gli illusi della cultura
Dunque Angelo Guglielmi sarebbe troppo vecchio e troppo di sinistra ( i due difetti spesso si sommano) per presiedere il Consiglio d’Amministrazione della Rai. Peccato. Io ce l’avrei visto bene. E non perché è di sinistra, concetto ormai così astruso da richiedere codici di decrittazione come l’antico papiro di una lingua morta, ma perché è un uomo colto, creativo, con un solida esperienza di televisione, di letteratura, di giornalismo.L’età ? Dopo i 50 anni hai l’età che ti sei meritato. Se il corpo non ti rema contro, tutto il resto è passione e volontà : conosco trentenni senili e anziani signori che si permettono il lusso di produrre idee, ben oltre l’età in cui, secondo tradizione, si dovrebbe rincoglionire. Hanno detto, gli innocenti al governo: uh, ma era un lottizzato! Certo, in questo paese, da un tot di millenni, non detiene un pollice di potere mediatico chi è senza partiti padrini , ma, in alcuni casi fortunati, pur scelto da una parte politica, viene avanti che conosce il mezzo e allora, vi assicuro, la differenza si sente. Peccato soprattutto perché la bocciatura di
Guglielmi ha ridotto assai le illusioni , maturate nel corso di un doppio incontro, a Radio24 e a Sky-tiggì-pomeriggio,riguardo all’ipotesi di dotare anche il nostro Paese, umiliato da un diffuso analfabetismo ,di una rete culturale. Ne parlava il Ministro Bondi, in entrambe le occasioni.Un sogno? Ma sognate poveri scrittori, sconosciuti autori e attori di prosa, masochisti della ricerca teatrale o cinematografica, musicisti poco avvezzi alla canzonetta vacua, danzatori non da varietà del sabato , sognate! Una rete di informazione e formazione culturale!Il brivido di comunicare con la vasta platea dei teleutenti invece di rischiare le derive psichiatriche della marginalità ! Sogniamo, ricominciamo a sognare!



Hai, ragione, ricominciamo a sognare ! Che diamine, una rete in cui si parli di libri, finalmente e al diavolo quelli che vivono solo di reality !
Una televisione affidata a persone intelligenti( ce n’è ancora qualcuno in giro, è in riserva ma possiamo liberarlo) che parli di teatro, di musical, di opera lirica, senza curarsi dell’auditel maledetto.
Una televisione per persone, non per burattini. Alina
sto leggendo una rivista idiota (mai vista una più idiota!) in cui compare la tua firma. Si chiama MUZAK. Ma davvero eravate così scemi?
Tempo fa mi è capitato per alcune sere di vedere un canale televisivo franco-tedesco che
ho trovato semplicemente fantastico. Credo si chiami Artè o qualcosa di simile.
Le cose cui ho assistito in quel canale riguardavano la letteratura, la musica, il teatro,
il balletto, l’architettura, il design, i sentimenti, i colori, i sogni, il volo del pensiero…
Nei programmi c’era anche un pò di pubblicità ma ho avuto l’impressione fosse anch’essa
attentamente selezionata perchè non si distaccava dallo stile ricercato e di qualità dei
programmi in onda.
Da allora sogno che anche in Italia nasca un canale televisivo pubblico simile ad Artè.
Chissà forse Guglielmi ce l’avrebbe dato. Basterebbe anche rivedere la rete raitre per dargli
un taglio maggiormente culturale… Io continuo a sperare, come continuo a sperare che l’Italia esca da questi anni bui e tragici per la cultura.
suppongo diverrebbe una specie di riserva indiana, chi desidera cultura se la puo procurare in mille e mille modi a poco prezzo. A tutti noi manca la vita non la cultura. Cosa ce ne facciamo del bel teatro in una bella prigione economica?