Firenze, fuorilegge la solidarietà
“Nei giorni scorsi una signora non vedente ha urtato contro un mendicante, è caduta e ha riportato diverse ferite. Poteva inciampare in una delle migliaia di buche di cui è costellata la città del Giglio. O in una delle centinaia di transenne che proteggono l’incolumità dei cittadini dai lavori piccoli e grandi che incominciano sempre e non finiscono mai”. L’ho letto su “Liberazione” che, giustamente, concede titolo e “copertina” alla nuova trovata di Graziano Cioni, Assessore alla Sicurezza di Firenze: “Achtung Banditen: A FIRENZE L’ELEMOSINA è REATO… un nuovo regolamento della polizia municipale per combattere la piaga dei mendicanti”.
Posso associarmi all’indignazione dell’ultimo “giornale comunista” (così sta scritto in alto a destra, sopra la testata) dell’Italia post moderna? Sì, posso, anzi, devo.
E dovreste indignarvi anche voi, lettori di questo giornale non più comunista, ma comunque fondato da Gramsci e non da Veltroni. E dovrebbe indignarsi anche Veltroni, indignarsi e poi tirare le orecchie al Pd fiorentino. Perché? Perché quello che ci differenzia da Berlusconi e la sua armata di coerenti sostenitori del capitalismo senza se, senza ma e senza freni inibitori, è una esasperata sensibilità verso TUTTI I SOCIALMENTE DEBOLI, quelli che non sono, per i più vari motivi, riusciti ad adeguarsi al passo degli altri, che sono rimasti fuori e sono costretti a chiedere, umiliandosi quotidianamente, per sopravvivere.
Chi si ha intenzione di incantare mettendo fuori legge i più poveri in piena campagna elettorale? Non certo la nostra gente. Non chi, per tutta la vita, ha votato a sinistra pensando che fosse un modo per segnalare una impostazione esistenziale banalmente chiara, riassumibile nella formula: “io sono solidale con gli altri esseri umani”. Solidale. Cioè: io non sono soltanto e sempre competitivo, io non sono il tipo che striscia davanti ai potenti e calpesta chi è caduto perché tanto non conta, non vota, non può nuocermi. Io credo che accanirsi contro un essere umano così mal ridotto da chiedere elemosina e pietà non in piedi, non simulando lavoro a un semaforo (nobile tentativo già punito dal Cioni), ma disteso sul marciapiede, sia un inqualificabile comportamento aggressivo, un incitamento all’egoismo (caso mai ne avessimo bisogno, ci viene già così bene) e un grave atto di inciviltà. Fossero tempi diversi varrebbe la pena di sdraiarsi tutti sui marciapiedi della iperturistica Firenze e tendere la mano verso la fretta dei passanti, spiegando, a tutti quelli che si scansano, quanto facilmente potrebbe capitare anche loro. Tutti possiamo cadere. Se l’inflazione continua a viaggiare a questa velocità, il precariato si espande e il Pil non cresce come vorremmo e come speriamo, può succedere da un momento all’altro, a molte persone per bene, di ritrovarsi senza casa e senza soldi , di dover chiedere, di avere BISOGNO (parola negata) e non solo “desideri da appagare,” come consumismo vuole. Può succedere, siatene pur certi. Può succedere di aver fame e di coricarsi su uno scalino. Provate ad esercitarvi nel nobile gioco dell’empatia: come vi sentiresti ad essere anche multati o, in assenza di danaro per pagare la multa, arrestati?
