Grazie, ragazze.
Sono stata sommersa da una marea montante di”sì”, dopo aver gridato, da questo sito e dalla televisione (”Parla con me”, giovedì 29 ottobre) un invito a manifestare in piazza, per la dignità delle donne. Un women pride, certo. Un segnale di presenza. Contro le discriminazioni sul mondo del lavoro, nella politica, nella vita quotidiana.Contro la violenza sessuale e mentale. Contro il mercato delle vacche e le sue ricadute nefaste su tutte noi.Contro il tetto di cristallo e il trionfo del maschilismo più becero… E’ bellissimo sentire una rete invisibile eppure fortissima di ragazze e donne stanche e agguerrite, offese ma pronte a replicare, a non macerarsi nel rancore, a dire “Adesso Basta”. Avrei voluto rispondere a tutte. Rispondo qui. E rispondo con una domanda: come facciamo? Martina ha lanciato un gruppo su fb. Ho girato tutte le vostre mail a Concita de Gregorio, direttora de L’Unità e a nadia urbinati, coautrice e prima firmataria della lettera pubblicata da Repubblica , appello a cui abbiamo aderito in 100 mila. Circola molto calore e un generale senso di risveglio. Ma la domanda resta. Io ho passato tutta la mia vita adulta chiusa in una stanza a scrivere romanzi. Alle manifestazioni ho sempre partecipato, quando mi sembrava giusto partecipare. E’ successo migliaia di volte che marciassi con altri per un obiettivo, contro un orrore…Ma non è mai successo che partecipassi all’organizzazione . Ripeto perciò la domanda: praticamente, come facciamo?



Segnalo il link del gruppo:
http://www.facebook.com/group.php?gid=60671546863&ref=ts
ciao provo a dare il mio piccolissimo contributo
Potremmo dividerci per città comune etc, se ognuno di quelli che ha scritto ha voglia di farsi lo sbattimento, co me si suol dire, può lasciare qui la sua mail in modo da potersi sentire e organizzare localmente, una volte dato il via si sceglie una data comune e si fa . Intanto farei un gruppo su google così da potersi scambiare info tra i vari gruppi che si verrebbero a creare in maniera più facile.
per milano lascio la mia libera1978@virgilio.it
il gruppo si chiama Non stiam zitti( messo così perchè credo che la questione riguardi donne e anche uomini) , la mail è sentiamoci@googlegroups.com, http://groups.google.it/group/sentiamoci. per entrarci e postarci ci vuole iscrizione, la visione è pubblica, per iscriversi si manda una mail a promo.librilibera@gmail.com, una volta arrivato l’invito si conferma e si può appunto postare, mettere file etc
ciao
Libera
Ottima iniziativa, che spero vivamente sarà aperta a uomini e donne, poichè come si diceva sopra il problema non riguarda a mio avviso affatto solo le donne, ma anche e soprattutto il rapporto tra uomini e donne.
Qui si sta cercando di costruire una società con modelli anaffettivi, prima ancora che maschilisti: se i secondi a quanto parte vengono resuscitati a discapito della storia, i primi rappresentano ahimè una crudele novità a cui stiamo condannando chi viene dopo di noi.
Lidia,
quindi potrebbe sembrare solo egoistico!
io, come te, non ho mai organizzato niente.
E sono quella che ti ha scritto di fare una manifestazione a Genova…
Ma pensi ad una manifestazione o a tante manifestazioni?
Dopo il Gay Pride, la Liguria ( finalmente!!!) ha firmato una legge contro l’omofobia, sarebbe bello quindi ritrovarsi lì. Per continuare un certo percorso dei diritti…
Ma ovviamente lo dico anche perchè io di lì sono
Allora mi si aprono orizzonti, stilo elenchi di donne e uomini che lottano e hanno lottato per i diritti umani…Irshad Manji, Roberto Saviano, Aung San Suu Kyi, Nelson Mandela, Mohsen Namjoo, Gino Strada, Muhammed Yunus, Anna Politkovskaja e tutta la Novaya Gazeta, Vandana Shivava, Rigoberta Menchu,
e naturalmnte te e Terzani, Kapuszynski, Lella Costa….
Insomma chi non sta zitto, chi lotta.
E allora mi vien voglia di far qualcosa che ci renda visibili perchè anche noi, le non famose, possiamo esser visibili.
