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“le seduzioni dell’inverno”

Lidia Ravera | In guerra contro il tempo, Rubriche | 24 Gennaio 2008 | 2,962 letture

Clicca per ingrandireE’ uscito. Si dice così. E’ in libreria. Volume bianco. 185 pagine. 14 euro. casa editrice: nottetempo. In copertina c’è un’ immagine elegante. Scacco al re. Il re, nero, è rovesciato sulla pagina. La regina, bianca, sola, trionfa. La quarta di copertina dice: “Con il suo sguardo ironico e tagliente, il suo straordinario talento narrativo, Lidia Ravera ci regala un romanzo in cui i colpi di scena sono le tappe di una curiosa e tardiva educazione sentimentale”. Quando vedo il mio nome stampato sopra un libro provo sempre un leggero senso di straniamento. la faccenda va avanti da 32 anni. Da 21 romanzi. un po’ come ieri sera mentre facevo la simpatica in televisione con Gigi Marzullo (L’appuntamento, andrà in onda di notte fra qualche settimana) e pensavo, guardandomi da dentro: ma chi è questa? ma che va cercando? Piccoli slittamenti nervosi. Capita. La ripetizione non aiuta. La maturità non ama i periodi di sovraesposizione. Ma l’abitudine rende tutto facile, semmai poco poco noioso. Le solite battute con la truccatrice di turno: trucco leggero, solo a copertura (di che? degli anni? dei danni?), non ingrandisca, per favore, la bocca, va bene così com’è, posso vivere anche senza labbroni tumidi. Gli scherzi con gli altr scrttori: siamo qui, con il nostro salame da vendere, con la nostra merce da pubblicizzare. Certo Proust non ce li aveva questi obblighi a comparire. e nemmeno la mia adorata Virginia woolf, che pure, a ogni libro uscito, si nascondeva dietro le sue emicranie. Comunque…”le seduzioni” fruga nella nostra grande collettiva epocale anestesia sentimentale. Maria Giulia Minetti su “La stampa” ha scritto “libertino, divertito, perfino cinico”. trova paragoni con Arbasino, con Catherine Millet…L’intervista ( telefonica) è ricca e benevola. bella anche la recensione che uscirà su Tuttolibri sabato, l’autore me l’ha letta al telefono…Tutto bene. Eppure…ho soltanto voglia di rimettermi a scrivere il romanzo che sto scrivendo “Le 4 stagioni”. Sono già a 130 pagine. Il mio cuore è lì, è lì la mia testa. “Seduzioni” è già dei lettori, non è più mio. Ho sgravato. E, per evitare la depressione post partum, torno al suo successore. Ancora in gestazione. Su uno dei quaderni di quand’ero ragazzina che sto usando per “le 4 stagioni” ho trovato questa frase. “Una volta diviso il mondo in sesso e libri, bisogna passare ai particolari”. E’ tra virgolette, ma, come al solito, non cito la fonte. Se qualcuno sa da dove viene, me lo scriva. Avrà la mia gratitudine eterna.

ma come si fa a leggere un giornale senza piangere?

Lidia Ravera | In guerra contro il tempo, Rubriche | 20 Gennaio 2008 | 2,132 letture