E, a proposito del rischio di cadere: che ne dite del povero Ilkka Kanerva, ministro degli esteri finlandese, frullato via dal mondo della politica perché, leggo da “Il Corriere della sera”: “da quella sera (la sera del suo compleanno, il sessantesimo) dal cellulare di servizio di Kanerva sono partiti 150-200 sms (è sempre la patria della Nokia) che la giovane imprenditrice ha definito suggestivi e rivenduto a una rivista scandalistica”. La “giovane imprenditrice” sarebbe una ventinovenne ballerina di striptease, finlandese trasferita in Usa, che, come intrapresa, ha fondato lo “Scandinavian dolls”, un giro di pupe biondo grano che si spogliano e sculettano su scala internazionale. Gli sms non brillavano certo per fantasia hard: “Ti va di farlo in un posto eccitante?”, “hai tenuto in ordine il giardino?” cose così… anche se il giardino è metaforico e sta posizionato dalle parti del pube, non mi pare poi così scandaloso. Del resto: è noto che a 60 anni gli uomini si accorgono di non essere più giovani (alle donne capita 10 anni prima) e la più diffusa reazione alla senilità è spesso una breve stagione da puttanieri, terminata la quale ridiventano frequentabili. Non si poteva pazientare un po’ col povero Ilkka? Invece l’hanno sostituito con Alexander Stubb, ex collaboratore di Prodi alla Commissione Europea, che, infatti, ha 40 anni e quindi per i prossimi venti dovrebbe presumibilmente concentrarsi sul lavoro e, semmai, frequentare signorine che gli si offrono a titolo gratuito. Un ottimo motivo per abbassare l’età media del politico maschio. E… a proposito: quanti anni ha lo sceriffo di Firenze, Cioni il terribile? Anche il “celodurismo” in materia di solidarietà sociale è un brutto sintomo…
l’Unità, 02.04.08



Mi indigno e come, cara Lidia. Chi si gioca le ultime carte per andare a governare un paese come l’Italia che sta cadendo a pezzi ( ma che smania scatenata di governarlo!) non puo’ e non deve farlo perche’ perderebbe voti. E si’: i voti di tantissimi italiani di centro, di destra e di sinistra, tutti indecisi, che non vogliono sentir parlare di rumeni, di rom, di zingarelli, che se la prendono con “i piu’ poveri e i piu’ soli” come cantava tanti anni fa Lucio Dalla. E’ la cosa piu’ facile prendersela coi mendicanti, vedere in loro i nemici della nostra vita giornaliera, della nostra incolumita’. Molto difficile invece e’ indignarsi , non vivendo in un paese civile, per il fatto che il piu’ ricco d’Italia possa andare a governare il Paese in cui opera su cento fronti e cento interessi. Si critica questo personaggio per quello che dice e che fa( e ne dice e ne fa), ma solo da una parte, e nessuno si indigna perche’ non ha le carte in regola per governare ( ma non c’e’ e non si fara’ mai la legge che lo dica).
In questo tuo commento alla brillante idea di Cioni il terribile hai toccato anche un tasto tragicomico: il Pil, il famigerato prodotto interno lordo, che da la misura di quanto stia in salute una nazione. Pensa alla Cina, Lidia cara, che vola con il suo Pil all’8-9 per cento! Questa crescita che fa sbavare i grandi maghi dell’economia occidentale non tiene conto del benessere dei lavoratori cinesi, pagati come schiavi, della loro salute, del loro futuro (pensioni?no grazie); non tiene conto dell’inquinamento, della distruzione dei fiumi (leggi dighe), della pena di morte che si da come il ddt di un tempo con le mosche, delle deportazioni di massa di popolazioni, del nostro(del mondo intendo) meraviglioso Tibet, ridotto in schiavitu’ da piu’ 50 anni nel silenzio di tutto il mondo libero e ricco. Hai mai saputo di un movimento per la decrescita felice (www.decrescitafelice.it)? Hai mai avuto il modo di leggere quello che scrive Maurizio Pallante? Lo sappiamo, lo dico per primo a me stesso, che se usiamo
spesso l’automobile e facciamo il pieno di benzina una volta alla settimana, faciamo salire il Pil italiano? E se ci sono ingorghi per cui si sta fermi col motore acceso (e si smadonna) il Pil cresce ancora di piu’? E se ci sono incidenti? Feriti? Ricoveri in ospedale? Ancora di piu’. Invece non cresce per niente se coltiviamo biologicamente pomodori e peperoni nel nostro giardino. Non cresce per il lavoro a casa di tutte le donne che smanettano come schiave dopo aver svolto il loro carico quotidiano di fatica mentale e fisica in fabbrica o in ufficio . Non cresce se risparmiamo energia spegnendo il televisore e non tenendo le luci accese in casa di giorno. Non cresce se ci sono poveracci sdraiati per terra che chiedono l’elemosina. Se siamo poveri, disperati o solamente parsimoniosi, abbiamo senso di responsabilita’ collettivo e ci teniamo all’ambiente, siamo pesino eversivi, al minimo asociali.
