Fuori stagione
Chiusa in una stanza dell’Holiday Inn di Cosenza, tre giorni. Tre incontri sul tema “tappe dell’emancipazione femminile”. Invitata dall’assessorato alle Pari Opportunità . Al mattino, viaggiando con Elio ( autista, comunista, cortese e piacevole) raggiungo sotto una pioggia battente platee di studenti e donne in cittadine mai viste, Rende, Rossano, Castrovillari…Pomeriggio e sera, complice il tempo atmosferico, resto in albergo. Meravigliosamente sola.Preparo gli incontri (poco) e me ne sto sospesa in questo non-luogo, fra arredi non miei, e mi delizia il silenzio. Davanti alla scrivania ho un muro bianco. Dietro di me marcisce allegramente un gigantesco mazzo di fiori rossi. Penso al libro che scriverò. Non un romanzo, devo prendere tempo , dopo “La guerra dei figli”, devo aspettare un’altra ondata, un’ urgenza, l’ emergere di una storia. I romanzi non sono scadenze, non sono compiti o lavoro, non per me, almeno. Sono miracoli. piccoli miracoli di attenzione. Bisogna mettersi in ascolto.
Io l’ho fatto. Coraggiosamente disposta perfino a stare un po’ zitta. Invece, si è imposto un tema, una specie di sfida. I miei ultimi libri, “Eterna Ragazza” e “le seduzioni dell’inverno” erano due storie d’amore, con protagonisti, per c0sì dire, non più giovani. Alla presentazione del primo ho conosciuto uno psicanalista. E’ tornato alla presentazione del secondo ( sempre a Stromboli, piccola isola, isola libreria, isola salotto per a-sociali). Abbiamo incominciato a parlare, seriamente, intensamente, del sottotesto, il tema taciuto eppure ben udibile, delle due storie, l’amore maturo. L’innamoramento, fuori dall’età canonica. Nell’età della luce forte, quando il sole è allo zenith e tu vedi tutto e sembra così difficile illudersi, sopravvalutare l’altro…abbiamo parlato a stromboli, in spiaggia, nuotando, bevendo caffè…abbiamo continuato a parlarne via mail quando lui è tornato nella sua città e io nella mia. Ne abbiamo parlato come un uomo e una donna ( punti di vista diversi, non necessariamente complementari), ne abbiamo parlato come una romanziera e uno psicanalista. Due “professioni” limitrofe,basate sulla parola, sulla narrazione, sull’empatia, sull’ascolto. Ci siamo infervorati…Lo scriveremo insieme, il libretto ( libricino, libello, libro, pamphlet)…La domanda è: è possibile innamorarsi quando si ha molto vissuto? e se sì, che amore è? Come si configura? E’ diverso? Quanto è diverso? Che valenze satura? Che falle apre nelle difese che l’età adulta di impone? E’ scandaloso? E’ rischioso? E’ rigenerante? E’ tutte le cose insieme?
Il prolungamento dell’aspettativa di vita impone ( consente?) un protrarsi del sogno d’amore? esistono tempi supplementari del sentimento? E …le domande si assommano le une alle altre…Sembrano non finire mai. Quindi forse sì, va bene condividerle.
( se vi va, cari ospiti della mia casa elettronica, di raccontarmi qualcosa…)



Promiscuità di salive
per disinfettare il disordine
dispense di didattica elementare
i baci
nei percorsi del ridere
le guance infinite
del volersi bene
esotismi abitabili
nei nuovi
sensi dei suoni
del ritmo del senso
gli snodi dei suoni del dire
le rime dello strafare
stradire
morire .
Ma Lidia, condividi oggi, condividi domani, non ti sarai innamorata?
Chissà perchè…ci sono dei passaggi in ciò che scrivi che mi hanno ricordato un bel film di tanti
anni fa “Un uomo e una donna” recitato magistralmente da Jean Louis Trintignant ed Anouk Aimée. Ricordi? Un amore forte, incontenibile , tra due persone di mezza età . Ricordo che il comportamento dei due protagonisti era sorretto da una energia
cieca che solo l’amore riesce a infondere…
E sono convinto che quando arriva il vero innamoramento non c’è età .
E’ come una slavina che può travolgere qualunque ostacolo.
Ci si emoziona, il cuore batte forte come a diciotto anni, e si và anche contro il ragionevole.
Ma è bello che sia così.
.
Cara Lidia,
che importà l’età (e poi quale quella anagrafica?!), quando il raziocinio alza le mani di fronte all’irragionevole,quando il tuo cuore,muscolo troppo a lungo intorpidito,pulsa di nuovo come avevamo dimenticato potesse fare.
Quando magari la tua testa dice no e tutto il resto, sensi compresi, dicono: assolutamente si!!!,
Quando te ne sbatti dei sorrisetti degli altri e dei commenti dei ben (mal) pensanti.
Quando ti convinci che davvero tutto è possibile, e che ne vale la pena comunque, anche fosse solamente per un ultimo battito d’ali.
C’est l’amour
La capacità di donare se stessi e quella di accogliere l’altro sono condizioni indispensabili all’amore. Sicuramente l’età influisce, ma più ancora il tempo interiore, quello che al di là dell’età anagrafica rende possibile il fatto che ci si possa innamorare sempre (o a volte mai).