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Candidata Ravera : Al LAVORO!

Ravera | Lavori in corso | 8 Marzo 2010 | 80 letture

Ieri sera è stato bellissimo. Ero da Bibli, c’era un sacco di gente. Gente attenta. Belle facce. Giovanni Bachelet mi interrogava, ma io avevo studiato, quindi niente panico. Il titolo dell’incontro era uno dei miei due slogan elettorali. “Contro il disincanto. Riprendiamoci la politica”. Di questo abbiamo parlato. Della possibilità, per i cittadini, di prendersi la responsabilità “personale” del fare. Dentro le istituzioni, nei palazzi dove si legifera, dove si decide. C’ era un silenzio teso. Siamo tutti sotto schiaffo. Ogni giorno aggiunge rabbia, impotenza, indignazione. Ho sentito, improvvisamente, mentre parlavo, la forza di una comunità. Mettersi insieme per migliorare. Mi sono sentita, per un attimo, bene come non mi sentivo da tempo. Ho parlato di quello che vorrei fare e di quello che,l’ ho letto in 23 pagine con la copertina gialla, vorrebbe fare Emma Bonino. Trasparenza, partecipazione. Il cittadino deve sapere. Dove vanno i soldi, che attività sono finanziate con le tasse, quali sono i dati sull’inquinamento, i bilanci, le gare d’appalto, i rimborsi spese, i contratti, gli appalti, le liste d’attesa degli asili. Deve avere accesso alL’anagrafe degli eletti, ai curricula degli eletti, dei nominati…il cittadino deve essere messo in grado di controllare. E poi di esprimere i suoi giudizi. Il cittadino deve partecipare: l’audit civico, possibilità d valutare, come viene trattato, nella sanità, nell’istruzione, nei servizi. Deve poter verificare chi lo rappresenta, come lavora…mentre lo dicevo, mi sembrava possibile. Poi Giovanni Bachelet mi ha chiesto: ma pensi davvero che potete farcela. Tu, Emma. Anche se sei eletta ,anche se prendi un sacco di voti? Non pensi che sarai schiacciata? E’ possibile. Sono abbastanza anomala. Mi si vede. Mi si può decapitare con un colpo solo. Ma credo che valga la pena di tentare. E credo che ci siano, anche nel parlamento regionale, anche nella base e fra i quadri intermedi dei partiti , un certo numero di “mele sane” con cui fare rete, per buttar fuori dal cesto, le mele marce .

Candidata Ravera : a rapporto!

Ravera | Lavori in corso | 6 Marzo 2010 | 133 letture

Dopo una settimana di campagna elettorale posso dire che sono negata per le campagne elettorali:
1-sono troppo signora sabauda : non riesco a infilarmi nelle cene a cui vengo invitata per promuovere me stessa, non ce la faccio a fermare i passanti e ficcargli in mano il pieghevole in cui pubblicizzo le mie buone intenzioni ( per quanto il testo sia molto più ben scritto della media), nonostante i consigli degli amici “con esperienza” quando partecipo a una manifestazione politica non vado a “cercare le telecamere”.
2- non batto soldi agli amici con le cene elettorali. Non vedo perché dovrebbero darmeli. E poi mia nonna diceva che le signorine non parlano né di funzioni corporali né di danaro.
3- continuo a lavorare. Cioè a scrivere. Un po’ perché non posso farne a meno ( a parte l’interdetto di nonna è evidente il perché).Un po’ perché continuo a considerare la politica una passione e non una professione( lo so, anche scrivere è una passione, ma di quella passione ci campo da 36 anni e mi ci sono abituata)
4- giro al largo dai manifesti elettorali che ritraggono le mie sembianze.
5- non ce la faccio a programmare un evento al giorno, come mi è stato consigliato.Credo che ne morirei. In tutta la campagna ne farò 3 sicuri(poi forse altri due ma chissà): il 7 marzo, cioè domani, mi intervisterà Giovanni Bachelet da Bibli, in via dei Fienaroli. Alle 7 di sera. Titolo: “Contro il disincanto. Riprendiamoci la politica”. Il 14 marzo alle 11 del mattino, una donna ( ci sono tre nomi, non so ancora quale delle tre) parlerà con me in un incontro dal titolo “Dalla parte delle donne”. Alla Galleria La nuova Pesa, in via del Corso. Il 21 marzo alle 11 del mattino, al cinemaAlcazar , a Trastevere, ci sarà una cosa carina. Titolo: “Di che cosa parliamo quando parliamo di cultura”. A tutti verrà data una matita e un foglietto di carta. Saranno invitati a scrivere: una proposta, una lagnanza, un desiderio, un progetto, un’idea per “fare cultura”, nel Lazio. Io dirò quello che vorrei fare se, nonostante la mia incapacità di condurre una campagna per me stessa, verrò eletta.

