Alcune buone mogli
Se Piero Marrazzo avesse ammesso apertamente, sinceramente, di avere un debole per i transessuali, mandando al diavolo chi voleva ricattarlo, subito, quattro mesi fa o cinque anni fa, non è il tempo che conta,probabilmente la sua vita non si sarebbe spezzata in due, costringendolo a ritirarsi in convento. Non c’è niente di male a praticare rapporti mercenari, se non si contrae l’abitudine di offrire, nel gioioso postcoitum, una candidatura al proprio occasionale compagno di letto, indipendentemente dall’appartenenza di genere. La prostituzione esiste perché, da duemila anni, esiste una domanda di prostituzione. Gli uomini vanno a puttane, tanto per parlar chiaro. E le prostitute, etero omo o trans, sono lavoratrici e/o lavoratori come tutti gli altri, che vendono godimento sessuale invece di altre merci. Le mogli, non di rado, lo sanno che i loro mariti soddisfano così necessità erotiche eccedenti la tranquilla vita di coppia. Lo sanno e, come si dice a Roma, “abbozzano”. Probabilmente lo sapeva anche Roberta Serdoz in Marrazzo, giornalista come il marito, ma, a differenza del marito, non in carriera politica, purtroppo. Sì, purtroppo, perché ha dato prova di coraggio, lealtà, anticonformismo ed equilibrio in una situazione difficile, tutte doti che farebbero di lei, un ottimo governatore. Del resto: non è la prima volta che una moglie intelligente, messa di fronte alle”debolezze” del marito, invece di prenderlo a calci e chiamarsi fuori, decide di sostenerlo e sopportare a testa alta la grandinata di fango che segue e prolunga lo scandalo. Penso a Hillary , quando il mondo intero chiacchierava dei “servizietti” che una stagista ubertosa, ben acquattata sotto la scrivania dello studio ovale, aveva praticato a Bill. Ma penso anche a Gabriella Bonacchi, storica e femminista, moglie del famoso filosofo Giacomo Marramao, quando suo marito fu accusato (ingiustamente) di “sexual harrassement”nei confronti di una giovane aspirante scrittrice e finì sulle copertine dei settimanali come porco e ricattatore. Gabriella non negò al suo compagno solidarietà e riparo.Come Hillary,come Roberta. Si tratta di donne emancipate, ben posizionate nel mondo del lavoro e autonome economicamente. Donne che non hanno “bisogno” del consorte, e se gli rimangono vicino “nella cattiva sorte”, come recita il rito matrimoniale,è per affetto. E forse è proprio l’affetto, la merce rara, il sentimento in via di estinzione, che lega le famiglie di chi non si riempie tutti i giorni la bocca con i sacri valori della famiglia. Ma li pratica.



Ci vuole coraggio ho grande stima per queste Donne!!!!
donne coraggiosissime ed estremamente emancipate tanto da potersi permettere il “lusso” di seguire il cuore e dimostrare come la “DIGNITA’ ” abbia varie chiavi di lettura non ultima quella di infischiarsene altamente del giudizio altrui sicure delle proprie scelte dettate esclusivamente dalla consapevolezza del lungo e doloroso cammino percorso sulla via faticosissima dell’affermazione di se’ come donne pensanti che non accettano piu’ di dover sempre scegliere tra cuore o cervello ma speranzose di poterli finalmente coniugare senza paura!
carissime donne, ieri sera ho visto l’intervista della favolosa Dandini a Lidia Ravera. In questo momento così oscuro per il nostro paese e di conseguenza per i nostri figli in prospettiva, sono assalito da un senso d’impotenza e da tantissima rabbia.
Perciò capisco benissimo la rabbia che sprizzava da Lidia in tutte le sue forme, verbali e posturali, ma mi sembra molto limitativo prendersela solo col MASCHIO. E’ una visione a corto respiro, la nostra società così afflitta da divisioni e individualismi non ha certo bisogno anche della contrapposizione tra sessi, anzi, in questo momento le forze sane di noi cittadini hanno un assoluto bisogno di unione e rappresentanza, che ormai non trovano più negli organi più tradizionali del nostro stato, vedi partiti, sindacati……
Detto questo la parola d’ordine dovrebbe essere APERTURA a tutti coloro che credono all’ugualianza, alla legalità e alla solidarietà, concetti che sono, secondo il mio modesto parere, alla base di un paese “normale”.
SCENDIAMO IN PIAZZA SI, MA TUTTI, UOMINI, DONNE, OMOSESSUALI, IMMIGRATI E CHIUNQUE VOGLIA DIRE NO! AL NUOVO MASS-MEDIOEVO CHE STIAMO VIVENDO, rifiutando fermamente etichette politiche.
