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Candidata Ravera : a riposo

Ravera | Lavori in corso | 29 Marzo 2010 | 807 letture

Dunque, è finita. Ed è finita con una sensazione gradevole e una sgradevole. Quella gradevole: ho sentito calore, affinità, affetto. Mi è sembrato facile farmi capire. Perchè molte e molti condividevano le motivazioni profonde della mia scelta di candidarmi ad entrare in un’ istituzione: delusione, stanchezza, voglia di rompere il circolo vizioso, quel ritornello un po’ ossessivo e sicuramente perdente:”la politica è una cosa sporca, non sporchiamoci con la politica”. Sporchiamoci, invece. E sporchiamoci per fare pulizia! Bello sentirsi capiti…La sensazione sgradevole è recente: giovedì scorso è uscito un mio commento su l’Unità, in cui sottolineavo l’importanza e la bellezza e la necessità dell’evento “Raiperunanotte” ed esecravo il tentativo del centrodestra di attaccarsi ad un momento, pochi secondi, del monologo di Daniele Luttazzi, per boicottarne la forza. Le prime righe dell’articolo erano tutte dedicate alla libertà espressiva di cui gode e deve godere l’arte. Difendevo quindi il diritto degli artisti di mostrare o nominare qualsiasi pratica, sessuale e non. A Luttazzi imputavo soltanto di aver “preso una stecca” . Una stonatura. Perchè le sue parole sarebbero entrate in tre milioni di case e questo è un momento in cui è importante non perdere nessuno. La serata era, soprattutto, un fatto politico. Rivoluzionario per forma e contenuti. Tutto qua. Sono stata sepolta da lettere di dissenso. E questo va bene. Io lo accetto il dissenso. Una invece mi ha ferito: c’era un tizio che mi accusava di essere diventata una specie di leccaculo del vaticano nel momento stesso in cui ho deciso di diventare “un politico”. Questo è stupido e ingiusto. Però ho avuto modo di assaggiare che cosa vuol dire essere sussunti ad una categoria sputtanata come quella dei politici. Per la prima volta, in questo lungo mese di marzo, mi sono pentita di aver accettato la candidatura.

candidata Ravera : agli sgoccioli.

Ravera | Lavori in corso | 22 Marzo 2010 | 767 letture

Incomincia l’ultima settimana di campagna elettorale. E’ il momento in cui si dovrebbe scendere in picchiata come falchi sugli ignari passanti e rifilare loro la propria immagine ( santino), il proprio programma (io vi salverò), alcune stringate indicazioni tecniche( “guardi signora che lei deve scrivere RAVERA se vuole mandare me a rappresentarla, non basta fare una croce sulla Lista Civica “Cittadini/e per Emma Bonino”. Se mette solo la croce aggiunge un voto a chi ha più voti, cioè, presumibilmente, un maschio bianco eterosessuale di professione politico). Il mio corpo, su indicazione diretta dell’anima, ha pensato bene di guastarsi: tracheite e un raffreddore di quelli che ti trasformano in un animale lento ( tonto, intasato). Continuo a compiere i doveri connessi al mio stato, anche se evito il volantinaggio sotto la pioggia e altri sport estremi. Ieri sera ho gracchiato tutta la mia passione in un capiente salotto sulla Cassia, davanti a una quarantina di persone. Gente di teatro, insegnanti. Mi colpisce la qualità del pubblico e l’attesa quasi messianica che qualcosa accada. Comunque vadano le cose, ho potuto rendermi conto di quanto è diffuso lo sconcerto per la politica come è diventata e la voglia di ricominciare a crederci. Di fare qualcosa. Mi sento inadeguata, naturalmente, dato che non sono mitomane ( e questo mi impedirà ogni concreta carriera), però mi sento anche…non so…una specie di responsabilità addosso. Forse dovrei imparare anche a planare sugli ignari passanti, come un falco, sventolando le mie promesse…

Candidata Ravera : ko.

Ravera | Lavori in corso | 20 Marzo 2010 | 622 letture

E’ stato bello questa mattina, al cinema Alcazar, la mia piccola iniziativa elettorale: Contro il disincanto, riprendiamoci la politica, riprendiamoci la cultura. Abbiamo distribuito una penna e un foglietto a tutti. Tutti hanno riempito il “pizzino della partecipazione”, con idee, desideri, proposte. Esercizi di ascolto, esercizi di buona politica. Sono tornata a casa ottimista, come mi sono sentita dopo ogni incontro. Sognando organismi misti di cittadini e rappresentanti dei cittadini che fanno funzionare le cose. Insieme. Dopo aver lavorato un po’, ho acceso la televisione e ho guardato in diretta il discorso di berlusconi in piazza san giovanni…Stupefacente:un piazzista in piazza. Ha venduto i suoi candidati uno per uno. Donne “toste” e bravi ragazzi. Li ha fatti cantare in coro con la mano sul cuore. Ha promesso tutto il promettibile: meno furti meno tasse meno cancro più amore più libertà più verde pubblico licenza di alzare di un piano tutte le case più soldi più allegria… Ha ripetuto ossessivamente che la sinistra voleva chiudere la squadra avversaria negli spogliatoi per vincere da sola…Balle, anche uno di destra che non sia lobotomizzato se ne accorge. Ma le balle, a ripeterle milioni di volte, vengono prese per verità, soprattutto dai meno attrezzati, dai più ignoranti…E in Italia, purtroppo, ce n’è… Incomincio ad aver paura che , noi che non raccontiamo palle, che non abbiamo i mezzi per trasformare le balle in verità, resteremo per sempre minoranza.
E una minoranza sofferente.

candidata Ravera : renitente alla politica.