Sarebbe bello, Lidia, che “loro” ci vedessero, che fossero obbligati come noi a vedere le nostre facce, a leggere le nostre storie.
Mister B ci obbliga ad assistere alle sue robe, quasi a respirare la sua aria, e non solo lui.
Dobbiamo sorbirci le loro telenovelas, mentre ci facciamo in 14 per poter portare avanti una vita dignitosa…
Io sono precaria, ho avuto una vita dura ma lotto sempre.
Io ci sono per Genova, julimai1973@gmail.com
Ditemi, dimmi Lidia…aspetto e cerco in tutti i modi di esserci anche in altri posti!!!
Perchè magari non organizzare diverse manifestazioni, in diverse città con varie personalità ?
Lidia che ne dici?
Con amore spropositato,
Juliette
Ciao Lidia,buongiorno a tutte, anch’io scrivo “orgogliosamente” da Genova…..bè volevo dire che ci sono.
Buongiorno Lidia,buongiorno a tutte voi (e tutti).Ci sono.Mi rifaccio viva più avanti,intanto penso a come poter contribuire.
lascio l’indirizzo e mail
graziella_arabesque@hotmail.com
su fb sono graziella corsaro e la foto del profilo sono 4 mani su una tastiera di pianoforte
a prestissimo!
Ciao Lidia
ho lavorato per 5 anni con la Provicnia di Milano del presidente Penati e qualche iniziativa l’ho organizzata o collaborato a organizzarla. Certo quella che tu hai lanciato è di livello nazionale e questo complica le cose.
Dal mio punto di vista si dovrebbe decidere una cosa importante: una sola iniziativa a Roma o tante in tutt’Italia?
Chiaro che ognuna di noi spinga per la propria città (vicinanza, tempi ristretti, maggiori contatti, etc) ma questo disperde molto le forze e riduce l’impatto. E come sappiamo sui giornali si fa notizia solo gli exploit (o con i flop, ma non voglio nemmeno pensarci).
Scegliere Roma significa, però, tagliarsi un po’ di partecipazione (tante mie amiche non si ritaglierebbero una giornata per far valere i loro ideali, con viaggio lungo e figli da organizzare) .
Dunque la scelta non è semplice e dipende un po’ dalle forze che si pensa di poter avere (insomma, lo scopriremo solo vivendo…
Quanto a forze da mettere in campo mi sembrerebbe ottimo se Concita De gregorio sostenesse, anche attraverso il suo giornale, la causa. La stessa cosa si può chiedere ad altre donne note che sono sempre un ottimo traino per le tante meno note.
C’è poi una risorsa importantissima che sono le associazioni. Mobilitando le associazioni si può fare una bel passaparola e avere un coinvolgimentop che si dirama da solo
In quest’ultimo anno l’Udi (Unione donne italiane) ha fatto manifestazioni in tutta italia contro la violenza. terminano il tour a Brescia il 24 novembre. perchè non coinvolgerle? .E poi ci sono tante piccole associazioni locali.
io comincerei da questo: giornali/giornaliste, donne note e associazioni
Oltre all’indirizzo mail della redazione di Donnaweb che è registrato, lascio anche il mio personale.
manuela.portaluppi@tiscali.it
aspetto news
Ciao
Manuela Portaluppi
ps. bella l’iniziativa di facebook. ovviamente ho aderito e divulgato
Ciao a tutti/e, Ciao Lidia,
ho già lasciato un post sul blog, aderendo con forza all’iniziativa di una manifestazione (le iniziative locali vanno benissimo, ma una mobilitazione di massa a Roma credo sia essenziale).
Mi sono già offerta di produrre un documento video della giornata, essendo questo il mio lavoro. Oltre che di video mi occupo di teatro. Io e mio marito facciamo parte del Living Theatre, abbiamo portato il nostro teatro politico e civile nelle strade di tutto il mondo, ma da qualche anno viviamo a Roma. Abbiamo circa 20/30 ragazzi qui a Roma con cui lavoriamo abitualmente. Ho proposto loro l’idea di fare un intervento in piazza il giorno della manifestazione e i ragazzi hanno aderito con entusiasmo.
Potete contattarmi alla mail cperitz@hotmail.com
Sono anche disponibile a organizzare un incontro a Roma. Scrivetemi.
C.
