Compassione?
Dicono che avere vent’anni è una cosa meravigliosa, una condizione di privilegio, in un paese per vecchi. Tu li hai, vent’anni , hai un compagno giovane e una casetta in un quartiere antico, a Catanzaro. Vivi lì da quando sei rimasta incinta di Annarita. E’ nata undici giorni fa e tu sei stata festeggiata come tutte le donne quando fanno quello che soltanto loro possono fare: mettere al mondo un bambino. Le tue vicine di casa, tutte anziane, l’hanno scoperto soltanto quando hanno visto il fioco rosa sul portone, che avevi sgravato. Per un momento sei stata importante. Giovane madre. Meglio ancora: madre giovane. Rosario, poi, invece di ciondolare in attesa di un posto precario come la maggior parte di quelli della sua età, lavora . E’ elettricista. Porta soldi a casa e tu a casa devi stare ad aspettarlo e devi accudire la bambina. E’ la famiglia, questa. Quella famiglia di cui tutti parlano con rispetto, che tutti vogliono difendere, che tutti sventolano come una bandiera. La famiglia è: papà mamma bambino. Tu, Loprete Morena , non ce l’hai avuta, la famiglia. O meglio: è durata poco. Morti tutti e due, tuo padre e tua madre, quando eri ancora una bambina. Tossicodipendenti. Non sei bastata tu, a renderli felici. E così Annarita per te. Non è stata sufficiente, non ti ha dato pace. Né lei né Rosario. Ci pensi di notte, nei tempi dilatati dell’insonnia, che questo non è quello che volevi.Forse pensi che non volevi farti carico di un’altra vita, non ancora, o non con Rosario. La nascita di un figlio trasforma il fragile legame con un ragazzo in una catena pesante. Il “noi” , insinuante, trasforma l’io, lo limita, lo costringe ad adeguarsi all’altro. A te non riesce molto bene, forse ti mancano i modelli. E poi Rosario ti irrita, che sia colpa sua o dei tuoi nervi, poco conta , stai male,ma nessuno ci fa caso. Giovane madre, madre giovane, bella casetta, fiocco rosa sulla porta.Vi sentono litigare. E’ abituale. Mica si litiga poco, da queste parti, non siete i soli ad alzare la voce. Che cosa sia successo di peggio del solito la notte della domenica, io non lo so. Forse non è successo niente di peggio del solito. Certo eri terribilmente stanca, stanca anche di urlare e allora ti sei buttata addosso a Rosario. L’hai aggredito a morsi, come una bestia feroce, gli hai quasi strappato un orecchio. Poi hai preso un coltello. Non l’hai colpito forte, non hai calcolato la traiettoria, gli hai aperto una ferita nel torace, non profonda, non mortale. Lui non ti ha disarmata, non ti ha aggredita . E’ scappato. Si è messo in salvo. Gli uomini possono farlo, possono sempre andare via. Ma lì, nella stanza, c’è Annarita che piange. Forse anche tu piangevi così, quando tuo padre e tua madre si intontivano di sostanze tossiche, pur di non vivere, pur di non pensare. Forse ti sei ricordata di quando eri tu, un essere umano minuscolo, e l’egoismo degli altri ti gettava nel terrore. L’hai presa dalla culla, Annarita, ma lei continuava strillare. L’hai buttata sul pavimento. Un gesto di rabbia.Come poco prima, quando hai morsicato Rosario. Non te ne sei accorta di averla uccisa, l’hai detto anche ai carabinieri: è viva, non vi credo. E intanto piangevi. Io lo so che non volevi spaccarle la testa, volevi spegnere le sue grida. Volevi che, in quei 25 metriquadri in cui vivevi con lei e con suo padre, ci fosse, per un attimo, un po’ di silenzio. L’hai rimessa nella culla, dopo. Come si tira su dal pavimento una bambola. Perché domani, magari, ti andrà di giocarci di nuovo. Domani. Dopo che sarai riuscita a dormire.