Ravera | Lavori in corso | 17 Marzo 2010 | 817 letture

Dunque, a guardarla da fuori la politica è deludente: parolaia, astratta, rituale. Quando non disonesta, autoreferenziale, maneggina. Nel momento in cui tu, cioè io, anima bella come tutti crediamo di essere, ti ci trovi, in qualche modo, coinvolta, che devi fare? Credevi di saperlo.Ma poi ti accorgi che non è così. Vorresti inaugurare un approccio diverso. Per esempio, studiare, chiedere, informarti, fare inchiesta, raccogliere dati, osservazioni, disagi e dolori. Immaginare mediazioni che consentano di risolvere almeno parzialmente problemi. Inventare soluzioni. Produrre alternative…Da che parte incominciare? Organizzi 4/5 incontri, ad altri vieni invitata.Vorresti essere votata, ovviamente. La tua vocina interiore ti sfotte: brava, adesso ti ci metti anche tu, a corteggiare gli elettori. Sei in piedi nel negozio del tuo parrucchiere, Franco, (un calabrese appassionato, partigianissimo, simpatico) attorno a te ci sono una ventina di persone.Le ha convocate lui, per te. Parli. Dici cose in cui credi. Ma appena le dici ti sembrano esercizi di retorica. Le parole sono importanti, le parole non sono niente. Sgranocchi patatine, bevi prosecco e parli.Sei sincera, e sono sinceri quelli che ti rispondono, che parlano con te. Si sente un bisogno condiviso di crederci, che è ancora possibile fare qualcosa. Che si può fare politica, che si può affidarsi a uno/a che ti rappresenterà. E i dubbi? Bisogna lasciarli fuori? Quanti dubbi può sopportare la politica? Questa cura di ottimismo coatto ti farà bene o ti farà male? Certo, niente è peggio della rassegnazione.

Candidata Ravera : contenta.

Ravera | Lavori in corso | 14 Marzo 2010 | 802 letture

Certe volte sembra addirittura possibile, pensare con gli altri. Raccontare idee, costringere le idee a diventare “pratica”, immaginare iniziative concrete che diano senso e concretezza all’agire politico. Mi è successo sta mattina, alla galleria La nuova pesa, mentre parlavo a un centinaio di persone ( tutto esaurito, posti in piedi). Era come una respirazione comune. C’erano con me, a parlare, Concita de Gregorio e Serena Dandini. Generose, intelligenti, divertenti. Ci passavamo il microfono, una con l’altra. Il nostro racconto del mondo com’è diventato e come potrebbe essere, era un racconto unico. Tre voci, una storia. E le donne e gli uomini che ci ascoltavano in silenzio la ri-conoscevano questa storia. E’ difficile non sentirsi, almeno per attimo, ottimisti.E’ difficile continuare a pensare che questo paese è fottuto, quando senti circolare una misteriosa tensione morale. La voglia di reagire. Le energie intatte, ancora tutte da sfruttare, dei cittadini normali. Onesti, responsabili, consapevoli. Offesi ma non rancorosi, sconcertati ma non rassegnati. Così, prima di mettermi a lavorare ( domani ho un incontro con gli studenti all’auditorium in cui parlerò di scrittura), in questa domenica pomeriggio di sole, mi godo dieci minuti di allegria.

candidata Ravera : incazzata!.

Ravera | Lavori in corso | 12 Marzo 2010 | 779 letture

Sabato saremo tutti in piazza del popolo. Noi di centro sinistra. O, se preferite, noi che stiamo all’opposizione del centro destra, che detestiamo con tutte le nostre forze la tendenza della coalizione di governo a non sottostare alle leggi nè alle regole, e a mentire per coprire i suoi errori.I partiti e il popolo viola che i partiti li ha sfiduciati da tempo. Emma Bonino è la nostra candidata. La candidata di tutti noi.E’ per lei che stiamo faticando da settimane. Per sostenerla, per aiutarla, per portarle voti. Perchè Pannella non molla la presa un momentino? Non gliela sciupiamo mica! Non gliela portiamo via. E’ e resterà sempre radicale. Ma adesso è in gioco una posta più alta e più urgente. Ci sono tanti cittadini che non vogliono più andare a votare, perchè sono disgustati e io li capisco. Anch’io devo fare un sforzo per non essere pessimista. Mi verrebbe del tutto naturale, come viene naturale a tante persone per bene, rinunciare all’impresa di rinnovare un patto di fiducia alla rappresentanza politica. Per tutti questi cittadini decisi a non votare o incerti se votare o no, bisogna ridurre al minimo i piccoli dissensi interni alla coalizione di centro sinistra. Per una volta non sgomitare, non mettersi in mostra dicendo “io no, io vado da un’ altra parte, io voglio le elezioni il mese prossimo, io preferisco un’ altra piazza, un altro giorno, un altro slogan..” E’ così difficile? Stare uniti per due settimane è proprio impossibile? Stare in piazza tutti insieme a difendere la democrazia ferita è proprio un sogno?

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