e adesso che abbiamo fatto le primarie: che ne dite di una bella Manifestazione, ragazze?

Siete andati a votare? Bene. Anch’io. Ho votato Marino. Spero che travolga i suoi composti competitors. Lo spero. Non me l’aspetto. Ma la speranza è un muscolo, bisogna tenerla allenata. Ci pensavo questa mattina correndo a Villa Pamphili sotto un sole color mimosa:Non devo forse darmi da fare per la mia anima quanto mi do da fare per il mio corpo? se per il corpo corro 30/40 chilometri a settimana, bevo solo vino rosso, evito il burro , mi infilo giù per la gola due litri d’acqua al giorno e non fumo più di 5 sigarette, perchè non faccio niente per la mia anima? Così il corpo è in forma smagliante e l’anima è uno straccio. Di che cosa ha bisogno l’anima? L’anima ha bisogno di speranza, appunto. La peggior nemica della speranza è la rassegnazione.Sto inanellando ovvietà. Lo so. Ma non posso sempre pesare ogni parola. certe volta bisogna avere il coraggio di non essere originali. Forti, audaci , ottimisti e banali. Ecco come bisogna essere, di tanto in tanto. Come si fa a essere ottimisti? Convincendo se stessi e gli altri che si può reagire. Che non necessariamente si deve accettare tutto. Ingoiare bocconi amari fino a strozzarsi. Borbottare negli angoli e sopportare, distaccandosi sempre di più dalla politica, dal desiderio di migliorare o almeno di mettere fine al peggio..per esempio: se le donne e le ragazze d’Italia, offese e anche annoiate dalla reiterazione dell’offesa. discriminate, tenute sempre in panchina, come riserve, usate come corpi da distrazione o rigettate perchè inadeguate al ruolo, trattate con degnazione, espulse dal mondo del lavoro o precarizzate, con il peso di un paese che non funziona sulle spalle, utilizzate come ammortizzatori sociali ( c’è la crisi? ci pensa la mamma a tener su i figli disoccupati,a badare ai bambini ai vecchi ai malati…), se le donne e le ragazze d’Italia, che vedono premiate le peggiori fra loro, quelle che passano per il letto dei potenti pur di fare carriera, se le donne e le ragazze d’Italia dicessero: Basta!…Non credete che ci sentiremmo tutte un po’ meglio? Tutte noi e molti uomini di buona volontà, che non ne possono più di coincidere con un club maschile squallido e arretrato… “Adesso basta” potrebbe essere lo slogan. Penso, per cominciare, ad una manifestazione. Contarci, farci vedere, mostrare la nostra forza. Starsene a casa, a studiare, a pensare, vedersi con le amiche e basta, è un lusso che, in questo momento, non possiamo permetterci. Che ne dite di Piazza Navona? per cominciare, certo, soltanto per prendere coraggio, per ritrovarci…Mandatemi un segnale!

44 thoughts on “e adesso che abbiamo fatto le primarie: che ne dite di una bella Manifestazione, ragazze?

  1. Io ci sarò. Sono certa che ritrovare un pò di entusiasmo sia la cosa che paghi più di tutte (oltre al fatto che sei venuta anche in sogno per dirmi di votare, cara Lidia).

  2. io sto a roma, ho una figlia di 2 anni e una in arrivo nella pancia che potrebbe uscire proprio in piazza navona!!!ma vengo lo stesso, anche io ho bisogno di speranza e di ottimismo anche se non lo dico ad alta voce….

  3. Anch’io cara Lidia, io che questa volta ho scelto di non partecipare a queste primarie (sogno una donna a capo di un partito italiano, è un’utopia?), anch’io verrei volentieri a Roma per esserci, per DIRE BASTA allo scempio che talvolta anche noi facciamo di noi stesse.
    Tu hai lanciato l’idea, come ci possiamo organizzare? Mi aspetto una valanga che riempia piazza Navona fin nelle fontane… Spero che l’idea non evapori, di può fare, si deve fare, tanto per cominciare.
    Ciao Cristina