Candidata Ravera …presente!

Ravera | Lavori in corso | 3 Marzo 2010 | 282 letture

Perchè mi sono candidata.

Ho deciso di candidarmi nella Lista Civica per Emma Bonino innanzitutto per lei, per Emma Bonino.

Volevo, voglio, portarle voti. Voglio portarle anche i voti di chi è stanco di votare. Tutte quelle donne e quegli uomini che hanno votato troppe volte nella loro vita e sono rimasti delusi e non si sentono più rappresentati.
Voglio dire, candidandomi: io scommetto su Emma Bonino.
Scommetto che lavorerà per tutti. Noi cittadini del Lazio. Lavorerà per farci vivere meglio.

viva le regole del popolo viola!

Ravera | Lavori in corso | 28 Febbraio 2010 | 154 letture

La piazza non rigurgita popolo, lo contiene. Non si muore soffocati, ma il numero c’è. Rispetto al NoBday le facce giovani non sono più la maggioranza. C’è una persistenza del grigio che non sta male con il viola (cromaticamente), e che segnala gli irriducibili della democrazia: quelli che non mollano mai. Di personaggi politici ce n’è pochi, nonostante le adesioni . Ma appena ne arriva uno, te ne accorgi perché lì corrono i fotografi, le telecamere, i microfoni. “C’è la Bonino con Pannella!”, la notizia provoca una vertigine mediatica. La strana coppia (lei emaciata, lui col codino, ancora più massiccio per il confronto) è circondata da una evidente simpatia. Quando lei beve un bicchiere d’acqua serpeggia il sollievo. La pratica non-violenta di non bere e non mangiare per chiedere legalità piace al Popolo Viola. Un popolo fluttuante, difficile da etichettare,eppure rigido nel suo rapporto con “i politici”, come è rigida, infatti, la gestione del palco. Perfino io, invitata a commentare l’articolo 3 della Costituzione, sono stata, due giorni dopo, cancellata.Motivo: avevo accettato, nel frattempo, una candidatura. Naturalmente nella Lista Civica “Cittadini/e per Emma Bonino”, fuori, cioè, da qualsiasi partito o schieramento organizzato, insieme ad altri 35 esponenti della Società Civile. Però, per un mese, lavorerò a sostenere la candidata del centrosinistra . Lì per lì, lo confesso, ci sono rimasta male, ad essere infilata in una categoria cui non sono mai appartenuta e mai apparterrò (diventassi anche Consigliere, sarei una che lavora al governo regionale, non certo catapultata sul posto da qualche appartenenza politica). Poi ho pensato: è un buon segno, questa esclusione senza deroghe. E’ troppo vorace il ceto politico, soprattutto da quando perde consensi . Chi si mobilita per difendere la legalità in un Paese massacrato dai comportamenti criminosi della sua Classe Dirigente, deve conservare, a tutti i costi, la sua innocenza. Deve fare della generosità, dell’assenza di secondi fini e di rendite personali, forma e contenuto del suo discorso. Deve offrire ai cittadini stanchi di egoismo e di malaffare uno specchio in cui riflettere la propria tristezza, la propria paura,la propria voglia di reagire, la propria dignità. Resta il fatto che non è facile, far parte di quella nebulosa inafferrabile detta Società Civile. Decidi di dare una mano per salvare il Lazio dalla banda Storace-Polverini (“ Frangetta Nera”) e ti ritrovi nella Casta. Non sei più Viola? Qual’ è il comportamento virtuoso ? Stare sempre “fuori”? The answer, my friend,is blowing in the wind…