Un abbraccio dalla Finlandia
Forse per il signor Cioni quella di mendicare è una scelta, un’attività come un’altra che non deve intralciare il quieto vivere cittadino. O che comunque deve essere pagata almeno con il sacrificio di stare in piedi. Anzi qualcuno degli stilisti di cui siamo affolati potrebbe con qualche successo proporre anche una mise per mendicanti: mantella di morbido cachemire con macchie di fango ricamato in seta e jeans blu scuro anni ‘50. E magari un profumo con intesi sentori di sottobosco e citronella, Obole, per l’uomo che deve chiedere sempre. Mendicare sì, ma con il dovuto decoro, Anzi con charme. Ma lo capisco il povero Cioni: mentre il paese affonda nei suoi vizi, nel suo stupido cinismo, nel suo mediocre egoismo, meglio eliminare gli inquietanti sintomi della povertà, sui cui confini tanti camminano con angoscia. Però, assessore la regola dev’essere uguale per tutti: se si mendicano voti, bisognerebbe farlo in piedi e non ad angolo retto.
Lidia, è molto facile prendersela con chi non ha mezzi per ribattere! Questa è la nostra Italia!
Niente è giustificato o giustificabilile, però è legittimato.
Ho una cara amica, paraplegica dall’infanzia, che con la carrozzella è caduta in una delle tante voragini che costellano strade e marciapiedi di Roma -e moltissime altre città-. Ha sopportato le pene dell’inferno, una frattura al bacino che la lacera di dolori che mai andranno via, eppure è in causa con il Comune da anni, e non ne uscirà. Tuttavia la buca è ancora là, visibile. Sai cosa le hanno risposto i medici legali dell’Amministrazione Comunale romana?
-Tanto già non camminava, quindi a che pro tutto questo chiasso?-
La storia è differente eppure molto simile a quella avvenuta nella città di Firenze.
Il fatto è che gli italiani sono come le tre scimmiette: non vedono, non sentono, non parlano a meno che il dramma non succede a loro.
Parli di comunismo, bene, io sono nata in una famiglia di comunisti. Mamma e papà ci militavano, ma ai tempi quello che inneggiavano era il vero comunismo. Passami il giudizio personale che potrebbe trovarti sconcorde: non si può essere comunisti pensando solamente a se stessi. Non si può voltar bandiera per tirare l’acqua al proprio mulino. Non si può essere comunisti con vantaggi e guardare dall’alto al basso la classe che in Fantozzi veniva definita ‘inferiore’.
Però succede, e come dici tu, a una manciata di giorni dalle elezioni.
Non sarà certo vietando di mendicare che l’Italia divverà un paese civile, pulito, democratico. Non sarà questa furba ‘accortezza’ a cambiare lo stato di cose che, definire in declino, è eufemistico.
Stiamo toccando il fondo, in tutti i mondi in cui lo si può toccare. Anzi, siamo già nel fondo, e non da poco, ma a molti sembra non pesare la cosa, forse perchè non ci sono ancora arrivati. Ma è solo una questione di tempo.
Premetto che:
- non mi sono documentato sul “fatto in sè”: non so voi, ma io personalmente non ho letto nessuna delibera o documento originale del sindaco in questione, quindi non so quanto la notizia sia sofisticata e distorta dai media.
- l’accattonaggio in Italia è reato (meglio ricordarlo sempre).
L’accattonaggio non è, ovviamente, la condizione che uno si prospetta di vivere nel proprio futuro, ciò non di meno chi elemosina crea dei seri problemi alla comunità, inutile negarlo…
Vedere un accattone, uno che elemosina, è uno strappo troppo doloroso della verità che quotidianamente siamo abituati a vivere: casa, famiglia, lavoro, ufficio, ristorante, birreria.
