caro sindaco ds: dimettiti!
Avrebbe avuto le sue buone ragioni, il sindaco Salvatore Carai, nel dichiarare di aver anticipato le spese legali a un branco di giovani inquisiti perché “sono tutti minorenni”, perché “non sono in grado di provvedere da soli” e perché sono “presunti innocenti” fino alla condanna definitiva. Le avrebbe se il branco avesse “presumibilmente” rapinato una banca. Se avesse scazzottato o fatto casino. Perfino se avesse, sempre con la garanzia del dubbio, ammazzato qualcuno. Ma il branco è accusato di aver violentato ripetutamente e col vantaggio del numero una ragazzina, sola, nel folto di una pineta, alla fine di una festa.E’ la ragazzina che li ha accusati. E’ lei che li ha riconosciuti, smascherati, inchiodati alle loro responsabilità. A questo punto l’esercizio del dubbio più che di una garanzia democratica a favore dei presunti colpevoli ha il sapore di una mancanza di fiducia nella parola della sicura innocente. Così, Salvatore Carai,sindaco di Montalto di Castro, risulta non avere, ahimè, alcuna buona ragione. Viene da chiedersi se abbia delle figlie. Se abbia una moglie, una fidanzata. Gli uomini, per capire che cos’è uno stupro, devono fare uno sforzo di fantasia. Se amano una donna, una bambina, una ragazza, forse, ci riescono meglio , a immaginare l’orrore. Difficile? Li aiuto io: tu hai 15 anni, hai ballato, ti sei divertita, magari qualcuno ti ha anche fatto un po’ la corte, ti senti grande. Poi è tardi, devi tornare a casa, vuoi riviverti tutta la festa, domani la racconterai alle tue amiche. Ti incammini,ma qualcuno ti segue, non è un ragazzo da solo, sono quattro, sei, otto. Improvvisamente hai paura, non dai corda, allunghi il passo. Ma quelli ti sono addosso. Sono più forti di te, sono tanti e tu sei sola, ti rovesciano per terra con la facilità con cui si schiaccia col piede una formica. Gridi, ma le tue grida li eccitano ancora di più. Ce ne hai uno sopra, senti un gran male. Qualcosa si lacera. Non pensavi che fosse così brutto. Tutti dicono che è meraviglioso. Il dolore cresce, con il dolore la paura. I ragazzi si danno il cambio sul tuo corpo, come se tu fossi una latrina e loro, a turno, facessero i loro bisogni dentro di te. Pensi che non lo dimenticherai mai. E sarà così. Passerai la vita ad avere paura, a sentire disgusto per quella cosa bellissima che è fare l’amore. Quando si stancano di seviziarti ti lasciano per terra, spossata, sporca, vergognosa e dolorante, col terrore di essere rimasta incinta ( a 15 anni, 17, 20 è facilissimo), col terrore di essere una cosa, un utensile, un pupazzo, un pezzo di carne che i maschi si divertono a penetrare. Ha idea, adesso, il garantista signor sindaco, di come ci si sente dopo essere servite ad un branco di mascalzoni per celebrare il loro selvaggio rituale di affermazione e di potenza? Mi crede se gli dico che non si dimentica mai, per tutta la vita? Oppure deve sentire altre opinioni, pagare un principe del foro e provare a ridurre la pena? Lo stupro, caro sindaco, è un reato contro la persona.Nell’area del partito in cui Lei milita, quello dei democratici di sinistra, da trent’anni, le donne conducono una battaglia perché la violenza carnale non sia più considerata come una faccenda da “offesa al pudore”, perché non sia giustificata mai, in nessun caso, nemmeno se chi subisce violenza è una provocante fanciulla in minigonna , a tette nude, senza mutande, nemmeno se è la moglie dello stupratore, nemmeno se è una prostituta. Mai, in nessun caso, gli uomini possono prendersi quello che una donna non ha voglia di dargli. Mai, a nessuna età. Chiaro, signor sindaco democratico di sinistra? Speriamo di sì, speriamo che abbia imparato qualcosa. Ma nel frattempo, la prego, proprio in virtù della sua collocazione politica, dia le dimissioni dal suo incarico. Lo faccia per noi, noi che i democratici di sinistra li votiamo, sotto varie etichette, da quando abbiamo incominciato a votare. Noi che ci illudiamo (ne abbiamo bisogno, non sappiamo farne a meno) che essere parte della sinistra voglia dire essere diversi.Più dalla parte dei deboli, più attenti alle specifiche croci della condizione femminile, più decisi nel perseguire la violenza di gruppo ( fatua, disgustosa). Noi che abbiamo bisogno di illuderci (ancora? Sì, ancora) che essere di sinistra voglia dire qualcosa.
