Che cosa non”si mangia” oggi?
Al mattino, con il caffè, guardo Omnibus(La7). E’ un gesto coraggioso. Per la salvaguardia dell’umore sarebbe meglio sintonizzarsi su qualche bel cartone animato, ma non ho più, da tempo, quel delizioso alibi che è un bambino piccolo per casa. Mi tocca quindi la mia dose di realtà. E Omnibus è una bella trasmissione. Quando si ha fortuna si incontrano giornalisti intelligenti, poco invitati altrove, e politici non del tutto usurati. Quando si ricasca nei soliti noti, può capitare che siano meno determinati a sgominare la gang nemica (la fascia del mattino induce atteggiamenti meno spettacolari) perciò può perfino succedere che dicano qualcosa di sensato. Il miracolo era in corso ieri mattina, con un Giovanardi pacato, Flavia Perina che è intelligente e l’ottimo Geremicca de La Stampa, quando, agitando la criniera da puledrona e fremendo dalle sdegnose froge, Daniela Santanchè, ha interrotto la conversazione per dichiarare, con un timbro vocale e un’ intonazione aggressiva in puro stile “Prime Time”, che i conversanti non stavano parlando di politica. Che il loro era un indegno gossip. Che la rottura di Fini era una bassa e volgare faccenda di ripicche e carriere. Che alla base del gesto c’era Striscia la Notizia e non disaccordo o incompatibilità. Che, e qui la mezzo soprano è diventata un soprano e mezzo, agli “italiani” non fregava un accidente della legge elettorale, che la crisi di governo non si mangia eccetera eccetera. Gli “italiani”, questa divinità invocata a vanvera , ringraziano la signora Santanchè, che con tanta abnegazione si occupa delle loro miserie. Tuttavia , da “italiana”, vorrei indirizzarle una supplica: anche se la cultura “non si mangia”, come il pensiero e tutto il resto, si astenga per il futuro dal boicottare una bella discussione, con questo logoro mantra gastro-populista. Lo vorremmo decidere noi, che cosa ci va di mangiare