Tornando al discorso della famiglia Marrazzo, per quanto riguarda l’aspetto pubblico il presidente Marrazzo non doveva assolutamente utilizzare l’auto blu per recarsi al luogo di piacere e soprattutto un uomo ricattato (poichè da sè si rende ricattabile non avendo la forza di difendere il suo privato e di affrontare l’opinione pubblica) non può occupare alcun incarico pubblico di alto livello, E QUESTO VALE PER TUTTI, anche per chi AVENDO IN MANO IL CORPO DEL REATO E ANCHE IL GOVERNO E UN IMPERO ECONOMICO E MEDIATICO, telefona al sig. Marrazzo e gli comunica “amichevolmente” di SAPERE e NON gli consiglia di DENUNCIARE il ricatto.
Circa l’aspetto privato della faccenda, è vero che fino adesso la sig.ra Serdoz, da quel che sento, ha mantenuto nei confini privati la sua amarezza, come penso sia giusto, ma tutto ciò dovrebbe spingerci a riflettere sul rapporto di coppia e sulla sua solidità.
Sembra che la parola amore, oggi, sia troppo grande per associarla alla famiglia, e quindi si ricorre a surrogati come affetto.
Ma nella vita ci si può accontentare dell’affetto al posto dell’amore?
Io no!
Piuttosto resto solo e sogno.
Roberta Serdoz rimane vicino al “suo” uomo e viene apprezzata per la capacità di dimostrare affetto, ma anche mia nonna sopportava (con affetto?) e non diceva parola quando mio nonno cercava di godere delle grazie femminili di donne diverse da lei. E’ diverso? Mah!
Prima di tutto una parola per Francesco….credimi se una donna trova la forza e la determinazione di restare vicino al suo compagno dopo una sbandata di questa portata e con un eco mediatico enorme ,il suo può essere solo un GRANDE AMORE…
Ovviamente oltre alla componente sentimentale occorre aggiungere ,a favore di Roberta, una lunga lista di doti quali una grande intelligenza,una solidità interiore notevole e una componente femminile molto ben strutturata che la porta,credo, anche a voler difendere la sua famiglia come una leonessa.
Detto ciò,ogni sera quando io la vedo al tg3, mi si stringe il cuore e avrei voglia di abbracciarla forte perchè comunque, al di là della sua professionalità ,traspare l’urlo disperato della donna ferita nella dignità e nei sentimenti.
La differenza poi, tra Roberta e la nonna di Cristina credo sia grande perchè parliamo di due periodi con delle convenzioni sociali molto diverse…..Roberta avrebbe potuto raccogliere solo consensi se avesse chiuso fuori dalla porta il marito mentre per la nonna,purtroppo, sarebbe stato molto diverso.
sarà.. ma siamo sempre qui a dire che brava, così comprensiva e affettuosa mentre lui invece ne combina di tutti i colori.. no, è una cosa che non mi convince. Capisco tutto ma non mi convince lo stesso. Tanto meno far passare questo atteggiamento per un eccesso di emancipazione. Ho l’impressione che i maschi, soprattuto quelli italiani, anche quando la fanno grossa, sanno di non dover pagare un prezzo intero perchè c’è sempre la mamma prima e la moglie poi che capiscono tutto.. siamo fermi nel tempo, anche in questo caso! ciao, lidia
Un piccolo commento a Lidia………quando parlavo di emancipazione,di certo,non mi riferivo ad una operazione di “chirurgia plastica”che potesse nascondere un ritorno al comportamento “comprensivo”delle nostre nonne,rispetto al quale sono critica esattamente come te,credimi,ma solo ad una acquisita capacita’ di potersi esprimere liberamente,secondo coscienza,e scegliere quindi di poter rimanere vicino ad un uomo(o donna)in un momento molto difficile della vita,dove ,forse,l’opzione piu’ “facile” potrebbe essere quella di lasciarlo/a……e tutto cio’ solo per affetto e solidarieta’ umana,principi ,rispetto ai quali,ciascuno di noi dovrebbe rispondere solo a se’ stesso ,senza per questo essere giudicati acquiescenti e fermi nel tempo!Perche’,al contrario ,a mio avviso,potersi permettere questo piccolo “lusso”significa aver percorso tanta strada nell’elaborazione di se’,in piena consapevolezza dei nostri doveri e diritti,non ultimo,quello di poter fare anche scelte “controcorrente”senza,per questo,dover temere il giudizio altrui!!!!!!
dimenticavo…. un affettuoso abbraccio a tutte ,soprattutto a Lidia Ravera,che in questi tempi cosi’ oscuri ,con la sua “passionale intelligenza”ci ha regalato l’opportunita’ di poter tornare ,finalmente, a parlarci!
Conoscere un uomo,amarlo,progettare con lui la vita.Insieme crescere i figli,prendersi carico di loro.Ancora in un progetto di condivisione.Poi la vita si muove al di fuori di te,ti presenta situazioni che non avevi messo in conto.Ti elargisce dolori che non volevi (e quando mai si vogliono?),ti mette alla prova duramente,ti presenta “gli altri”, ovvero tutti quelli che si arrogano il diritto di esprimere un giudizio,di darti un consiglio,di sfornare regole vecchie e nuove,di sottoporti ad un’attenzione non richiesta.