Ciao Lidia, ciao a tutti,
mi piace la tua idea di ridare dignità alle donne, è un concetto che anch’io ho da poco espresso al mio gruppo “ahimè di solo uomini tranne me ” impegnati civilmente. Volevo dire che anch’io ci sono, non ho mai organizzato nulla, ma voglio partecipare a questo progetto. Credo che tutte le persone indistintamente dal sesso, razza o religione hanno diritto ad avere la loro dignità , purtroppo spesso nei miei 50 anni di vita ho assistito da parte dei “più forti” , prepotenze e umiliazioni e ormai “i potenti” non sentono più le voci delle persone comuni che chiedono di essere rispettati come esseri umani con i loro bisogni, desideri e sogni. Per i miei figli e per i miei nipoti desidero una vita più dignitosa.
l+l mio indirizzo e-mail è fulvia.miglia@gmail.com
Scrivo dal nord-est d’Italia, Gorizia.
Buongiorno Donne,
ho ricevuto diverse e mail,ho aderito al gruppo fb fondato da Martina.Grazie,questo bel fermento fa pensare a qualcosa di buono.Scelgo questo spazio per rispondere.Forse è un buon modo per non disperderci,un unico punto dove scambiarci informazioni importanti.
Ben vengano molte iniziative,ben vengano molte piazze,in diverse città ,ma sono sostenitrice di un primo unico grande incontro.Roma,Piazza Navona,come suggerito in origine da Lidia mi pare ideale.In fondo l’idea è quella di partire,provare,trovare coraggio,annusarsi,mettere insieme le forze e i disagi.Tutto quello che ne verrà fuori è ancora da disegnare.
Quali obiettivi ci si pone? Rispondo più volentieri a quali non ci si pone,o almeno a quelli che non mi pongo io.
Non ho il desiderio di una piazza che assomogli ad una operazione nostalgia,non è questo che ci spinge.Non vorrei slogans a favore di telecamera,da relegare in un angolo dei tg,come un documentario girato ad una specie in via di estinzione.
Per la stessa ragione non vorrei le bandiere,le schedature,i simboli di appartenenza.Naturalmente,ognuna di noi,la propria appartenenza ha il sacrosanto diritto di portarsela dietro come bagaglio personale,senza ostentarla.
Vorrei le donne.Tutte quelle che sentono che si è toccato il fondo,attraverso il berlusconesimo strisciante ma non solo.
Penso da tempo che la piaga Berlusconi non sia circoscritta.Se così fosse,basterebbe attendere una serena dipartita (benchè lo pensi non è immortale!) e trascinerebbe con sè,nella grande piramide,anche l’origine di tutti i mali che ha causato.
Senza quell’omino il nostro paese è ammalato ugualmente,il termine “maschilista” è prepotentemente di moda anche al di là della sua nota posizione riguardo alle donne.
Basta rileggere il dibattito scaturito dal primo intervento di Nadia Urbinati per ricordarci a che punto siamo e per quale motivo stiamo spingendo per questa reazione a catena.
Non abbiamo bisogno di incontrarci per confermare il nostro disappunto a questo governo,questo è un dato acquisito.Non vogliamo incontrarci per consolarci a vicenda e dirci che non vogliamo essere ancora considerate carne da utilizzo finale.Questo è appurato.
Forse il desiderio,il bisogno è quello di provare realmente a cambiare aria,provare,con la forza della ragione,a far cambiare direzione di marcia a tutte quelle che,in svariati modi,hanno contribuito al diffondersi di quanto stiamo vivendo,appoggiandolo,tollerandolo,facendone parte attiva.Troppo presuntuoso? Ditemelo voi!
Credo da sempre nella capacità delle donne.Quando non si riducono a diventare una brutta copia dei peggiori maschi,le donne sono meravigliose.
Credo,pur rendendomi conto che il cammino in questa direzione sia lungo,che una società guidata dalle donne sarebbe di gran lunga più vivibile.Per tutti.Sono certa che ognuna di noi,quando pensa ad un risveglio attuato dalle donne,lo faccia avendo a cuore e in mente anche gli uomini.
buona giornata.a presto
Graziella
graziella_arabesque@hotmail.com
ciao ragazze,
ho scritto sulla mailing list ma non riesco più ad accedere…
voi la state usando?
grazie
ju
Ciao ragazze.
Vagavo su internet cercando proprio qualcosa su questo argomento e vi ho trovate e ho trovato lei Lidia, che già conoscevo e apprezzo tantissimo.