  4. Lidia carissima…..certo che DOBBIAMO alzare la voce ma mi domando …. non sarà che il “velinismo” ha spento tutti gli ardori che ci facevano fremere…. non mi spiego altrimenti come in tutti questi mesi le donne giovani,giovanissime e più grandi hanno sopportato in silenzio tutto lo scempio che sappiamo. Lo so che ci sono ancora donne forti, battagliere ma la mia paura è che in troppe si siano lasciate distrarre o che non siano più allenate a difendere i loro diritti. E’ la stessa domanda che mi faccio in continuazione anche nei confronti di tutta quella generazione di giovani, mia figlia compresa, che permette che il loro futuro venga triturato senza alzare OGNI GIORNO la voce,senza riempire OGNI GIORNO le piazze in un presidio permanente finchè qualcuno non volga lo sguardo verso questa generazione di laureati e non che vaga disperatamente in cerca di un lavoro . Forse sto “borbottando in un angolo” cara Lidia ma l’amarezza è davvero tanta. Sto guardando la mollettina verde che mi hanno dato ieri e chissà che non sia lei a ridarmi un poco di ottimismo!!

  5. allora, Lidia cara, le donne in piazza Navona. Benissimo, d’accordo, ci andassero anche tanti maschietti sarebbe meglio. Ma poi? Perchè non chiamare a distesa tutte le altre? Perchè non scendere dal piedistallo e andare a fare campagna e proselitismo nei luoghi dove la ragazze sono sole e disperate, con compagni, ragazzi, mariti che parlano solo di calcio e di figa (scusami ma così è), nei luoghi dove le ragazze sognano le veline, si vestono da mignotte perchè vadi moda e guardano il grande fratello 10 che è cominciato stasera? Perchè non riprendere conttato con le masse di donne che o non votano più o ancora sono abbagliate dall’Utilizzatore finale, o sono così disperate che a Villa Grazioli ci andrebbero anche senza essere pagate pur di avere un momento di gloria? Un tempo, ma secoli fa, le giovani e i giovani del Movimento Studentesco, tu lo sai meglio di me Lidia. andavano a parlare con gli operai, uomini e donne, andavano nelle periferie e nei ghetti delle città invivibili forse meno peggio di oggi. Parlare, provare a parlare con chi non ti ascolta più è una bella scommessa e ci vuole fegato e voglia. Ci vuole ANIMA, quella di cui tu parli. A piazza Navona sarete sempre voi, sempre le stesse ma non basta più. Devono andarci anche le altre, le tante donne italiane che sono sfruttate nel lavoro e a casa e che, per inerzia, restano a casa, guardano le sit com e i realities. Non ce la fanno a leggere un libro e a parlare con il loro uomo. Lo dico da maschio e inorridisco per il degrado morale che subiscono ma che non le porta a schierarsi. Forse perchè da questa “nostra” parte, eccezion fatta per la Rosy Bindi, c’è molto silenzio, troppo silenzio. E le donne, nei vertici anche di questo PD Bersani style, ce ne sono davvero poche. Per ora.

  6. credo Fabrizio abbia ragione.
    Se poi dobbiam fare una manifestazione , facciamo la giornata delle manifestazioni una nella grande città, una nel piccolo comune, in tutta italia, così che chi voglia farlo possa farlo veramente.capillari, così come si faceva una volta, è con quello spirito che mi han raccontato molti diritti sono stati conquistati.
    Libera

  7. Carissima Lidia,

    leggo da tempo tutto quello che scrivi e per la prima volta mi permetto di rispondere alla tua “chiamata”…Sì, perchè è veramente ora di dire “Basta!”. Sono separata con un bambino di 8 anni. E’ durissima. Lavoro “solo” 4 ore al giorno perchè, tornata sul posto di lavoro dopo la gravidanza e il parto, mi hanno trattata come un peso, una cosa inutile in un posto di lavoro dove da più di 10 anni ero la “segreteria” niente popò di meno del Presidente…Ho sempre lavorato e usato tutta la mia energia nonchè, perchè non dirlo, intelligenza per raggiungere, senza percorrere strade alternative (che naturalmente mi hanno proposto…che te lo dico a fà…), i miei obiettivi. E ci sono riuscita. Ci ero riuscita. Ero, e sono, al 1° liv del contratto di commercio e, per essere una Donna – come si suol dire, prendevo uno stipendio addirittura ben superiore al mio compagno. Il lavoro non era certo dei più gratificanti ma cercavo di farlo con tutto l’impegno el a dignità possibile. Fare un figlio a 36 anni è stato un dramma. Il part time l’ho dovuto chiedere. Non l’ho scelto. Dopo poco il mio compagno ha deciso di lasciare me e mio figlio che aveva 2 anni. Questa è la mia storia. Ma credo ce ne siano di tantissime ormai molto simili. E nessuno naturalmente ne parla. Si parla solo della “bassa natalità”, senza coerenza e con tantissima ipocrisia. A volte mi tocca pure vergognarmi per quello che sento dire dalle stesse donne, mogli, amanti, sorelle, mamme che sono sempre lì ferme, immobili, stereotipate, abituate a non chiedere, a non domandare, a non incazzarsi soprattutto perchè è molto poco femminile. Io però purtroppo abito a Milano, anzi nell’hinterland milanese, purtroppo. E aspetto che anche qui qualcuno come te proponga una manifestazione ma anche una serie di incontri…insomma ricominciamo a farci sentire, a fare un gran casino!
    Grazie!
    Barbara

