Non ci volevo credere, quando ho visto sullo schermo, scorrere in basso, notizia dell’ultima ora: chiuso l’Eti. Sarà un caso di omonimia acronima? Sarà qualche ufficio inutile, chennesò…Ente televendite insaccati, Ente titolati italiani, Ente tribolati & infingardi…Ce n’è certamente di burosauri stipendiati per scaldare una sedia, spiace aggiungerli alla lista dei disoccupati, ma magari colgono l’occasione per cominciare a lavorare davvero. Dopo un attimo mi sono accorta che Eti, come temevo, come sapevo, stava per Ente Teatrale Italiano. Un’altra dolorosa dimostrazione del disprezzo del Governo per la cultura. Mi sono sentita avvilita, come se mi avessero sputato addosso. Ho provato vergogna per loro e poi una rabbia malinconica, di quelle senza sbocchi. Ho pensato al teatro Valle di Roma, al Duse di Bologna, al Della Pergola di Firenze… Vacanze dalla fatica del vivere, luoghi dove sono stata, per una sera, felice. Ho pensato al teatro di ricerca, che, navigando contro il vento dell’omologazione televisiva, sperimenta nuovi linguaggi. Ho pensato: se non viene più sostenuto chi percorre strade difficili, chi è più avanti degli altri, chi rischia, chi inventa, presto, nel nostro Paese, si instaurerà un silenzo assordante. Il mercato imporrà anche allo spettacolo dal vivo, come sta già imponendo al cinema e alla letteratura, la dura legge della facilità. Diventeremo, definitivamente, consumatori dell’ovvio. Barzellette e sentimentalismo. Frasi fatte, frasi false. Il trionfo del commerciale.Non era un ente inutile quello che dava una chance ai giovani di essere “visti”, agli artisti italiani di essere conosciuti all’estero. Era necessario, accidenti! Come è necessario far sapere che l’Italia non è solo pizza & F…, pallone e porcate. Saremo l’unico paese del primo mondo che non ha il suo ente Teatrale.E alla sterminata lista dei disoccupati si aggiungerà un altro bel drappello di talenti.
Ho una figlia brava e bella che come tanti si è laureata e specializzata con ottimi voti in scienza e tecnica del teatro allo IUAV di Venezia, Università a rischio chiusura.
Ho già partecipato a molti suoi spettacoli, teatro civile, basato su ricerche in mezzo alla gente, il primo sul G8 di genova, e poi con gli abitanti del ghetto di via Anelli a Padova, con i rifugiati a milano, per la rassegna del ex manicomio paolo Pini.
E’ superfluo dire che fatica a mantenersi? Credo di dover sperare che emigri, a meno che questo Paese non trovi il sussulto di dignità e orgoglio che tutti aspettiamo da troppo tempo!!
Voglio, aspetto, e nel mio piccolo creo una rivoluzione fatta a colpi d’arte. L’arte insorge. L’arte ce la farà anche in quest’Italia che soffoca la creatività critica. L’arte non può essere fermata e non verrà fermata. L’arte contaminerà le strade, riempirà di bolle di sapone i semafori. L’arte é come la migrazione: fenomeno vecchio quanto la natura umana, ed inarrestabile. L’arte é invincibile perché invincibile é chi non ha più nulla da perdere, come dice il bravo De Luca.
La rivoluzione é vicina, lo sento nelle vene.
Sono addolorata anch’io….e spero che l’arte e la cultura abbiano comunque il sopravvento su questi trogloditi che ci governano. Purtroppo hanno diviso i lavoratori , e le categorie professionali, a tal punto che non riusciamo più ad unire gli sdegni e manifestare tutti insieme (lavoratori dipendenti, autonomi, pubblici, privati, disoccupati, precari…..) , è un pò triste vedere piccoli gruppi che manifestano ciascuno per proprio conto , senza incidere e senza lasciare traccia della loro protesta.
Bisognerebbe ritrovare una grande unità e incrociare tutti insieme e nello stesso momento le braccia.
La settimana prossima ci sarà lo sciopero generale dei lavoratori pubblici organizzato dalla CGIL mi piacerebbe che si trasformasse in una grande manifestazione di TUTTI I LAVORATORI e DI TUTTI I DISOCCUPATI.
Con l’approssimarsi dell’estate i programmi televisivi di routine spariscono ed è una bella occasione far sparire programmi che fanno vera informazione e vera cultura (le due cose sono inscindibili) attenuando l’ombra del sospetto e, in prossimità dell’autunno, dando l’avvio a una tv che promuoverà la disinformazione e la demenza a cui vogliono ridurci. Coloro che attenderanno la ripresa dei programmi amati e seguiti li attenderanno invano finchè si adatteranno a non vederli più.
Muiono enti definiti inutili mentre vengono preservati gli enti-poltrona,all’insegna di dictat finanziari che non solo non sono ispirati al alcuna etica, ma la respingono come chiacchiera salottiera perdigiorno. Stanno uccidendo i cervelli e noi stiamo correndo il grave pericolo di abituarci a vivere senza.
Cose simili devono giustamente far arrabbiare, ma non sorprendere. La cultura in generale, molto più dell’opposizione più accesa, è la mortale nemica dell’attuale governo, e del suo primo ministro in particolare. Credo sia una incompatibilità addirittura biologica. Ho ormai il dubbio che seduto ad una tavola con persone colte, più di un membro del governo si scioglierebbe in una pozzanghera sul pavimento, cosí, senza fargli nulla. La cultura, in tutte le sue forme, va quindi annullata il prima possibile.
il signor Berlusconi dice che : “Un inferno governare con le regole della Costituzione” , aggiungiamo possbilmente tra le liste dei disoccupoati anche lui mandandolo a casa.
Qualcuno avverta Napolitano che lui invece è ancora sotto contratto e che dovrebbe a questo punto dire qualcosa e qualcosa di forte.
correggetemi se sbaglio, ma mi pare che in alcuni paesi piu’ progressisti le compagnie teatrali sono “stipendiate” come lavoratori statali. Sono aiutati dal governo per stimolare il livello intellettuale del popolo… in poche parole sono riconosciuti per cio’ che fanno.
Il teatro e’ l’anima dell’attore. Tutti , o quasi , i piu’ grandi attori sono cresciuti in teatro…
e l’Italia ha un curriculum di ttutto rispetto anche nell’ambito teatrale… e lo si vuole cancellare?
sapete invece che cosa sta accadendo nelgi usa? il contrario, stanno finalmente rivalutando l’aspetto artistico della loro educazione, che e’ stata finora limitata al business…..
si vede che qualcosa anche loro hanno imparato. E noi?
nei paesi stranieri, come in inghilterra per esempio, in estate si puo’ partecipare ai teatri all’aperto: Shakespeare in the Park….
giovani attori in cerca di successo, giovani studenti d’arte che non disdegnano quattro soldi per raccontare il loro grande idolo… insomma loro si e noi no?
se cambiano la Costituzione Italiana (che mai avvenga, pena la rivoluzione civile!!!)
il signor Berlusca fara’ tutto cio’ che vuole, usera’ tutti come “pedoni” e “soldatini” sulla scacchiera……
italiani siete avvisati..