Dunque, questa mattina, domenica di sole freddo, vado a correre a Villa Pamphili. Corro un’ ora. A sei minuti a chilometro, non è granchè ma ci si può stare. Dopo pranzo mi riposo, il corpo lo chiede quando l’adrenalina si ritira. venti minuti, non di più, ma quelli è meglio concederli. Leggo qualche pagina da “Patrimonio” ,il romanzo documento di Philippe Rth sulla vecchiaia e la morte di suo padre. Terribile e sobrio e intenso e scritto con una economia di aggettivi encomiabile. Tutto concreto, materico, tenero fra le righe , implacabilmente vero. Lo metto da parte perchè lo sto centellinando e acchiappo “la Repubblica”…non l’avessi mai fatto. L’editoriale di Ilvo Diamante incomincia così: “settimane come questa lasciano un sentimento di sconcerto di rara intensità”. Segue elenco: i rifuti di Napoli, le polemiche sulla lezione del papa, il procedimento per gravi reati contro la moglie del ministro di grazia e giustizia e contro il ministro medesimo, la probabile crisi di governo, l’inchiesta sulla relazione fra Berlusconi e un massimo dirigente rai ( Saccà), la condanna del governatore della Sicilia per favoreggiamento ( quel bel tomo di Cuffaro) e poi le proteste dei metalmeccanici “fino alla nuova tragedia sul lavoro a Porto Marghera”. Diamante, che è intelligente, e quindi è bravo a mettere in relazione dati , confronta la presente crisi con quella dei primi anni novanta. E deduce che stiamo cadendo ancora più in basso: tutto ciò che andava male va peggio, in più ogni fiducia si è logorata, non regge più niente, nemmeno il sindacato, nemmeno i giudici che allora sembravano “i nostri a cavallo d’un caval ” e adesso vengono vissuti come un potere in lotta con altri poteri.
Leggo fino in fondo, sentendomi sempre più fragile. Poi sfoglio le altre pagine , le prime venti, perchè per finire Diamante, ero saltata al foglio 22…E che cosa vedo? veltroni con il suo ottimismo ormai logoro che promette ( minaccia?) il pd da solo al voto. Prodi che minaccia ( promette?) non mollo. Cofferati, che è più vecchio di me, fotografato con il neonato in braccio e, come tutti i padri/nonni, delira:”deciderà mio figlio se mi ricandiderò a sindaco di bologna” ( bella responsabilità per un cittadino di due giorni.). Sandra Mastella che saluta le folle plaudenti che la festeggiano perchè benchè incriminata è tanto serena. Due pagine sul papa day dove si festeggia benedetto sedicesimo perchè i laici non sono abbastanza papisti e allora facciamogli sentire che lo amiamo ( alè oh oh…),
Totò Cuffaro con un vassoio di cannoli siciliani che festeggia anche lui perchè l’hanno condannato a 5 anni per favoreggiamento però anche lui è molto sereno, Orvieto che ci ha anche lei la sua bella camorra e una “discarica dei veleni” ( viva l’unità d’Italia)…mi accorgo che sto trattenendo il fiato…poi sento due stupidissime lacrime premere dalle parti della palpebra inferiore. Piango leggendo il giornale? Possibile? Che cos’è? La depressione? Macchè, io sto benissimo. Ero di ottimo umore. Sta per uscire il mio libro, “Le seduzioni dell’inverno” (Nottetempo) e ho qui le prime copie, ed è proprio un bell’oggetto…e ho fatto una bella intervista per Panorama ( manuela Grassi) e Giovanni Tesio mi ha fatto una bellissima recensione per Tuttolibri…e poi c’è il sole, ieri sera ho festiaggiato il compleanno di mio figlio e abbiamo bevuto e ci siamo divertiti e rispecchiati e tutto il resto…faccio l’elenco delle occasioni di letizia per capire quelle lacrime di pomeriggio, così imprevedibili…Giungo alla conclusione che ho veramente pianto leggendo il giornale.
E’ normale?

Natale?

Lidia Ravera | In guerra contro il tempo | 24 Dicembre 2007 | 1,849 letture

C’è un sottile masochismo nell’obbligo natalizio. pasqua con chi vuoi, natale no, quello è con i tuoi. Ti piaccia o no. E poi i regali: sii generoso. Per forza. In quei giorni lì. Ti dicono: un pensierino. Invece vale quanto costa. E costa. Vedi gente per bene dare i numeri davanti alle vetrine dei negozi dell’inutile. Devono omaggiare trentadue persone. Colleghi, parenti, parenti di parenti, amici, conoscenti. E allora, poveracci, devono acquistare presine, borsine di plastica, scatoline di pillole, guanti, candeline, tovagliette, scopine. E anche così è un bagno di sangue: perche 6 euro per 32 è comunque una bella cifretta. E hanno elenchi, da cui defalcano i nomi dei già omaggiati. A zia Carmela le ho fatto il bicchierino,a cicci a paolo a sandro a ugo alla lella ho fatto il taccuino…Faccio ancora zia Tizio, e Sempronia e poi mi sono levato il pensiero. Gioia? I bambini, forse.
A me capita di avere una certa simpatia per la mia famiglia, il poco che ne resta. Un padre fuori di testa ma dolce e malato d’una follia spiritosa ( si invecchia secondo natura e personalità: lui era molto ironico e buffo, quando era ancora non-vecchio), la sua badante che è intelligente e davvero buona, un figlio e una figlia che frequento con piacere anche quando non si celebrano feste comandate , l’uomo della figlia e la donna del figlio ( non ho simpatia per il termine “fidanzati”), colti, divertenti e gradevoli ( lei è veramente bella, tra l’altro), tipi che inviterei a cena volentieri anche se non fossero , come si suol dire, entrati a far parte del clan degli affetti. La mia famiglia residua è tutta qui. Mia sorella è morta, mia madre è morta. Altri parenti non li ho mai frequentati, calcolati…già mio padre e mia madre erano così, mononucleari:”Limitiamo il mondo a noi 4 “, diceva mio padre.
Lui tendeva a tagliar fuori anche i “fidanzati” delle figlie…Natale era una Festa attesa ed enfatizzata. Un orgia di cibo e di pacchetti…forse per questo non riesco ancora a liberarmene. Eppure…
Comunque, niente tombola. Il minimo.
Quel poco poco di rito , quel galà dei sentimenti che, in fondo, ci vuole.