  8. Buonasera, l’ho visto proprio ora a “parla con me” e sono rimasta incantata dai suoi interventi! Io sono una di quelle ragazze considerate bacchettone e mi sono stufata!!! In piazza ci sarò, amo le manifestazioni e a questa non potrei mai mancare, quindi…facciamolo!

  9. Ciao
    Da lottatrice e sognatrice si che voglio scendere in piazza. Vorrei farlo da quando sono tornata in Italia, dopo alcuni anni all’ estero… Perchè non capivo come rivogermi agli uomini, ero disarmata davanti le battutine soprattutto al lavoro che toccano la femminilità …
    Forse dopo anni mi sono abituata a molto, anche io ho avuto le mie storie con uomini molto piu grandi di me …. sarà un effetto della vita in Italia???
    Pero’ non mi abituo e rassagno a tutto!!! E continuo a credere nelle donne!

    Non so abbastanza del femminismo e dei movimenti … dovrei saperne di piu’ ma forse in questo momento non è un problema.

    Quallo che puo’ unire è la voglia di manifestare e dire ” ORA BASTA” ( ho appena sentito Lidia dalla Dandini)
    Cosa dite? riusciremmo a farlo addirittura in modo diverso?
    Creando spazi creativi e di espressione auto organizzati- attraerso il web, le associazioni ….
    Magari, Raccontiamo alla manifestazione cosa significa essere donne
    E cosa non ci va : A cosa diciamo ” ORA BASTA!!”
    Donne che ridono con vignette o improvvisazioni teatrali, riflettono, si incavolano, ironizzano con ricamini e tra-vestitmentii, con video box e interviste , donne che recitano … donne che si prendono lo spazio di esprimersi

    O che si regalano una giornata in piazza tra amiche, condividendo un pranzo in piazza,, o semplicemente chiacchierando ….

    Rendiamo la piazza femminile, per dire ORA BASTA!!
    Sono una sognatrice pero’ motivata e in team sono una donna d’ azione ;) Se siamo in tante i io ci sto a dare una mano!
    Un abbraccio
    Laura

  10. Anche io Lidia l’ho appena vista a Parla con me e anche io ci sarò.Sono una di quelle come tu hai esordito “che sgobbano”.

  11. L’ho vista anch’io a “Parla con me”… grandiosa! Anch’io ci sto per la manifestazione. Mi sono rotta di stare ad aspettare che qualcuno faccia qualcosa: di attendere il MIRACOLO!

  12. A costo disembrare nostalgiche dobbiamo assolutamente riprenderci i nostri spazi comonciare da P.zza Navona si puo e si deve ma tenendo presente fin d’ora che la strada e’ in salita perche’ abbiamo perso troppo tempo e recuperare sara’ molto complicato in quanto il nostro compito primario ora e’ anche quello di convicere le nostre ragazze a d osare di piu’ ed a non rassegnarsi ma al contrario pretendere un futuro pieno di rispetto e dignita’!

