editing terminabile e interminabile
Teoricamente avrei finito, mezz’ora fa, di ripulire/rifinire il mio ultimo romanzo . E’ il ventiduesimo?Non li conto più, sono troppi. Il mio è un caso di bulimia letteraria.Leggere il più possibile, scrivere il più possibile. Fino a scoppiare di parole. Sono arrivata all’ultima riga dell’ultima pagina. Sono certa che se ricominciassi a rileggere dalla prima pagina, continuerei a cambiare, togliere, aggiungere, sostituire. Un romanzo non è mai finito. Ci si costringe a lasciarlo andare, ma è una violenza. Una forzatura conformista. Un calcolo ragionevolmente burocratico, Soltanto adesso incomincio a capire che storia ho raccontato. Chi è Emma, chi è Maria, chi è Sandro, chi è Guido…Li licenzio con una sensazione di lutto.
Forse biosgnerebbe scrivere un romanzo soltanto, uno in tutta la vita. E finirlo il giorno in cui si muore. “La guerra dei figli” non è tema da farsi rinchiudere facilmente in 280 pagine.
Infatti ho già in mente il seguito.
E non vedo l’ora di mettermi all’opera.
Fanatica? Questione di sopravvivenza mentale: soltanto quando la racconto la realtà mi pare tollerabile, perfino suggestiva.
Mi concederò ancora una piccola ricerca musicale per le epigrafi dei 4 capitoli temporali, 1967-1977-1978-1981.
Se i più anziani fra i frequentatori di questa casa elettronica hanno qualche suggerimento, avranno la mia gratitudine. E una copia omaggio. Uscirà all’inizio di aprile, il romanzo. Per gli insondabili tempi delle case editrici. Uscirà per i tipi di Garzanti
E adesso parte la caccia alla copertina. Loro, i Garzanti , me ne hanno proposta una elegante e non stupida.Ma non è quella giusta.
Appena la trovo la metto sul sito.
E adesso basta. Staccare gli occhi dallo schermo, fare altro, dar pace agli occhi…




Ho scritto un solo romanzo, che ancora deve uscire. Eppure dal momento in cui ho messo il punto sull’ultima riga dell’ultima pagina, ero certo che era concluso. Non ho più potuto e voluto rimettere mano. Dal momento in cui ho messo quel punto, la mia mente ha cominciato già a viaggiare verso altri lidi, quella era storia vecchia, archiviata. Quando ho riprovato a rimetterci le mani, era come se lo facesse un estraneo, un’altra persona. Ho desistito.
Forse perchè non sono uno scrittore professionista, un tecnico della parola. Oppure semplicemente perchè quel romanzo è scritto col cuore più che con la mente e le mani.
Con un altro cuore.
Il mio, quello attuale, adesso grazie a quel libro, è molto più leggero.
Per il 67 propongo “Preghiera in Gennaio” di De Andrè:
Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.
Nel 1977 Sergio Endrigo pubblica un LP nel quale inserisce due vecchi pezzi di grandissimo valore (sia per le musiche che per i testi). Due canzioni leggere, dal testo breve, penetrante, poetico. Mi riferisco a “La rosa bianca” : Coltivo una rosa bianca/in luglio come in gennaio/per un amico sincero/che mi dà la sua mano franca/per chi mi vuol male e mi stanca/questo cuore con cui vivo/cardi nè ortiche coltivo/coltivo una rosa bianca.
E “Aria di neve” : Sopra le nuvole c’è il sereno/ma il nostro amore/non appartiene al cielo/noi siamo qui/tra le cose di tutti i giorni/di giorni e giorni grigi. /Aria di neve sul tuo viso/le mie parole/sono parole amare/senza motivo/prima o poi tra le nostre mani/più niente resterà . /E’ una vita impossibile/questa vita insieme a te/tu non ridi non piangi/non parli più/e non sai dirmi perchè. /Lungo la strada del nostro amore/ho già inventato/mille parole nuove/per i tuoi occhi/più di mille canzoni nuove/che tu non canti mai.
per il 78 dall’album di De Gregori la canzone:
Stella guarda la luna
la luna guarda Stella
la notte è bella
è bella e profumata
di aranciata e di menta
Stella è contenta
che babbo se n’è andato
che babbo è via lontano
e mamma lava i piatti e canta piano
Per l’81 ci andrebbe anche di Gino Paoli Le cose dell’amore, ma non trovo il testo
Non ho mai scritto un romanzo, non ne sono capace, quindi non saprei se davvero sarebbe il caso, essendo scrittori, di crearne uno solo nella vita, o meno, come dici. Quello a cui terrei molto è che tu ti togliessi dalle testa idee simili. Sono un lettore, sai com’è. Aspetto la copertina e, soprattutto, la distribuzione. Con affetto.
Ma le canzoni devono essere state pubblicate esattamente in quegli anni?
