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Le madri, le guerre e i democratici al governo

Lidia Ravera | Articoli, l'Unità | 1 Giugno 2007 | 1,483 letture

5158.jpg“Ho cercato in tutti questi anni di dare un senso al sacrificio di mio figlio, ma ora sono giunta alla più devastante delle conclusioni: Casey è veramente morto per niente”. Sono le parole di una donna coraggiosa e intelligente, colpita dal dolore più grande: la morte del figlio, soldato ventenne, mandato a farsi ammazzare in Iraq. Le ho lette su “La Repubblica” e mi hanno messo una gran tristezza. È sempre triste assistere alla resa di una donna coraggiosa.

E poi lei me la ricordo: era venuta anche in Italia nel corso della sua battaglia contro il governo Bush per far finire la guerra, per far tornare a casa i ragazzi americani, per interrompere il loro inutile sacrificio. La dovevo intervistare per Micromega, così una ragazza della redazione è andata a prenderla all’aereoporto e l’ha portata a casa mia.

È arrivata alle dieci del mattino, insieme a un’amica più giovane, di origine latina, tonda, capelli sciolti, truccatissima. Ha sorriso alla mia stretta di mano, a quel “nice to meet you”, così meccanico, così neutrale. Si è seduta sul divano, senza appoggiare la schiena, aveva in mano la sua agenda elettronica o forse era un telefono cellulare particolarmente grande. Ha bevuto quattro tazze di te, succhiava le fettine di limone, e intanto parlava, appassionata, vivace, eppure assolutamente attonita, spenta. Efficace, eppure inerte. Ha gli occhi azzurri, Cindy Sheehan, madre del giovane Casey, morto in Iraq, a 24 anni, 5 giorni dopo il suo arrivo a Baghdad. È bionda e alta, massiccia, la riconosceresti fra mille turisti come la tipica nordamericana di classe media , in jeans e giacchetta, coi piedi grandi, le spalle da sportiva. Anche il suo modo di parlare è molto riconoscibile. Parla facile, concreto, senza intellettualismo, con un impeto trattenuto che mette voglia di ascoltarla.

La lettera che ha scritto a Barbara Bush è un piccolo capolavoro di semplice complessità: dice “il tuo figlio maggiore ha ucciso il mio figlio maggiore”. Confronta le due giovinezze maschili. George e Casey. Casey era un ragazzo coraggioso, ma era contrario alla guerra, ci è andato perché ce l’ha spedito George, ed è morto. Casey era bravo a scuola, brillante e onesto. George era uno studente meno che mediocre, un vigliacco, non è andato in Vietnam perchè papà l’ha imboscato, ha fallito in tutto quello che ha intrapreso, suo padre gli ha sempre salvato il culo. Casey era sincero, leale, responsabile. Lei, Cindy, ai suoi tre figli, puliva la bocca col sapone, se dicevano una bugia. L’ha mai adottato questo metodo educativo, Barbara Bush? No, evidentemente no. Infatti George è rimasto un bugiardo per tutta la vita.Non ha mai imparato che non si dicono le bugie.È una bella lettera, quella di Cindy Sheehan a Barbara Bush, e una bella lezione di stile. Per tutto il tempo che Cindy è stata seduta sul mio divano le ho guardato gli occhi. Mi fissavano come se avessero perso per sempre l’opportunità di condividere con me, uno spazio, un tempo di vita. Erano occhi vuoti.

Chissà come se la caveranno, adesso, che non sono più costretti a incontrare gli occhi di chi l’ascolta. Ci vuoi ripensare, Cindy? D’accordo, sei arrabbiata con i democratici, che non hanno ancora fatto quello che avevano promesso. È successo, meno drammaticamente, anche a noi, con il centrosinistra. Tardano ad eseguire i passi di danza concordati in campagna elettorale. Ma ritirarsi è un rischio, come è un rischio non andare a votare. Si è visto alle ultime elezioni. 
Dove si è fatta conoscenza con l’astensionismo di sinistra. A proposito, ho letto su “Il manifesto”, la seguente frase, durissima, la propongo alla vostra riflessione: “C’è stata, è indubbio, una sconfitta del centro sinistra o, direi meglio, di un centro che non sa più dove è la destra e dove è la sinistra, che cerca solo un potere, purchessia”. Autore: Valentino Parlato. Che ne dite? Dobbiamo dare tutti le dimissioni dall’impegno e tornare al nostro fazzoletto di terra, come Cindy Sheehan?

l’Unità, 31.05.07

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