Non ho mai capito perché, ma il mondo non si fida degli scapoli. Per coprire cariche di primo piano, è bene poter esibire una moglie devota, figli nel numero di due, preferibilmente non drogati. Si accettano meno devoti della madre, ma devono essere presenti ai raduni canonici, di bell’aspetto (anche eventualmente ritoccati, come, dicono i maligni, la Chelsie Clinton) e capaci di farsi stampare un bacio in fronte da papà a favore delle telecamere. Si può avere una figlia devota in assenza di moglie devota. Ma l’assenza, come per il caso di Oscar Luigi Scalfaro, deve essere giustificata dal decesso. Al vertice dello Stato, non si accettano scapoli, né separati. Anche le corna sono mal viste. Soprattutto se ricevute. Metterle è pur sempre un esercizio di virilità, anche se si apprezza il pentimento e la dichiarata sofferenza (vedi Casini). Le mogli dei Presidenti (della Repubblica, del Consiglio), se i presidenti non sono ottantenni dichiarati, hanno da essere carine. L’uomo di potere deve poter esibire una pari-grado, e il potere concesso alle donne , ahimè, è sempre stato e sempre sarà, soprattutto quello di attirare gli uomini. Di essere, cioè, belle o almeno carine. Nicolas Sarkozy che di anni ne ha soltanto 53, in regola col copione non scritto delle coppie “glamour”, ha una bella moglie. Non troppo più giovane di lui, che sarebbe da cafoni, ma bella. Alta, lineamente regolari, bei capelli, elegante, affascinante. L’avrebbe esibita volentieri, ma lei, non si è prestata. Sui giornali (quelli ai quali Sarko non è riuscito ad arrivare con il suo potere censorio) sono apparse alcune bordate di gossip: Cecilia avrebbe una storia importante con un altro (oltretutto americano, cosa che ai francesi da particolarmente fastidio), Nicolas, per parte sua, anche lui… eccetera eccetera. Finchè era Ministro e cose così, anche la moglie birichina si poteva portare. Come President de la Republique, no, non si può. Immagino che abbia convocato la sua signora chiedendole di abbozzare. Ma insomma, Cecilia, in fondo che ti costa, fai la carina, stai lì, dammi il braccio, taglia i nastri, visita i poveri, sorridi negli ospedali, brinda coi Capi di Stato stranieri, vieni con me dal Papa, rilascia qualche dichiarazione su quanto sono bravo anche se certo lavoro troppo e trascuro un po’ la salute… insomma fammi la first lady almeno finchè non sono bene in sella… lo sai che quelli delle banlieue non vedono l’ora di arrostirmi in piazza… su dai, cicci, c’è già Segolene che mi dà sui nervi, lei e tutti quelli che l’hanno votata, vorrei, almeno a casa mia, poter contare su una donna come quelle di una volta, possibile che non ce ne sia più nemmeno una? Immagino che Cecilia si sia divincolata da un abbraccio un tantino convulso, abbia scosso i bei capelli e gli abbia consigliato di andarsela a cercare, una come quelle di una volta, ben sapendo che non è in condiziome di farlo. Il first-lord non può divorziare. Non può andare a caccia di una Cenerentola da piazzare a Palazzo, muta e grata. A Cecilia, evidentemente, di andare a sedere alla destra di un dio potente, nel decor dell’Eliseo, importa davvero poco. Così poco che non è andata neppure a votare, come se non la riguardasse minimamente quel ballottaggio lì. Avrebbe potuto avvalersi del segreto dell’urna. Annullare la scheda, votare Segolene. Invece ha voluto farsi notare. Poteva immaginarlo che, iscritta come tutti i cittadini in un certo seggio, sarebbe stato facile constatare la sua astensione. E’ stato, quindi, il suo, un gesto di sfida, una dichiarazione di guerra. Ha voluto mettere suo marito in difficoltà, costringerlo a far insabbiare l’articolo, ben sapendo che, da quando c’è internet , è assai difficile far scomparire del tutto una notizia, c’è sempre qualcuno che non ha niente da perdere, non ha padroni, non ha super stipendi, e può raccoglierla e metterla in rete. La domanda è: il povero Sarko è riuscito a farsi odiare fino a questo punto, oppure è proprio che alle donne non va più di essere “Lady” di qualcuno, e poco importa se lui è “Il Primo”, il Migliore, il più ricco?
Sicuramente la complementarietà non è più un valore, per le donne. Io e te, anche se ci amiamo, continuiamo a essere due, io e te, non uno e sua moglie. Non ci sono più “dolci metà”.
O forse le metà non sono più dolci. Anche il nostro ex-presidente del Consiglio ha avuto il suo bel da fare con Veronica: due o tre volte gli ha tirato fuori una cosina di sinistra , così, per farlo imbestialire e, alla fine della festa, quando già era disarcionato, ha colto l’occasione della sua milionesima avances con la tettona di turno e ha trasformato una modesta querelle da camera da letto in un editoriale di Repubblica e poco ci mancava che finisse in tivvù a reti unificate come il discorso di fine anno. Sembra che i potenti del mondo debbano abituarsi a queste “acide metà”, oppure a essere spogliati dell’abito del potere e assistere alla vestizione della propria moglie, come Bill Clinton.
Ce la faranno a mantenere intatto il loro orgoglio fallico, o incominceranno a mostrare qualche cedimento? Sarko sembra ben corazzato, e , se fossi il suo image-maker, gli consiglierei di divorziare e piangere davanti ai francesi, affidarsi al loro buon cuore sciovinista. Il tema della donna cattiva è sentitissimo, piace molto. Potrebbe , addirittura, accrescere la sua popolarità.