Candidata Ravera : ko.
E’ stato bello questa mattina, al cinema Alcazar, la mia piccola iniziativa elettorale: Contro il disincanto, riprendiamoci la politica, riprendiamoci la cultura. Abbiamo distribuito una penna e un foglietto a tutti. Tutti hanno riempito il “pizzino della partecipazione”, con idee, desideri, proposte. Esercizi di ascolto, esercizi di buona politica. Sono tornata a casa ottimista, come mi sono sentita dopo ogni incontro. Sognando organismi misti di cittadini e rappresentanti dei cittadini che fanno funzionare le cose. Insieme. Dopo aver lavorato un po’, ho acceso la televisione e ho guardato in diretta il discorso di berlusconi in piazza san giovanni…Stupefacente:un piazzista in piazza. Ha venduto i suoi candidati uno per uno. Donne “toste” e bravi ragazzi. Li ha fatti cantare in coro con la mano sul cuore. Ha promesso tutto il promettibile: meno furti meno tasse meno cancro più amore più libertà più verde pubblico licenza di alzare di un piano tutte le case più soldi più allegria… Ha ripetuto ossessivamente che la sinistra voleva chiudere la squadra avversaria negli spogliatoi per vincere da sola…Balle, anche uno di destra che non sia lobotomizzato se ne accorge. Ma le balle, a ripeterle milioni di volte, vengono prese per verità, soprattutto dai meno attrezzati, dai più ignoranti…E in Italia, purtroppo, ce n’è… Incomincio ad aver paura che , noi che non raccontiamo palle, che non abbiamo i mezzi per trasformare le balle in verità, resteremo per sempre minoranza.
E una minoranza sofferente.



Cara Lidia, è una delle tante forme che assume la frase gramsciana sul “pessimismo della volontà e ottimismo della ragione”…
‘Sta paura di restare sempre minoranza ce l’abbiamo nel Dna, noi di sinistra, ma non dobbiamo soggiacervi più di tanto, perciò da domattina gambe in spalla e si riparte per l’ultima settimana di campagna elettorale, visto che per fortuna pare che siano stati eliminati tutti gli ostacoli e si vota il 28/29!
Beh non esageriamo con la sindrome dell “‘anima bella”. Fosse questione di verità non sarebbe necessaria la politica e quella di sinistra non si dovrebbe distinguere per il fatto che dice solo la verità, ma per il fatto che ha a cuore la verità e non ne prescinde. Io, che mi considero di sinistra, per battere certa gente sarei disposta a contare chissà quante balle, ma è questione di qualità non di quantità e, dunque, non sarei disposta a contare qualsiasi balla. Anche per inventare balle, che non siano triviali, si fa fatica: ci vuole immaginazione! Berlusconi non è colpevole di contar balle, ma di contar balle volgari, triviali, offensive di quel popolo cui si appella continuamente e che continua a considerare così stupido da credere che il suo (del Pdl) ritardo nel presentare le liste sia frutto di una macchinazione della malvagia sinistra. In realtà, stupido è chi crede che la politica sia rappresentazione e, ancor peggio, rappresentazione hic et nunc di una specie di lotta eterna tra il bene e il male. Ha ragione Casini quando dice che tutto questo tormentone delle liste poteva essere evitato ammettendo l’errore e chiedendo scusa. Sarebbe stata una cosa ragguardevole: tutti possono sbagliare. Ma, quando uno non è disposto ad ammettere l’errore, allora, come si dice: nel regno di Danimarca c’è del marcio. Ora dovrebbero chiedere scusa per l’errore che ha comportato diisagi (si fa per dire) per tutti, e soprattutto per il polverone che vi hanno intessuto intorno. Ma sarebbe come chiedere al lupo che riconosca l’innocenza dell’agnello! “Pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà”? Mi va bene; potrebbe andar meglio, ma non è solo una questione di numeri.
Grazie a mirna per aver corretto il mio strafalcione: nella fretta avevo invertito i termini!
non di tanto minoranza se fossimo uniti. Saremmo quasi pari. VOTANDO UNITI. Avranno inteso i “dirigenti” “digerenti” dei partiti di sinistra? saranno arrivate lassù le parole?