Annamaria Franzoni
Ed eccola di nuovo qui, fotografata sui giornali con quegli occhi malinconici e quella smorfia che è quasi un sorriso. Con quei capelli tanto folti da nascondere metà dello sguardo, antipatica eppure commovente, facile al pianto eppure robusta e ostinata, una roccia, un mulo. Ecco Annamaria Franzoni che ribadisce la sua innocenza con una lingua da bambina (“io non gli ho fatto niente” è la sua ultima frase) e scoppia in lacrime, ma continua a difendersi e quindi, inevitabilmente, ad aggredire chi la ritiene colpevole, a rifiutare il verdetto: colpevole, ma con una sconto di quasi metà della pena richiesta. Con lei, il Giudice è stato compassionevole.
l’Unità, 29.04.07
Con lei, l’avvocato “d’ufficio”, (che tanti film americani ci hanno insegnato a considerare la vera fregatura degli imputati poveri), nella persona di una giovane professionista estratta a sorte, è stata bravissimo, abilissimo. Con lei, la crudele e spettacolare televisione è stata generosissima: due ore sane su Rai Uno, offerte da Bruno Vespa, per dire le sue ragioni, per sedurre gli italiani, per intenerire le loro mogli. Con lei, la famiglia è stata solidale e coesa, solerte nel cantare le sue lodi, decisa nel difenderla da tutto e da tutti. Con lei, perfino la dea della fertilità è stata benevola: nonostante lo stress e il lutto, il suo apparato riproduttivo, con la collaborazione di un marito che ha continuato, evidentemente, a desiderarla, le ha consentito di diventare madre per la terza volta, a un anno dalla morte di Samuele. Con lei, perfino l’opinione pubblica, questa pericolosa entità giudicante, che in tante occasioni si è mostrata forcaiola e persecutoria, ha vacillato, si è divisa, ha dubitato. La maggior parte degli italiani ha sperato che non fosse colpevole, perché una madre che spacca la testa del suo bambino e subito dopo, invece di suicidarsi con lui o tornare in sé e gridare “che ho fatto!”, organizza la sua propria difesa è una figura intollerabile.
Se poi arriva a rimuovere l’ avvocato che la sta aiutando per offrire l’incarico a un “superstar” del centro destra, che, peraltro, pensa bene di taroccare le prove, questa madre, per quanto giovane, per quanto bella, per quanto infelice, diventa odiosa. E noi, noi italiani, ci asteniamo dall’odiare le madri. La funzione nobile della maternità, da noi, non si tocca. A una madre di due figli piccoli, non si danno 30 anni di galera. Neppure se, più volte invitata a confessare, rifiuta il suggerimento e continua a mentire.
Sedici anni di detenzione, dunque. Niente prigione prima del terzo grado di giudizio. E una speranza: che la cassazione ribalti la sentenza. Può succedere, tutto può succedere quando il compito è esaminare la forma e non la sostanza. Può darsi che Annamaria Franzoni riesca ancora a vincere la sua battaglia e a non trascorrere, perciò, dietro le sbarre, neppure un giorno. Personalmente glielo auguro, anche se, istintivamente, l’ho sempre pensata colpevole. Glielo auguro perché non credo nel valore formativo della punizione. Non credo che una donna capace di combattere per sé stessa usando qualsiasi strumento, apparendo e scomparendo con la stessa orgogliosa tracotanza, mettendo al mondo un bambino quasi in sostituzione di un altro, senza chiedersi se sarà o non sarà reso infelice dall’essere figlio di una madre segnata da una storia così brutta, non credo che una donna come Annamaria Franzoni possa essere rieducata. E’ troppo difesa, troppo corazzata, troppo spaventata da sé stessa. Non credo che abbia voglia di guardarsi dentro. Anzi, credo che non abbia accolto l’invito del giudice a confessare, fondamentalmente, per questa forma comune di viltà: la paura di fare i conti con i propri lati oscuri, di ammettere le proprie debolezze, di indagarle. Non credo, però, neppure che possa rivelarsi nociva, Annamaria, che possa commettere altri crimini, come i serial killer o i temperamenti antisociali o i malati di violenza. Se qualche vizio di forma le ridarà la libertà, non penso che questo metterà in pericolo altri bambini o la collettività.