Una lunga marcia

Ravera | Lavori in corso | 26 Febbraio 2010 | 221 letture

Dunque le cose sono andate così: ho accettato la candidatura. Il primo gesto è stato andare nella sede della Lista civica per Emma Bonino e firmare e farmi firmare e farmi timbrare. Questa sede è, credo, l’ufficio dell’animatore di questa lista, l’ex direttore di banca, e consigliere regionale. Insomma, il tipo che mi ha contattata. Come in tutte le sedi politiche ci sono delle ragazze e dei ragazzi incollati agli schermi dei computer e altri che girano per le stanze con dei fogli in mano. Tutti un po’ trafelati, come pressati da una scadenza. Così mi reprimo la curiosità. Non faccio domande. Accetto qualche sgradito omaggio alla mia diversità(tipo darmi del lei) di buon grado. Diversa lo sono, come negarlo, e anche “signora”, per chi non mi conosce. E, da brava, mi levo dai piedi alla velocità del fulmine. Dalla Sede Politica vado direttamente alla Casa Editrice.Laterza, dove discuto titolo e collana del mio prossimo libro ( ” Il tempo rallentato” sottotitolo: Elogio dell’isola di Stromboli). A casa, mi metto a scrivere il testo per quello che, lo scopro adesso, viene chiamato flyer, che non è il nickname di una farfalla, ma una sorta di pieghevole pubblicitario. Devo auto presentarmi, spiegarmi, raccontarmi. Dire quello che voglio fare e perchè voglio Emma Bonino alla regione Lazio.
Mi si affollano in testa troppe parole. Le disciplino nel poco spazio.
E capisco perchè ho accettato: ho paura di come le cose stanno precipitando nel nostro Paese. Ho bisogno che persone come Emma Bonino vadano a coprire posti di responsabilità. Che le donne ( quelle brave, quelle che hanno sempre lavorato bene e sono tante) prendano il sopravvento.Che gli uomini migliori,i più serii i più intelligenti, si impegnino in prima persona. Mi immagino una lunga marcia nelle istituzioni, nei partiti, nelle camere, nei consigli d’amministrazione, nei consigli provinciali e comunali e regionali…un esercito di diverse e di diversi che, piano piano, senza spargimento di sangue, scansa chi ha sporcato, rovinato, reso odioso e inservibile lo strumento della politica. Penso che sia venuto il momento di fare qualche sacrificio. Anche per me.

Riprendersi la politica?

Ravera | Lavori in corso | 25 Febbraio 2010 | 216 letture

Viene un tipo, un direttore di banca, molto preciso, molto deciso, perfino sincero. Mi chiede: vuoi candidarti con la lista civica per Emma Bonino? Naturalmente dico di no. Cioè: per Emma Bonino mi butterei nel fuoco, ma candidarmi a che? Il mio mestiere è un altro. Dice: guarda che un altro mestiere si può sempre imparare. Certo certo, dico, e lo saluto. Non vuole bere neanche un caffè. Qualche giorno dopo vado al teatro Sala Umberto, dove Emma incontra le donne. C’è un buon clima. Facce diverse, provenienze diverse, un bel video(ironico, che in politica ironia ce n’è così poca). Parole non troppe. Zero linguaggio pietrificato. Parlano una ragazza precaria, la madre di un handicappato, Franca Valeri ( che si impegna soltanto se vale veramente la pena), Dacia Maraini, la regista di un bel documentario sul corpo delle donne… E, con mio grande stupore: tutte parlano poco ( anch’io), nessuna sbrodola, nessuna si impadronisce del microfono per motivi personali. E poi, alla fine, parla lei. Lei Emma. Quarantacinque chili di donna. Energia allo stato puro. Prendo appunti , come faccio sempre : isolando frasi che mi piacciono. Eccone alcune: “Abbiamo leggi svedesi, ma le applichiamo in modo levantino” “Bisogna sapersi contaminare, non fare politica con il retrovisore, solo così si può governare un mondo complesso”. E’ vero, contamindandosi. “Sorellanza fra le donne io ne ho vista poca” (applausi addolorati). “Noi non vogliamo difendere i diritti delle nostre amiche, noi vogliamo difendere i diritti…anche i diritti degli avversari” “Mi hanno sempre appiccicato lo stereotipo della mangiafamiglie. Ma la famiglia è un nucelo affettivo che si coagula come può. Io ne ho un sacco di famiglie” (appalusi liberatori).” “Solo l’11% delle donne ha diritto agli asili nido” “Io non mi sento sminuita quando imparo dagli altri” “Voglio una sanità trasparente: sarà difficile” . “Un infermiere di quartiere, il medico di base anche il sabato e la domenica.” “Io non sporcherò la città con la mia faccia, mettetela voi alla finestra di casa vostra:è una assunzione di responsabilità. Cose così. Sento, improvvisamente, sciogliersi qualcosa. Un grumo di ghiaccio. E se davvero, per una volta ancora, riuscissi a crederci, che si può fare qualcosa, che la politica è lavorare per il bene comune, organizzare sollievo, fare cose? Decido, lì, mentre batto le mani, che mi metterò d’impegno. E’ un modo di reagire attivo, al degrado della politica.Forse non mi basta più, fare il “grillo scrivente”. …

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