  13. Lidia, hai ragione. ADESSO BASTA!
    Ma basta con tutto, tutto tutto.
    Siamo incazzate e siamo in tante e non siamo stupide e sappiamo portare i pantaloni.
    In questi giorni, poi, sono DECISAMENTE incazzata col meccanico (maschio alpha e tutto si spiega) che ha in ostaggio la mia automobile… non scendo in particolari, potrei diventare scurrile.
    Se non lo fai tu, ti chiedo l’autorizzazione per aprire un blog su cui ogni persona può scrivere cosa ADESSO BASTA per lei. Uno spazio libero dove invitare donne/uomini/mogli/mariti/figlie/figli/mamme/papà/nonne/nonni – mi sembra che ci siamo tutti, no?- . Poi scegliere le mail più interessanti e rappresentative e riempire le redazioni di quotidiani, telegiornali, talk show, riviste, ecc. Non potremo essere ignorate per molto.
    Che ne pensi?
    Il tempo per farlo, io lo posso trovare, se poi qualcuna vuole partecipare per darmi una mano: che si metta in contatto!
    Fammi sapere

  14. Era ora!! In alcuni momenti mi sono sentita addirittura sola, nel portare la mia lotta personale nel mio quotidiano con le persone che frequento tutti giorni, ragazze che fatica!! Io spero sinceramente che questa manifestazione si faccia, anche per dare una risposta a tutto quello che è accaduto, che anche le altre donne si rendano conto che qualcosa non và, che dobbiamo riprenderci la nostra dignità, in questa società un pò troppo maschilista, io sono stanca di sentirmi come un pesce fuori d’acqua, tante donne intorno a me tacciono, ma non si rendono neanche conto di cosa accade intorno a loro, delle offese subite, come se la nostra situazione sociale sia giusta, non è che loro non si ribellano, o non parlano, o non prendono posizione, loro non si rendono proprio conto, per loro è normalità!!! Una mia carissima amica laureata, colta mi ha confessato di ammirare Berlusconi e che quando fà quelle battute lo trova un simpaticone, e che sarebbe disposta andare a letto con lui perchè è un uomo affascinante!!!!!???????? ORA BASTA con stè cazz…te!!! Sono stanca, perchè siamo noi donne le responsabili di tutto questo, siamo noi donne le assassine della dignità di noi stesse, quindi per me la manifestazione dovrebbe essere fatta per le donne contro le donne… E’ colpa nostra se è così!!

  15. io posso occuparmi del gruppo su Fb…è possibile contattarmi:Sara Memmi(la mia immagine è quella con Mafalda),lì c’è anche il mio indirizzo email e numero di cellulare…

  16. Cara Lidia,
    ieri sera dopo l’ennesima trasmissione sui vizi di Marrazzo (Annozero) e l’ennesima intervista a un trans, stavo andando a letto col voltastomaco ma finalmente ho cambiato canale e ho trovato Serena e te sul divano.
    Non ho votato per le primarie perché ho perso la fiducia e penso che non voterò per altri anni ancora. Lo schiifo è trasversale….Abito in Lombardia in un comune, ahimè! regno dei leghisti con donne fighette che pensano solo a essere giovani e belle.
    Sento il bisogno di una manifestazione, ho voglia di urlare il mio disappunto. DOVE E QUANDO?

  17. ADESSO BASTA. E’ ORA DI RISCHIARE.
    Rischiare di passare per rompiballe, moraliste bacchettone, rigurgiti di post-femminismo, più ‘intelligenti’ che belle, più ‘belle’ che intelligenti, più acide che puttane.
    Va benissimo, io ci sto. MA FACCIAMOLA DAVVERO QUESTA MANIFESTAZIONE E SUBITO.

    Io sarò lì con voi, Lidia, Giorgia, Marcella, Renata, Carlotta(e le sua bimbe), Lory, Marianna… Sarò lì con la mia camera, sono regista e video designer, a dar voce – vera voce – a tutte voi.

    LIDIA DA QUESTA MANIFESTAZIONE DOBBIAMO TIRAR FUORI UN DOCUMENTO CHE TESTIMONI I NOSTRI PENSIERI, LE NOSTRE EMOZIONI, CI DEVONO VEDERE, CI DEVONO ASCOLTARE. Il racconto, sincero e, perchè no, anche auto-ironico, di donne reali, che spiegano una volta per tutte perchè sono arrabbiate e perchè sentono il bisogno di doverlo dire in una piazza. Non permettiamo che passi come la solita manifestazione auto-referenziata che dopo due giorni non si sa chi l’abbia fatta e soprattutto perchè. Dobbiamo metterci la faccia, il nome. Non solo per noi ma per tutte quelle che là non potranno esserci.

