Belloccia, ubertosa, madre ( quasi nonna) , un sorriso largo da campagnola in posa sul sagrato della Chiesa la domenica mattina e l’hobby di ammazzare animali Sara Palin, detta Barracuda, con la sua presenza atipica, ha alzato di dodici punti il gradimento del grigio McCain nei sondaggi sulle presidenziali americane. Alla Convention Repubblicana ha colpito al cuore la platea , resa sterminata dalle riprese televisive, esibendo una povera creatura di mesi quattro, affetta da sindrome di Down. Si tratta di suo figlio, ma questo non rende il gesto meno discutibile. Come discutibile è l’altra felice esibizione: il pancione di Bristol, diciassettenne sventata, incinta di un compagno di scuola. Anche Bristol è figlia sua, e quindi ci sarà il matrimonio riparatore (presumibilmente in Mondovisione), ma riparerà davvero tutto, anche la credibilità delle crociate di mamma Sarah contro l’educazione sessuale? La possibile (probabile?) prossima vicepresidente degli Stati Uniti non è un modello di coerenza e non ha una grande esperienza politica. Fino al momento in cui McCain l’ha tirata fuori dal cappello, come una coniglietta formato famiglia, governava un decentrato paese di ghiaccio. Fino all’anno scorso non aveva neppure il passaporto. Fino a qualche settimana fa nessuno la conosceva. La guardo, ritratta nel suo salotto, mentre siede sulla folta pellicia di un povero animale che ha ucciso. Penso: rassomiglia a più a Mary Poppins che a Ernest Hemingway. Mi chiedo: devo farmela piacere perchè è donna e si sta arrampicando ai quei “piani alti” da cui siamo, in genere, escluse, o posso esprimere i sensi della mia antipatia? E’ già successo con Condoleeza Rice: un drappello di femministe per così dire storiche, provò, quando è diventata, mi pare, Segretario di Stato, a imporsi e imporci di amarla. E’ donna, è nera, e che diamine… è una di noi, difendiamola. Già in quell’occasione mi sono scansata: il ruolo della Rice, il suo impegno a fianco di Bush, mi parevano ragioni sufficienti per trattarla da avversaria. Ma il partito trasversale del “però è una donna” resiste nei decenni. Conosco compagne che hanno tifato per Hillary anche se politicamente preferivano Barak Obama. Conosco signore che, se critichi una donna-ministro, ti guardano storto, anche se ha ottenuto il ministero non proprio dopo una vita di militanza. Le capisco, naturalmente: nascere femmine è stato, finora, un tale handicap per quanto attiene alle soddisfazioni materiali (carriera, soldi, potere) che un po’ di lobbismo, un po’ di tifoseria di genere, sono inevitabili. C’è già chi dice: se Sarah Palin fosse stata un uomo, avrebbero passato al pettine fino il suo passato, gli rinfaccerebbero la figlia birichina, o la poca esperienza? Forse sì, forse no. Una certezza però c’è: se il Governatore dell’Alaska non fosse stato una piacente signora piena di figli, ma un normale cacciatore di foche brizzolato, non sarebbe in corsa per la vicepresidenza degli Stati Uniti. Guardiamo la realtà in faccia: oggi si fa politica con i media. Propaganda, fotogenia, colpi di teatro, eloquenza hanno preso il posto di idee, programmi, tattica e strategia.
Oggi hanno successo soprattutto le novità. Il mito della “faccia nuova” minaccia chiunque porti avanti con onore la sua professione da trent’ anni (succede perfino nei marginali dominii della letteratura, come dimostrano i premi importanti, Strega e Campiello, cascati su due opere prime). I cittadini, ridotti al ruolo di “Audience”, vengono forzatamente intrattenuti con sparate di tutti i tipi, per contrastare noia e disinteresse.
