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Fuori stagione

Lidia Ravera | Lavori in corso | 11 Dicembre 2008 | 1,336 letture

Chiusa in una stanza dell’Holiday Inn di Cosenza, tre giorni. Tre incontri sul tema “tappe dell’emancipazione femminile”. Invitata dall’assessorato alle Pari Opportunità. Al mattino, viaggiando con Elio ( autista, comunista, cortese e piacevole) raggiungo sotto una pioggia battente platee di studenti e donne in cittadine mai viste, Rende, Rossano, Castrovillari…Pomeriggio e sera, complice il tempo atmosferico, resto in albergo. Meravigliosamente sola.Preparo gli incontri (poco) e me ne sto sospesa in questo non-luogo, fra arredi non miei, e mi delizia il silenzio. Davanti alla scrivania ho un muro bianco. Dietro di me marcisce allegramente un gigantesco mazzo di fiori rossi. Penso al libro che scriverò. Non un romanzo, devo prendere tempo , dopo “La guerra dei figli”, devo aspettare un’altra ondata, un’ urgenza, l’ emergere di una storia. I romanzi non sono scadenze, non sono compiti o lavoro, non per me, almeno. Sono miracoli. piccoli miracoli di attenzione. Bisogna mettersi in ascolto.
Io l’ho fatto. Coraggiosamente disposta perfino a stare un po’ zitta. Invece, si è imposto un tema, una specie di sfida. I miei ultimi libri, “Eterna Ragazza” e “le seduzioni dell’inverno” erano due storie d’amore, con protagonisti, per c0sì dire, non più giovani. Alla presentazione del primo ho conosciuto uno psicanalista. E’ tornato alla presentazione del secondo ( sempre a Stromboli, piccola isola, isola libreria, isola salotto per a-sociali). Abbiamo incominciato a parlare, seriamente, intensamente, del sottotesto, il tema taciuto eppure ben udibile, delle due storie, l’amore maturo. L’innamoramento, fuori dall’età canonica. Nell’età della luce forte, quando il sole è allo zenith e tu vedi tutto e sembra così difficile illudersi, sopravvalutare l’altro…abbiamo parlato a stromboli, in spiaggia, nuotando, bevendo caffè…abbiamo continuato a parlarne via mail quando lui è tornato nella sua città e io nella mia. Ne abbiamo parlato come un uomo e una donna ( punti di vista diversi, non necessariamente complementari), ne abbiamo parlato come una romanziera e uno psicanalista. Due “professioni” limitrofe,basate sulla parola, sulla narrazione, sull’empatia, sull’ascolto. Ci siamo infervorati…Lo scriveremo insieme, il libretto ( libricino, libello, libro, pamphlet)…La domanda è: è possibile innamorarsi quando si ha molto vissuto? e se sì, che amore è? Come si configura? E’ diverso? Quanto è diverso? Che valenze satura? Che falle apre nelle difese che l’età adulta di impone? E’ scandaloso? E’ rischioso? E’ rigenerante? E’ tutte le cose insieme?
Il prolungamento dell’aspettativa di vita impone ( consente?) un protrarsi del sogno d’amore? esistono tempi supplementari del sentimento? E …le domande si assommano le une alle altre…Sembrano non finire mai. Quindi forse sì, va bene condividerle.
( se vi va, cari ospiti della mia casa elettronica, di raccontarmi qualcosa…)

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