    Una di queste la voglio immaginare così: a casa, di sera, dopo un’intera giornata di lavoro ancora a lavorare, in lotta contro il tempo per riuscire a fare tutto ciò che serve per mandare avanti la baracca – la tv accesa sullo sfondo. All’improvviso qualcosa attira la sua attenzione, qualcosa che viene proprio dalla tv.. – no, non è la solita rissa tra politici/politicanti, non è il solito plastico di portaaporta, non l’ennesima intervista al trans di turno… Ma che diavolo è?
    E’ una donna, semplicemente una donna, proprio come lei, che finalmente PARLA.
    E NE DICE DI COSE.
    Intanto il marito/fidanzato è rientrato anche lui. Lei è fortunata: lui le dice ciao e le dà un tenero bacio sulla guancia – Ma nota qualcosa di strano, Si allontana un poco, la guarda, aggrotta la fronte. ‘Ma cos’hai?’, le chiede. Lei si gira, un movimento lento e automatico, stampata sulla faccia un’espressione quasi inebetita, una luce strana negli occhi, un sorriso largo e lontano. ‘Niente, amore. E’ solo che qualcuno, finalmente, ha detto: ADESSO BASTA. E porca vacca, ora lo voglio dire anch’io.’

  18. solo una domanda: quando?
    la puntata di “parla con me” di ieri sera è stata una boccata d’ossigeno per qualla parte di me che finisce per annoiare parenti e amici su quanto sia complesso essere Donne oggi. Cerco disperamente donne intorno a me che non ritengano la parola “femminista” un offesa…e qualcuna ce n’è, ma da qua a formare un gruppo organizzato ne passa…
    quindi la manifestazione potrebbe essere un buon punto d’inizio per incontrarsi e creare legami, gruppi e far partire – pardon, ripartire – davvero una protesta.
    Già ora, al solo parlarne e immaginarlo, mi sento meglio. …cibo x l’anima.
    insomma, io ci sono.
    A PRESTO!
    sara

  19. Anche io ieri sera ho visto “Parla con Me” e ho trovato in Lidia la voce che aspettavo di sentire da un pò! Sono d’accordo con la manifestazione e sono disponibile a opere di sensibilizzazione alla tematica nella mia città (che ne avrebbe tanto bisogno!). Sono stanca di sentirmi sempre un pesce fuor d’acqua tra le mie amiche, ragazze colte, in gamba, ma che si lasciano trasportare dall’onda del frivolo, scambiandolo con l’essere DONNA!
    Il mio consiglio è di non improvvisarci; manifestiamo, ma organizziamoci bene, come solo delle donne possono essere capaci di fare!
    Fatemi sapere, IO CI SONO!!!!!

  20. stamani ho mandato una mail alla redazione di “parla con me” e l’ho inoltrata a tutte le mie amiche. Ho 64 anni, ho vissuto il ’68 e, a volte mi sembra un sogno lontano. Ogni volta che leggo o vedo quello che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi. Brava Lidia, tu hai più voce, più forza, più mezzi di noi! (intendo la scrittura!) quindi organizza, facci sapere se hai bisogno d’aiuto, qualunque cosa. Ho i piedi che scalpitano per manifestare! Bianca

  21. Cara Lidia,
    io ti ammiro da eoni…e se ci sarà una manifestazione cercherò di partecipare…Ma siccome vivo in provincia di Genova stabiliamo qualcosa in tempo? Per farcela a “venì “intendo :)
    Un abbraccio grato,
    Juliette

  22. Cara Lidia, mi pare evidente come “Adesso basta” sia un pensiero comune a molti. Ho aderito con altre/i compagni ad un appello che porta lo stesso nome e che vi invito a leggere:

    http://www.adessobasta.it/

    Fateci sapere e faremo il possibile per partecipare, e prendiamo in considerazione la possibilità di fare manifestazioni in più città contemporaneamente!

  23. Cara Lidia,
    non la conoscevo fino a ieri, quando l’ho vista al programma della Dandini.
    Sono giovane e lontana da piazza Navona, ma voglio esserci. Quando voi avete fatto il ’68, io non ero nemmeno nei progetti dei miei genitori, che nemmeno si conoscevano. Ma le idee che hanno animato le vostre battaglie le ho dentro da sempre, sono nella mia natura e, proprio per questo, non ci sto a vedere il mio pensiero etichettato come mero “femminismo”. Volere, pretendere la parità è molto di più.
    Monitorerò il suo blog per venire a conoscenza di eventuali aggiornamenti a riguardo!

