avviso a chi abita a Torino e a Milano
Così, tanto per incontrarsi: martedì alla Feltrinelli di piazza C.n.L ( esiste?) a Torino, parlo de “le seduzioni dell’inverno” ( nella mia città d’origine, quella da cui sono scappata a 18 anni e che adesso mi pare così amabile) mi presenta Giovanni Tesio de La Stampa ( critico letterario, professore, runner). Mercoledì 20 parlo a Milano, Feltrinelli di piazza Piemonte. Mi presenta Isabella Bossi Fedrigotti, del Corriere della sera. Critico ( un ruolo che non si può declinare al femmnile), scrittrice.
Poi torno…
Ieri sera a Roma, alla Feltrinelli di piazza Colonna, è stato sorprendente: c’ era una ragazza con i capelli tagliati strani che è stata una mia allieva tanti anni fa, c’era una signora ( ma il termine è riduttivo) che parlava benissimo diceva cose profondissime e questo è strano davvero in un recita rituale come la presentazione in libreria, c’era un poeta che ha letto l’incipit e la fine del mio libro e ha detto che erano intercambiabili e quindi ho scritto un’opera palindroma, c’ era attenzione e partecipazione e condivisione…insomma…bene: dopo tanti anni, ancora sorprese e meraviglia…e un bel clima, dolce, intimo, come fra congiurati. Mentre la società sprofonda nel non-essere, la comunità dei mangiatori di libri stringe e rinsalda il legame, la solidarietà…quasi un amore.



Esiste la Feltrinelli in piazza CLN a Torino. Una volta si chiamava Ricordi. E’ venuto anche Travaglio li una volta. Quando viene esattamente?
Bene bene,
quando metterai nei tuoi programmi Livorno, o Pisa o Firenze?
Urge ventata di aria fresca!!
Ciao
cara lidia
beppe mi ha detto che ero citato sul tuo blog “c’era un poeta che ha letto l’incipit e la fine del mio libro e ha detto che erano intercambiabili e quindi ho scritto un’opera palindroma”.
una piccola precisazione. palindromo vuol dire “che corre indietro” no la tua opera non corre indietro, va spedita, solo che leggendola dalla coda si ristabilisce quel cinismo che tanto fa bene alla scrittura (assente ai moccia e alle tamaro) insomma si comincia come ho detto dal vissero felici e contenti e si finisce con il c’era una volta. così si può ribaltare il titolo (sempre correndo all’indietro) nell’inverno delle seduzioni e cioè nella fine delle seduzioni, cosa che tu dichiaravi mentre aspettavi l’arrivo di sebaste, prima del temponotte, oh pardon, prima del nottetempo.
un caro saluto
Una curiosità: ho notato che ha cambiato il nome del protagonista, Stefano, in Michele.
E’ troppo se Le chiedo il motivo?
Cordiali saluti.
Il libro benchè già acquistato ancora non l’ho letto. Farò di tutto per esserci alla presentazione. Grandi cose, Antonello
Ho seguito la trasmissione di stamani su Radio24 e le Sue considerazioni. Complimenti. Vorrei dirLe che nel mio blog, dove tratto problematiche lagate alla “CHAT” in generale, ho segnalato l’intervento sull’amore (Chat e amore), per vedere che accade in chat e come vivono i chatters gli abbandoni amorosi. Se vuole dargli un’occhiata ecco il sito:
http://chatnewsit.blogspot.com/.
Si tenga forte, perché nelle chat si nascondono tanti dolori e poche gioie. Da esperto e vecchio chatter consumato, ho voluto creare questa provocazione, e scoperchiando il pentolone stanno venendo fuori cose che avevo immaginato. Certo che vedersele messe li davanti a volte fa male.
Ho aggiunto al mio blog il suo. Se non fosse d’accordo me lo segnali.
Leggerò senz’altro il suo libro.
Con stima,
ChatNews
http://chatnewsit.blogspot.com/
Cara Lidia,
il tuo libro ora è sul mio comodino.
Inizio così il mio rapporto con un libro. Prima lo lascio in bella vista. Lo guardo e lo riguardo come un soprammobile. Quando lo sento mio, inizio la lettura. Ho un rapporto con i libri molto materiale. Sono le cose a cui tengo di più. Eppure non ho letto tutti i libri che ho comperato ed ho comperato più copie di uno stesso. Non leggo quelli che a mio avviso si “raccontano addosso” o giocano con la storia. Ma per curiosità sono anche capace di spendere per archiviarli tra le mie cose. Mentre compero più copie di quelli che amo per sentirmi libero di prestarli o, se capita, di perderli in qualche trasloco. Ho due libri che uso per stampellare un mobile. Due regali. Uno è una nota, quanto bislacca, storia di templari e gioconde, e “strattona” il nostro passato. L’altro un racconto sulla Cina di oggi, e mi pare si “racconti addosso”. Mi piace vedere quei due libri destinati a quella funzione operosa a cui non erano pensati. E’ un silenzioso sberleffo a quei due autori ma anche un onorevole riconoscimento al libro, alla sua forma, al lavoro di chi lo ha creato. Non ho mai buttato via un libro.
Tutto questo per dirti che ora mi beo della bella copertina, molto elegante, con la quale hai guarnito il lavoro. Fra poco inizierò a leggerlo con piacere… se possibile dopo una tua presentazione anche da noi a Firenze.
Nel frattempo come sai, ci aspettano ore impegnative per le sorti del nostro amato paese. Spero vorrai dare una mano a chi lavorerà nel PD per aprire la strada alla società civile con la nascita di OpenSpace. Una piccola rivoluzione, che necessita di menti aperti, coraggiose, acute.
Un caro saluto
Jacopo Schettini