un weekend di volontariato etico politico

Lidia Ravera | In guerra contro il tempo, Rubriche | 16 Dicembre 2007 | 1,573 letture

Sabato: seminario della lista ( area di opinione?) “A sinistra per Veltroni”. Interessante e stranamente appassionata. Tre relazioni sulle tre commissioni: codice etico ( Vincenzo Vita), ” Statuto” ( Massimo Brutti), carta dei valori ( Gentili?). E molte parole poi a seguire:me ne rimangono alcune impigliate nel quaderno…”non si pò mettere il vino nuovo negli otri vecchi”" No ai signori delle tessere, sì a un partito innervato nella società” ” Il problema è: come vincere dicendo la verità”( Bettini?) “Quando gli elettori sono migliori degli eletti, bisogna cambiare classe dirigente” “ordine è una parola che dice di più di ’sicurezza’, ordine è una parola di sinistra” ” Un disegno di società convincente e praticabile, questo è il riformismo” “Gli aderenti al pd non saranno soltanto quelli che montano e smontano il gazebo” ” la sinistra è il sale, non è la saliera” “E’la debolezza della classe operaia che ha reso possiile il rogo della Tyssen”
” Bisogna fare un partito di persone per le persone “( Livia Turco).
…la più bella scoperta è stata una ragazza con i capelli corti corti, i jeans e gli occhialini, una di quelle che parlano forte e chiaro, ha parlato a nome dei gay ma in modo politico netto universale. Ha proposto l’espulsione della Binetti ( o magari la rieducazione). ha inchiodato il ministro Fioroni (presente) ad una sua dichiarazione( discutibile) e l’ha fatto con una voce dal timbro diverso, senza ritualità, senza triangolazioni occulte…Anche oggi, domenica, cinque ore della mia vita se ne sono andate in volontariato politico, commissione etica ( assembleare) . Ho notato: ci sono tre componenti almeno, in questi luoghi di dibattito. Professionisti della politica: deputati, senatori, parlamentari europei. Professionisti della politica sul territorio e nel mondo del lavoro: assessori, consiglieri, sindaci, sindacalisti. Non professionisti: professori universitari, giornalisti e scrittori. Si vede , poco, Purgatori, un po’, meno di quanto si vorrebbe, Gad Lerner, una volta sola Moni ovadia (che pure disse parole importanti), mai Lodoli ( che sarebbe così stimolante!), sempre Rosetta Loy (che ascolta e anche questa è una bella lezione per chi parla sempre e non ascolta quasi mai). Attivo di società civile è Giovanni Bachelet: puntuale, preciso e piacevole da ascoltare ( come le donne). Le varie componenti , se si mescolano e si condizionano ed educano a vicenda, potrebbero davvero dar vita a un partito più duttile e più utile. Chissà…
L’impresa non è facile.
Sto ancora cercando di capire se riesco a rendermi utile o sono lì a recitare una parte.
Certo ci vuole una generosità sublime e una pazienza da santi a fare politica.
Le riunioni sono verbose, qua e là nervose ( per esempio quando si devono stringere i tempi per fare stare dieci interventi negli ultimi 32 minuti), sempre senza pausa-pasto , no stop dalle 10 alle 17 ( a sinistra per veltroni), dalle 10, 30 alle 15 ( codice etico)…
Insomma: saranno pure una casta, ma sono una casta di fachiri.
O masochisti.
Il materiale umano, visto da vicino, è, però, spesso, di prim’ordine: valga per tutti la “segretario” della cgil tessili: Valeria Fedeli, una testa assolutamente sistematica, che mi consola, perchè ho la sensazione di poter imparare qualcosa ( il che diminuisce l’ansia da tempo regalato).
E chissà se adesso riesco a mettermi a scrivere…