    PS: l’idea delle manifestazioni contemporanee in più città mi piace molto.

  24. Cara Lidia,
    ho visto ieri sera la sua intervista con la Dandini e devo dirle che mi appartengono sia gli argonenti trattati che il tono con cui sono stati trattati. Prima di Parla con me ho guardato Anno zero e mentre lo guardavo mi è salita una rabbia e continuavo a dirmi che bisonga reagire, che bisogna dimostrare a questa classe dirigente (trasversalmente indendo) che hanno davvaro oltrepassato ogni limitie e che è arrivato il momento di dire Ora Basta! Sono un uomo gay che tra poco più di un mese compirà 37 anni, ma per la società nella quale vivo sono e sarò ancora per chissà quanto tempo, un ragazzo la cui opinione vale meno della loro. Sono anche molto convinto che le donne così come vengono rappresentate sono solo una minoranza rispetto a tutte quelle donne (ed io ho la fortuna di frequentarne molte) che con grande determinazione ogni giorno affrontano le problematiche della vita quotidiana.
    L’appello che faccio è di scendere in piazza al più presto permettendo anche a noi uomini di poter partecipare dimostrando che sono solo una minoranza quegli uomini che pensano che le donne non meritino alcun rispetto.
    Ora Basta!

  25. Carissima Lidia, ti ho vista ier sera sul divan rosso di Simona Dandini e mi sei piaciuta tantissimo.
    Io sono una delle tante donne che “sgobba” tantissimo e che ha tanta tanta rabbia dentro e tante donne lo sono come me.
    E’ venuto il tempo di scendere in piazza….ma il più presto possibile.
    Mariella

  26. ciao lidia,
    ho una enorme stima di te e aderisco in pieno alla tua proposta, ci sarò perchè credo fortemente nella necessità di una svolta culturale non solo per scuotere quegli uomini pigri che bollano come “roba da femministe”ogni iniziativa femminile in merito alla lotta dei propri diritti. questi sono un caso perso e chissenefrega, perchè han costruito un sistema per il loro piacere, fatto di illusioni date alle donne, di finti traguardi, sperando nella nascita di una convinzione generale che la realizzazione di ogni donna sia essere guardata con ammirazione. noi non vogliamo essere guardate.noi vogliamo parlare e soprattutto esserci. e qui il sistema di cera si sta sciogliendo e sotto ci siamo noi. è questo il momento di reagire. e lo dico anche e specialmente a tutte le donne-vittime che pensano di dominare il sistema con strumenti di potere ritenuti dagli uomini gli unici che una donna può possedere trascurandone la vera forza.
    SOLO IN GREMBO A NOI STESSE RINASCIAMO OGNI ISTANTE

    Serena

  27. abito in prov di palmo e ho già scritto in fb per allertare le donne siciliane per chiedere di rimetterci in cammino più mature e più incazzate. salviamo la dignità delle donne in famiglia e nella società.