Wwwlidiaravera.it



Pur apprezzando molto il tuo articolo, che ho trovato delicato e, a tratti commovente, non capisco perchè pubblicare la foto con il volto (disperato e segnato) di qualla povera ragazza malata ( forse depressione post-partum?).
Forse che alla povera gente è negato uno straccio di protezione, di tutela della privacy? Mi meraviglio de “L’Unità” e del suo neo-direttore, ma non più di tanto…
Lavoro in un ufficio stampa e solo voi , almeno mi è sembrato, avete pubblicato la fotografia che mi ha turbato profondamente, pubblicazione che non esito a definire un atto violento.
Ho scritto queste poche righe solo per Morena, la più sola di tutte, che non ha avuto voce fino a quel tragico gesto e che, forse, non l’avrà mai più.
Spesso, Lidia, ti cimenti nella sfida di dar voce a chi sembra non ne abbia trovata per esprimere il proprio disagio prima di commettere un crimine. Le tue parole portano senz’altro a riflettere e ad interrogarci, correggendo la mia reazione istintiva di non volermi confrontare con qualcosa, che sfiorando l’orrore, travalica il mio senso di comprensione. Effettivamente la famiglia così intesa è un non luogo dove l’altro è il nemico e se si è privi di riferimenti, culturali, familiari, ecc. non si sa dove sbattere la testa e l’epilogo è appunto un atto brutale, efferato, che lascia senza parole. Cercare di capire le ragioni di quel gesto può trasformare un voltare le spalle in una mano tesa?
COMPASSIONE??? SI.. ma solo della scrittrice.
Forse prima di scrivere certe cose bisognerebbe conoscere profondamente le persone, i luoghi, i tempi… di cui si scrive.
Si Morena ha vent’anni.. un privilegio.. già un privilegio perchè ci è arrivata viva a vent’anni!! e vissuti come?? Lei lo sa?? Sa con quali problemi?? Non può nemmeno immaginarlo.
Lei scrive e parla come se tutto fosse una fiaba. ma sa realmente di cosa scrive???
Alla fine si parla solo di un’anima innocente morta tragicamente, di un padre e compagno integerrimo e di una giovane donna.. ex madre che non ha saputo o voluto recitare il ruolo a lei riconosciuto nella famiglia. Ma può essere tutto così semplicistico???
Sono daccordo con Rita.. di tutta questa storia non rimane che lei, Morena, ancora più sola e disperata.. che grida un dolore che nessuno ha voluto o potuto o saputo ascoltare.
Perchè solo la profonda solitudine in cui si è trovata ha potuto condurre al baratro in cui tutti sono sprofondati.
“… il libero arbitrio è o non è un’illusione ? E’o non è il Caso che si occupa dello spessore del nostro probabile?”
Sono commosso e sto piangendo! Aspetto un articolo altrettanto valente e altrettanto giustificante per quel caso del padre che ha ucciso la sua famiglia.
Sei forte Lidia Ravera, anzi TI AMO!!!
Per la tua spiccata sensibilità e la tua compassione che abbraccia tutto l’universo, senza distinzioni.
L’uomo è colpevole perchè scappa anche se si prende una coltellata nel torace senza reagire, spero possiate un pò morire tutti di dissenteria và.
Bravo Marco! Il colera è meglio..
And so she woke up
Woke up from where she was
Lying still
Said I gotta do something
About where we’re going
Step on a steam train
Step out of the driving rain, maybe
Run from the darkness in the night
Singing Ha, Ah La La La De Day
Ah La La La De Day
Ah La La De Day
Sweet the sin
Bitter taste in my mouth
I see seven towers
But I only see one way out:
You gotta cry without weeping
Talk without speaking
Scream without raising your voice
You know I took the poison
From the poison stream
Then I floated out of here
Singing…Ha La La La De Day
Ha La La La De Day
Ha La La De Day
Ooooh…Ooooh…Ooooh…
She runs through the streets
With her eyes painted red
Under black belly of cloud in the rain
In through a doorway she brings me
White gold and pearls stolen from the sea
She is raging
She is raging
And the storm blows up in her eyes
She will…
Suffer the needle chill
She is running to stand…
Still
Trovo effettivamente vergognoso che si facciano supposizioni su tragedie familiari di cui nulla sappiamo, questo lo chiamo “sciacallaggio”. Soprattutto perchè Morena a la sua piccola non ci sono più ma ci sono ancora i familiari e soprattutto c’è il marito, un ragazzo giovane come Morena di cui ci viene detto soltanto che era un bravo ragazzo, lavoratore e che, oltre ad aver visto la donna che amava trasformarsi in una belva contro di lui, ha perso anche sua figlia. E dopo tutto questo, deve pure vedersi accusato di “fuga”?
