I fatti miei?
Quando torno a scrivere sul sito, dopo settimane, mi sento in colpa, come quando esco sul terrazzo e vedo i fiori secchi, le foglie cadute,oppure certe piante troppo cresciute, in un fertile disordine. Il tempo non mi basta mai. Le giornate vengono inghiottite una dopo l’altra. E’ sempre sera, è sempre tardi, è sempre il momento di tendersi verso la pulsantiera sopra il letto e spegnere la luce. Le settimane vanno via come giorni. E i mesi come settimane. Gli anni lasciano un segno leggero, passano, tre per volta, cinque tutti insieme, pochi segni distintivi. Un nuovo libro pubblicato, i figli un po’ più maturi…Forse mi piace troppo vivere. Forse prendo troppi impegni e poi, da brava eterna scolara, mi impegno a fare bene quello che devo fare. Per esempio, la settimana prossima: martedì sera a Rimini recito “La donna gigante”, sabato a Torino recito una lezioncina di scrittura al salone del libro “l’autore e l’autoediting”, domenica sempre a Torino, presento “Criminali o folli” un acuto e sorprendente saggio di Corrado Bizzarri, psichiatra, sul sottile confine che corre fra punibilità e non punibilità ( esistono i cattivi? quand’è che la malattia mentale impedisce di intendere e di volere il male?), la domenica dopo sono a Marsala in un convegno sul giornalismo d’inchiesta, e la domenica dopo ancora a Lipari in un altro sul confino politico nelle isole…mi fermo ma potrei continuare. Perchè lo faccio? E’ un problema di bulimia? E’ il sacrosanto dovere di chi vive di scrittura, incontrare il pubblico, pensare, proporre, dibattere, stimolare…? Ecco, sono passati dieci minuti, devo mettermi a lavorare ( sui lavori in corso, taccio). Poi devo andare a correre ( questa è una priorità assoluta da più di 20 anni), poi devo andare a trovare mio padre ( 91 anni, un femore rotto per la terza volta pochi mesi fa, oggi ha fatto la prima passeggiata), poi…e poi…e poi…E poi: è un uso corretto della mia casa nella rete ( inter-net) questo sciorinare i fatti miei come se chiacchierassi con le amiche? E’ irritante’ E’ noioso? Dovrei soltanto postare articoli ben pensati e calibrati? E’ una evoluzione del quadernino, su cui ho scritto tutta la vita, il blog? O è un esibizione? E’ pubblico, semipubblico , privato per finta…? Voi, voi che passate da questo sito,che ne pensate?



A me personalmente piace, il tuo condividere mi stimola a fare altrettanto, con le amiche, con chi mi sta vicino, starei ore ad ascoltarti e mi sorprendo sempre per alcune espressioni che sai trovare, tipo questa del balcone con i fiori che aspettano di essere curati. Sono già in ufficio e il sapere che ci sei rende la mia giornata più lieta.
Va bene così. Ci ritroviamo nel sentire comune di quegli attimi che fanno una vita.
Penso che mi piace.Non per tutti sarà così ma,tra i mezzi a disposizione per comunicare, niente come internet ci lascia liberi di scegliere.Chi è entrato in questa pagina,come in altre,l’ha fatto volutamente.
Qual è l’uso corretto del web? darsi notizie asettiche? commentare la cronaca? passarsi informazioni? seguire la politica senza subire i tg?
E’ tutto questo ed anche tutto quello che vogliamo. Anche sciorinare i fatti propri.Lo stile farà la differenza e quello della nostra taglia sapremo sempre riconoscerlo!
Quando passiamo all’evoluzione del quadernino è forse perchè sentiamo che si è accorciata la distanza tra noi e gli altri.
In certi momenti non siamo in rete. Siamo collegati casa per casa. Camera tua con la mia cucina; il suo divano con il tuo tavolo pieno di carte. Tutto da immaginare.Tranne le parole che restano scritte e condivise.Anche quelle che raccontano di bulimia e del tempo che ha allungato la misura dei suoi passi. Non rinunciamo a stargli dietro,anche con le nostre parole scritte,cercate,lette con una sorta di avidità pulita che parla di noi.
Persone in carne e ossa dietro ad ogni frase.Tanto più vere quanto più intime le parole lasciate cadere.
Un nutrimento,un bisogno,un collegamento che forse non necessita di troppe spiegazioni nè domande.
Cara Lidia,
sembra che tu mi abbia letto nel pensiero. Anche per me le ore, i giorni, le settimane e le stagioni corrono veloci. Non riesco più a fermarmi e non riesco più ad uscire, o forse non voglio uscire, dal vortice della vita in cui mi sento avvolta.
