eravamo tanti
eravamo tanti in piazza del popolo. Tanti che , spostandomi dal gazebo dell’Unità ( dove Concita firmava infaticabile bandiere e magliette e giornali) per accompagnare amici “stranieri” verso piazzale Flaminio, ho avuto la sensazione della folla pericolosa, quella che poi qualcuno muore soffocato. Un fitto fitto di gente che faceva impressione e gioia. Sul palco,però, avrei voluto altri: le giornaliste dell’Unità inquisite,il direttore di Repubblica, la direttora dell’Unità , D’avanzo, Travaglio, Santoro, Gabanelli, Dandini…non per fare il culto delle personalità , ma per dare concretezza e realtà all’evento. In quel catino sovraffollato ,dove si rischiava il collasso a respirare, c’era gente preoccupata e solidale, indignata e pronta a difendere la libertà e il conto in banca e l’incolumità fisica di chi rischia l’una o l’altra o l’altra. Era giusto che parlasse Saviano e Saviano ha parlato.Ma Saviano non è un perseguitato di Berlusconi. Non credo che la manifestazione sarebbe stata “targata a sinistra”a far parlare i “segnalati”.( Travaglio è di sinistra come io sono miss universo,tra l’altro).Credo che sarebbe stata una manifestazione più precisa, più nitida. E chi deve difendersi da querele persecutorie si sarebbe sentito più forte. Non è semplice, nel nostro paese, prendersi la responsabilità di criticare, di informare davvero, di ribattere colpo su colpo, di boicottare certe derive, non è una scelta che si fa a cuor leggero. Come minimo ti fai la fama di persona rognosa, rompiballe, negativa. Severa. Da scaricare. O da controllare. O da combattere. O da evitare. la coerenza non è considerata una dote, da noi. Si passa per vecchi, ideologici, residuali. Se sei un giornale non ti danno la pubblicità , se sei un umano non ti rinnovano il contratto, ti tagliano fuori, cercano di marginalizzarti…Chi si oppone, chi lavora in un giornale che fa opposizione, chi fa satira senza troppi guanti, chi denuncia…e per questo paga dei prezzi…va un po’ festeggiato no?



Forse il problema è il medesimo della politica. Fare politica visibile significa un po in ogni parte del globo ed in particolare in Italia, farlo a vita, essere conosciuti, per alcuni essere dotati a furor di popolo di carisma ( piace così tanto a tutti, destra e sinistra, questa parola, piace anche ad i conduttori della nostra trasmissione culturale Farenhait di radio 3 che dovrebbero essere la crema della crema), il baco sta lì. Se vogliamo essere vincenti dobbiamo essere nulla, un nulla pericolossissimo per il potere, dobbiamo rischiare, il rischio vero; quello che si paga con la vita se abbiamo commesso un errore, non dobbiamo essere attaccati al portafoglio e nemmeno alla posizione. Finche avremo bisogno di guide politiche non saremo “opportuni” oppure faremo, in eterno, il gioco dei potenti. Qualsiasi vittoria sarà viziata alle fondamenta. Politici di servizio che se ne vanno dopo una legislatura con il sorriso sulle labbra, questo auspico.
Bello e opportuno il commento precedente, resta da dire che ci si occupa ormai…
Di quello che è concesso, le questioni di base restano non solo irrisolte ma proprio sconosciute, ormai.
Radicali, MicroMega, Beppe Grillo, Rifondazione, Comunisti Italiani, Anno Zero, commentatori e sarcastici vari…
Tutt’una massa di buffoni!
“Finalmente anche noi possiamo parlare degli scandali di casa nostra e non sempre e solo di Berlusconi”. Un mio amico finlandese, Antti Saari, medico internista, mi apostrofa così incontrandomi per strada il 28 settembre scorso. Allora te la devo raccontare questa storiella, Lidia cara, apparentemente fuori tema. Dunque c’è uno scandalo in Finlandia! E che scandalo: riguarda il primo ministro, il signor Matti Vanhanen.I giornali e le televisioni lo accusano , qui in Finlandia un premier non può avere nè giornali nè sue tv, di un illecito gravissimo. Pare, ripeto pare, che negli anni 90 quando non era nè ministro e quindi tanto meno premier ma soltanto parlamentare di centrodestra, avesse ricevuto in regalo un bel quantitativo di legno di primissima qualità per arredare la sua casa. Legno quindi per fare il pavimento o quant’altro. Non lo aveva pagato, capito? Ed era soltanto un parlamentare, anche se di centrodestra, ma pur sempre un semplice e solo parlamentare. Il finimondo! Sono tornato dalla Finlandia il 5 ottobre pomeriggio e da una settimana non si parlava d’altro. Dibattiti per radio e tv, articoli sui giornali.Il signor Vanhanen (lassù non ci sono nè onorevoli, nè eccellenze) nega e dice: venite a casa a vedere. Legno non ce n’è. I giornali e le tv insistono.
Ho pensato spesso alle COSE DI CASA NOSTRA, alla libertà di stampa, al diritto di cronaca, al diritto di difendersi e al dovere di rispondere a chi fa domande. Ma vi rendete conto quali diversi livelli di etica e di moralità esistono in Paesi che fanno parte della stessa medesima Europa Unita?
Il vecchio Utilizzatore finale è incastrato in una marea di enormità epocali da cui non riesce più a scrollarsi (diciamola tutta: è impossibile pensare che possa andare avanti così) il cerone. Esistono paesi dove chi ha l’onere di rappresentare il Paese in Parlamento non può approfittarsi della carica istituzionale e quindi ricevere regalie e altro. Le deve rifiutare, restituire, ignorarle, Se no, dicono in Finlandia, possono scattare motivi di conflitto di interessi.
Legno per parquet, perbacco, e in un Paese poi che del legno ha fatto la sua fortuna. Inorridisco, inorridisci, inorridiamo?
Non so Lidia. Credo che se avessero parlato tutti i querelati e querelandi del sultano la manifestazione avrebbe assunto un carattere meno ampio, più mirato e si sarebbe prestata ad accuse di strumentalità , avrebbe dato una plausibilità alle più assurde menzogne. Meglio così: poche parole e molto ritrovarsi, molto essere insieme.
Francamente mi aspettavo che il palco fosse monopolizzato dai D’avanzo, Travaglio, Santoro, Gabanelli, Dandini, ….e non riesco a convincermi che sia solo un caso che certi programmi censurandi stiano andando regolarmente in onda per arrivare a stasera con la prima puntata di Report. Beh, vero che Travaglio è ancora ospite ad Annozero e pare che sia ben lontano dal puzzare e non ho ancora sentito parlare di contratto, però c’è.
A me sembra che la loro presenza sul palco dovesse essere scontata e avrebbe dato un senso più ampio alla manifestazione, anzi non mi sembra, lo credo proprio e ancora mi ci arrovello il cervello.
Così come non capisco come parlare di mafia possa essere da qualcuno considerato un argomento alternativo al premier….poi mi sembra che all’estero abbiano idee moto più chiare e impietose al riguardo…boh….i casi sono due: o io non ho capito niente, o ho capito troppo, o sarebbe meglio non avere il problema e la presunzione di voler capire…ma temo sia troppo tardi per quest’ultima possibilità . Continuerò ad arrovellarmi il cervello finchè campo, il che significa che starò da schifo, ma so che non potrei mai stare meglio, mai.