Se per secoli la classe dirigente ha indossato giacca e cravatta ecco che proporre tacchi a spillo e tailleur diventa vincente, in quanto più visbile. Se la società, nei paesi ricchi, invecchia e con essa la sua classe dirigente, ecco che cooptarsi un vice giovane, sommare i suoi 40 anni ai propri 70 e dividere, scanzonati, per due, è un calcolo che non pare più neppure bizzarro . E’ efficace come un bel make-up su una vecchia pelle disidratata. Ma è significativo? No,
se avviene per cooptazione dall’alto. Dunque: l’anziano maschio McCain pesca la giovane femmina Palin, la mette sul podio, e la folla di “Hockey Mums” applaude. Le donne hanno un funzione mediatica forte: più dei politici maschi riescono a sembrare persone normali. Anche se non ci hanno mai messo piede, riesci a immaginartele in cucina. Il merito è dell’immaginario collettivo che accoppia le femmine della specie con commoventi interni domestici, da milleni e almeno per i prossimi 50 anni. Non ne discende, purtroppo, che, in assenza di fallo, prevalga la dolcezza, lo spirito di servizio, l’altruismo o la capacità di armonizzare gli opposti. Esistono donne straordinarie, donne brave, donne competenti, donne abili. E ce ne sono molte di più di quanto si possa anche soltanto immaginare. Ma esistono anche donne stupide, donne fasulle e donne carogna.
E anche queste ultime, ahimè, stanno diventando, una carta vincente. Un asso populista da calare con successo sul tavolo della politica.
Bisogna fare molta attenzione, al fattore “D”. Potrebbe addirittura diventare la più abile e amabile delle moderne fregature.
E le fregate rischiamo di essere sempre noi. Noi donne.
www.lidiaravera.it
ARTICOLO MOLTO BELLO E INTERESSANTE. FATTA QUESTA DOVEROSA E NON SVIOLINOSA PREMESSA Cito una parte del tuo post:
” Mi chiedo: devo farmela piacere perchè è donna e si sta arrampicando ai quei “piani alti” da cui siamo, in genere, escluse, o posso esprimere i sensi della mia antipatia?”
Certo che puoi esprimere la tua antipatia! NO LA PALIN, NON MI PIACE E NON ME NE FREGA NIENTE SE E’ ARRIVATA ‘IN ALTO’ COME DONNA.
Semplicistica questa risposta ma è pura verità.
La Palin mi da fastidio, mi fa schifo, ad essere onesta. L’hai definita ‘conigletta’ uscita da un cappello…io sarei stata meno fine nell’espressione.
A parte il fatto che chi ammazza gli animali per hobby non gode certo di un posto speciale nel mio cuoricino -eh, sì, finalmente si parla anche di altre forme di vta che meritano ogni tanto d’essere citate!-, c’è tutto che non va in questa ‘signora’ da prendere con la stessa cautela di un artificiere con una bomba.
Di per se, McCain è una bomba, se poi ci si unisce una ‘donna’ a fare da ‘plastico’, oddio, l’ecatombe è molto vicina.
Sui suoi ‘buonismi’ da mercato della frutta, sull’immagine mercificata di un figlio Down e di una figlia incinta che diventano assi nella manica per una discutibile quanto ridicola campagna elettorale, ci si potrebbe dilungare e scrivere un libro a tomi.
Come molto acutamente fai notare tu, ci sono donne ‘grandi’ e grandiose, ma ci sono ‘donnucole’ piccole, grette, cattive, meschine -e sono tante- che diventano e sono la vergogna del nostro sesso. Io certo non invidio la Palin e la sua indiscutibile pochezza morale e di animo. Certo, lei è ‘in alto’, sì. Ma qual’è il rovescio della medaglia in tutta questa sua realizzazione? Il fatto che non è non sarà mai l’esempio per una donna. E’ lontana anni luce da ciò che potrebbe rappresentare la rivalsa delle femmine su un mondo schiacciato dalla presenza e dal potere maschile.
In fonto, la Palin non è molto diversa da una tettuta coniglietta di Playboy che mette in mostra le sue grazie e si ‘vende’ come oggetto. No, magari fosse così!!!
La Palin è molto, molto, molto più pericolosa, perchè mostra alle donne un’improbabile meta, un modello sbagliato di raggiungimento degli obbiettivi paritari uomo/donna.