Sarei felicissima se le donne ritornassero a far sentire la loro presenza. Ci manca, credo che la nostra società stia diventando sempre più povera culturalmente (nonchè economicamente) anche per questo. Manca la partecipazione delle donne nei diversi campi, manca il coraggio di conquistarci il nostro spazio e le nostre reponsabilità . Deleghiamo sempre agli altri, lasciamo fare tutto agli uomini.
Noi donne dobbiamo fare rete, creare un sottofondo, magari partendo da internet, dove ci possiamo conoscere, scambiare informazioni, progettare eventi come si sta facendo qui in questo spazio. Abbiamo bisogno però anche di voi donne di cultura, giornaliste, scrittrici, attrici di teatro e così via. Voi potete darci voce e rappresentarci ad un livello ” più alto”, più noto, non anonimo e potreste riuscire a traghettare più donne di quanto crediate. Molte donne, io sono una di queste, sono scontente e sono amareggiate da questo Paese maschilista. Io mi sento molto infelice di questi tempi, mi sento proprio svilita, sminuita e arrabbiata. Ma non solo per quel cafone del Premier che fa e dice quello che fa, non solo per tutte le storie di prestazioni sessuali che sentiamo, per l’immagine della donna come oggetto sessuale, ricorrente ad ogni ora e in ogni contesto. Il maschilismo lo respiriamo a livelli anche molto più bassi, quando gli uomini che ci stanno intorno fanno battute anche ingenue, innocue, ma che sono figlie di una certa cultura che tende a mettere in evidenza sempre la stessa cosa: quanto è bella e “gnocca” una. Sembra che si abbia diritto ad esistere e diritto di parola solo se sei una bella donna, meglio se sei giovane, meglio se sei maliziosa e meglio se puoi far capire che sei disponibile.
Non vorrei annoiarvi, ma sono le riflessioni personali sulla mia vita che mi portano ultimamente a non essere di ottimo umore per come veniamo e ci facciamo trattare. Io sono una studentessa di 22 anni, nel pieno della giovinezza si penserà , eppure mi sento così discriminata e, come me, altre amiche. Mi impegno, passo la maggior parte del mio tempo a studiare per realizzare il mio obiettivo, vorrei lavorare nel campo scientifico “da grande”. Ho tanti interessi, politica in primis, letteratura, musica,e mi piace curare le mie amicizie. Insomma, cose normali. Eppure mi capita sempre lo stesso problema, sollevato dagli uomini soprattutto: se non fai qualcosa di stravagante, che nella maggior parte dei casi è o drogarsi o ubriacarsi spesso, se non dai l’idea di essere maliziosa e accondiscendente, se non ti vesti in modo da mostrare le tue grazie e non sei andata a letto con una ventina di ragazzi diversi nell’arco degli ultimi anni, non passi la maggior parte del tuo tempo in feste mondane e in discoteca, sei semplicemente dipinta come una fallita, “una seria”, che studia sempre, che fa sempre cose serie, che non si diverte nella vita. Una poverina. Lo sguardo e il tono che ti rivolgono è sempre lo stesso, impietosito, compassionevole. Queste cose mi, e ci (perchè è un malessere che viviamo in tante), fanno provare uno sconforto incredibile, ci fanno sentire delle incomprese. Se sei solo una brava studentessa, hai una vita affettiva normale, fatta di buone amicizie, se decidi di stare con un uomo perchè ne sei innamorata ( e stai sempre con lo stesso) e non senti l’esigenza di andare a letto ogni sera con qualcuno diverso, sei semplicemte una “antropologicamente deviata”:-) (come disse quel tale sui giudici).
