A stromboli

Sono sull’isola, da sola. Inizia l’estate, con i suoi tramonti lunghi.Per terra, nei vicoli bianchi, c’è un tappeto di petali colorati che il sole marcisce delicatamente. Il limoni hanno la buccia spessa, cadono dai rami. il mare sta sera è immobile, conserva il silenzio del giorno. Si crea, nella solitudine, un rintoccare segreto di parole non dette, quando parli, poi, o quando scrivi, è come se ogni frase trovasse una sua sonorità primitiva. Fra un mese uscirà il piccolo libro in cui racconto il mio strano rapporto con quest’isola piccola, rocciosa, montuosa, vuota la maggior parte dell’anno. Rifugio e approdo, via di fuga. Sono arrivata qui, negli anni, in tutti gli stati. E sempre ho trovato, ad accogliermi, questa pace sontuosa. Il senso della lontananza, che regala scale di priorità diverse, meno sofferenti.Ma anche meno frivole.
Le attività del giorno sono quelle di sempre, non diverse dalle attività , un po’ costrette, della mia vita romana: al mattino corro, mi esercito, pedalo…al pomeriggio scrivo per l’Unità, lavoro al racconto che sto preparando per una rivista, rispondo alla posta…organizzo gli appuntamenti de “la ravera”…la sera leggo, guardo qualche film…Che cosa c’è di diverso, fra lo stare sull’isola e lo stare a Roma? La percezione di una cornice forte. La natura, violenta nella sua bellezza. Il mare, sempre diverso. Il senso di una infinita libertà. La rinuncia all’esserci, la sospensione della vita di relazione. Dai telegiornali di sky, da blob, da annozero mi tallona la realtà di questo Paese in declino vertiginoso…mi chiedo se mi sto mettendo al riparo. Mi chiedo se è giusto…ma in fondo:che potrei fare? Che possiamo fare?

14 thoughts on “A stromboli

  1. Più che mettersi al riparo, credo che le sue gite a Stromboli siano le boccate d’ossigeno che le permettono di proseguire la corsa nell’Italia inquinata. Nell’Italia “livida e sprofondata per sua stessa mano”, come cantano giustamente Mannoia e Fossati. A me le boccate d’ossigeno (sui mezzi pubblici milanesi) le danno le sue parole. Ora quelle di: “La guerra dei figli”, che voglio e temo di finire, restando così senz’aria…

  2. resistere anche se ancora non sappiamo quanto tempo ci vorrà per tornare ad essere quel paese migliore che tutti immaginiamo.

  3. Ciao Lidia, anch’io sono in questo momento lontana dall’ Italia e su un’isola, Manhattan, che ha caratteristiche e tempi molto diversi da quelli della tua Stromboli. Da qui però è facile accorgersi di come il nostro paese sia preso in incantesimo che gli impedisce di muoversi e di trovare in se le forze necessarie ad un cambiamento che purtroppo arriverà a caro prezzo per tutti.

  4. Io oggi chiedo alle terme una pausa di riflessione. Per capire come rimuovere l’incantesimo: è difficile farlo dall’interno, la bolla di cristallo ci circonda. A volte, Lidia, basta uno spillo nel punto giusto: continuiamo a cercarlo insieme.

  5. Chi riveste dei ruoli che comporterebbero il dovere di proporre iniziative, muoversi, trovare il canale per scuotere gli animi che fa? Nulla, assolutamente nulla. Solo inutili critiche e ancor più inutili duelli verbali. Spesso a babbo morto, alias a giochi fatti.
    Finchè persisterà questa situazione, credo che ben poco potremo fare noi.
    Sogno di allontanarmi da questo ambiente romano sempre meno ossigenato e di cercare ristoro nella mia isola…che non c’è.

  6. Le isole ci sono, anzi ognuno di noi può crearne una e più di una solo che lo voglia, solo che la progetti, la desideri. Questo è il lato debole del potere e su questo è necessario attaccarlo: quello di conservare il già presente di non saper creare futuro, di non creare mai libertà.

  7. hai terminato il tuo bellissimo articolo con una domanda molto pessimista.
    C’era qualcuno che credeva “nella rivoluzione permanente” e cio’ non significa essere permanentemente armati e fare fuoco e fiamme, ma significa che le lotte non finiscono mai , e che purtroppo anche se i diritti dovrebbero essere scontati, e assicurati dalle societa’ democratiche , in realta’ bisogna sempre lottare per averli, riaverli se perduti, e confermarli,
    Finche’ l’essere umano come essere non cambiera’ nel proprio modo “DI ESSERE” (e cioe’ piu’ umano e meno animale, anzi gli animali sono molto piu’ umani , a volte , degli esseri umani) sara’ sempre cosi’

  8. ITALIA: viviamo in un paese che e’ l’essenza della bellezza, naturale e artistica
    Ma ce la meritiamo? Sembra che gli italiani siano indifferenti anche a questo. Grazie per STROMBOLI.

  9. GLI ITALIANI DEVONO INCOMINCIARE A RIVALUTARE IL PROPRIO PAESE. NON PER NAZIONALISMO MA PER APPREZZARE TUTTO CIO’ CHE COLORO CHE SONO VENUTI PRIMA HANNO FATTO PER TUTTI NOI. MA VI SIETE DIMENTICATI , O ITLAIANI, CHE LA BASE DEL DIRITTO IN QUASI TUTTO IL MONDO E’ IL DIRITTO ROMANO? MA VI SIETE DIMENTICATI CHE CON IL RINASCIMENTO ABBIAMO, INVENTATO “QUASI” TUTTO NOI? E MI FERMO QUI… E ORA CHE FATE? DORMITE?
    O POPOLO DI POCA FEDE….!

  10. ma siete tutte persone interessate a scrivere la propria opinione, o fate parte dello staff del giornale per incrementare il dialogo sul web?

  11. cara lidia ,
    che cosa possiamo fare ti chiedi e mi chiedo e tanti, voglio pensare si chiedono….
    anch’io la penso come te, anch’io ogni tanto fuggo appena posso su una delle mie isole toscane e non per scappare ma per vivere solo di me stessa senza l’incalzare del pur necessario quotidiano. Nella pace, nel distacco che un’isola produce sempre riesco a trovare quella serenità che per troppe e ovvie ragioni nella vita di ogni giorno si perde …grazie

  12. Nel leggerlo ho provato un forte senso di intimità con l’isola. I luoghi e le persone mi sembrano ormai familiari. Ho trascorso due estati a Stromboli con figli e cane, quando erano piccoli, ma sono ormai passati anni e mi piacerebbe tornarci. Semmai anche per vederti Lidia, correre o nuotare in un posto che sa renderti così felice. Mi è piaciuto tento anche lo stile narrativo, asciutto ed essenziale. Almeno nella scrittura è sempre vero che meno è più. Con affetto sempre.

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