Farcisce la massa con un’immagine ben costruita a tavolino, ma dentro, dentro quell’essere non c’è una donna. Non c’è niente. E questo per tutte noi è molto triste, soprattutto se non ci fermiamo a conserare l’oggettività della cosa. Forse, duro a dirsi, è meglio non raggiungere certi alti livelli ma continuare a lottare e credere davvero in ciò che ci si propone di fare come donne che non fermarsi a guardare una in sottana che non sa neppure da che parte si comincia ad esserlo veramente a parte pisciare sul water da seduta…
Da uomo non riesco a rendermi conto di come qualche femminista possa farsi piacere la Palin. La scelta cadura su di lei non ha niente a che vedere con il valore delle donne, ma con il valore di uno stereotipo: l’ostensione di figli e pance ci riporta alla figura di donna come “fattrice” alla quale non si chiede nè esperienza, nè intelligenza, nè conoscenza, ma una incondizionata fecondità. Se poi questa donna ama le armi e si circonda di trofei tanto meglio: ciò le fornisce quell’elemento maschio destinato a stemperare il suo essere femminile. In un certo senso la candidata è una sorta di ermafrodito che esalta all’ecceso i due caratteri. Direi che appartiene a un nuovo sesso, quello mediatico che cambia a seconda del target, così come avviene in alcuni pesci al variare della temperatura dell’acqua.
Credo sia proprio cosi’. Ho pero’ qualche piccolo dissenso, rispetto a quanto detto nel post: non la trovo affatto piacente, ma la vedo, nel complesso, come una qualsiasi massaia americana, con nessuno “charme” e con dio sa cosa nella testa. Il fatto che non abbia il passaporto, la accomuna a Bush, che, hanno scritto vari giornali, l’ha avuto da presidente già eletto, la qual cosa dovrebbe, credo, preoccupare tutti. Il nomignolo di “barracuda”, secondo una rivista belga, se lo sarebbe dato lei stessa. Se fosse vero, validerebbe il precedente dubbio su cosa possa avere nella testa. Il resto che si conosce di lei è in qualche modo coerente: nessuna esperienza né conoscenza di politica internazionale, feroce anti-abortismo e conservatorismo all’americana, cioè appena più ottuso di quello vaticano. Sembra la descrizione di un talebano, dovrebbero starci attenti.
Le donne e gli uomini che vivono in Usa, Lidia cara, sono i piu’ bombardati del mondo. Intendimi: a parole, dalla televisione, dai media in generale. Ricordo che nel 1972 quando vivevo a New York la citta’ era servita da 72 canali televisivi alcuni dei quali via cavo. Da noi allora ce n’erano forse due, di Stato, e il cavo era quello telefonico. Olfactory fatigue veniva definito da persone intelligenti questo “affaticamento olfattivo” che non ti permette piu’ di sentire alcun odore. Per capirci come se vivessimo tutti a Tivoli.
Cosi’ la convention repubblicana, venuta dopo la democratica, ha ribombardato la platea facendo risalire i consensi come una stappata di prosecco. Se si rifacesse quella democratica ora, e gli statunitensi non se ne accorgerebbero, ci sarebbe un nuovo botto in su’per Obama. Per poi assistere a un ipotetico crollo in caso si scoprisse che uno dei candidti ha detto il falso o ha un’amante (due cose insopportabili per il bigottismo usa). Personalmente mi sbagliero’, ma da maschietto non vedo la Palin buona o cattiva, femminista o condoolista. Vedo il rintronamento (romanesco) di un popolo che non sa quasi nulla di nulla. Che pensa ai suoi dollari credendo che ancora valgano molto e non sapendo nulla della bancarotta ondeggiante sulla loro economia. Per esperienza vissuta sulla pelle ti ricordo che questi benedetti statunitensi non conoscono la geografia e la Georgia e’ sempre quella on my mind. Anche ora che i russi (ma sono ancora mezzo comunisti, no?) se la vogliono riprendere. Certo che c’e’ da tremare…
Un saluto dalla Finlandia
L’evasione fiscale
.
Europa : Italia
Società civile : belli ricchi e intelligenti.
Bidonville : vitto alloggio e affetto .
