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Grazie, ragazze.

Ravera | Lavori in corso | 1 Novembre 2009 | 1,467 letture

Sono stata sommersa da una marea montante di”sì”, dopo aver gridato, da questo sito e dalla televisione (”Parla con me”, giovedì 29 ottobre) un invito a manifestare in piazza, per la dignità delle donne. Un women pride, certo. Un segnale di presenza. Contro le discriminazioni sul mondo del lavoro, nella politica, nella vita quotidiana.Contro la violenza sessuale e mentale. Contro il mercato delle vacche e le sue ricadute nefaste su tutte noi.Contro il tetto di cristallo e il trionfo del maschilismo più becero… E’ bellissimo sentire una rete invisibile eppure fortissima di ragazze e donne stanche e agguerrite, offese ma pronte a replicare, a non macerarsi nel rancore, a dire “Adesso Basta”. Avrei voluto rispondere a tutte. Rispondo qui. E rispondo con una domanda: come facciamo? Martina ha lanciato un gruppo su fb. Ho girato tutte le vostre mail a Concita de Gregorio, direttora de L’Unità e a nadia urbinati, coautrice e prima firmataria della lettera pubblicata da Repubblica , appello a cui abbiamo aderito in 100 mila. Circola molto calore e un generale senso di risveglio. Ma la domanda resta. Io ho passato tutta la mia vita adulta chiusa in una stanza a scrivere romanzi. Alle manifestazioni ho sempre partecipato, quando mi sembrava giusto partecipare. E’ successo migliaia di volte che marciassi con altri per un obiettivo, contro un orrore…Ma non è mai successo che partecipassi all’organizzazione . Ripeto perciò la domanda: praticamente, come facciamo?

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