(www.lidiaravera.it)



Salve,
apprezzo molto i suoi articoli su l’Unita’ ma in questa occasione
oso affermare di non essere daccordo con la sua esposizione.
Ritengo infatti che, prima di additare i ragazzi come stupratori,
si debba attendere le decisioni della magistratura
(ci vuole troppo? allora sosteniamola).
Nel caso in cui i ragazzi venissero riconusciuti colpevoli, dovranno (mi si permetta) giustissimamente e fortissimamente pagare per l’oltraggio che hanno recato alla giovane e direi anche all’immagine del Comune.
Per quanto riguarda il contributo, per quel che ne so, e’ conseguente ad una richiesta ufficale dei servizi sociali e rientra nelle possibilita’ del Comune.
Pecchero’ di ma ritengo che la mia posizione non sia conseguenza del maschilismo (che le assicuro non mi appartiene) ma solo del buonsenso.
Prima di accusare con forza dei minorenni e una persona come il sindaco che vive il suo territorio, ritengo sarebbe preferibile avere piu’ informazioni e con “informazioni” in tendo proprio informazioni documentate, non sentitodire o dichiarazioni inventate che ho letto su buonaparte dei quotidiani e sentito nei tg.
A mio avviso “essere di sinistra” significa proprio usare la testa e ragionare ancora piu’ sulle cose quando ci si trova di fronte a casi tanto delicati.
Volendo dare sviluppo al suo ragionamento, tanto varrebbe saltare il processo ed incarcerare i ragazzi in quanto senz’altro colpevoli ed anche il sindaco visto che ci siamo.
E se fossero -dubitabile ma se lo fossero- innocenti? sarebbero segnati ed isolati dal mondo civile e pertanto destinati a vivere ai bordi con conseguente probabile avvicinamento ad una vita lontana dal rispetto dei diritti altrui (essendosi visti non rispettati i propri)
Ed il Sindaco? Sarebbe colpevole di aver dato seguito ad una richiesta di un entita’ esterna al Comune. Sarebbe allora indispensabile accusare anche i servizi sociali.
(Che fare allora con chi va ancora oltre lo stupro, come di chi vuol far la pace in Afganistan mettendosi a discutere con chi finora ha sparato?)
Dovrebbe invece essere naturale approffondire in modo corretto la propria conoscenza dei fatti per poterli commentare in modo piu’ pieno e corretto e meno enfasi
La ringrazio del tempo dedicatomi per la lettura di quanto scritto qui sopra e le rinnovo i complimenti per quanto di lei letto finora sull’Unita’
Cordiali Saluti
Stefano
chiedo sccusa ma dimenticavo:
probabilemte dal suo punto di vista cambia poco o nulla ma i contributi alle famiglie dei ragazzi accusati di stupro, sempre per quanto ne ho capito, non sono a fondo perduto ma andranno restituiti ma non ho dettagli al riguardo
Saluti
Stefano
Scusa Stefano, ma come mai non hai il minimo dubbio che gli stupratori siano effettivamente colpevoli? Sarai mica un riformista talebano che difende a qualsiasi costo chiunque faccia parte dei DS?
Ti preoccupi del marchio di infamia degli stupratori, in un paese dove la gente se ne fotte persino che vada al governo uno che ha un centinaio di capi d’accusa sulla testa?
Secondo me essere di sinistra significa ragionare, cioè l’opposto di quello che fai tu.
