Cannabis legale: un business importato dagli usa

Quando si parla di sostanze stupefacenti, individuare una strategia che ne combatta il traffico illecito e allo stesso tempo tuteli la salute della popolazione è una sfida che vede coinvolte le legislazioni di tutti i Paesi. Negli Stati Uniti ad esempio qualcosa si sta muovendo circa la legalizzazione della marijuana a scopo medico, terapeutico e ricreativo. Un business replicabile anche in Italia?

Dopo i referendum che hanno legalizzato la marijuana per uso medico in 18 Stati, tra cui a novembre Colorado e Stato di Washington, si stima che il giro d’affari legato alla vendita di questa droga leggera arriverà nel 2013 a 1,5 miliardi di dollari, cifra che secondo le stime schizzerà a 6 miliardi entro il 2018. I sondaggi dicono che il popolo americano è diviso più o meno a metà tra favorevoli e contrari, ma che comunque 3 su 4 ritengono i soldi spesi per la lotta alla cannabis sostanzialmente buttati.

Investitori, aziende e start up si sono mostrati molto interessati alle applicazioni di questo business, tra cui ad esempio AeroGrow International, una società che produce sistemi idroponici per la coltivazione casalinga senza terra di ortaggi come lattuga e pomodori. Se opportunamente modificati, i loro prodotti sarebbero utili anche per far crescere in casa le piantine di marijuana.

Vi sono poi in cantiere altre idee decisamente più originali, come i distributori automatici di cannabis, o una catena di punti vendita che ne offra le qualità più rare e costose, un misto tra Starbucks e un coffee shop di Amsterdam.

Per gli Stati che hanno legalizzato la sostanza l’occasione di ripianare i bilanci con una tassazione adeguata è ghiotta. La guerra agli stupefacenti costa miliardi di dollari ogni anno, e la tentazione di risparmiare, almeno per quanto riguarda la marijuana, è forte.

Autore dell'articolo: admin

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