E lei è sicura che gli uomini possano sempre andar via, fuggire da situazioni stressanti o disperate? In virtù di che cosa basa questo suo assunto? Riesce ad immedesimarsi nei sentimenti di un ragazzo che vede crollare la sua famiglia, quella cosa che lei tanto denigra … e che nei casi di separazione ha sempre la spada di Damocle della perdita dei figli, di essere allontanato da loro, di non poterli vedere che per pochi momenti a discrezione dei giudici e della ex compagna?
Come donna sono stanca di vedermi rappresentata da rancorose femministe il cui unico scopo non è il raggiungimento di un equilibrio tra i generi ma la continua, incessante, celebrazione della donna in quanto tale e di ogni giustificazione per qualsiasi atto venga compiuto da una donna e di contro, la continua criminalizzazione dell’uomo in quanto tale.
Mi viene, quando l’argomento obbliga , in un qualche modo, a farlo, di pensare (ogni bisticcio è contemplato) alle differenze dei pensieri. Tra il “pensiero povero” e un “povero pensiero” e tra le domande a cui ciascuno dà priorità.
Il “pensiero povero” (spesso anche forte) è gretto, semplificatorio, tutto rivolto a sé, chiuso al dubbio e ad ogni altra elaborazione successiva, trova conforto e sicurezza e sicumera nel suo essere “di massa”. Il “pensiero povero”, di fronte a una tragedia la prima domanda che si pone è : Chi? Chi è stato? Chi debba pagare. Trova consolazione nel fatto che una Giustizia sarà comunque fatta e che comunque un Ordine sarà ristabilito.
Il “povero pensiero” ( spesso anche debole) è sempre lacerato, roso dai dubbi, consapevole di sé, dei propri limiti , della possibilità d’errare, fino all’eccesso; singolo e solitario e solo e perso, il “povero pensiero” di fronte a quella stessa tragedia, la prima domanda che si pone è: Perché?
Se il “pensiero povero” va per le spicce e rischia, nella sua ansia di Giustizia di praticarne una (di giustizia) sommaria, il “povero pensiero” rischia la colpevole vaghezza e l’irresolutezza.
È quando questi “poveri pensieri poveri ” albergano contemporaneamente nelle nostre povere menti che diventiamo dei poveri ossimori dal pensiero incerto e indefinito.
Per questo alla domanda: Compassione? viene di rispondere: sì certo… però…
Ho letto l’articolo. Dispiace vedere persone dallo sguardo intelligente prostarsi all’ideologia femminista , facendo finta di raccontare una fiaba. Una fiaba che parla di una donna che ha ucciso la sua figlioletta . Ha sbattuto la sua testa a terra come se fosse un cuscino. E’ stata una donna a fare questo. UNA DONNA HA UCCISO LA PROPRIA FIGLIA. E lei , signora o signorina Ravera, cosa fa?
Parla della fuga del marito. Si rende conto? La fuga del marito che lavorava, che ha visto sua figlia morire. E lei cosa vede , con la sua classica lettera da persona che nota il particolare e non il fatto nella sua totalità , lei vede di costruire una critica sulla fuga del marito. Lo ha fatto per pubblicità? Sia onesta , se ne è capace. Ha avuto pubblicità .Ma a che prezzo? Conosce il concetto di dignità?Questo è sciacallaggio. Di bassa lega. Il suo ideale da giornalista è?