  28. Cara Lidia, care bellissime donne … finalmente! Che si fa? Dove si va? Quando, come? Io ci sono, voglio esserci, sono anni che non voto perchè non mi riconosco più in nulla e a ogni nuova elezione dico “tutto il marciume che potreste fare, lo farete senza il mio contributo, non mi sporco le mani con le vostre ipocrisie!” … ma ho una figlia, 8 anni … cosa le dirò domani quando mi chiederà – mamma, tu dov’eri? – Noi questo l’abbiamo già chiesto ai nostri padri e ai nostri nonni qualche tempo fa, ricordate? Tutte/i ci siamo chieste dov’era la società civile quando certe brutture, certe atrocità di regime nel secolo scorso sono passate nel silenzio e nell’accettazione quasi generale. Non sentite anche voi una certa aria di chiuso in quest’Italia, un certo tanfo? E allora apriamo le finestre, torniamo a respirare, scendiamo in strada, se non a dire basta almeno a dimostrare di esserci, di esistere, di essere pensanti, intelligenti, a dire che se anche non abbiamo la forza di contrapporci fattualmente al dilagare del malcostume di certa politica ( e non mi riferisco a vicende sessuali di destra o di sinistra, la morale sessuale è cosa privata e come tale deve rimanere, quello che mi interessa è l’agire politico ) almeno siamo qui a testimoniarlo, a raccontarlo, a renderlo pubblico, perchè possono prenderci il lavoro, gli spazi, i soldi e anche tante speranze, ma non la dignità dell’intelligenza, del pensiero e della parola, la libertà di essere. Lidia hai parlato di anima, non è banale, l’anima non ha compartimenti stagni, l’anima non può combattere per il lavoro, per l’istruzione o per la sanità, l’anima è globale, l’anima vuole il benessere, la serenità in totodella persona che la ospita … e allora mi va di aggiungere che vorrei scendere in piazza insieme a tante altre in quanto donna, ma anche in quanto precaria, clandestina, badante, pensionata, nera, ebrea, lesbica o gay, mussulmana, malata terminale, disoccupata, studentessa, insegnante, ricercatrice, anziana, onesta contribuente, ambientalista, condannata a morte ( dalla mafia, da estremismi religiosi, da un tribunale di un paese “democratico”), profuga, orfana di guerra, terremotata, alluvionata … e anche in quanto uomo! Troppa roba? No, perchè ognuno di noi ha dentro di sè tutte queste cose in quanto essere umano, e allora chiedo: è troppo essere semplicemente degli esseri umani che scelgono finalmente di essere tutto quello che pensano e che sognano? Io ci sono. Non lasciamoci soli.
    Grazie Lidia per avermi ospitato in questo spazio e per aver lanciato il tuo invito, un saluto.

  29. Ciao Lidia
    ieri sera ho saputo della tua inizaitva da Serena a Dandini che l’ha lanciata a Parla con me.
    Mi pare un’ottima idea e l’ho ripresa nel blog (http://donnaweb.wordpress.com) che gestisco inseme ad alcune amiche
    Siamo convinte che non si possa abbassare la guardia. E noi ci siamo

    Però l’importante è esserci tutte, il più possibile. Arrivare anche alle tante donne che, troppo prese dalla loro quotidianità, non guardano fuori dalla porta di casa. e continauno a subire, proprio lì dentro.

    L’idea è fantastica. spero si diffonda il più possibile e non solo a Roma. Magari si potrebbe riproporre anche nella mia Milano. Così sarebbe più facile partecipare. per tante di noi
    Continuamo a dire Basta!
    Manuela Portaluppi (DonnaWeb)

  30. non vedo l’ora è da un pò che scalpito, forza facciamo vedere che non siamo sparite e che possiamo sempre tornare ciao
    loretta

  31. Cara Lidia,

    ti ho ascoltato ed osservato attentamente durante l’intervista a “Parla con me” . Scusa quella che ti potrà sembrare presunzione o altro di peggio, ma davvero mi è sembrato di “sentire” nelle viscere tutto quel che ti attraversava dentro…inutile dire che ho intimamente aderito da subito alla tua proposta di riunire noi donne di…di che tipo?…vecchio, terzo, quarto…nuovo?…Non so, ma so di che tipo stiamo parlando. Non siamo bacchettone, anzi siamo genuinamente tolleranti, l’abbiamo nei cromosomi la tolleranza, quella autentica e non quella opportunamente forgiata e quindi circostanziale e fasulla. La coniughiamo con il rispetto e la dignità di noi stesse, del prossimo, da sempre, quel rispetto, quella dignità, che sono stati strenuamente e dolorosamente riscattati e non siamo disposte a svendere a nessun prezzo, anzi lo paghiamo noi il prezzo e davvero è diventato troppo alto.

    Mi sono ammalata per le sigarette che mi sono fumata e non sono mai riuscita a limitare a cinque come te. Bene avrei fatto a correre anch’io a Villa Pamphili, invece di permettere che le delusioni, le ingiustizie, le iniquità mi portassero ad insinuare un lento suicidio nella mia lotta personale e sicuramente troppo solitaria.

    Chissà, forse non è ancora troppo tardi per unire anche la mia voce un po’ rauca a quello che so essere il mio coro femminile di appartenenza: cantare da soli è solo uno stonato e sterile ululato alla luna. Unirsi può ridare voce ad un roboante tsunami al contrario, dove tutto il caos può essere rimpiazzato da un ordine più giusto, più dignitosamente umano e quindi autentico, sommergendo ciò che è solo viscida porcheria. E spero che ci si possa capire in un grande tot.