Il cervello umano non lo accetta, ha difficoltà a concepire come e perchè il complesso meccanismo che ci proietta quotidianamente negli occhi la “bella realtà” che viviamo non abbia funzionato.
La cosa inizia ad essere davvero evidente al cittadino comune quando il sabato sera vede 2 accattoni dormire, per esempio, sotto i portici di Via Po, centralissima via di Torino, ripresa 1000 volte durante le Olimpiadi invernali bella linda e puilta. Che fai allora?
La reazione istintiva è di evitare la verità, di negare la realtà, girare la testa verso le vetrine.
Capire perchè lui esiste è una cosa troppo complessa e cmq non solvibile, nemmeno dal politico di turno che non ha la bacchetta magica, è tempo perso; anzi, se è un accattone probabilmente è colpa sua.
Per cui si giunge alla verità: l’accattone non esiste, non deve esistere e non se ne deve parlare.
O se esiste è solo perchè sotto Natale ne parlano un pò perchè muoino congelati: allora OK! Parte il servizio del TG, il centro di accoglienza, il filmato col nonno e la nonna che prendono la razione di pappa calda, la strenna Natalizia e il fottuto panettone.
Poi spegni la TV e il barbone non esiste più.
Click.
Un povero
è come un cieco
non ha bisogno di offese
ma di baci
o di essere ucciso.
‘e la più diffusa reazione alla senilità è spesso una breve stagione da puttanieri, terminata la quale ridiventano frequentabili’
(!) sic.
Mamma mia che brutta esperienza che deve avere avuto lei signora in fatto di uomini però. Non c’ha proprio una bella opinione eh. Ma da ogni articolo risulta, eheh. Questo a volte è simpatico, ma a volte un pò ridicolo. D’accordo sostanzialmente sul contenuto dell’articolo, ma sa, mi piace notare le cose che non condivido, ed è davvero curiosa se non buffa questa specie di ossessione linguistico semantica uomo-sesso-opposizione uomo donna- uomo essere inferiore- donna più sensibile- uomo troglodita ecc ecc. Se si osserva nei suoi articoli c’è spesso, se non sempre un richiamo costante, direi puntuale, se non diretto comunque di sfuggita a questi temi. Ahimè. Sarò stato così fortunato con le donne che mi sembra così ridicolo la sua puntuale rimembranza di questo millenario scontro che scontro non è. Ripeto, è curioso osservare che è pressochè presente in buona parte dei suoi articoli questa tematica. Anche nei toni è molto bello(…ripeto, mi dispiace per lei) vedere che c’è come una specie di acidume di fondo, di astio oserei dire. E non posso essere minimamente accusato di maschilismo, ma voglio dire, la sua è un’ossessione, e l’essere femminista, cosa che peraltro aborro, non la giustifica lol. Questo volendo trovare qualcosa che non va sa, per il resto sono d’accordo su quello che ha scritto e sui commenti fin qua presenti.
A chiosa, solo perchè volevo usare questa parola, chiosa, potete vedervi questo video, giusto per dare un tocco di estetica:
http://video.libero.it/app/play?id=603a0b5a3bf1f0a1bf75c1ea3fca8233
fare copia incolla e dovrebbe andare.
Finalmente!
Questa volta non sono completamente d’accordo con te.
Non credo affatto che la pietà per i deboli e gli sconfitti sia esclusiava sensibilità di chi è o è stato comunista e credo che il caso di Firenze non debba esser usato per mettere alla berlina la scelta di un amministratore.
Se non siamo ipocriti sappiamo tutti di cosa stiamo parlando e sappiamo benissimo che la stragrande maggioranza, se non la totalità, dell’accattonaggio è esercitato da “professionisti”, i poveri, quelli veri, quelli che tutti dobbiamo impegnarci ad aiutare, sono quasi invisibili.
C’è un modo semplicissimo per distinguerli, quando vedi i “professionisti” (che magari sfruttano bambini) provi fastidio, quando ne vedi qualcuno vero, magari una vecchietta che fruga in un cassonetto, ti si stringe il cuore.
Ecco, non penso proprio che Cioni ce l’abbia con questi, ma solo con i “professionisti” con i quali, confesso, ce l’ho un pò anch’io.