Io nella mia vita privata credo in qualcosa. Nella Giustizia , nella Libertà, nel Rispetto…Ma purtroppo vedo che anche senza un Fascismo reale e tangibile gli incensatori e le incensatrici di un’ideologia (quella femminista va per la maggiore adesso) si sprecano nel capovolgere la realtà…La tipica voce dei notiziari fascisti oggi è sostituita da un coro di pennivendoli, di finti campioni di Libertà . Complimenti, lei fa parte di quella schiera . E gode del privilegio di essere considerata , dai più, non da me, campionessa d’Indipendenza. Si goda i momenti d’onore e di gloria.Essere apprezzata dai più , sapendo di aver scritto cose ingiuste , con premeditazione, è un piacere adatto ai poveri d’animo. Io , Angelo Libertini, cammino a testa alta.E sa quanti anni ho? 25 . Lei la potrà sempre e solo sollevare grazie ai più. Grazie al popolino, ad altri che per ignoranza o fame le faranno credere ciò che lei preferisce essere . Pur non essendo il saluto un obbligo, La saluto , con il maiuscolo . Voglio continuare ad arricchire la sua povertà.
Angelo Libertini
25 anni
UOMO e IDEALISTA
da quando per puro caso mi sono imbattuto in questo blog cercando notizie della piccola Morena, mi sono reso conto che al mondo esiste l’Idiozia.. quella con la I maiuscola. Cioè gli idioti che leggono e scrivono di fatti di grande tragidità pensando che l’accaduto appartenga senpre al prossimo.. all’altro. ma un giorno potrebbe accadere a voi stessi.
siete di una superficialità unica. siete solo parole.. come le parole che emette senza nessun pensiero compiuto la scrittrice che vive nel mondo delle fiabe norvegesi. Purgatevi tutti.. purgatevi
Mi capita di entrare in questo blog, talvolta. Mi capita soprattutto perché mi piace lo stile di scrittura di Lidia Ravera. Questa volta mi capita di vedere coperto di insulti un articolo assai delicato e comprensivo e di leggere parole acide nei confronti di chi, su una vicenda di cronaca che come tale ha già valicato il limite privato, è diventata di pubblica notorietà, suggerisce nei modi che le sono propri pietà. Basterebbe questo a sottrarre l’articolo all’accusa di “sciacallaggio” se non fosse che esso ha l’ulteriore merito di prevenire lo “sciacallaggio” altrui. L’avversione della scrittrice ad accostarsi alle vicende umane senza cercare di capirle, non dall’alto di chi pur anche pietoso dice “me non tangit”, ma dall’interno perché sa che certe cose non sono strane, incomprensibili, ma solo fortunatamente circoscritte nei loro esiti, basterebbe a nobilitarne l’intervento. Come si fa a prendere lo sforzo di dar corpo ai sentimenti degli altri per un gusto “ludico” e “fiabesco”? “Nolite iudicare” non significa mica chiudiamo gli occhi, passiamo oltre e facciamolo più in fretta che possiamo perché un fatto muto è come se non esistesse. Quando gli ateniesi andavano a teatro ad assistere alla “Medea” potevano aspirare alla “catarsi” se cercavano di capire. Non uscivano dal teatro gridando al tradimento di Giasone, anche se Euripide non lo aveva passato sotto silenzio, provavano pietà per lui, per i suoi figli, per tutti i coinvolti direttamente o indirettamente nella vicenda e per Medea, perché Euripide favoleggiando aveva messo in luce che la sua vicenda era meno anomala di quanto si potesse pensare e che l’omicidio dei figli che Medea pure amava non era un caso di pura follia contro la quale bastasse invocare la misteriosa insondabilità dell’animo umano. Un coro di “poverina” non sottrae nessuno alla cupa desolazione della colpa. Come non serve a lenire il peso della coscienza rendersi conto dei condizionamenti esterni, dei pregiudizi, della incomprensione degli altri, però se si capisce, perlomeno, forse, si è meno soli, e si può pensare che mostrare il volto a sé e agli altri non sia un oltraggio perché si tratta pur sempre di un volto umano.
Serena, sono commosso dalle tue parole, si vede che sono intrise dall’esperienza personale.