Fra le canzoni d’autore che hanno laciato un segno indelebile nel mio cuore e non solo il mio:anni 60 Paolo Ciarchi, scriveva questa bellissima
Vorrei dirtelo tutto d’un fiato
E gridartelo questo mio amore
Come grida un bambino ch’è nato
Come grida la gente che muore
Come grida chi s’è ribellato
Come grida chi chiede vendetta
Ed invece sto qui senza fiato
E ti dico una cosa già detta
Vorrei dirtelo questo mio amore
E parlartene a lungo ed a fondo
Come parla di un mondo migliore
Chi vuol render migliore ’sto mondo
Come parla chi vuol risvegliare
La coscienza di un popolo stanco
Ma sto zitto per non disturbare
Te che dormi tranquilla al mio fianco
Vorrei dirti che questo mio amore
È l’amore che riesce a sentire
Chi per la libertà lotta e muore
Verso la libertà di chi vive
Che chi vive vorrebbe provare
Per la vita che l’ha riscattato
Ma ti riesco soltanto ad amare
Come un cucciolo buffo e impacciato
Vorrei farti capire che t’amo
Perché tu riesci a darmi il coraggio
Di ascoltare l’antico richiamo
Verso un mondo più giusto e più saggio
Perché tu riesci a starmi qui a fianco
E ascoltare i miei sogni ribelli
Mentre sembra che ami soltanto
Il tuo viso e i tuoi lunghi capelli
Te beata che riesci ad amarmi
Alla buona così come viene
Quando ancora sorridi a guardarmi
E mi mormori che mi vuoi bene.
Grazie Lidia per quello e soprattutto per come scrivi,grazie per le emozioni che ogni volta provo sfogliando i tuoi libri.
Con riconoscenza
Loredana
Cara Lidia,
l’editing è una parte necessaria ma faticosa, come assistere una persona a noi cara che ha bisogno di cure, conforto e senso pratico.
Non so se ti ricordi di me. Sono quello che ti ama e legge da sempre, quello che ha scritto, per i tipi Lab della Giulio Perrone edizioni, il romanzo Etica di un amore impuro. (Che vorrei inviarti se solo sapessi a quale indirizzo, come piccolissimo segno di una stima infinita).
Soltanto ieri, attraverso una e-mail dell’editore, apprendo che, vista la difficoltà di gestire organizzativamente e tempisticamente il progetto, sarà sospesa a tempo indeterminato la collana di narrativa, e quindi addio Lab, e quindi addio ristampe di Etica di un amore impuro.
Ho conosciuto Giulio (Perrone) grazie a te, alcuni mesi fa, e a un’intervista nella quale parlavi del coraggio di certe piccole realtà editoriali. Ho inviato il dattiloscritto ed è subito piaciuto. Mesi di editing, via con la pubblicazione e le presentazioni (tra Roma, Palermo, Catania, Siracusa). Io, architetto per professione, mi sono ritrovato a seguire, da scrittore, il neo-bambino di carta, con amore e slancio paterni. Il libro è richiesto, lo vende la Feltrinelli, gode di un entusiasmante passa parola, è stato perfino letto casualmente da un editorialista della Rizzoli (Luigi La Rosa) che lo ha elogiato. Mi preparavo per nuove presentazioni in vista del Natale e partecipazioni a convegni su Roland Barthes (che è il protagonista “assente” del romanzo, insieme al ‘68) ai quali sono stato invitato.
Forse ho bisogno di un consiglio. Forse di uno strattone. Forse di un abbraccio.
E tu per me sei la persona adatta.
Con amore, sempre
Alessandro
“Mi piaccion le sbarbine
mi piaccion le sbarbine
mi piaccion le sbarbine
Non posso farci niente mi sento deficiente
lo so che non conviene
ma poi chi si trattiene
Quelle alte 1 metro e 80
quelle basse 1 e 50
non esiste divisione
quel che conta è
il calore
Le sbarbine sono bionde le sbarbine sono more
le sbarbine sono tante le sbarbine in amore
Mi piaccion le sbarbine
anche se mi fan soffrire
non c’ho mai niente da dire
quel che voglio è solo amore
Sono un tipo senza storia
m’han fregato la memoria
ma l’amore di una sbarba
mi fa andare giù di testa
Le sbarbine son carine
le sbarbine c’hanno gli occhi
le sbarbine con i tacchi che mi mandano nei matti
Mi piaccion le sbarbine
lo so che non conviene
mi piaccion le sbarbine
io voglio starci assieme ………
Yes..!”
SKIANTOS 1979
Dedicherai presto un pò di tempo anche a noi amati lettori o sei sempre alle prese con La guerra dei figli? Scusa, ma ci manchi.
Non è che ti serve qualche canzone anche per il 1961?
