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finito un romanzo se ne fa un altro

Lidia Ravera | In guerra contro il tempo, Rubriche | 9 Luglio 2007 | 1,595 letture

Lo so, non avrei dovuto. Ho appena finito e consegnato ( Nottetempo, a Ginevra Bompiani) un romanzo breve “Le seduzioni dell’inverno” ( un simpatico apologo su amore, gioco, gelo, la neoaridità, le passioni spente, il femminile maschile e via osservando i mala tempora) e già ne ho iniziato un altro ( quattro stagioni?). Non riesco a smettere. Non riesco a fermarmi. Non so stare senza organizzare storie, parole, metafore, non son capace a ” vivere e basta”.E dire che l’acqua oggi era davvero cristallina. Alzavo il braccio e vedevo in controluce le goccioline brillare.Mi sdraiavo fra i sassi bollenti e sentivo l’odore del sale. Vivere sull’isola cosentirebbe un ozio sano, vibrante, pieno. Invece mi devo scontrare con un nuovo inizio. Ventidue pagine. E niente è come dovrebbe…conosco questa sindrome. E’ il ventesimo …questo romanzo…eppure… Qualcuno può consigliarmi un rimedio, per smettere, o almeno per diminuire? C’è un cerotto, un agopuntura, un training autogeno…qualcosa?

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