Il rischio più grosso che corriamo è che scriva, o si faccia scrivere, la storia della sua innocenza non dimostrata, che si insedii in testa alla lista dei best-sellers e ne tragga tutti i prevedibili benefici. Nella nostra società, in fondo, l’importante è diventare famosi. E c’è da sperare che nessuna segua il suo esempio.



ciao, sono una ragazza di sedici anni che segue molto la storia del piccolo Samuele..porto nel cuore un grande dolore ogni volta che vedo la faccia di quella donna …che io sinceramente non considero donna ma una bestia …perchè giusto le bestie possono uccidere… Non sono mai stata daccordo con lei sulle sue azioni…mettere al mondo un’altro figlio e sostituire un bimbo …un suo figlio morto da pochi mesi… fa capire solo tanto che è una donna senza cuore senza sentimeni…senza responsabilità… fa capire che non nè capace a fare la madre…fa capire che vuole essere un immagine pubblica..e il suo avvocato quella Paola la nipote della moglie di Prodi…continua a difenderla ed è per questio che l’indaggini continuano a lungo ed è per questo che lei non viene incriminata..ed è per questo che lei da questa storia uscirà innocente per la legge…ma per noi persone …che stiamo fuori dalla legge la guarderemo sempre come una persona inutile capace soltanto di fare del male a tutti ma sopratutto a gli altri suoi 2 figli gli unici rimasti ..e spero che non si rimetta a fare figli con suo marito ..perchè se no sarebbe propio ignorante…e il suo marito è peggio lo sa che ha ucciso lei il suo bimbo samuele…ma li vedi come fanno finta di amarsi io se fossi in lui l’avrei ammazzata…i bambini non si toccano ..i bambini sono la gioia di questo mondo ..io ho una nipotina di due anni si chiama Soraya…2 anni piccola injdifesa giocarellona sempre con il sorriso e con la gioia di viveere di scoprire il mondo ..e io mi dico ma annamaria come hai fatto a togliere il sorriso sul viso di tuo figlio …tuo figliooooo…mi fai schifo mi dispiace dirtelo ma è così…se hai ucciso tuo figlio solo perchè volevi diventare una persona della tv…sono contenta per te che lo sei diventata ma posso anche dirti che sei diventata la persona più odiosa della tv…ciao kiss kiss
A me (che ritengo la Franzoni colpevole e malata) ha infastidito soprattutto il modo in cui ha cercato di farla franca usando quello che chiamerei il “metodo Berlusconi”.
Innanzitutto è riuscita a procurarsi come avvocato Taormina (noto “aiutante di Berlusconi”)
poi ha cercato di usare la televisione - canale 5, Maurizio Costanzo che ha dedicato una puntata specifica per lei - come mezzo per convincere della propria innocenza.
Un’altra cosa che ho notato (ma qui potrei sbagliarmi) è che si, la Franzoni ha pianto molto spesso, me se notate ha sempre pianto per se stessa e per la paura di essere giudicata colpevole; non le ho mai visto spendere una lacrima per il figlio assassinato.
Bah.
annamaria è solo una lurida assassina
.nn sconta la sua pena solo per i soldi de suo paparino. mi dispiace che nn leggera mai quando mi fa schifo come donna e soprattutto come madre.spero con tutto il cuore che passi il resto della sua schifosa vita in carcere.solo cosi samuele avrà giustizia
salve , vorrei solo dire una cosa anna maria franzoni?
vittima o assasina di suo figlio?
questo e il dilemma.
mi rifiuto di credere che ha potuto uccidere…..e poi tirare fango adosso a lei e troppo facile
per accusarla non si hanno delle cose piu che cewrte.un testimone?
attenti , molta cautela prima di condannarla……
secondo me e un innocenteche hanno incastrata….
dio abbia pieta di lei …
Annamaria mi fà pena e scusate personalmente Schifo!
il bello che la ascoltano ancora, buttate le chiavi
spegnete ogni riflettore lasciate solo un buco per passarle pane e acqua
quella malata non deve passarla liscia.