    Sono qui che aspetto di sapere dove e quando potrò, spero, “cantare” anch’io con te, con voi, nelle quali ritrovo la mia ribellione e indignazione interiori, troppo interiori. Si scoppia così, si muore nella prigione della propria interiorità, inferendo ogni giorno di più alla speranza un colpo mortale.

    Intanto mi unisco allo stato di attesa.
    Scusa la perepeppata…accidenti, ne avevo proprio bisogno. Grazie con un abbraccio. Marina

  32. Ciao. Anche io ti ho vista dalla Dandini, ed anche io ci sono. Sono una attrice e mi occupo da tempo di violenza sulle donne, sulle bambine e più in generale di impegno civile: dunque ci sono. Spero di poter presto partecipare ad una bella manifestazione per le donne a Torino, città in cui vivo (ed in cui mi sembra sia nata anche te..). ADESSO BASTA! mi piace. a presto ciao Francesca

  33. non vedo l’ora che organizzate la manifestazione e io con mia sorella siamo pronte a venire come abbiamo fatto per quella sulla libertà di stampa. Siamo molto preoccupate per la libertà in Italia e soprattutto per i nostri figli.

  34. Cara Lidia,
    aderisco alla proposta, pronta a scendere in piazza. Inviterò tutti gli amici a fare altrettanto.
    Stefania Mannino. Bologna

  35. Cara Lidia,
    condivido. Sono stanca da anni di vedere in mostra le tette delle donne (da Ricci in giù, fino alle veline delle RAI e dei quotidiani online).
    Il dramma è che la rappresentazione massmediale di un modello unico viene assimilato dalle ragazzine che non hanno altro da vedere. E quando le vedo per strada ne ho conferma. Temo che non le vedremo sfilare (alla manifestazione, ma di certo alle selezioni per il grande fratello e miss Italia) e tanto meno le loro madri (ovvero le quarantenni, mie coetanee).

    Organizzaziamoci, ma pensiamo a qualcosa di clamoroso.
    Sabrina Giannini
    giornalista

  36. Lidia, ci sono. Ma fare contemporaneamente Roma e Milano come la vedi? Gia’ che lo facciamo…facciamolo in grande!
    Raffaella
    manager milanese

  37. cara lidia, io ci sono. facci sapere per tempo che organizziamo da catania.

    esp marketing disoccupata ( e discriminata lavorativamente perchè ultraquarantenne donna…)
    attivista pd

  38. ciao,
    intanto grazie per esserci..
    in estrema sintesi: ho 33 anni sono architetto ..cocopro ..quindi precaria, da 8 anni ..in un mondo di uomini che ragiona con gli attributi ..prossima alla disoccupazione, vista la grande crisi del settore ..non figlia di papà, mi sono laureata facendo i turni in fabbrica e lavorando come cameriera, nessun passaggio da velina sul mio curriculum ..madre e moglie che fa del suo meglio per esserlo nonostante tutto
    non mi riconosco nel mondo femminile italiano dipinto dai media, mi irrita vedere che questa risulta essere la normalità, mi intristisce come noi altre possiamo rimanere impassibili davanti allo scempio dei nostri ruoli.. inermi
    rappresentate nel mondo politico e mediatico da donne (..che quindi decidono e si fanno porta voce e immagine del nostro mondo) che conil mondo delle “donne” vere non hanno nulla a che vedere, che sono più maschiliste degli uomini stessi e che accettando la svendita del corpo femminile, un servizio favorevole a quella parte maschile che riconosce questa come una vecchia immagine a lui familiare e ..assai gestibile.
    “adesso basta” è per l’immediato, sono stanca di combattere contro i mulini a vento.. ma lo è per il futuro nostro e dei nostri figli ..mi spaventa pensare che mio figlio (maschio) viva in una società che svilisce la donna in questo modo ..con tanta naturalezza, che possa non pensare altrimenti di noi poichè non sente la nostra voce , poichè non ha altri esempi di “donne” vere..

    mi scuso ..non ho mai scritto in un blog ..non ho fluidità nello scrivere ..si aggiunga la tanta amarezza e rabbia, disagio di vivere in un mondo che non sento mio..
    io ci sono.. da Reggio Emilia

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