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due bellissime recensioni: “la guerra dei figli” ringrazia

lidiaravera | Lavori in corso | 25 Aprile 2009 | 2,311 letture

Comincia così, Paolo di Paolo su L’Unità domenica scorsa:”Pochi come L.R. sanno far sentire di quale materia siano fatti i minuti,le ore. La materia dei romanzi è il tempo, certo- un tempo strano, che corre in fretta oppure si arresta, improvvisamente si dilata:gli anni o perfino i secoli. Ma Ravera sa che una vita è fatta soprattutto di minuti, di ciò che ogni giorno li riempie(gesti, pensieri parole che subito dimentichiamo, piccole attese, spaghetti scotti, lettere scritte e non spedite).La vita come sedimento, accumulo(la sua materialità) la scrittrice ci fa sentire, una volta ancora e, se possibile, con più emozione in questa “Guerra dei figli”.
E Giovanni Tesio, su “La Stampa”, oggi: ” Un romanzo che conferma una sicura maturità narrativa, di cui già il romanzo precedente “le seduzioni dell’inverno” aveva dato un’efficace testimonianza. Le ragioni? Intanto la propensione a dare voce a un periodo attraverso i percorsi di una storia quotidiana e sentimentale( in senso flaubertiano) risulta qui affinata dal dominio sempre più solido di una materia fuggitiva(affidata molto spesso a biglietti, lettere, diari,un quaderno da vedere alla voce Follia).C’è poi da dire che il tema del terrorismo e dell’eversione appare filtrato da una sorta di pathos della distanza, dalla lontananza di un tempo che si è fatto storico e che può declinarsi per attraversamenti controllati”.
Ecco, ho osato. Ho osato condividere il piacere sottile di essere stata capita. Un’emozione meno effimera del pavoneggiarsi narcisista. Quando qualche cosa che hai affidato ad un oggetto-libro (sapendo che escono decine di migliaia di libri ogni anno, migliaia ogni mese, centinaia ogni giorno) riesce ad arrivare a lettori comuni e non-comuni ( per rifarmi al “Common reader” di V. Woolf)…è una bella sensazione. Un momento di pienezza. Paolo di Paolo è un bravo critico letterario, nato nel 1983. Giovanni Tesio, altrettanto bravo, è un po’ più vecchio di me. Paolo è nato parecchi anni dopo il periodo che racconta “La guerra dei figli”. E’ figlio dei figli di allora. Giovanni, certamente, se li ricorda, quegli anni. Eppure tutti e due sono entrati con facilità nel piccolo mondo evocato. Questo è bello, per me. E rassicurante.

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