avviso per chi abita a Roma
Questa sera ( domenica, 20 aprile 2008) si conclude il Festival della Filosofia, dedicato quest’anno al sessantotto, con una tavola rotonda su Valle Giulia…io non c’ero, ero a Torino, ancora a casa, al primo anno di liceo. Però, invece, a parlarne, 40 anni dopo ci sarò. Sono curiosa di ascoltare che cosa dicono quelli che c’erano: Franco Piperno, Massimiliano Fucsas Claudio Petruccioli ( ohibò!) e Ennio di Francesco, poliziotto democratico? ma… Sono curiosa perchè tutto lo show è introdotto dalla famosa poesia di Pasolini, quella sul fatto che noi ( loro) eravamo (erano) figli di papà e quelli che ci(li) menavano erano figli di poveri. Sono curiosa perchè il sessantotto è stato un momento di glorficazione della giovinezza, di invenzione della giovinezza come categoria politica, come patente di innocenza , come modello per comportamenti eroici e antagonisti. E a raccontare quell’epoca a chi vive la giovinezza adesso, sono quelli che Anna Bravo (nel suo bel libro ” A colpi di cuore. Storia del sessantotto”) definisce “corpi invecchiati”…Che cosa succede quando adultità e maturità e poi addirittura vecchiaia raggiungono la generazione dei figli contro i padri? Quando la caricatura di maturità che hai costruito per liberarti di autorità e famiglia ti ritorna addosso, come un boomerang…e, per schivarla, sei costretta a incarnare una eterna giovinezza…nei linguaggi, nei comportamenti…Che cosa succederà sta sera….?



Libiamo nei lieti calici
Tutto è follia nel mondo ciò che non è piacere.
Super fighe e creativi
in cerca di confidenze
subliminali
coloniali
metafisiche
fisiche …
il vaniloquio non è nocivo
il demenziale serioso o allegorico propositivo
due modi di parlare a vanvera : uno sciocco l’altro ozioso
congetture molto sensate
nascoste
tra suggestioni suggerite dal caso
danno forma poetica al pragmatico
la droga non serve
quello che serve è il facile profitto ..
in un silenzio liquido
un cecchino con occhiali
accecati dal fango
se la ride
la fortuna
il modo più facile d’esser intelligenti
la convenzione è circoscritta
dal manganello con lo stipendio
no global
bacia la mazza .
Tutto è follia nel mondo ciò che non è piacere.
Già … quella poesia, quella famosa poesia che non ho mai capito e che forse era solo il rammarico della maturità .
Gia’ come e’ andata la serata? Io ho due ricordi :” il 1 maggio si me lo rammento saremo stati 1500″ cantava Paolo Pietrangeli. Io a Valle Giulia ero a fare il cronista per il Resto del Carlino (allora in odore di golpe: Attilio Monti zuccheriere); Giuliano Ferrara a cercare di correre lui gia’ grassottello per scappare. Facevo i resoconti per l’estensore del pezzo, tale Gastone Cocchi, che, dove io dicevo studenti, lui scriveva teppisti. Nsceva allora il giornalismo democratico, di cui facevo parte pur lavorando in un giornale di destra.
Moltissimi secoli piu’ tardi. Berlusconi si compra Panorama, giornalisti compresi, e dopo un po’ (bisogna dare adosso a Caselli e al pool antimafia) Giuliano Ferrara diventa direttore di Panorama (10 mesi da incubo) e ci parla che bisogna essere faziosi che il giornalismo oggettivo e d’informazione non esiste. E mi viene in mente che se allora, invece di difenderlo, avessi fatto il fazioso e il soggettivo come lui, lui probabilmente non avrebbe fatto quello che…ma non e’ vero. C’e’ chi cade sempre in piedi. E chi, come lui, non puo’ cadere, neppure fisicamente.
Ma che bello che fu il 68. Lo vedevo da fuori, lavoravo come fossi un operaio/giornalista e vi amavo, voi studenti del Movimento, perche’ vi manganellavano i poliziotti proletari e perche’ eravato una speranza di futuro. Poi la strage di piazza Fontana mi gelo’ il sangue e mi tolse la giovinezza.
Brava Lidia, mi sei piaciuta molto. Chiara, profonda, lucida. Secondo me la “poesia” di Pasolini non convince, sa troppo di andare-controcorrente-per-forza, non poteva pensare veramente quello che ha scritto…
Ho condiviso i fischi all’ ambiguo Petruccioli, ho apprezzato Fuksas e Piperno.
Ho però un piccolissimo tarlo: non è che l’assalto sacrosanto all’autoritarismo abbia poi generato piano piano tutto un cedimento di valori consacrati, che si trascina ancora oggi? Ci terrei molto a conoscere il tuo parere (e quello degli amici del blog). Grazie
Io trovo che Pasolini sia di una lucidità stupefacente. Che bello deve essere stato il 68, basta vedere la musica che è stata prodotta in quel periodo. Peccato che l’utopia non riesca mai a prendere forma, ma si sfilacci vinta dalla quotidianità . Rimane il fatto che il 68 ha cambiato la società , purtroppo molte idee sono state imbastardite e stravolte, ma qualcosa è rimasto.
Il sessantotto ha prodotto la peggiore generazione di adulti mai vista su questo pianeta. Inetti , superficiali e assenti come genitori, volgari e disonesti come cittadini, ipocriti sul piano morale e inaffidabili su quello personale. Sara’ anche stato un bel periodo, per chi c’e’ stato. Per chi vive nel cassonetto di “quel che avanza quando abbiamo finito noi” , siete la prima generazione che sara’ maledetta dai figli. Sputeremo sulle vostre tombe.
Fate pure agiografie sui giornali. parlatevi pure addosso. Prima o poi ve ne andrete, ai vostri posti arriveranno altri, e si dira’ la verita’ su di voi.
Uriel