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premio strega, the day after

Lidia Ravera | Lavori in corso | 4 Luglio 2008 | 1,313 letture

Un catino umido, un giardino smunto. Il sudore che impasta il trucco, i fotografi, le interviste ( belle quelle di sky e rai sat, pessima rai uno). Noi cinque lì,in posa davanti al portone, impalati… un esemplare per ogni specie umana ? C’è il giovane, sempre pettinatissimo e sorridente ma non troppo, vestito inappuntabile, poche parole, cordiale, senza prosopopea, senza atteggiamenti. Sa che vincerà ma non sembra emozionato. Forse non lo è. C’è il vecchio, che avrebbe dovuto vincere, che non sa, ma pensa che non vincerà, e ha uno sguardo azzurrissimo, baciato dalla grazia dell’ironia napoletana. C’è il quarantenne simpatico che ha un alter ego letterario “malinconico”, che avrebbe potuto piazzarsi molto bene e molto bene si era piazzato nella selezione della cinquina, ma è stato abbandonato dalla sua casa editrice, l’Einaudi, cioè mondadori, per far confluire valanghe di voti sul giovane. C’è la bella & brava, che corre per una casa editrice quasi forte, ma non abbastanza, diciamo “terza”, e allora arriva terza. E c’è l’outsider, che corre con una casa editrice squisita ma non tanto piazzata sul mercantile, che parte ultima e arriva ultima. Giordano, Rea, De silva, Comencini, Ravera. Scrittori. nessuna faccia brutta o insipida. Un comune sguardo fra lo smarrito e il refrattario alle recite. E che il premio strega è una recita si sa. Appena proclamato il vincitore , i quattro non- vincitori se la danno letteralmente a gambe. Contenti e scontenti. Io me ne vado via abbracciata a Ginevra Bompiani, la mia esile e bionda editrice, come me distratta e priva di senso d’orientamento, come me una che ama i libri. Ci siamo divertite e annoiate contemporaneamente…un umore che meriterebbe qualche riga di approfondimento…

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