Verso la fine dell’estate…

Il mare, dopo giorni di magnifica bonaccia, è ingrossato all’improvviso. Onda lunga, risacca potente. Il vento batteva il terrazzo. Il sole impavesato di una luce obliqua, illuminava più che scaldare. Eravamo tutti lì, a tavola. Davanti una trina di spruzzi, perchè il terrazzo si stende fra due scogli forti, di quelli che spaccano i flutti e li lanciano verso il cielo frantumati. Si parlava bene. Di politica. Con preoccupazione e consapevolezza, senza quel birignao da neo-cinismo , senza godersi il dilagare dello sputtanamento collettivo come uno sgravio di responsabilità personali. C’erano Nando dalla Chiesa e sua moglie Emilia, Diana che è psicoanalista e il suo compagno economista, Mimmo che fa lo sceneggiatore… tutti d’età compresa fra le fine dei cinquanta e la sessantina. Poi c’erano Nicola e la sua compagna Sara (lui è mio figlio, Sara è figlia di Diana), 31 anni e 29.
Non c’era nessuna contrapposizione fra noi, i più vecchi, e loro. La stessa preoccupazione. Lo stesso accorato dispiacere. Dovete farvene carico voi, di rovesciare questa classe dirigente. E’ compito dei figli, il parricidio rituale che manda avanti la ruota della storia. Non so se l’abbiamo detto o soltanto pensato (noi due madri, discrete come le madri), ma a un certo punto Nicola ha detto: “Se Vendola vince le primarie, se le primarie non saranno disattese allora sì, la smettiamo di stare in finestra. Faremo quello che va fatto”. Lui e molti altri della sua generazione, nati che finivano i dolorosi- focosi anni settanta, cresciuti nei cartoni animati giapponesi degli ottanta, usciti dall’infanzia col brutto spettacolo della prima grande crisi morale (mani pulite), giovani nel grande disordine mondiale, nella caduta dei muri e delle ideologie, giovani adulti nel ristagno, nella palude, nella povertà di speranze, di futuro…Chissà se ce la fanno….

7 thoughts on “Verso la fine dell’estate…

  1. Ce la devono fare, non hanno scelta. Non è la generazione dei 50-60enni che erigerà barricate dopo aver partorito i Berlusconi e, soprattutto, aver adottato il berlusconismo, sdoganando l’individuo e migliaia di suoi cloni. La generazione dei genitori (meglio, una sua parte) potrebbe al più fornire idee buone, attingendo da un passato che i giovani non conoscono, o da una cultura che ancora non hanno. E non sarebbe poco. Da che esiste l’essere umano, sono i giovani che vanno in guerra e gli anziani che la dichiarano, purtroppo.

  2. Beh… io sono del ’92…. l’anno fatidico di “Mani Pulite”. Mi rendo conto della cosa agghiacciante: ho visto solo il Berlusconismo O_O un pò si vorrà cambiare no? Almeno, io voglio. Devo.

    (Ah come dev’essere bella Stromboli di questo periodo. Mi dispiace poi non averti salutato bene gli ultimi giorni che sono rimasta sull’isola… spero di sentirti presto :) )

  3. Ho la stessa età di suo figlio. Nati alla fine dei settanta, ci siamo portati dietro il peso di quegli anni di piombo come figli di una gestazione lunga un decennio. Abbiamo portato nei nostri polmoni quell’aria pesante senza averne colpa. Siamo cresciuti, bambini ancora con dei sogni, sotto una coltre pesantissima, abbiamo conosciuto, primi, il ricatto di una guerra minacciata e mai realizzata. I nostri cartoni sono stati i primi a dividere il mondo in due, eppure trasmettevano ancora qualcosa, il senso ultimo di un bene che lottava e trionfava, di là dalla violenza, dei robot, dei mondi post nucleari. Siamo cresciuti con una rivoluzione francese versione manga, che è stato per noi qualcosa forse ancora in più del vostro Che, l’idea di un mondo che si ribella e capovolge un ordine costituito, una presa di consapevolezza che dall’aristocrazia scendeva tra il popolo. Siamo stati ingannati. Da un universo di adulti che strappava alle favole il suo ruolo rassicurante e lo spostava nella rappresentazione costante e mediatica di un modello che non corrispondeva in alcun modo alla realtà. Siamo diventati adolescenti in maniera traumatica non tanto consapevoli di quella crisi morale, ma investiti d’improvviso da un tanfo mortale, i suicidi di mani pulite, le bombe nelle città, crolli di muri, bandiere ammainate, Capaci e via D’Amelio che hanno sepolto sotto le macerie ogni futuro, ogni sogno. Come bambini bombardati da centinaia di stimoli, ci siamo chiusi in un mondo artificiale, dimenticando che le rivoluzioni si fanno col sangue, col sudore, scendendo in piazza.
    Siamo la prima generazione che non combatte solo per i figli che cercheremo di avere. Ma per i padri che non possiamo uccidere. Perché vittime dei loro stessi sogni perduti, andati in frantumi o venduti per disattenzione o peggio ancora, per calcolo. Abbiamo perso la leggerezza. Come Enea, con Anchise sulle spalle vediamo tutto quello in cui abbiamo creduto andare in fumo. Voi come Ulisse avete sognato, noi siamo invecchiati troppo presto. Non stiamo alla finestra, è cambiato il nostro modo di essere giovani. Giovani adulti come ha detto lei. Dietro di noi non riusciamo a vedere la generazione che erige le barricate, se ce ne sono, sono troppo pochi. Il grande inganno è stato quello di distruggere la capacità di aggregazione, svendendo ad uno ad uno i simboli del ’68, rovinando gli ideali con gli uomini che hanno finto di incarnarli. Combatteremo anche per voi. Siamo gli eredi di un mondo che sta scomparendo. Ma davvero preserveremo quel che di buono ci avete lasciato per permettergli di ricrescere. Forse non riusciremo a rovesciare, ma lotteremo ogni istante. Forse ricreare con chi è più giovane quell’idea di futuro, senza occuparlo direttamente è la sola cosa che possiamo fare. Abbiamo avuto padri assetati di potere, noi lo traghetteremo e mescoleremo la nostra forza con quella di chi viene dopo di noi. Questo paese deve cambiare, per davvero, stavolta.