Ciao Lidia
condivido completamente quanto hai scritto. Per intero. l’unica piccola osservazione che mi permetto di farti è che non tutti gli uomini sono devono sforzarsi per immaginarsi cosa sia uno stupro di una donna o di una ragazzina, non tutti gli uomini devono sforzarsi per superare quell’atteggiamento ammiccante, minimizzante, superficiale che a volte prevale in queste circostanze, retaggio di una stupida cultura laccata in superficie ma marcia di maschilismo nelle fondamenta. Non tutti gli uomini. Vorrei sapere descriverti la mia rabbia, il mio disgusto, il mio dolore. E non provo vergogna perchè sono un uomo, perchè non ho nulla in comune con quelle persone del mio stesso sesso, ammettere vergogna sarebbe in un certo senso, in modo sottointeso, accettare quasi di solidarizzare con loro. Provo schifo per quelle persone, trovo vomitevole l’atteggiamento di quel sindaco. Troverei ragionevole, anzi un atto dovuto, che alle sue dimissioni, seguisse l’espulsione da quel partito a cui appartiene, e che era anche il mio fino a poco tempo fa. Ma sono sicuro che non succederà nessuna delle due cose.
Un abbraccio
Ciao a tutti
non c’è una parola né una virgola che non condivida con Lidia Ravera.
E per fortuna, rincuora per noi donne, leggere il commento di Antonio dopo le … scritte da qualcun altro di sesso maschile. Antonio parla di un retaggio di una stupida cultura marcia di madchilismo. Verissimo.
Purtroppo, però non c’è neanche quasi più traccia di quella vecchia ma saggia Cultura ch’era sì pervasa da una certo modo di pensare patriarcale, ma anche matriarcale. Una Cultura che aveva massimo rispetto per la donna, considerata non un essere debole, bensì delicato e prezioso. Quest’aspetto si è quasi perso ma si rivela sempre negli Uomini come Antonio.
Grazie Antonio per le tue parole e perché ci fai ben sperare e ricredere.
rieccomi,
a quanto pare non sono stato capace di spiegarmi.
Non contesto ne’ l’imputazione ne’ il fatto che l’azione (se) commessa vada condannata;
io contesto il fatto, anch’esso grave, che lidia abbia espresso dei giudizi tanto gravi senza avere pero’ una corretta conoscienza dei fatti
Saluti
Stefano
Veramente nel processo penale non esistono i presunti stupratori ma un imputato che “non è considerato colpevole” (art. 27, II co, Cost.). Per condannare occorre superare “ogni ragionevole dubbio” (art. 533, I co, c.p.p.). Però secondo me è di cattivo gusto l’iniziativa dei servizi sociali e del comune. Non è compito del comune occuparsi del gratuito patrocinio. E poi proprio un processo per violena sessuale… insomma… sì, logico, i principi costituzionali del contraddittorio e della presunzione di non colpevolezza valgono lo stesso (in teoria) ma è inevitabile che una difesa istituzionale di alcuni accusati di tale reato appaia come un sostegno allo stupro. Secondo me in processi di questo tipo le istituzione pubbliche dovrebbero evitare di schierarsi.
Comunque essere di sinistra vuol dire essere diversi ma non vuol dire essere marziani, né essere infallibili. Solom quelli di destra possono permettersi qualche errore?
Veramente nel processo penale non esistono i presunti stupratori ma un imputato che “non è considerato colpevole” (art. 27, II co, Cost.). Per condannare occorre superare “ogni ragionevole dubbio” (art. 533, I co, c.p.p.). Però secondo me è di cattivo gusto l’iniziativa dei servizi sociali e del comune. Non è compito del comune occuparsi del gratuito patrocinio. E poi proprio un processo per violena sessuale… insomma… sì, logico, i principi costituzionali del contraddittorio e della presunzione di non colpevolezza valgono lo stesso (in teoria) ma è inevitabile che una difesa istituzionale di alcuni accusati di tale reato appaia come un sostegno allo stupro. Secondo me in processi di questo tipo le istituzione pubbliche dovrebbero evitare di schierarsi.
Comunque essere di sinistra vuol dire essere diversi ma non vuol dire essere marziani, né essere infallibili. Solo quelli di destra possono permettersi qualche errore?
scrivo dal computer di un mio amico…sono io quella ragazza! state certi che loro sono dei bastardi..e non dei presunti innocenti come dice stefano..a me hanno rovinato la vita e solo ora ho il coraggio e la forza per parlare pubblicamente…lidia ti volevo ringraziare infinitamente…è tutto vero..non dimentichi più! stefano io ti volevo solo dire che spero che non succeda mai a una tua familiare..poi vedi come non ti azzardi nemmeno a pensare che certi bastardi siano innocenti…non so se leggerete mai questo mio commento anche perchè i vostri sono molto più vecchi ma l’importante è che io abbia espresso ciò che pensavo..
