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Che cosa non”si mangia” oggi?

Ravera | Lavori in corso | 22 Novembre 2010 | 1,430 letture

Al mattino, con il caffè, guardo Omnibus(La7). E’ un gesto coraggioso. Per la salvaguardia dell’umore sarebbe meglio sintonizzarsi su qualche bel cartone animato, ma non ho più, da tempo, quel delizioso alibi che è un bambino piccolo per casa. Mi tocca quindi la mia dose di realtà. E Omnibus è una bella trasmissione. Quando si ha fortuna si incontrano giornalisti intelligenti, poco invitati altrove, e politici non del tutto usurati. Quando si ricasca nei soliti noti, può capitare che siano meno determinati a sgominare la gang nemica (la fascia del mattino induce atteggiamenti meno spettacolari) perciò può perfino succedere che dicano qualcosa di sensato. Il miracolo era in corso ieri mattina, con un Giovanardi pacato, Flavia Perina che è intelligente e l’ottimo Geremicca de La Stampa, quando, agitando la criniera da puledrona e fremendo dalle sdegnose froge, Daniela Santanchè, ha interrotto la conversazione per dichiarare, con un timbro vocale e un’ intonazione aggressiva in puro stile “Prime Time”, che i conversanti non stavano parlando di politica. Che il loro era un indegno gossip. Che la rottura di Fini era una bassa e volgare faccenda di ripicche e carriere. Che alla base del gesto c’era Striscia la Notizia e non disaccordo o incompatibilità. Che, e qui la mezzo soprano è diventata un soprano e mezzo, agli “italiani” non fregava un accidente della legge elettorale, che la crisi di governo non si mangia eccetera eccetera. Gli “italiani”, questa divinità invocata a vanvera , ringraziano la signora Santanchè, che con tanta abnegazione si occupa delle loro miserie. Tuttavia , da “italiana”, vorrei indirizzarle una supplica: anche se la cultura “non si mangia”, come il pensiero e tutto il resto, si astenga per il futuro dal boicottare una bella discussione, con questo logoro mantra gastro-populista. Lo vorremmo decidere noi, che cosa ci va di mangiare

meglio lacrime & sangue o nausea & noia?

Ravera | Lavori in corso | 4 Novembre 2010 | 1,721 letture

Vi supplico, gente di centrodestra, voi che credete nel liberismo, nel libero mercato, nel profitto, nell’individualismo e nella competizione sfrenata… Voi che siete pronti a giurare sul primato dell’occidente, sulla necessità di respingere gli immigrati, sulla santità della patria, della famiglia e della Chiesa Cattolica , per favore, fate qualcosa! Non so… armate un bel golpe militare, imponete una dittatura sanguinosa, metteteci tutti in galera, bruciate in piazza le femministe, affogate nell’olio di ricino Vendola e Bersani nel grana padano, deportate gli zingari gli omosessuali e chi ha letto più di tre libri negli ultimi due anni, fateci giurare fedeltà al regime, fateci baciare i plastici di Bruno Vespa, costringeteci a imparare a memoria gli editoriali di Feltri a manganellate, cancellate la voce cultura dai Bilanci dello Stato, chiudete le università, trasformate le scuole in corsi di adeguamento al nulla, finanziate soltanto i cinepanettoni dei Vanzina e le partite del Milan, perseguitateci, deportateci, sparateci addosso…ma ponete fine, vi prego, all’ avvilente tragedia del grottesco. Non si può continuare a commentare barzellette, analizzare le ponderose dichiarazioni di quattro “giovani mignotte” al giorno, discutere di marchette, festini, massaggi erogeni e non, farfalline d’argento, minorenni bionde e more, ministre miss Coscia Lunga e consigliere regionali igieniste dentali, appartamenti ristrutturati a sorpresa e mazzette ricevute per caso, potenti criminali e leggi per difenderli dalle leggi… Non ce la facciamo più! Anche noi dell’opposizione abbiamo una dignità! Se continuiamo a soffiare sul fango finiremo depressi e inzaccherati. E’ di gran lunga preferibile il martirio a questo lento e implacabile degrado delle nostre facoltà mentali. Fatevi odiare, fateci male! Basta con questo imbarazzo morale: meglio lacrime e sangue, che noia e nausea!