Chi ha veramente bisogno di solito non ostenta il suo stato, se ne vergogna; perciò stiamo attenti, osserviamo il mondo che ci circonda, chi ha bisogno manda messaggi deboli ma chiari, quando li percepiamo non tiriamoci indietro e diamo un aiuto, discreto, non ostentato.
Ma abbiamo anche un altro impegno da assolvere, lottare per un mondo che distribuisca più equamente la ricchezza e che liberi i più sfortunati dal bisogno.
L’articolo pone questioni non semplici. C’è un incidente: un non vedente inciampa su un mendicante, cade e riporta ferite. Quindi un’ordinanza comunale contro la mendicità. Tra la premessa e il seguito c’è un vuoto: un semplice incidente provoca tale reazione? Mi piacerebbe saperne di più. Non è possibile che tra i due fatti ci sia solo concomitanza? Ma non è questo che preme. Preme lo sdegno per il provvedimento contro chi chiede l’elemosina. Penso di essere discretamente empatica, ma non c’è bisogno di mettersi nei panni di un mendicante per sapere che la povertà non si cancella e i poveri non si aiutano a colpi di multe o peggio. Ma forse lo sa anche l’amministrazione. Non ho bisogno di indagare per capire che quei giovani, donne, bambini se potessero non tenderebbero la mano: non possono, hanno bisogno e spesso vi sono costretti, ma non sempre e non solo dalla fame. Ciò che riescono a racimolare spesso finisce in mani altrui. Non intervenire non vorrebbe dire lasciar libero di fare chi li manovra e sfrutta? In questo caso il provvedimento, per quanto non ci piaccia, non potrebbe avere lo scopo non di umiliare un povero, ma quello di contrastare un fenomeno dai contorni inaccettabili? E poi, non viviamo forse in uno stato sociale che in quanto tale non si accontenta di ordinanze e divieti per affrontare problemi di questo tipo? So abbastanza bene quanto siano pelose queste questioni ciò nondimeno ho l’impressione che il povero autentico, il pover’uomo che in un modo o nell’altro resta escluso e marginale, un personaggio di grande rilevanza e rispetto, oggi non si trovi davvero nel mondo dell’accattonaggio.
Ieri sono rimasto quasi tutto il giorno a Firenze, ho letto sui gradini di piazze importanti, ho tranquillamente mangiato in altri angoli di città e nessuno mi ha detto nulla, sono d’accordo che questa nuova trovata ( forse elettorale), è deprecabile ma credo in chi dovrebbe applicarla prevalga il buon senso
un caro saluto fabrizio
Quoto in toto quanto detto da Serena.
Non so quante volte ho riportato qua e là ( per dire, nelle ordinarie pisciatine - marcare il territorio - che si rilasciano nel web) una triste ed esemplare e scema scenetta vista in Blob : l’allora (s)Governatore della Banca d’Italia Fazio che passando per la via lascia cadere , senza neppure un accenno di sguardo al soggetto, la monetina nel cappello di un mendico. Io ci ho sempre trovato l’emblema della più sfacciata ipocrisia:
Falso il medicante : perlopiù - barboni a parte - l’accattonaggio “stanziale” è inquadrabile come vera e propria ” attività ” di un qualche “furbetto ” che la propria effettiva marginalità cerca di risolvere con mezzucci che facciano leva sul buon cuore, sulla cattiva coscienza e su un’ atavica forma di superstizione spacciata per malintesa religiosità.
Falso il contesto: abbiamo tutti letto Oliver Twist. Sappiamo che alla radice del problema , certo vi è la miseria nelle sue infinite sfaccettature , ma sappiamo tutti che non è certo assecondando certi fenomeni di stampo ottocentesco che ne potremo uscire. ( vedi alla voce “politica” , latamente intesa…)
Falsa la carità : che, se da un lato serve a gratificare la falsa coscienza di chi ne è parte attiva , dall’altro impedisce una vera empatia nei confronti di chi ci si ritrova come parte passiva: piace a tutti sentirsi giusti e buoni. Converrebbe chiedersi , a parti invertite, se più del bel gesto di un generoso anonimo passante, non gradiremmo un “agire intorno” meno umiliante e meno personale; più istituzionale, insomma . L’oboletto , in fondo, sancisce , riconosce e consolida lo status quo : affidarsi alla “buona volontà” del singolo consente la totale esenzione da ogni altra coerente responsabilità POLITICA ( evado le tasse ma non manco mai ogni occasione di solidarietà… un sms solidale per ogni fine settimana comunque e sempre mi assolverà… ).
