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Fiaccole per un lutto di festa

Ravera | Lavori in corso | 26 Gennaio 2012 | 270 letture

Fra due ore, a Roma, a Piazza ss. Apostoli saremo in tante. E’ un pomeriggio freddo e azzurro. Alle sette sarà buio, accenderemo le nostre fiaccole. Per ricordare Stefania Noce, 24 anni, femminista. Uccisa dal suo fidanzato studente psicologo. Che non voleva essere lasciato. E’ piantata maledettamente profonda, la radice della violenza maschile contro il corpo e l’anima delle donne. Non è follia, non è eccezione. Certo, lo è anche, eccezione, ma più importante è giardare la regola deviata che ci sta dietro. La regola: noi siamo funzioni del loro desiderio.
Noi non siamo persone, non lo siamo ancora, non lo siamo nitidamente. Non abbastanza. Ha scritto Stefania prima di morire: “Queste righe sono per le donne che non hanno ancora smesso di lottare. Per chi crede che c’è ancora altro da cambiare, che le conquiste non siano state sufficienti, ma le dedico soprattutto a quelle che si sono arrese e a quelle convinte di potersi accontentare. A coloro i quali pensano ancora che il “femminismo” sia l’estremo opposto del “maschilismo”: non risulta da nessuna parte che quest’ultimo sia mai stato un movimento culturale, nè, tantomeno, una forma di emancipazione”. E’ vero. Il maschilismo è un comportamento deviante, una visione del mondo distorta, una patologia, una miopia, un’ ignoranza…ma ha radici lontane, diffuse, intrecciate alla cultura dominante. E’ l’effetto di quella pretesa universalità, che non riconosce due soggetti, che non accetta la parzialità maschile, non la approfondisce, non la studia. Come noi abbiamo fatto con la nostra, con la parzialità femminile. Unendoci, riflettendo, scavando, imparando. Quando incomincerete a smarcarvi dai violenti dai vigliacchi e dagli stupidi, amici maschi? Quante altre ragazze devono morire, prima che un uomo impari ad accettare un “no”? Perchè la fine di un amore per le donne è dolore e per gli uomini rabbia?
Saremo tante, questa sera, a tacere, ma anche a parlare. In lutto e in festa. Perchè la riscossa è incominciata. Qualche cosa dovrà cambiare. Finalmente.

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