  4. anche io ho la stessa età di tuo figlio, e anche io mi sono sempre sentita un pò “ingannata” come dice Fabio Myskin.
    Spero davvero che noi trentenni riusciremo a combinare qualcosa, io personalmente ho paura dei cinquantenni, ho paura di quelli che hanno la mia età, e mi spaventano anche i sedicenni di oggi.
    Che ci posso fare? non vorrei davvero essere così pessimista. nè così individualista. in un mondo diverso potrei essere molto più coraggiosa di così…

  5. Un punto di partenza da cui cominciare a cambiare le cose….
    Prima o poi ce lo aspettavamo ma quello che è avvenuto nel comune di Tradate va molto, ma molto oltre ogni nostra immaginazione. E’ un vero e proprio “manifesto sulla razza” qualcosa che credevamo essere morto con Hitler e Mussolini e che invece ci ritroviamo nella Padania del 2010.
    I fatti: tempo fa il Comune di Tradate (Varese) istituisce il cosiddetto “bonus bebè”, 500 euro per ogni bambino nato. Lo scopo è lodevole: incentivare le nascite. Purtroppo non è tutto oro quello che luccica. Infatti andando a leggere i criteri di assegnazione si legge che il bonus è destinato solo a coppie dove ambedue i genitori sono cittadini italiani di nascita. Escluse quindi le coppie miste e quelle straniere. Lo scorso 3 giugno il Tribunale di Milano, interessato della vicenda, emette una sentenza secondo la quale “i criteri di assegnazione del bonus bebè sono discriminatori” è ordina al comune di Tradate di correggere l’ordinanza.
    Furiosa la reazione del sindaco di Tradate (Lega -PDL) che con una nota diffusa a mezzo stampa dice “il comune di Tradate rivendica il criterio di assegnazione in quanto il bonus bebè non si configura come un intervento rientrante fra i servizi sociali assistenziali obbligatori ma appartiene alla categoria degli incentivi collocata in ambito concettuale e giuridico tutt’affatto diverso ed altro rispetto ai servizi sociali obbligatori”. Insomma, ribadisce che solo i bambini ariani potranno godere dell’incentivo.
    Ancora più vomitevole e discriminatoria la giustificazione data nel ricorso presentato dal Comune di Tradate alla sentenza del Tribunale di Milano e che verrà discusso la prossima settimana. Secondo quanto vi si afferma il “bonus bebè” sarebbe stato istituito per “la salvaguardia del ceppo europeo”.
    Insomma, per salvaguardare il “ceppo europeo”, descritto nelle foto pubblicitarie del bonus bebè presenti sul sito del comune di Tradate come biondo, occhi chiari e chiaramente nordico, la soluzione è quella di incentivare solo la nascita di bambini ariani. Il prossimo passo quale sarà? L’epurazione (o nel migliore dei casi, la deportazione) di tutti quei bambini che non corrispondono alla visione leghista di “ceppo europeo”?

    Bianca B. dal sito freepress

  6. Ho visto la mia prima figlia e il suo compagno ( 28 e 30 anni) di nuovo insieme ieri dopo un’estate di sms ( dalla Corea, dal Kossovo, viaggiano divisi e solidali inseguendo i loro lavori fantasiosi e i loro sogni concreti). Abbiamo parlato di politica, della mia fatica di portare avanti un micro circolo PD in mezzo a gente che proprio non ne vuole sapere, prima esperienza politica a 58 anni dopo una vita nei movimenti della società civile…Alla fine, anche loro, sempre pronti a battaglie civili ma refrattari ai partiti, mi hanno detto che si stanno informando sulle Fabbriche di Nichi a Milano…Chissà se ce la fanno, chissà se ce la facciamo…

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