Quanto all’immagine del Governatore della Banca d’Italia che concede un’elemosina… beh lascio a chi ne sa cogliere il beffardo paradosso, la possibile lettura di un… mondo.
Vorrei anch’io suscitare un po’ di sensibilità, sentendomi socialmente (e fisicamente) debole in questo blog, in quanto non riesco a leggere con facilità a causa dei caratteri microscopici utilizzati. Non credo voglia essere un blog off limits nei riguardi di vecchiarelli presbiti, ma nei fatti è così.
Nel merito dell’argomento, esprimo tutta la mia solidarietà all’anziana ipovedente infortunata, di cui mi immagino le difficoltà e le sofferenze che si aggiungono ad una situazione già pesante, e mi dichiaro decisamente contro le occupazioni dei marciapiedi da parte dei mendicanti: allora il precario che vi parcheggia il fatiscente motorino ? Se invece è una grossa e fiammante motocicletta? Mi sembra una polemica inutile e deviante, giocata su un buonismo farlocco. Cari saluti a tutti, con l’animo sospeso in questo primo giorno di votazioni.
per Viviana: per ingrandire i caratteri della pagina : TENENDO PREMUTO IL TASTO ” CTRL” FAR GIRARE LA ROTELLINA DEL MOUSE : IN UN SENSO I CARATTERI SI RIMPICCIOLISCONO E NEL SENSO INVERSO (MAGIA!!!) SI FANNO GRANDI COME PIACE A TE.
provare per credere…
un saluto… e un qualche scongiuro per il fatal responso …
Grazie, oximor, però ho trovato che è necessario prima impostare Word come Explorer.
scongiuri per il risultato elettorale euguri a tutti Noi
Auguri inutili …. se veltroni se ne fosse andato in Africa non escludo che forse avrebbe potuto essere utile. La sinistra mai,MAI divisa, era un ragionamento facile da fare senza loft e pensatoi.
Sono dei volgari venditori fumosi di fumo e si devono Vergognare.
Adesso per le loro scelte inqualificabili coloro che ci andranno di mezzo saremo noi operai qualsiasi che dovremo sopportare angherie verbali del padrone, non come veltroni con le tasche piene ma da poveri che non possono difendersi, con pochi spiccioli, e ricattati dal potere, con una societa disegnata da volgari ricchi.
Spero che chi ha voluto la divisione si dimetta e se vuole parlare con me puo scrivermi Verbascum@libero.it e gli spiego perche.
Auguri a tutti Noi.
Un primo maggio in cui i lavoratori non hanno proprio niente da festeggiare. Oppressi da Confederazioni Sindacali che hanno contribuito ad impoverirli. Sarebbe un primo maggio di libertà se riuscissero a rompere con chi ha restituito al padronato tutte le conquiste degli anni settanta. Con gli accordi di concertazione del 1993 i lavoratori italiani sono diventati i più poveri d’Europa.
Quando non è chiaro chi (la sinistra) siamo e dove vogliamo andare/arrivare allora si può solo andare dietro l’istinto. L’istinto della “gente”, cioè cosa da fastidio e non perchè da fastidio, le cause, i motivi….
Meglio mettere la polvere sotto il tappeto che toglierla del tutto.
Questo vale per i mendicanti, per gli estracomunitari, le prostitute, i rom, i piloti, le hostess, i giovani, i balconi senza gerani ecc.
Questo vale per la scuola, difficile progettare, migliorare ecc. Allora toniamo al vecchio e collaudato sistema.
Concludendo la sinsitra ha il dovere di darci l’utopia, stabilire le regole legate all’utopia e l’assessore, il politico, il ..il.. di turno o si adegua o cambia lido.