Sono piombata qui nel vostro sito con la speranza di poter parlare con altre donne che la pensano come me. Credo che dobbiamo unirci tutte, farci forza a vicenda, essere amiche, in questo momento difficile da diversi punti di vista per il nostro Paese e per il mondo. Io sono fermamente convinta che noi donne dobbiamo prenderci la nostra opportunità , quella di emergere una volta per tutte e riconquistarci i nostri spazi. Gli uomini politici non faranno mai nulla per noi, non ci aiuteranno, non faranno leggi per tutelare i nostri diritti. Dobbiamo fare di tutto noi donne per conquistarci le attenzioni e portare la nostra causa ad un punto tale che non ci sopporteranno più e saranno costretti ad accettare le nostre richieste. A partire da quella di vietare che le donne siano umiliate sulle copertine dei giornali e in tv, in cui si vedono sempre immagini che, se non pornografiche, sono di uno squallore indescrivibile. Ci dovrebbe essere un limite di decenza, l’obbligo, se non morale, almeno per legge, alla decenza. E non scrivo tutto questo per bigottismo o perchè voglia fare la puritana o perchè sono una frustrata (come dicono certi per difendere le loro copertine). Sono agnostica e ho avuto le mie relazioni. Mi sono solo stufata di vedere donne oggetto, donne strumentalizzate dalla politica, donne che per essere promosse (a ministro ad esempio) concedono favori sessuali. Mi sono stancata di donne sempre giovani, gnocche e appariscenti, mi sono stancata di vedere ben poche donne in grado di reggere un confronto alla tv con un uomo (perchè non riusciamo ad uscire dalla sindrome del “rimanere al nostro posto”)e mi sono stancata di constatare come l’uso di uno degli organi più complessi che possediamo,sia stato completamente messo da parte: l’uso del cervello.
Spero tanto che lei, Lidia, e Concita De Gregorio ( che ho saputo promuoverà qualcosa a livello teatrale che affronti questo tema delicato sulla donna) vi facciate portavoce (con tutto il nostro aiuto ovviamente, perchè le cose devono cominciare dal “basso” , dalla società , dalle casalinghe, dalle impiegate, dalle studentesse, in modo da cambiare la situazione a partire dal nostro piccolo che ci circonda)di questa causa, che è la causa che accomuna tutte noi donne: il rispetto della nostra dignità . Lo dobbiamo a noi stesse, e credo che, questo periodo di crisi economica, questo periodo in cui sembra stia crollando tutto, sia proprio quello giusto per apportare un cambiamento. Dalle ceneri dovrà pur nascere qualcosa di nuovo, questa crisi ha spazzato via tutto. Credo che quello che dovrà nascere sia poprio questo, un nuovo modello di società , in cui si concede opportunità di azione e di decisione anche alle donne. A cosa ci hanno portato gli uomini? A guerre, corruzioni e, dulcis in fundo, ad una crisi economica. Penso che sia il momento giusto per ribaltare la situazione, questo modello maschile ha fallito e ora dobbiamo introdurne uno nuovo.
Via abbraccio idealmente tutte. Tornerò presto su questo sito per aggiornarmi e capire che cosa posso fare io per contribuire alla creazione di una Rete Femminile.
ciao qualcuno mi ha scritto dalla puglia per iscriversi a non stiam zitti, non riesco a recuperare indirizzo mail , scrivo anche qui sperando che la persona si faccia un giro su questo blog,
mi rimanderesti la mail?
Grazie
Libera
Lidia,
ho postato un invito a Irshad Manji…chissà mai che possa partecipare!
A presto,
Juliette
cara Lidia,
ti scrivo a nome mio e di altre 5 amiche, provenienze geografiche diverse, età diverse, esperienze di vita e vite diverse ma comune sentire…
ci siamo ritrovate a discutere su una bacheca politica (del pd) di faccialibro dove da tanti che si professano liberali e democratici abbiamo sentito: usare pasolini e le sue affermazioni circa il significato dell’aborto e della 194, usare parole offensive nei confronti di lesbiche dichiarate che non sono tanto donne quanto “femministe”, non considerare nemmeno ipoteticamente la possibilità di avere una donna segretario di un partito, e
tanto altro che puoi chiaramente immaginare. contemporaneamente ci siamo rese conto che noi donne non stiamo facendo molto per tentare di arginare questa terribile ondata medievale e piu’ che di rivoluzione interrotta parlerei di lento ma progressivo ritorno alle “origini”…allora nel nostro piccolo, piccolissimo abbiamo deciso di “fondare” un gruppo, i su faccialibro. “voce donna, laboratorio aperto”, che vorremmo fosse un luogo di incontro e di confronto, per ritrovare quella che tu chiami la “dimensione collettiva” e aggiungerei propositiva…speriamo verrai a trovarci qualche volta, noi ti seguiamo e il primo link che abbiamo pubblicato è proprio il tuo articolo dell’unità dove parli della “rivoluzione interrotta delle donne”. noi, nel nostro piccolo, piccolissimo ci diamo da fare affinchè riprenda…
un saluto affettuoso e un invito a tutte!!!!