Le seduzioni dell’inverno

Lidia Ravera | In guerra contro il tempo, Rubriche | 9 Dicembre 2007 | 3,253 letture

Dunque è proprio finito,”le seduzioni dell’inverno”, bozza di stampa. Edizioni Nottetempo, che vuol dire Ginevra Bompiani. E Roberta Einuadi. Due signore/ragazze , con questi due cognomi ingombranti. Due che amano i libri, li capiscono, li sanno maneggiare. Due che non hanno niente da dimostrare. L’altra sera le osservavo, alla festa per i cinque anni della casa editrice: padrone di casa impeccabili, ma capaci di conservare quella leggera timidezza, quel vagare dello sguardo che denota ( connota?) gli abitanti del territorio che mi è più caro, la letteratura. Mai provato a frequentare chi vive di libri ( nei libri, per i libri)? Sembrano sempre un po’ altrove, non del tutto presenti, stanno sempre ascoltando pulsare il racconto del loro presente, nel momento stesso in cui lo vivono.
Comunque ho letto l’inizio del romanzo e c’era una certa attenzione( nonostante l’ora e le promesse del buffet). Hanno letto dai loro libri anche Franca Valeri ( irresistibilmente comica), Patrizia Zappa Mulas, Barbara Alberti, Erri de Luca ( che però se ne è andato subito e ha voluto leggere per primo, perchè ha sempre quel personaggio addosso, di serietà, di tragedia…).
Poi c’era questo Carlo Laurenti che mi piace moltissimo…uno che parla cinese e sa della cina, con un aspetto da studente e da fauno. E’ anche lui “un uomo della soglia, capace di restare in bilico tra le culture e guardare alla propria cultura d’origine con gli occhi dell’altro” come dice di Fosco Maraini nel presentarlo al festival del cinema asiatico?
Insomma, serata stimolante.
E anche ieri sera, che sono uscita a cena nonostante la ressa del sabato e ho affrontato una pizzeria con due ragazze-scrittrici ( 29 anni una, 32 l’altra) ho avuto momenti quasi di felicità: sentivo la loro intatta forza seduttiva e pensavo che va bene anche invecchiare se poi sei in grado di percepire la giovinezza dell’altra come un regalo.
Una delle due, Chiara Valerio, ha scritto un romanzo che sto leggendo: “ognuno sta solo”. E’ costruito con uno stile monologante, un diluvio di parole e deviazioni e digressioni, ma di tessitura robusta, capace di prenderti nella rete. Mi piace. E mi piace che mi piaccia.
Finchè “l’intelligenza degli altri” mi consola posso continuare a crescere.
Non devo avere questo terrore delle scadenze.
Cerco sempre di leggermi addosso la data in cui diventerò immangiabile.Come se fossi fatta di formaggio…
Non va bene. Non mi fa bene.
Comunque…
Oggi pioveva e ho ripreso “le quattro stagioni”, il romanzo che avevo interrotto. Ho riletto un po’ e sono ripartita, non ha opposto resistenza. Non so come interpretare la facilità…è rassicurante o preoccupante?

Moderatamente perplessa, ma stanca di borbottare negli angoli

Lidia Ravera | In guerra contro il tempo, Rubriche | 5 Novembre 2007 | 6,491 letture

Mi è venuta a noia la chiacchiera contro l’Italia. I “non se ne può più”, paese bloccato, nepotista, familista, inciuci e mazzette, ricatti e spintarelle, la P2 non è mai morta, mafiette, tutti a evadere il fisco come se fosse normale, niente senso dello stato, individualismo, nessuno spirito di servizio, statali demotivati, tutti capuccino e telefonino in orario di lavoro, sfiducia, destra e sinistra, tutti uguali, il più pulito ci ha la rogna… insomma, c0sì. Mi è venuto un soprassalto di ribellione. D’accordo, non ho più 20 anni, ma devo proprio vivere da rassegnata? Ridete pure, ma è per questo che mi sono buttata nel Pd. Volevo provare a fare la mia parte, da qualche parte, riprendere fiducia e ridarla.

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