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Certe volte le scrittrici hanno gli incubi…

Lidia Ravera | Lavori in corso | 5 Luglio 2009 | 1,715 letture

Aspetti una recensione, una in particolare, perchè è l’opinione di un critico letterario che reputi intelligente, attento,perspicace, libero da condizionamenti e servilismi. La recensione deve uscire sul supplemento letterario che leggi da sempre, perchè è serio, ampio, non appaltato alle case editrici, perchè mette in relazione fra loro i diversi territori della creatività e delle arti, e non senti circolare, fra le sue pagine, quel senso di chiuso, di muffa, di rituali obsoleti di stupide geometrie escludenti che senti circolare altrove. Vai all’edicola contenta, sai che proprio quella domenica, la recensione uscirà. L’opinione di quel critico che ami sul tuo ultimo romanzo…La trovi infatti, ed è magnifica e positiva…però è resa quasi incomprensibile da un fitto reticolo di errori folli, di fantasiosi refusi…ovunque ci sono strane parole estranee al testo…tutto è sbagliato, perfino il tuo nome e il tuo cognome…Sfogli il resto dell’inserto e vedi che tutti gli altri articoli sono perfetti, inappuntabili, confezionati alla perfezione, come sempre…Soltanto quello che riguarda te è un cimitero di segni dissennati. E’ un incubo? O è successo davvero…

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