Doriana
p.s.
il gruppo è stato inaugurato oggi, quindi gli iscritti sono pochissimi!!!!!!!
Grazie carissima Lidia per averci ridato voce e speranza!!!!! Anche io ,come te e tante tra noi non ho mai organizzato niente,ma sono sicura che tutte insieme riusciremo a farcela,intanto passiamo parola e soprattutto NON PERDIAMOCI DI VISTA!!!!!!!!!
Salve Lidia, salve a tutti.
Vi scriviamo da Bologna e siamo molto entusiaste di questa iniziativa.
Perché non coinvolgere almeno le città capoluogo di regione? Un evento solo a Roma non sarebbe rappresentativo delle donne di tutto il Paese.
Si potrebbe partire coinvolgendo le varie sedi UDI (Unione Donne in Italia) come già proposto a livello anche locale.
Fissare una data comune, tipo un sabato o domenica col nuovo anno e coinvolgere una donna conosciuta e di impatto per ogni capoluogo di regione (es. Sabina Guzzanti, Emma Bonino, Licia Colò, Siusy Blady, etc).
Riprendere i vari interventi nelle città e poterli proiettare live o in altri momenti della giornata contemporaneamente in varie città facendo sì che questi siano ascoltati ovunque.
Invitare o registrare precedentemente brevi video con testimonianze significative di donne comuni, rappresentanti di associazioni di volontariato o anche interventi spontanei da proiettare durante tutta la giornata (segnali di disagio ma anche di impegno e speranza da donne di varie età e ceti).
Sarebbe importante che fosse un evento APOLITICO DI SOLIDARIETA tra donne di tutte le età e provenienze per contrastare la superficialità e stupidità imperanti sottolineando che c’è molto altro oltre al Grande Fratello, le veline e le escort….
Da questi eventi dovrebbero però nascere iniziative e che non rimanga un evento come tanti anche già fatti fine a se stessi….
Cara Lidia,
una volta scelta la data e il luogo (palazzo Grazioli?) direi che potremmo farci tutte donne sandwich con scritto da un lato “non sono una escort: scendi”
e sul parafanghi anteriore scrivere la nostra professione (o quella che vorremmo fare)
il fatto che deve emergere - e su questo siamo tutte d’accordo - è che la maggioranza delle donne in tv non è rappresentativa, trans inclusi. Ma, direbbe Lucarelli, questa è un’altra storia. i gay e i trans sono ben voluti in tv, purché con i ciuffi biondi e le tette che scoppiano (come lo share).
Sabrina
Salve, sono Cristina della Libreria Rinascita di Roma…pensavo di presentare il tuo ultimo libro in libreria e partire da lì con questa splendida idea del women pride….e già a Roma potrebbe essere un inizio….ti abbraccio.
Grazie
Cristina
C’è poco da fare: occorre un altoparlante che possa veicolare il più diffusamente possibile il messaggio e ripeterlo più e più volte per farlo semplicemente SAPERE . Uno può essere l’UNITA’ e l’altro, stereofonico è meglio, è IL FATTO QUOTIDIANO. Questo almeno per due/tre settimane prima dell’evento e poi ANDIAMO A RIEMPIRE PIAZZA DEL POPOLO a Roma. Sconsiglio vivamente la frammentazione tra le varie citta per l’Italia perchè se ne disperdebbe l’effetto anzi… l’efficacia dell’incontro. Piazza del Popolo è oltre che capiente e suggestiva ha la fermata Metro lì (fermata Flaminio) e dalla Stazione Termini sono pochi minuti e per chi viene con il treno è molto comodo. Dai Lidia, tu insieme alla De Gregorio e con Padellaro vedo l’idea realizzabile con tutta la ssoddisfazione che merita.
cara lidia e tutte le altre…siamo tutte arci stufe di essere prese per i fondelli dagli uomini che ci governano… alcuni nemmeno tanto velatamente, perchè il POTERE gli ha offuscato anche quei pochi neuroni ancora attivi….è di oggi la notizia che Ghedini sta per proporre come riforma della giustizia un accorciamento della prescrizione…così la farebbe ancora franca, anche questa volta…SVEGLIAMOCI TUTTI, UOMINI E DONNE…facciamo capire anche a chi ancora non ha capito, perchè ipnotizzato dalla tv serva…ALZIAMOCI E CAMMINIAMO TUTTI VERSO PALAZZO GRAZIOLI…così magari gli roviniamo una di quelle cenette con la parte femminile che più gli aggrada…quella prezzolata che gli dice sempre che è FANTASTICO….
