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tornare in Italia

Lidia Ravera | Lavori in corso | 21 Giugno 2009 | 1,428 letture

Una settimana lontano dall’Italia, rinchiusa con ritmi da boy scout in una bellissima foresta finlandese, a discutere di letteratura con 60 scrittori e scrittrici e poeti e poetesse di tutto il mondo, dall’Estonia al Nordamerica, dalla Francia all’Islanda al Giappone. “ In other words” era il titolo di questa “Lahti International Writers Reunion” . Forse perché ero l’unica italiana, forse perché il discorso si faceva politico soltanto quando a parlare era uno scrittore la cui lingua madre era, in qualche modo, minacciata( per esempio, Zirat, romanziere curdo) forse perché non arrivavano, in quella clausura , neanche i giornali in inglese, ho sperimentato una sospensione dell’ansia, una benefica riduzione di quel poco o tanto di ossessivo che ci tiene legati alla cadenza quotidiana degli eventi. Ora, seduta nel non-luogo per eccellenza, l’aereoporto, gustando il piacere dell’ attesa, e già guastandolo con il pensiero del ritorno, mi interrogo: sono partita all’indomani del ddl che vieta le intercettazioni telefoniche a meno che uno non sia già, praticamente, in galera… che cosa sarà successo? Qualcuno avrà protestato? Ci sarà stata qualche manifestazione di civile dissenso? Sono partita a 5 giorni dall’ennesima conferma elettorale dei partiti di governo: avranno evitato, i ragazzi del piddì, di farsi del male reciclando vecchie soluzioni o litigandosi le colpe? La sinistra radicale, dispersa e perciò non eletta, realizzato lo stato d’emergenza, avrà deciso, finalmente, di ridurre le sfumature del rosso a qualche possibile scelta cromatica comune, così da offrire a tutti noi un tetto, un riparo dai venti che spingono l’Europa verso destra e rischiano di travolgerci con la forza di un uragano?Se riesci a ingannare il tempo con lo spazio, una settimana dura più di 7 giorni e consente qualche illusione. Magari ,la larga minoranza di italiani cui appartengo, la troverò determinata e ottimista?

votare partiti, votare persone

Lidia Ravera | Lavori in corso | 9 Giugno 2009 | 1,128 letture

L’avevo detto e l’ho fatto: spigolando fra le liste ho preferito, per le Europee, persone, non partiti. E’ capitato che fossero tutte e tre nella stessa lista. Non è un caso, d’accordo. Una donna e due uomini.
Non ce l’hanno fatta. Anche questo l’avevo messo nel conto. Ma i voti non sono “dispersi”, i voti raccontano un’ area di opinione. Il Pd ne terrà conto se, come fa pensare la bella affermazione di Debora F. ( giovane, femmina e mentalmente indipendente), avrà voglia di cambiare. Tutti i voti andati al centrosinistra e a sinistra del centro, fanno bene al Pd. Gli mostrano, come si dice, una possibile via da percorrere. Quindi non mi sento in colpa e non mi pento: non avevo preso una decisione fino al momento di entrare nella cabina numero 4, un delirio di incertezza che non mi aspettavo da me stessa, che mi ha un po’ sconvolta. Non mi riconoscevo più, ma come…la vecchia compagna ravera in crisi di smarrimento? Mi hanno convinta quei tre nomi, quelle tre persone, la loro storia, la loro coerenza, le cose che hanno fatto e detto nel corso degli anni. Sento che dobbiamo ricominciare a pensare piccolo, a guardarci in faccia, a fare domande,a fare attenzione ai dettagli. Lo sento…ma non riesco a trovare, per questa sensazione, un assetto razionale. Non la so tradurre nè spiegare. Qualcuno mi dà una mano?

parto dall’isola per andare a votare

Lidia Ravera | Lavori in corso | 6 Giugno 2009 | 1,142 letture

Il sole tramonta lento sul mare. Giugno è il mio mese preferito, sull’isola. Sono qui da dieci giorni. La mia vita ha preso quel ritmo straniato che mi piace tanto. Corro, cammino, corro in bicicletta, nuoto nell’acqua ancora fredda, studio, penso. L’ansia si placa. Spacciare letteratura in un paese come l’Italia è frustrante. Se stai lì a covare il romanzo(” la guerra dei figli”, uscito da più di un mese), a sbatterti nell’auto-promozione, perdi la gioia di scrivere, di aver scritto, di aver voglia di scrivere ancora. L’isola è magnifica per curare le piccole ferite del premio mancato, della pubblicità mai concessa,del gioco dell’inclusione-esclusione. Sotto il brontolio del vulcano, davanti alle rocce nere che bucano il mobile blu del mare, tutto ti sembra molto relativo. del resto, lo diceva anche aristotele, mentre tutte le altre forme di attività sono meramente umane, la contemplazione è divina.E’ il passatempo degli dei. Dunque, contemplo e sto bene. Allora: perchè domani prendo un aliscafo alle 9 del mattino, un treno alle due di pomeriggio e mi reco presso le urne a votare? Perchè è un dovere, e bisogna obbedirvi anche nelle democrazie acciaccate come la nostra. Perchè è un diritto e bisogna esercitarlo, anche se, mai come quest’anno,l’entusiasmo sta a zero. Perchè non si può essere snob e pretendere un partito perfetto, candidati squisiti, motivazioni forti, possibilità di vittoria. ha ragione michele serra, quando scrive che votare è un gesto di umiltà.
E allora okay, votiamo. Il dubbio amletico è: voto chi mi piace ( o mi dispiace di meno) ,o voto Pd perchè è l’unico baluardo ( per quanto anche lui acciaccato come la democrazia) contro l’avanzata inarrestabile della destra? Lotto perchè la sinistra raggiunga il quorum o lotto perchè il pd si rafforzi e tenga botta, nonostante tutti gli errori commessi?
Vi giuro che, per una volta nella mia vita, non so che pesci pigliare.