C’è SENZA FINE, che davvero merita una citazione:
Senza fine
tu trascini la nostra vita
senza un attimo di respiro
per sognare
per potere ricordare
ciò che abbiamo già vissuto
senza fine
sei un attimo senza fine
non hai ieri non hai domani
tutto è ormai nelle tue mani
mani grandi mani senza fine
non m’importa della luna
non mi importa delle stelle
tu per me sei luna e stelle
tu sei per me sei sole e cielo
tu per me sei tutto quanto
tutto quanto voglio avere
senza fine
Ti ho già scritto ma non riesco a trovare quanto ti ho inviato. Scrivere un libro è faticoso ed impegnativo ma io mi ci sono trovata grazia al consiglio di un’amica. Infatti Michela che ha già passato quanto sto vivendo io mi ha consigliato di scrivere una specie di diario con le impressioni di questi giorni. Giorni dolorosi perchè il mio uomo se ne è andato dopo 37 anni di amore. Amore litigioso strano ma profondo come il mare. Ed io sono rimasta solo con il mio dolore E sono rimasta con i nostri 4 figli: l’eredità più bella che mi ha lasciato L’unica cosa che mi tiene ancorata a questo mondo di cui ho scoperto, una volta di più, i lati negativi il cinismo e l’egoismo dilagante,. Se non fosse per loro sarei andata con lui. E se fosse possibile non esiterei a cambiare la mia vita con la sua. Il mio libro che inizia parlando del nostro incontro nel lontano 1971 e poi il matrimonio ed la nascita dei figli…e una ipotetica separazione che non è mai avvenuta..ed il ritrovato amore….e la sua malattia..porta pian piano l’ipotetico lettore a capire cosa c’è di straziante dietro un caso di malasanità come il suo come il nostro. Vuol esser un momento di riflessione e di presa di coscienza su un male e un malcostume imperante… vuol essere una presa di coscienza in grado di far capire a chi ha vissuto simili esperienze che no si deve più tacere ma, per quanto doloroso possa essere, è nostro dovere denunciare e combattere la ‘casta’ medica ed i nuovi imperatori ( quelli a capo delle case farmaucetiche. Solo che a volta mi vien voglia di buttare tutto sarò capita oppure rischio di mettere in ‘piazza’ la nostra vita ed il nostro amore, i sentimenti miei e dei nostri figli per niente..anzi rischiando di essere no solo no capita ma anche contestata Se così fosse questa maledetta società me lo ucciderebbe una seconda volta………..
Penso che si scriva con il cuore per poter calmare quanto il nostro cuore sta provando ma anche per poter condividere con altri i nostri sentimenti Si parte da una sensazione, da un’idea, da una gioia da un dolore Si inizia confusamente e pian piano sulla carta l’idea si sviluppa e prende corpo. E diventa qualcosa di vivo di tangente. La febbre di scrivere aumenta sempre più e spesso, prima di finire il racconto, già si toglie qualcosa che andrà nel prossimo. Secondo me alla base di tutto sta e deve stare il cuore. Un romanzo non è un bilancio fatto di numeri freddi ed astratti ma una lettera al ‘prossimo’ fatta d’amore. Sto scrivendo un romanzo autobiografico e spesso ho mille dubbi. Ma questo racconto riguarda una vicenda importante della mia vita e la richiesta dei miei figli non può restare inevasa..perchè loro sono i primi ad incoraggiarmi a chiedermi di scrivere la nostra, la loro storia. e finalmente ho deciso. Anche se i ripensamenti saranno tanti finirò il racconto. Anche se fossero solo loro a leggerlo sarebbe già raggiunto un obiettivo importante.
Ti avevo già scritto in passato parlandoti di quanto avevo scritto nulla mia storia..un diario sulla malasanità e sulla vicenda di mio marito che ormai non è più accanto a me! Col tempo il mio diario si è ampliato con altre storie di cui sono venuta a conoscenza in questi lunghi mesi. Forse scomodo forse troppo incisivo o di parte (non certo dei medici) E’ piaciuto ai miei amici ‘di sventura’. E’ piaciuto un po’ meno all’editore a cui mi ero rivolta che, senza neppure leggerlo ma solo in seguito ad una breve ‘ chiacchierata’, mi ha detto che sia io che lui avremmo rischiato una denuncia per diffamazione e mi ha consigliato di modificarlo. Ma non sarebbe più lo stesso e non avrebbe più senso per me diffonderlo modificato. E così ho seguito il tuo consiglio ed adesso sta girando su Internet (http://laspiderrossadiserenella.blogspot.com) ed è stato inserito su Città Diversa (Livorno)
Lo scopo verrà raggiunto ugualmente..Benvenga una denuncia ….magari..tutta pubblicità in più Grazie Buonanotte
Non sono probailmente tra i più anziani della casa ma ecco il mio piccolo contributo alla causa, 1978 venivo al mondo mentre Rino Gaetano cantava
Lei sfogliava i suoi ricordi
le sue istantanee
i suoi tabù
le sue madonne i suoi rosari
e mille mari
e alalÃ
i suoi vestiti di lino e seta
le calze a rete
Marlene e Charlot
e dopo giugno il gran conflitto
e poi l’Egitto
un’altra etÃ
marce svastiche e federali
sotto i fanali
l’oscuritÃ
e poi il ritorno in un paese diviso
nero nel viso
più rosso d’amore
Aida come sei bella
Aida le tue battaglie
i compromessi
la povertÃ
i salari bassi la fame bussa
il terrore russo
Cristo e Stalin
Aida la costituente
la democrazia
e chi ce l’ha
e poi trent’anni di safari
fra antilopi e giaguari
sciacalli e lapin
Aida come sei bella