Le costruzioni in poesia
una specie di teatro
che racconta la realtà data
qui sul pianeta Terra c’è tutto un bel vivere
e c’è il Caso
il grande Dispensatore di tutto ciò che è buono bello e terribile
se te la cavi
il disimpegno nell’amore è un’ovvietà
essendo uno sprovveduto
limito il dire a sintesi ambigue
nelle bidonville immaginiamo
che in ogni ambito ci siano codici di opportunismo
che fanno selezione
e quello è il merito ..
le dita ingioiellate del merito
sembrano non accontentarsi del giusto compenso
pretendono la pensione d’oro
la parcella d’oro
la super figa
l’evasione fiscale possibile
se non trovano il parcheggio portano pazienza
gli escrementi del cane non li lasciano per strada come fanno i comunisti.
Sia lodato il facile profitto!
Sempre sia lodato!
Tu : e quindi?
Io : e quindi i baci te li dispensa il caso .
Più che a un barracuda a me la Palin fa pensare a Trudy di Gambadilegno; insieme costituiscono una simpatica coppia di farabutti. Vorrei essere ottimista e sperare che al di là del fumetto o della caricatura proposta gli americani riescano a distinguere la persona al di là del personaggio che bene o male si trovano a impersonare. A questo punto il sesso non è davvero più una discriminante; in questo fast-food mediatico l’ultima cosa a cui si bada è la qualità. Sta a noi non farci abbindolare.
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non era necessaria,cara Lidia,con tutto il tuo passato di belle cose fatte e scritte la tua caduta di stile,
alludendo forse allo fatto che lo Strega sia stato vinto da P.Giordano?
Non puoi non ammettere che sia un bel libro,da chiunque sia stato scritto.
.. se risultassero cadute di stile ci sarebbero decine di commenti più o meno variopinti a fare baldoria … sarebbe bello che la signora Lidia giocasse a sbilanciarsi : autorevole esuberanza
con larghissimi margini a credito.
E’ davvero triste osservare quanto gli americani ( enon solo loro) siano ingenui in temi tanto importanti, ed è drammatico pensare quanto peseranno le conseguenze di tale infantilismo.
Non è una novità rilevare che le campagne politiche si basino sulla vendita di un prodotto come un altro: studiate a tavolino da cervelli dotati, i vari prodotti devono rispondere a requisiti di vendibilità, che non attengono necessariamente alla “morale” o all’etica politica.
Quindi: bella o brutta faccia, gonnella più o meno lunga, tailleurino, figlia diciassettenne incinta, figlia down piuttosto che pomodoro succoso sul barattolo, o film che contiene tutti gli elementi che consentono di sbancare ai botteghini: tutto è permesso, in un’ottica che giustifica i mezzi.
Nel caso della signora Palin, ho l’impressione che il prodotto prescelto debba soddisfare il bisogno di riconoscimento più ampio possibile: e così la donna frustrata può riconoscersi nell’ascesa di una signora nessuno, la madre con figli problematici o malati può ritenersi degnamente rappresentata, la minorenne incosciente adeguatamente capita, l’uomo di casa sufficientemente comprensivo o addirittura intenerito.
Poco posto per la politica in tutto questo, purtroppo.
gentile Lidia, la sua critica della Palin ha i toni parossistici di una bacchettona intollerante.
Lei é la donna matura che ha rimosso la sua adolescenza: ricorda “Porci con le ali” ?
Su quelle ‘ rivoluzionarie’ avventure ha creato il suo successo e, come spesso accade in Italia,
continua, per inerzia, a saccheggiare il filone della veterofemminista e della “democratica” da
salotto.
Ricevo dal ‘commentatore’ del precedente post, in messaggio privato un suo commento a me, nonchè a te, Lidia.
Siccome credo in quello che dico, non mi tir certo indietro questa volta, e faccio copia/incolla della mail e dell mia risposta:
messaggio di antonio ferrin a me:
Ho letto il suo commento all’articolo di lidia ravera e avrei voluto
risponderle con altrettanta faziosità,
sicumera nonché volgarità.
Ma non ne sono capace: quando una donna vuole essere volgare, é insuperabile!
Poi ho visto le sue immagini sul sito e ho capito( perché le immagini
comunicano).