Assurdo … deve vedere i suoi figli… i suoi figli crescono
decisamente molto meglio senza quella malata accanto.
Padre! Perdonali, perchè non sanno quello che fanno!
Oggi come ieri, sembra che la sadica voglia di fare scempio della vittima sacrificale, sia ancora in
auge.
Che Dio abbia pietà degli stolti, degli empi e degli scellerati, che tanto miseramente, colla loro boria
e con tanta saccenteria inferiscono su povere vittime di un meccanismo infame, in cui, una volta
incappati, si resta comunque e sempre stritolati; per cui se si fosse almeno 100 volte meno perfidi
di costoro, bisognrebbe augurare loro e di vero cuore un simile accadimento.
Purtroppo non si può per mancanza di adeguata carognaggine.
La Franzoni , assassina o no (per me è la colpevole senza ombra di dubbio), che si presenta davanti alle telecamere rilasciando interviste fiume. La Franzoni che rilascia ai giornali interviste
Pazzesco!!!!!!!!!!!! ma come può una madre, dopo la morte così atroce del suo piccolo , avere la
forza, la voglia di fare ciò????? Penso che chiunque al suo posto si sarebbe chiuso in casa a versare fiumi e fiumi di lacrime. Cosa dire poi del marito, dei genitori, dei suoceri? non riesco a trovare le parole adatte per esprimire “lo sconcerto” nei loro confronti. Non posso immaginare come possano Annamaria & C. continuare a vivere con il fantasma di quella piccola vittima innocente che tutti i giorni grida nelle lore orecchie: PERCHE’ ??….!!!
Che pena per gli altri due poveri bimbi, che Dio abbia cura di loro e li protegga perchè solo Lui può farlo!!!
Mio padre dice spesso che la legge è uguale per tutti ma la giustizia no! A.M. Franzoni a casa per anni ed anni in attesa del processo mentre altri subito al fresco..ancora prima del processo….
Tentato furto di una maglietta: patteggia due mesi di pena
il Tirreno — 19 settembre 2008 pagina 02 sezione: LIVORNO
LIVORNO. Ha patteggiato una pena di due mesi e 20 giorni Jon Vasiliu, il rumeno di 21 anni che il 27 agosto era stato arrestato per il furto di una maglietta da 40 euro al negozio Nencini Sport di via Firenze. Ieri il giovane è comparso in tribunale per il rito direttissimo: l’avvocato Barbara Luceri che difendeva Vasiliu è riuscita a far derubricare il reato in tentato furto e ha proposto il patteggiamento a due mesi e 20 giorni, con 200 euro di ammenda, patteggiamento accettato dal pm Carmen Santoro. Il giovane rumeno ha potuto beneficiare anche della misura degli arresti domiciliari.
