Forse, non siamo sicuri, ma forse…i deputati di questo Paese In Cui Tutto Funziona Così Bene, andranno a guadagnare soltanto 13.974 euro al mese. Ci si spezza il cuore. Alcuni “tengono famiglia”. Altri “il mutuo da pagare”. Un’ escort con meno di mille euro non ti dà neanche un bacio dietro l’orecchio. La coca se la pigli in saldo ti fa sanguinare il naso. 13974 euro per lavorare la bellezza di 4 giorni a settimana, soccorsi soltanto da pochi portaborse sottopagati e spesso non in regola( solo 220 su 630 i contratti registrati) che lo sai quanto gli peggiora il carattere, essere sfruttati illegalmente…è un vero sopruso. Ma si sa: il populismo, come tutte le perversioni, ha i suoi costi. Se vuoi andare davanti ai cittadini del Paese In Cui Funziona Tutto Così Bene e presentarti come élite empatica che rinuncia a qualche eccesso di privilegio per riempire le casse languenti dello Stato, devi pagare. La domanda è: quanto? Quello che conta è il “pensierino”, come si dice quando ti regalano un guanto da forno invece di un cappotto di cammello a Natale, oppure devono essere soldi veri? Segnali d’uguaglianza o segnali di fumo? Bisogna almeno provarci, ad entrare in una logica di redistribuzione o basta la Recita di Beneficenza? Evidentemente basta la recita. “Devolvo la quinta tartina dell’aperitivo del venerdì sera per risolvere il probema della fame nel mondo”. Bravo! Grazie! Tanto i trucchi per far soldi, quando sei riuscito a poggiare le chiappe su una poltrona, non mancano.Prendete i Consiglieri Comunali di Palermo: nonostante il Municipio chiuda per ferie,hanno convocato 18 sedute per il mese prossimo. Ogni seduta prevede un gettone di 156 euro. Bastano 4 consiglieri presenti perché la riunione sia valida, poi tutti al mare. Bottino d’agosto: 2.808 euro a testa, per sette commissioni , ciascuna di sette teste. Vogliamo calcolare i costi dell’operazione? Ma no,lasciamo stare…
E’ in libreria da ieri ” A Stromboli”. Se devo contare i volumi …il ventisettesimo. Buffa questa contabilità creativa. Del resto: ho incominciato a pubblicare 34 anni fa. Era il giugno del 1976 quando Porci con le ali…E’ una piccola emozione che si ripete, questa della scrittura, mia croce e delizia quotidiana,che diventa un oggetto, sottoposto alle leggi di mercato, al gradimento dei lettori, al giudizio dei critici. Questa volta non c’è ansia. Anche se è un libro terribilmente personale. Anche se non mi protegge alcuna metafora o trama, nessun personaggio d’invenzione, nessuna distanza. Racconto la mia relazione con questa piccola isola scogliosa e vulcanica, questa, in cui vivo tanti mesi l’anno. Rifletto sul valore simbolico dell’isola. Quello che si cerca o ci si aspetta, sognando un’isola. Quello che si può trovare, che io ho trovato.
La prima pagina è questa:
“Il mare è gonfio di grigio. Me l’aspettavo. Sono ancora a letto, lo sento sciabordare. Sento il vento e immagino le onde. Quando apro le ante di legno della porta finestra che affaccia sulla spiaggia lo vedo, il tempo. Il cielo è occupato da un variare di nuvole bianche, grezze,panna, sporche. Il mare è come lo immaginavo, gonfio e grigio, screziato appena dalla cresta mobile dei flutti. Un gommone chiaro dondola all’ancora. Mi chiedo se reggerà.Il vento rinforza. La pioggia ha gocce rotonde. Il mare le riceve con la sua mobile maestà.
Non capisco se le accoglie o le respinge. Sarà una giornata d’inverno. Non importa la data. Può essere la prima rottura del ritmo benigno dell’estate, il 17 di settembre. Può essere il cuore freddo del mese di gennaio.La data è un dettaglio. E’ il giorno la mia unità di misura. Vivo con la luce, dipendo dalle condizioni atmosferiche , come un contadino, come un pescatore. Indosso una tuta con i pantaloni lunghi. Sulla sabbia umida si stampano le orme dei gabbiani. Cammino, la mia è una ricognizione,passo in rassegna i confini della terra, minacciata dalle incursioni del mare. Controllo gli ormeggi, dovesse, l’isola, scivolare via, prendere il largo…”