Lei é vittima dell’antico delirio veterofemminista, e pertanto non é
in condizione di percepire quanto
siano infelici le sue elucubrazioni.
cordialità
antonio
messaggio di risposta mio:
M’inchino a cotanta intelligenza e perspicacia!
Perdoni, noi poveri e comuni esseri inferiori a Lei, che abbiamo la capacità di esprimere senza peli sulla lingua ciò che pensiamo. Comunque, dal momento che l’articolo era un commento, nonchè un appoggio, allo stesso post Della Sign.Ra Ravera, sono certa che sarebbe stata una sua migliore ‘uscita’ pubblicare questo messaggio privato nello stesso forum. Non abbia di che preoccuparsi, lo farò io per lei…copia/incolla con IL suo Nome e cognome -ammesso che siano reali.-
Si faccia curare, se cerca con attenzione troverà chi potrà esserle di Grande aiuto.
Io e Le mie immagini la salutiamo e siamo troppo ‘signore’ per dirle dove se NE deve andare.
Tiziana
E CHE DIAVOLO CENTRAVA TUTTO QUESTO CON IL FATTORE ‘D’ CHE LIDIA RAVERA HA VOLUTO SOTTOLINEARE NEL SUO ARTICOLO????
BELLA DOMANDA…MI SEMBRAVA GIUSTO PUBBLICARE IL TUTTO, COMUNQUE.
EVIDENTEMENTE IL SIGNORE HA UN GROOOOSSSSSOOOO PROBLEMA CON IL FATTORE ‘D’!!!!
SCUSA, LIDIA, SE HO RUBATO SPAZIO SUL TUO BLOG, MA QUANDO CI VUOLE…
… se cerca qualcosa di intelligente il sig. Antonio la vecchia musica degli Skiantos è quello che
fa per lui.
Ancora una riflessione sul cosiddetto fattore D. Nel bell’articolo di Geraldine Brooks su D Donna del 27 settembre si parla di EMPATIA, come di una qualità che se fosse sviluppata sia nell’uomo che nella donna porterebbe tutti indistintamente ad occuparci di più del nostro prossimo, impedendoci di fare agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi, perchè riusciremmo a metterci nei panni di chi ci sta di fronte. Questo mi trova pienamente d’accordo. Secondo l’autrice le donne sono state educate ed incoraggiate ad essere più empatiche degli uomini; tale differenza è dunque solo un fatto culturale, in quanto lei dice non c’è nessun motivo per cui un uomo non possa essere empatico quanto una donna. La causa è quindi nella diversa educazione che noi madre proponiamo ai nostri figli. Su questo mi pongo alcune domande a cui non sono certa di saper rispondere e faccio alcune considerazioni su come sia cambiato, per fortuna, il modo di educare i nostri figli da quando ero ragazza, (ho 53 anni), ad ora, cosa che certamente ha condotto ad una maggiore parità tra uomini e donne. Mi piace la frase che usa Magrelli: l’unica religione in cui credo è quella basata sul rispetto dell’altro. Che il prossimo sia il tuo unico dio.
Certo non deve appoggiare la Palin, però se qualcun altro avesse detto che la Rice era una donna scimmia lei con la sua immensa ipocrisia, tipica di tutti i comunisti, avrebbe gridato al razzismo, alla rinascita del fascismo, o del KKK in Italia.
Parlo d’immensa ipocrisia perchè lei come tutti le comuniste(spro non si vergogni se uso questo termine) e femministe gridate contro il sessismo contro la trasformazione della donna in oggetto pio il giornale dove lei scrive e diretto da una come lei la Concita De Degrorio usa un sedere femminile per vendere e la giustificazione è un prodotto culturale.Patetico
Potrei continuare con il pseudo pacifismo solo nei casi in cui ci sia una guerra d’Israele o degli Usa,con la difesa della scuola pubblica quando si mandano i figli propri nelle private americane, con la difesa dell’immigrazioneselvaggia quando si stà in Via Montenapoleone, in Via Veneto, a Manhattan o agli Champs Elyséé
Sperando che non mi censuri ,le chiedo se la Rice appoggiava Obama diventava una donna o rimaneva una scimmia?
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