Si impicca in cella a 21 anni
il Tirreno — 03 maggio 2009 pagina 01 sezione: LIVORNO
LIVORNO. Si è tolto la vita, forse schiacciato dal rimorso per essersi macchiato di un reato odioso come una violenza sessuale. O forse l’ha fatto perché, innocente, non sopportava l’idea di dover rispondere a un’accusa così infamante. Ion, questo il suo nome, si è impiccato, la sera del primo maggio, nella sua cella del carcere delle Sughere, dove era rinchiuso da un giorno. L’alone di mistero che ancora circonda la morte di questo giovane detenuto - 21 anni appena, residente da alcuni anni a Livorno - si diraderà probabilmente quando sarà chiarito il contenuto dei biglietti che Ion ha lasciato, scritti nella sua lingua, il rumeno. I foglietti sono stati ritrovati in cella e sono stati sequestrati. Era finito dietro le sbarre delle Sughere giovedì, per le accuse della fidanzata, che lo aveva denunciato dicendo di essere stata oggetto di violenza sessuale da parte sua, un caso sul quale sta indagando la squadra mobile della polizia. Nei giorni scorsi, il gip del tribunale di Livorno Rinaldo Merani aveva firmato l’ordinanza che disponeva la custodia cautelare in carcere del rumeno. Il giovane si è tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo: si è accorto del fatto un agente di polizia penitenziaria, che non vedendo il detenuto in cella è entrato e l’ha trovato nel bagno, ormai privo di vita. Le operazioni di soccorso sono partite subito: è arrivata anche un’ambulanza della Misericordia, ma non c’è stato niente da fare. Vasiliu ormai era già morto, la sola cosa da fare è stato constatarne il decesso. Adesso la questione è, naturalmente, all’attenzione della magistratura. Non ci sono dubbi sul fatto che si tratti di suicidio: Ion si trovava in una cella singola e per non essere visto, al momento di mettere in atto il suo proposito suicida, è andato nel bagno. Questo sembra emergere anche dal sopralluogo effettuato in carcere dagli uomini della polizia scientifica. Il sostituto procuratore Antonella Tenerani, magistrato di turno, ha disposto l’autopsia, che sarà effettuata domani dal medico legale Alessandro Bassi Luciani, aprendo un fascicolo sull’accaduto. Il giovane aveva avuto a che fare con la giustizia alcuni mesi fa e aveva scontato due mesi e 20 giorni agli arresti domiciliari per un furto in un negozio di abbigliamento. Della vicenda, per conto della famiglia del giovane, si sta occupando l’avvocato Nicola Giribaldi. -Luciano De Majo
Forse ha fatto ciò che ha fatto perché davvero se è stata lei a commettere l’omicidio ha rimosso quell’evento?
Molti di voi hanno mai sentito parlare di Psichiatria, abissi della mente e/o dell’anima?
La Franzoni credo sia davvero convinta di essere innocente…ammesso che sia stata lei.
Per condannare qualcuno all’ergastolo in qualsiasi Paese civile ci vogliono PROVE, inconfutabili (tra cui la principale è l’arma del delitto) irrefutabili, al di là di ogni ragionevole dubbio.
“In un delitto, tolto limpossibile, cioò che resta, per quanto improbabile è la verità” (T.De Quincey
Saluti
saluti a tutti io sono stato sempre dalla parte di annamaria perche sono convinto della sua innocenza perche una mamma non puo uccidere un figlio e dopo tante torture a non canfessare il delitto e poi io vedo che ci sia un accanimento contro di lei e le indagini sono state portate avanti da persono incompedenti io spero in dio che se e colpevole la deve pagare non a noi ma a dio ma se e innocente come credo che sia chi la accusata deve portare un rimorso per tutta la vita e presentarsi davanti a dio non deve assere perdonato saluti a tutti e un augurio ad annamaria che possa abbracciare i suoi bambini al piu presto
Ho sempre creduto nell’innocenza della Signora Franzoni.
Anche se gli psichiatri dicono che Lei si è dimenticata tutto…………………….
Ba’……….La psichiatria non è proprio una scienta esattissima……..
Poi altri psichiatri la pensano come me: UNA MADRE CHE UCCIDE IL PROPRIO FIGLIO, SEPPUR IN UN MOMENTO DI RAPTUS, non può DIMENTICARE COMPLETAMENTE. PRIMA O POI RICORDA.
Il legame tra madre e figlio è TROPPO forte . Anche se molti ESPERTI (guarda caso UOMINI) dichiarano il contrario.
Mi dispiace soltanto che il VERO assassino sia in libertà e la Signora in Carcere.