Ha tirato giù dal balcone qualche infante anche tu in passato?
Ho già pronta la mia scorta di compassione per te.
Saluti.
serena, come Lidia ravera, anche tu metti una parola dietro l’altra. e basta!
io non ti comprendo.. eppure ho il dizionario qui con me…
saluti anche da parte mia.
nicola
Un forte abbraccio a Morena ed a tutti gli ultimi
carissima lidia ceri tu quando e nata morena?hai visto che la sua mamma e il suo papa’ non erano felici dell’arrivo della piccola morena a quanto hai scritto ceri pure tu quando loro si intontivano di sostanze tossiche? non credo propio se no non avresti toccato certi argomenti. anche perche tu di tutto cio non sai niente del passato dei genitori e tanto meno di lei. si puo solo dire che quello che e accaduto non doveva accadere e che forse si poteva evitare
Cara luana… anche tu parli della “piccola Morena”.. e quindi parliamo la stessa lingua.
Il tuo “forse si poteva evitare” invece mi rattrista tantissimo.
ognuno di noi ad un certo punto della propria vita cerca di cambiare il proprio destino o quello degli altri.. o almeno cerca di sforzarsi a farlo, senza sapere che forse tutto era stato già scritto.
Se puoi.. un abbraccio alla piccola morena…
Nicola
A me questo suo articolo sembra un’apologia di reato. E lo dice uno che sa che la famiglia può essere davvero una camera a gas. Ma essere donna non rende meno colpevoli.
stringero per voi tutti la piccola morena martedi sopratutto per te nicola. comunque perche deve essere destino solo per noi e che tutto era scritto?perche se succedono cose brutte mi sento dire figlia era scritto quande che udiro’ bene tutto bene
rileggo le cose di lidia ravera e mi rattristo ogni volta che le leggo. IN UNA PARTE LEGGO =forse ti sei ricordata quando eri tu un essere umano minuscolo e l’egoismo degli altri ti gettavano nel terrore.l’hai presa dalla culla annarita lei continuava a strillare. l’hai buttata sul pavimento.= morena non e cresciuta nel terrore era na bambina modella a scuola andava avanti a pieni voti era anzi e’ intelligente =continuo a ripetere nessuno di noi c’era quella notte nessuno di noi puo sapere cosa e successo solo morena e rosario sanno la verita e io spero che salti fuori anche se l’immaggine e il cuore di morena ormai e distrutta
cara luana,
la mia vita si è intersecata con quella di morena per un breve periodo.. o forse lungo, tempo fa.
poi si è rintersacata di nuovo qualche settimana prima della tragedia proprio nello sforzo di voler modificare il destino delle persone. ma non avevamo capito nulla.
luana noi ci conosciamo??
martedì porta il mio/ns affetto alla piccola morena e fammi avere sue notizie.
saluti
Nicola
OK VORREI SAPERE TANTO TU CHI SEI .=ANCHE PER CAPIRE SE LA BRUTTA TRAGEDIA CHE CI HA COLPITO INASPETTATAMENTE A NOI MA SOPRATUTTO LA NOSTRA MORENA TI TOCCHI ALLO STESSO MODO E NON PENSO CHE TU LA STAI VIVENDO COME NOI SE NO SAPREI CHI SEI E INVECE LEGGO SOLO UN NOME NICOLA. COMUNQUE MARTEDI DIRO A MORENA DI TE FORSE AVRO DA LEI LA RISPOSTA ANCHE SE PREFERISCO CHE LO FAI TE PRIMA DI MARTEDI ANZI MI E STATO RIFERITO IERI SERA CHE FORSE SI SPOSTA AL MERCOLEDI IL COLLOQUIO . ATTENDO UNA TUA RISPOSTA
sono un pediatra e ho conosciuto morena e la sua famiglia di allora (la nonna) quando era piccola. tutto qua. ora abito lontano da catanzaro e dalla calabria.
saluto tutti ed il blog. é arrivato il momento di tacere su questa tragica storia.
saluti.