Lavoro, ho una figlia di 25 anni che sta per laurearsi, ho un marito giardiniere che ama da morire il suo lavoro e che quando rientra a casa è affamato come un lupo…, esco con le amiche, mi appassiona la politica, mi piace fotografare, andare in palestra (solo due volte alla settimana), mi piace internet perchè mi mette in comunicazione col mondo. I Partecipo a conferenze e dibattiti organizzati nella mia città, insomma anch’io corro sempre… Chissà sarà forse una prerogativa tutta femminile? Ho 58 anni, sono davvero grandicella, ma mi sento ancora molto, molto curiosa. Ciao e grazie per il tuo blog che visito puntualmente con immenso piacere.
Mi piace questo tuo mescolare la vita comune con i pensieri più profondi e colti su letteratura, politica ecc.
Anche la mia vita, come quella di moltissime altre donne, è fatta così: momenti “banali” e quotidiani alternati a (o ammucchiati su) riflessioni ponderate e appassionate.
Un saluto (domani vengo a sentirti a Rimini).
ciao a tutte!
raccontarsi così come hai appena fatto tu mi sembra un buon modo per mettere un pò di calore dentro queste strane macchine davanti alle quali passiamo tanta parte del nostro tempo in fuga.. grazie, lidia
Continua a condividere fatti tuoi con noi. Ci sembrano anche un po’ nostri, Lidia. Sarà che le nostre giornate di donne acrobate sono mediamente troppo piene per far quadrare le nostre tante passioni. Mi ritrovo anch’io nelle tue parole, 58 anni, due figlie grandi, una vita da medico e una passione politica coltivata ” nonostante” la fatica di tenere in ordine, non la casa, ma i pensieri. E una voglia di scrivere coltivata nei ritagli di tempo, per fissare i pensieri utili, le cose imparate dalla vita, perchè servano a noi ed alle figlie.
Scrivi ancora e grazie di essere tanto vicina a tutte noi.
dovresti tenerti più energie per Te Lidia, l’impegno, quando è un impegno di opinione, in genere significa parlare a chi la pensa già come noi. Questo non depone a favore. Proprio un anno fa mio padre se ne è andato, sono stato io ad accudirlo dopo che qualche anno prima ci aveva lasciato anche la mamma. E Lui che confessava candidamente di non aver mai rotto un uovo fino ad ottanta anni… Ecco occupiamoci di noi e poi, se resta tempo, un filo degli altri; la penso cosi se volete scusatemi, gli impegni sono ridicoli come è ridicolo il sociale.
continua ti prego!!! ti leggo da quando ero al liceo!!! ed ora leggerti qui è solo fonte di gioia…
mi fai venir voglia di essere una donna migliore, scusa se è poco!
E aver cura del sociale è di VITALE importanza, avverto tanta amarezza in chi ha scritto il post di poco fa.
E’ molto labile il confine tra i fatti “miei” e quelli degli altri e delle altre… E’ sicuramente importante non perderlo di vista, ma il legame che si crea tra chi scrive un blog e chi lo legge è un po’ speciale: si mischia un po’ tutto e ci si accorge che le nostre vite sono a volte molto simili (il correre da una parte all’altra, anche dal proprio papà di 91 anni) e a volte così diverse: tu giri per l’Italia ed io inchiodata (almeno per ora) nella mia città.
Cara Lidia, è bella la tua spontaneità e sono interessanti le tue domande, non sei affatto noiosa e sapessi quanto mi piacerebbe conoscerti, al di là delle presentazioni o dei dibattiti. Il tuo blog serve anche a questo: svelare quella parte di noi che sarebbe un po’ fuori posto quando siamo in pubblico. Chissà che cosa riesci a cogliere del tuo papà adesso che vive gli ultimi anni della sua lunga vita: io ho perso il mio il 1° maggio scorso (a quasi 94 anni), un papà vivo fino all’ultimo che leggeva tutti i miei post, mi inviava messaggi email, navigava in internet, discuteva con me di tutto! Mi manca tanto davvero, soprattutto perchè è morto a soli 70 giuorni da mia madre, una compagna che non ha mai abbandonato anche durante la sua lunga malattia.
Fabrizio però non ha tutti i torti, quando dice che è necessario anche conservare un po’ di energia anche per sè stessi, non tutta l’energia però, anche gli altri sono importanti e possono darci tanto. Ti abbraccio
lidia cara,
è per noi lettrici un’immensa gioia condividere in un blog(e non uno qualunque ma il tuo) affanni e aspirazioni, che ci legano in quanto esseri che popolano questo mondo e che di diverso tra di loro, alla fin fine hanno ben poco.
Ci assomigli, forse perchè donna anche tu , perchè ti confronti con la vita e metti il tuo personale, al “servizio” degli altri, che anche se davanti ad un video, sanno che dall’altra parte c’è qualcuno che fa lo stesso difficile percorso, e che scivolate e vittorie sono proprie di ciascuno di noi:ma il portentoso e condividerlo con gli altri.
