. Però non posso fare a di notare che, al momento, il livello delle donne conosciute in parlamento certo non fa sfigurare gli uomini. Forse ha ragione la Guzzanti, ci sono arrivato per meriti che non si possono raccontare? Non voglio entrare in queste polemiche odoranti di maschilismo becero, preferisco appellarmi al tuo articolo e pregare te e tutte le donne di di farlo questo cambiamento, di portare la vostra diversità, la vostra intelligenza e la vostra sensibilità laddove possa essere messa a frutto ed essere beneficio per tutti noi. Voi potete!
Ciao, Lidia, ti segnalo questo mio post in tua difesa:
“Lidia Ravera misogina e razzista? Accuse ridicole”
http://mildareveno.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2084792
P.S. Confermo il mio dissenso su ciò che hai detto riguardo alla Franzoni: uno si pente se è colpevole, e non è certo che la Franzoni lo sia.
Tempo fa a un mio amico (di sinistra) che , in sintonia coi malandati tempi che viviamo dove si scambia la beceraggine per (malintesa )franchezza, diceva di sé ( senza poi crederci lui stesso tanto) - ah mi dispiace , ma non ne posso fare a meno, sono razzista - risposi che no, io no, non lo sono e non lo sono , prima che per astratto ( e sacrosanto) principio, per una ragione di orgoglio personale; infatti so per certo che in ogni categoria ( colore della pelle, etnia, genere, inclinazione sessuale, religione, classe sociale, tribù, clan, ecc.) che si pretende, in un qualche modo , inferiore , sono certo che ci troverò uno più bello, più forte, più intelligente, più colto, più intraprendente, insomma uno ( anche più di uno, purtroppo e per fortuna) “più tutto” di me. E quella sarebbe (è) l’evidenza più imbarazzante per chi si pensasse “superiore” . Non solo le discriminazioni tutte sono, dunque , idiote per definizione ma implicitamente comportano un autolesionismo abbastanza ridicolo: chiunque ritenga appartenere ad una categoria “eletta” deve per forza ammettere , al contempo, d’essere ( se non altro per puro dato statistico), inferiore ad un presunto inferiore dunque deve ammettere d’essere un cretino ( gli spiritosi che sulle differenze fanno battute sceme, ovviamente sono compresi).
“Come tutti i democratici, certo, come tutte le persone per bene che aborrono il razzismo”
Che belle parole..
“Con quelle guancette da impunita, Condoleezza Rice è la “líder máxima” delle donne-scimmia”
E questo chi l’ha scritto??
Giova, prima di lanciare accuse leggilo tutto quell’articolo:
http://mildareveno.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2084792
Che semplicità questi sui argomenti, signorina, il suo femmnismo è molto povero perchè fondato sui valori dei maschi, saluti cordiali dalla Spagna
ancora il femminismo? Grazie, ma preferisco e vivo la dimensione familiare degli Obama: moglie, marito, due figlie, suocera al seguito. Non mi sembra che sia proprio il modello femminista…
Arbasino, sant’uomo forse wasp non lo avrebbe scritto, perdonami la critica.
Ammetto che ci sia ancora qualche valida ragione per fare del femminismo, concordo che sia simile al razzismo, ma oggi le donne che si rifiutano di essere discriminate in quanto tali, di solito ci riescono, magari con fatica, è vero, preparandosi e operando spesso meglio degli uomini. Mi piacerebbe vedere segni tangibili del rifiuto di essere privilegiate, o coccolate, in quanto donne. Che so, una mozione al femminile per eliminare il giorno della donna (sa di specie protetta, non ce n’è più bisogno) o per istituire anche il giorno dell’uomo, in cui le mogli porterebbero a casa un mazzetto di papaveri, per ironizzare sul potere, o un finocchio, per alludere allo scarso tran-tran coniugale. Cose cosi’, che dovrebbero pero’ essere il simbolo di un reale cambiamento di attitudini da parte delle donne, nella vita e nel lavoro ed a tutti i livelli, non solo quando si sia donne in carriera o dirigenti (li’ le donne sono anche troppo simili agli uomini, e nel senso deteriore). Ci sono, temo, ancora troppe ragazzine, future donne, che da adolescenti hanno già accettato l’essere “la ragazza di”, per diventare forse il bell’accessorio di un panfilo, o un richiamo su un cartellone pubblicitario, o una “velina”, cui, se fossi donna, probabilmente sparerei nel lato B, caricando a sale, con la doppietta del nonno. Voglio dire che se oggi c’è ancora bisogno del femminismo, forse (magari sbaglio) non tutta la colpa è solo di noi maschietti. O no?
Se oggi c’è ancora bisogno di femminismo (e in un paese in cui si accetta che una diventi ministro per meriti privati nei confronti del capo di governo ce n’è un bisogno disperato!), la colpa è di un’intera società, a cominciare da uomini e donne “progressisti” che a cena accettano le divisioni tradizionali: gli uomini apparecchiano e dopo leggono il giornale, le donne cucinano, sparecchiano, lavano i piatti. In troppe famigle “progressiste” ho visto questo schema all’opera. Facile, come facile è diffidare di chi non ha solo un colore della pelle, ma anche esperienze e filosofie di vita molto differenti dalle nostre. Si tratta di mettersi in gioco: è lì che l’uomo si differenzia dall’animale, cioè dal Bossi che è in noi.
Certo tutti i democratici sono moralmente superiore, non “producono mica delle scimmie come la Rice
Ma mi dica sono moralmente superiori anche i comunisti che hanno ammazato più di cento milioni di prsone.Mao era moralmente superiore quando faceva morire milioni di persone per fame, anche Stalin lo era qundo faceva morire di fame gli ucraini.
Pol pot era moralmente superiore quando annientava un terzo del suo popolo.Sa nessuno di questi leader è mai stato razzista.E lo sono anche i compagni delle Br, anche loro anti razzisti?
Gli uomini bianchi sono razzisti con i neri perchè questi sono meglio dotati, vuol dire che le femministe uccidono i bimbi che hanno in grembo perchè loro non sono dotate?