nicola
IO SONO LA ZIA CHE NON VIVE A CATANZARO MA CHE TUTTE LE VOLTE CHE MORENA VENIVA A TRASCORRERE A VOLTE ANCHE MESI QUI DA ME ASSIEME A SUA NONNA CIOE MIA MAMMA MORENA VIVEVA SENZA PREGIUDIZII SERENA SENZA CHE NESSUNO LE PUNTASSE IL DITO AVEVA ANCHE IL SUO GIRO DI AMICHETTE CHE ANCHE LORO NON CREDONO ALL’ACCADUTO.VI ABBRACCERO MORENA APPENA LA VEDO SIGNOR NICOLA
Black flesh in here.
Black flesh of my only love –
Tell me, open my eyes.
Black flesh come into my own mind,
Telling me to sing…
And I believe in you,
And I believe in you,
White flesh sees the sky [That’s nice], and he turns its sight from you,
But she won’t turn my bag,
And I know that real tears are blue…
And you know,
And your sky is faith in blue,
And your heart — been so cold when I’m with you,
And you feel, like no one told you to,
And you know time is on your side
And you’ll talk with me,
Oh, don’t talk to me,
Aw, don’t talk to me,
Don’t talk to me…
And you know,
Like no one told you how,
But you know,
Well, The King that howed has howled –
And revealed, like sentimental,
But you don’t care –
Without you’re sharing
In your hear-ar-ar-art hear-ar-ar-ar–
Heart, there sleeps a hope you see:
I’m breaking through for you and me.
And you know,
Although no one told you to,
And you found out when you were going:
We’re two.
And your through with me
– But I know that you’ll be back for more…
And you know,
And though no one told you so,
And you know:
The sky — like a heart is shades of blue.
And you want,
You want —- to let go-oh-oh…
We live on the outside,
Turn away, fade away,
You can drop me down, but don’t break me:
In your castle stay –
Au-di-ence sighs in your heart and mind,
Au-di-ence dies in your heart… and mine…
Someday love will come,
Lovin’ is in your sigh,
The War King too.
So let me in your heart:
It beats like something new…
(I need The Edge)
Keep The Edge!
I’m at home,
Mm an’ love is…
Stay, stay sad and resigned,
Don’t stay sad, no more be sad,
Don’t stay sad, no more be sad,
Don’t stay sad, no more be sad…
And you know,
And though no one told you how, (told you how)
And you know,
And you wipe the sweat off your white brow. (your white brow)
And you care, (care, care)
And though no one told, you tried,
And your heart (and your heart) is left out from the side (from the side),
And the rain beats down,
And the shame (keeps) on beating down,
And this rain keeps on coming down,
And this sky… (is black)
I’ll keep the voice of emotion you want
I’ll keep on going - enjoyin’ instinct, Brian
I gave away some energy — why?
I’ll keep my voice up, [Keep it up!] — can you go louder?
I’ll keep my voice up loud and gain the Ruler.
And you know,
And although knowing told you sky blue,
And you feel like needle pricks and you don’t care,
You’ll say, “Go and kill Lear! Or the older side of me.”
“Don’t you leave!”
“Don’t leave out part of me!”
“Then I can’t feel it!”
“I can’t feel anymore!” [Keep it up!]
And “I can’t hold on!” [Keep it going!]
And “I don’t seem that flawed.”
And you pick me up:
Bits and pieces
On this….floor
U2 - Elvis Presly and America
Earth, sky, sea, and rain
Is she coming back again?
Men of straw sneak a whore
Words that build or destroy
Dirt, dry, bone, sand, and stone
Barbed-wire fence cut me down
I’d like to be around
In a spiral staircase
To the higher ground
And I, like a firework, explode
Roman candle lightning lights up the sky
In the cracked streets trampled under foot
Sidestep…sidewalk
I see you stare…into space
Have I got closer now?
Behind the face
Oh…tell me…
Charity dance with me
Turn me around tonight
Up though a spiral staircase
To the higher ground
Slide show, sea side town
Coca-cola football radio radio radio…
u2 - promenade
October and the trees are stripped bare
Of all they wear.