Ciao Lidia, ciao ragazze,
non ho ancora letto tutti i commenti qui scritti da tutte le “ragazze” che però leggerò con calma ad uno ad uno più tardi..
Volevo proporre (e perdonate se qualcuno l’ha gia fatto prima di me) di affidare a Gruppi Locali il raggruppamento delle adesioni alla manifestazione.
Naturalmente ci sarà un punto di riferimento centrale che raccoglierà e rinvierà regolarmente tutte le informazioni ed aggiornamenti utili a tutti i Gruppi.
Non farei l’errore di voler “infiocchettare” a tutti i costi la manifestazione con loghi, slogan, colori, disegni ecc ecc tutti uguali in maniera ossessiva quasi fosse una parata..
Tutto questo è molto da “partiti” e crea rallentamenti e personalismi :
invece una bella manifestazione sobria e determinata senza tanti fronzoli.
I nostri volti, la nostra determinazione, le nostre intenzioni future … questo è quello che caratterizza ed ottiene attenzione e considerazione.
La precedenza assoluta va data alla sostanza del messaggio (e di sostanza ce n’è tanta…)
In virtù di un’esperienza che sto facendo proprio in questi giorni, consiglierei, fin dall’inizio, di stabilire almeno 3/4 città in tutt’Italia dove si svolgerà la manifestazione in contemporanea :
questo per dar modo a chi non può spostarsi fino a Roma
(che da sempre è la sede idealmente più condivisa)
di poter comunque scendere in piazza piuttosto che doversene stare in casa perchè non c’è una località raggiungibile nell’arco della mezza giornata.
Sappiamo tutti che a furor di clik si raggiungono facilmente numeri di adesioni entusiasmanti,
ma non perdiamo di vista che se facilitiamo l’adesione, riducendo il disagio di un costoso ed impegnativo spostamento in termini di tempo, più facilmente si otterranno adesioni molto più vicine alla realtà .
Bisogna fare in modo di dare la possibilità a tutte le donne di poter partecipare più facilmente alla manifestazione per poter esprimere tutto il loro fortissimo dissenso.
La data dovrebbe essere indicativa per tutto il periodo di preparazione alla manifestazione.
Soltanto dopo aver raccolto un consistente e affidabile numero di adesioni ed aver verificato la disponibilità dei permessi concessi dalle questure per le piazze relative alle 3/4 località prescelte,
si può passare a diramare la data certa della manifestazione.
Forse ho dimenticato qualcosa. Se mi viene in mente farò un’aggiunta

Mi metto a disposizione per organizzare su Milano se volete.
Lo farei con molto-moltissimo piacere
Un abbraccio a tutte voi,
Anna
ciao sono Monia da Reggio Emilia, concordo con Anna pienamente sul tipo di organizzazione dislocando la manifestazione su 3 città , e concordo sull’esigenza di sobrietà .. già sarà difficile perchè ci si scontra sempre sul pregiudizio che sia il solito movimento femminista..
io ci sono
invece che striscioni.. un grande corteo in silenzio ..siamo bombardati da troppe persone che parlano troppo e creano confusione ..dietro la “caciara” non si distingue la verità .. e questo è proprio il sitema utilizzato dalla società in cui viviamo, ma noi vogliamo dire basta anche a questo..
magari invece che striscioni ..un bel corteo di donne con un cerottone a chiudere la bocca ..bianco ..neutrale
..che toglieremo solo in piazza ..quando faremo sentire la nostra voce di dissenso!
ciao a tutte, Monia
Ciao siamo due sorelle sarde, stanche dei mille ruoli e alle mille responsabilità attribuite alle donne, che sarebbero ben liete di organizzare dall’isola una migrazione per questa manifestazione. Credo che come molte hanno sottolineato si dovrebbe in primo luogo stabilire una data e attraverso la costituzione di comitati locali spontanei raccogliere le sottoscrizioni. Il comitato nazionale dovrà dare le linee guida per l’organizzazione del percorso e delle varie iniziative.
ciao lidia, ciao a tutte
io sono a “posto”…la mia mamma è disponibilissima a tenermi il bambino per la manifestazione!pero’ datemi una dataaaaaaaaaa!possibilmente a roma…penso che sia un po’ a metà strada per tutte….