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Lidia Ravera | Lavori in corso | 20 Aprile 2008 | 1,429 letture

Questa sera ( domenica, 20 aprile 2008) si conclude il Festival della Filosofia, dedicato quest’anno al sessantotto, con una tavola rotonda su Valle Giulia…io non c’ero, ero a Torino, ancora a casa, al primo anno di liceo. Però, invece, a parlarne, 40 anni dopo ci sarò. Sono curiosa di ascoltare che cosa dicono quelli che c’erano: Franco Piperno, Massimiliano Fucsas Claudio Petruccioli ( ohibò!) e Ennio di Francesco, poliziotto democratico? ma… Sono curiosa perchè tutto lo show è introdotto dalla famosa poesia di Pasolini, quella sul fatto che noi ( loro) eravamo (erano) figli di papà e quelli che ci(li) menavano erano figli di poveri. Sono curiosa perchè il sessantotto è stato un momento di glorficazione della giovinezza, di invenzione della giovinezza come categoria politica, come patente di innocenza , come modello per comportamenti eroici e antagonisti. E a raccontare quell’epoca a chi vive la giovinezza adesso, sono quelli che Anna Bravo (nel suo bel libro ” A colpi di cuore. Storia del sessantotto”) definisce “corpi invecchiati”…Che cosa succede quando adultità e maturità e poi addirittura vecchiaia raggiungono la generazione dei figli contro i padri? Quando la caricatura di maturità che hai costruito per liberarti di autorità e famiglia ti ritorna addosso, come un boomerang…e, per schivarla, sei costretta a incarnare una eterna giovinezza…nei linguaggi, nei comportamenti…Che cosa succederà sta sera….?

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