Intervengo a distanza di tempo nel momento in cui è uscita la sentenza e questo caso ha riportato il Comune di Montalto di Castro, il Sindaco Salvatore Carai, questa brutta storia e la questione della violenza sulle donne alla ribalta dei media… almeno per un po’..
Non entrerò nel merito del giudizio emesso dalla Magistratura. Non lo contesto mai. Vivo in un sistema e ad esso sottostò. Non difendo la il potere giudiziario solo quando attacca un mio nemico.
Non avevo purtroppo letto il suo articolo al tempo, Signora Ravera,..ma il tenore di ogni commento alla questione, allora come adesso, è il medesimo.
Il suo “aiuto” nel far capire cosa possa essere una violenza carnale è sconvolgente. Fa venire i brividi. Lo è talmente tanto da farmi pensare che anche per lei, come per me, faccia parte del suo vissuto. É un reato orribile. É la mutazione definitiva dell’esistenza di una donna… in ogni ambito.
Mi ricongiungo, però, all’intervento di Stefano che puntava a sottolineare che c’è un’assenza di dati informativi nelle accuse a Carai. L’aiuto economico concesso alle famiglie dei ragazzi inquisiti - e questo glielo posso garantire - non era assolutamente destinato alla difesa degli stessi. Non esiste un solo documento ufficiale (e il resto, concorderà, sono chiacchiere!) in cui sia stato scritto o si alluda soltanto a questo tipo di destinazione.
Quanto fatto dal Sindaco di Montalto è solo uno dei numerosissimi interventi economici fatti ritualmente dagli Enti in tuttta Italia, in favore di famiglie con un disagio economico. Ovviamente previsti da leggi nazionali. In questo caso particolare, poi, il contributo - per una questione etica e morale - prevedeva la restituzione. Auspicata, tra l’altro, dalle economie prodotte dai ragazzi stessi con il proprio lavoro.
Non è così difficile comprendere che una famiglia normale (di quelle che vivono con 1500 euro al mese) che si trova a dover affrontare una problematica giudiziaria di questo genere incontri delle difficoltà, anche economiche. Non solo per la difesa - che lo Stato garantisce d’ufficio a chiunque - ma per tutte le procedure e le questioni ad essa correlate: viaggi, visite e incontri con l’Asssitenza Sociale, psicologi,…
Proviamo ad immaginare..
Sono famiglie per bene quelle coinvolte. Persone che vivono con dignità del proprio lavoro e che di fronte ad una “emergenza” di questo genere si sono trovate in un forte disagio..emotivo ed economico.
Su questo è intervenuto il Comune di Montalto.
Azzardato, come sottolinea Euripide nel suo commento, per una Istituzione Pubblica e per degli uomini politici, esporre il fianco in una questione tanto delicata e strumentalizzabile. Probabilmente molti altri , nella conservazione del proprio potere, non lo avrebbero fatto.
Il vero argomento di cui parlare e da analizzare è, purtroppo, questo… e nessuno ne parla!
É dell’uso che la politica, le piccole e grandi dinamiche dei ruoli, delle candidature per questa o quella poltrona, sta facendo di una tragedia, che dovremmo parlare! É dell’uso che sta facendo dell’ingenuità e del dolore di una giovane ragazza e la strumentalizzazione di un argomento tanto caro a tutta l’opiniopne pubblica… che dovremmo affrontare!!
Mi domando come sia possibile non vedere quanto fumo agli occhi ci stanno buttando e con quanto astio e dolore stanno annaffiando le nostre anime per delle bieche manovre di potere!
..e quando poi si tratta di legiferare con coraggio e determinazione, su temi così importanti,..allora sappiamo tutti cosa succede!
Nel suo articolo - mi perdoni se mi permetto - proprio perchè le mancavano alcune informazioni di base, credo sia stato un po’ azzardato il richiamo alla famiglia di Salvatore Carai. Un po’ troppo violento, in quel frangente. Molto d’impulso e passionale…che non è un difetto, almeno a mio avviso. Non lo è fino a quando si ferisce, sbagliando, come in questo caso, qualcuno.
La famiglia del Sindaco ed il Sindaco stesso non sono dei mostri. Dovrebbe conoscerli per capire di quanta umanità sanno essere capaci. Forse troppa.
Con stima.