Tu resisti,scopri un talento nella tua forza,quella che non sapevi di avere.E difendi il tuo amore,quello solido e spesso che hai nella pancia,difendi la tua vita,il tuo progetto.Nonostante tutto spetta solo a te.
Al di là dell’aspetto pubblico di questa faccenda,che è tale solo perchè coinvolge un uomo con carche pubbliche,questo è quanto ho visto fare a Roberta Serdoz.
Per questa ragione ha tutta la mia stima e la mia vicinanza,sebbene poco utili ed ho deciso di fare un bel passo indietro dal calderone dei commenti,facili e gratuiti quando il privato è quello degli altri.
leggo e rileggo lory e graziella provando a guardare alle cose da una prospettiva diversa.. ci provo.. ma resto della mia opinione che è ben lontana dal voler riscaldare il calderone dei commenti facili e gratuiti sul privato degli altri. E’ un opinione a caldo più sull’impunità diffusa dei comportamenti maschili che sulla capacità di sostegno delle donne, sulla quale mi pare ci siano pochi dubbi ma siamo sicuri che questo significa essere buone mogli? Un saluto, lidia castellani
Sono perfettamente d’accordo sulla prima parte della nota, mentre dissento fortemente per quanto riguarda la definizione di buone mogli per quanto riguarda sia la Sendoz, sia la Clinton.
Il mio dissentire riguarda proprio il voler definire una donna buona moglie quando sta vicina ad un uomo dopo una tale circostanza, non un giudizio critico sulle signore in questione.
Non credo che il loro comportamento sia determinato da affetto, perchè rimango legata alla vecchia questione che se in una coppia regna veramente l’affetto non si può arrivare a certe..esternazioni. Non credo neppure alla formula matrimoniale di stare insieme malgrado tutto. Sarei una buona moglie solo nel perdono? E Veronica Berlusconi, invece, è stata una cattiva moglie? Mah..Credo che qualsiasi rapporto nasca da una profonda stima reciproca. Quando viene a mancare la stima, decade anche l’affetto. Una persona che tradisce, non necessariamente con mercenari, è una persona che non ha il coraggio delle proprie azioni e neppure rispetto per chi gli sta accanto. Forse si può perdonare e in questo caso è probabile che esistono delle circostanze a noi ignote e che comunque possono determinare questo sentimento nella Sendoz, ma questo non la rende migliore di chi al perdono non arriva, semplicemente diversa. Saluti, Antonella
ma ammettere che il sesso è sesso e non gli importa molto dei ragionamenti etici o moraleggianti e morali è così duro?
Donne coraggiose? Siamo sicuri? A me sembrano più persone che non vogliono rinunciare alle rassicuranti consuetudine coniugali (ed economiche) ammettendo che ormai anche il loro interesse sessuale per il marito é 2 metri sotto terra (come direbbe il Moccia).
Vero coraggio é saper affrontare senza sotterfugi e mezze soluzioni, consapevoli che nonostante il biasimo di chi ci sta intorno (una donna sola non é mai ben vista, purtroppo) abbiamo ancora la possibilità di scegliere, di prenderci ciò che vogliamo e meritiamo.
La scopata e via del maschio con la prostituta? Che pena.
Aver bisogno di comprare il sesso é davvero da sfigati, se nell’era di internet non é manco capace di trovarsi una partner occasionale vuol dire che o é un mostro allucinante o ha 3 quintali di panza, é calvo e ha l’alitosi.
continuo a pensarci.. ma la solidarietà nei confronti di un marito che per anni va a puttane (che poi siano trans è un dettaglio) sniffa cocaina e poi una volta ‘pizzicato’ si appoggia all’affetto della moglie mi pare sia quanto meno immeritata.. che si voglia accettarlo o meno la verità è che questo signore con il suo comportamento non ha soltanto distrutto se stesso e la sua carriera ma anche la sua famiglia, o sbaglio?
mi dissocio fortemente dall’elogio in tutte le salse di questa signora che, secondo me, come prima cosa è stata esposta anche a un rischio sanitario da parte del marito egoista (ma nessuno ci pensa??) e, dunque, non capisco proprio la solidarietà a quest’uomo che ha pensato solo a se stesso, mentre c’erano anche dei figli da crescere (oltre che una moglie da rispettare)…
In questo momento penso solo a queste trefiglie, così esposte e così vulnerabili…
noi genitori dovremmo non dimenticare mai il valore educativo dell’esempio, con i nostri figli.
Saluti a tutti/e
Condivido pienamente questo intervento a parla con me sono pienamente d’accordo con quanto dici anche in questo articoletto, soprattutto mi piace l’ultima parte che dimostra che qualcuno, in un’epoca come la nostra in cui tutto dever essere “strombazzato”, sa cogliere l’importanza di quelle persone che ci sono sempre e nonostante tutto e soprattutto tutti i giorni anche se non le vede nessuno, perdona il giro di parole, ma è esattemente quello che penso. Ciao sei forte
credo che sia una grande prova di intelligenza rimanere al fianco di chi si trova in difficoltà, a prescindere dal problema. Il tuo intervento è ok