What do I care?
October and kingdoms rise
And kingdoms fall
But you go on
And on.
u2 - october
Is there a time for keeping your distance
A time to turn your eyes away.
Is there a time for keeping your head down
For getting on with your day.
Is there a time for kohl and lipstick
Is there time for cutting hair
Is there a time for high street shopping
To find the right dress to wear.
Here she comes, heads turn around
Here she comes, to take her crown.
Is there a time to run for cover
A time for kiss and tell.
A time for different colours
Different names you find hard to spell.
Is there a time for first communion
A time for East 17
Is there time to turn to Mecca
Is there time to be a beauty queen.
Here she comes, beauty plays the clown
Here she comes, surreal in her crown.
Dici che il fiume trova la via al mare
Che come il fiume giungerai a me
Oltre i confini e le terre assetate
L’amore giungerà, l’amore
E non so più pregare
E nell’amore non so più sperare
E quell’amore non so più aspettare.
Is there a time for tying ribbons
A time for Christmas trees.
Is there a time for laying tables
When the night is set to freeze.
U2 - miss sarajevo
Is there a time for keeping your distance
A time to turn your eyes away.
Is there a time for keeping your head down
For getting on with your day.
Is there a time for kohl and lipstick
Is there time for cutting hair
Is there a time for high street shopping
To find the right dress to wear.
Here she comes, heads turn around
Here she comes, to take her crown.
Is there a time to run for cover
A time for kiss and tell.
A time for different colours
Different names you find hard to spell.
Is there a time for first communion
A time for East 17
Is there time to turn to Mecca
Is there time to be a beauty queen.
Here she comes, beauty plays the clown
Here she comes, surreal in her crown.
Dici che il fiume trova la via al mare
Che come il fiume giungerai a me
Oltre i confini e le terre assetate
L’amore giungerà, l’amore
E non so più pregare
E nell’amore non so più sperare
E quell’amore non so più aspettare.
Is there a time for tying ribbons
A time for Christmas trees.
Is there a time for laying tables
When the night is set to freeze.
miss sarajevo - U2
And you know it’s time to go
Through the sleet and driving snow
Across the fields of mourning to a light that’s in the distance.
And you hunger for the time
Time to heal, ‘desire’ time
And your earth moves beneath your own dream landscape.
On borderland we run.
I’ll be there, I’ll be there tonight
A high-road, a high-road out from here.
The city walls are all come down
The dust a smoke screen all around
See faces ploughed like fields that once
Gave no resistance.
And we live by the side of the road
On the side of a hill as the valleys explode
Dislocated, suffocated
The land grows weary of it’s own.
O com-away, o com-away, o-com, o com-away, I say I
O com-away, o com-away, o-com, o com-away, I say I
Oh, oh on borderland we run
And still we run, we run and don’t look back
I’ll be there, I’ll be there
Tonight, tonight
I’ll be there tonight, I believe
I’ll be there so high
I’ll be there tonight, tonight.
Oh com-away, I say, o com-away, I say.
The wind will crack in winter time
This bomb-blast lightning waltz.
No spoken words, just a scream
Tonight we’ll build a bridge across the sea and land
See the sky, the burning rain
She will die and live again tonight.
And your heart beats so slow
Through the rain and fallen snow
Across the fields of mourning to a light that’s in the distance.
Oh, don’t sorrow, no don’t weep
For tonight at last I am coming home.
I am coming home.
U2 - a sort of homecoming
13Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Èmmaus, 14e conversavano di tutto quello che era accaduto. 15Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?”. Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: “Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?”. 19Domandò: “Che cosa?”. Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. 21Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 23e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto”.
25Ed egli disse loro: “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! 26Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. 27E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”. 33E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”. 35Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
36Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. 37Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho”. 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: “Avete qui qualche cosa da mangiare?”. 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44Poi disse: “Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi”. 45Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: 46″Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno 47e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni. 49E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”.
50Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. 51Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. 52Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; 53e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
dal Vangelo secondo Luca
un pensiero per la piccola morena… ormai dimenticata da tutti come sempre succede per i fatti mediatici.