carino, per carità, ma stressante. E’ nato nel 2004, in concomitanza con il festival di san remo, contro il festival di san remo, che, quell’anno, aveva assegnato la direzione artistica a un mafiosetto, Tony Renis, amichetto di mafiosi. E’ nato d’inverno, infatti, il mmf. Il primo anno nevicava, c’era un grande entusiasmo, una carica “contro” che ricordava i festival pop degli anni settanta, una forza di rivoluzione musicale, una voglia di imporre musiche meno ovvie, meno commerciali…insomma. Era un’ impresa pionieristica: sfidare la Rai, la canzonetta generalista, i lustrini e le superfemmine e i pippobaudismi…Debiti, freddo, casini, però un senso di necessità, di rabbiosa allegria.
Già dall’anno dopo, la festa si spostava alla primavera inoltrata. Tutto più tiepido. Quest’anno, poi, addirittura caldo. Un caldo afoso da bassa padana. Bella musica. Tanta musica. Parole poche e un po’ “di servizio”. C’era un temino per così dire “politico”: i muri. I muri e le idee, i muri e le persone, i muri e l’arte, i muri e l’amore…Se ne parlava al dopofestival, da mezzonotte all’una e mezza, da mezzanotte alle cinque del mattino… fra un musico e l’altro. Brevemente. Allegramente. Magari un giorno di questi metto in rete i tre monologhi(due miei, uno di nando Dalla Chiesa)che avrebbero dovuto far discutere un po’, di questi muri, dentro e fuori di noi, politici e personali…però…
Comunque: la cosa più bella è stata scoprire alcuni geniali musicisti di anni 14, 19, 23…diplomati dai migliori conservatori italiani. Ascoltarli è stata una gioia assoluta. Suonavano come angeli, tecnica perfetta e passione travolgente. Suonavano in teatro e all’aperto, di notte e di giorno. Felici, come eravamo felici noi di ascoltarli.Chi se lo sarebbe mai immaginato che avevamo a portata di mano un simile tesoro? sarebbe stato ancora più eccitante, se fosse stato inverno, se, nel proporli, avessimo levato qualche migliaio di spettatori al coma sanremese. O no?