Che vuol dire tenere da parte un pò di energie per se stessi ?
Sono sempre le stesse che mettiamo in circolo o che servano alla nostra famiglia o a quella più allargata del sociale, ci aiutano ad andare avanti.
io oltre a lavorare tutto il giorno e ad avere una famiglia da condurre, nel poco tempo che mi rimane faccio la volontaria in due o tre associazioni, che vanno dalla cooperazione in Africa, agli animali da tutelare, ai carcerati della mia città,:e questo tempo non mi diminuisce; mi sento stanca ma anche tanto ricca, alla fine di una giornata in cui sono stata 8 ore ad un banchetto per vendere oggetti per la realizzazione di un pozzo in Burkina.
Ma torno a casa carica e racconto ai miei figli degli incassi o degli aneddoti che mi sono successi.
Altrimenti non saprei come vivere: non essendo credente, penso davvero che il mio transsito su questa terra, debba necessariamente avere un senso, visto che questa opportunità ce l’avrò una volta sola, e quindi non la navigherò in solitaria….
un abbraccio affettuoso da chi ti segue sempre con tanta curiosità
loredana
Lidia Carissima, mi piace molto come scrivi, come ti comporti, come pensi mi sento molto simile a te e come votante del pd mi piacerebbe molto che tu potesse far parte del .. non come si dice.. forse direttivo?…. insomma insieme a Bersani….. credo che a quei livelli ci sia bisogno di qualcuno come te , concreta ma nello stesso tempo colta e pronta a recepire l’attualità……come fare? hai provato a parlare con loro? …
Non smettere di scrivere on line.
vorrei aggiungere pero’, anche se in ritardo, qualcosa sul B-day, che suona tanto come bidet! ma la situazione e’ molto piu’ complessa. Con il B-day avete dato troppa importanza a Berlusconi, e per uomo di potere ma soprattutto show-man e imprenditore, e’ una vittoria, Piu’ si parla di lui e’ piu’ gli si fa pubblicita’. La lotta e’ contro il sistema, che non funziona, non contro di lui come personaggio anche se B. rappresenta l’essenza di cio’ che e’ l’ Italia oggi. purtroppo.
IL fatto e’ che la gente deve lavorare per vivere. Ma sono convinto che tantissimi italiani se potessero, e se avessero un bel gruzzoletto, se ne andrebbero a vivere in un paese esotico e di B. se ne fregherebbero altamente.
eh,cara lidia (non ci conosciamo,lo so,ho usato il cara per rispetto),ti capisco bene,noi donne dovremmo avere le giornate fatte di 100 ore per riuscire a fare tutto quello che vorremmo. ma io ti invidio,sai,perchè tu sei impegnata,fai tante cose e trovi anche il tempo di scrivere. io invece scrivo perchè non riesco a fare nient’altro. a quasi 40 anni sono una donna senza un futuro. e poi dicono che la vita inizia a 40 anni!che bugia! beata te che hai una vita attiva e interessante! magari potessi avere io l’agenda piena d’impegni,ma chè!solo fogli bianchi!bianchissimiiiii!
… avrei voluto scoprire prima il tuo sito. Mi aiuta a trascorrere le giornate. Ad un certo punto sono stanco perche ‘ mi sono immedesimato nelle tue attivita’! Che resistenza; sara’ perche’ io non corro!
Peccato che non riesca a vedere decentemente i tuoi video (problema informatico).
Tu ha visto giorno dopo giorno crescere il tuo successo chiedi che pensiamo noi della tua vita senza soste. Io ex vicino di banco che da poco ho scoperto tutto questo tuo successo, sono allibito da tutto cio’ che hai realizzato; mi domando per che cosa sono venuto al mondo. Non ho fatto nulla di utile: lavoro, lavoro, ma poi che cosa é rimasto agli altri: nulla. Guarda tu che sensazioni ci lasci. Io sto solo scorrendo tutto cio’ che ti riguarda sul sito, presto passero’ ai libri. Nota, sono un tecnico ed ho solo e sempre letto libri tecnici! – Vedi che forza dai ai tuoi lettori.
La Saluto gentilissima Lidia Ravera ed ancora tanti complimenti per il suo modo di agire, di scrivere e di parlare.
Roberto dalla Francia
sono d’accordo con te Luca MAstrantonio. Ho incontrato tanti italiani che appena hanno potuto se ne sono andati dall’Italila ed hanno aperto un ristorante ai Caraibi vivendo felici e contente senza veline e senza il B-day al quale avete dsato troppa importanza. La politica e’ una cosa seria. O la si sa fare o si lascia il posto a gente piu’ qualificata.
in quanto alle giornate che trascorri cara Lidia sono le giornate che la maggiorparte delle donne trascorrono fra casa , lavoro, familgia. Tu comunque sei una delle fortunate. HAi un lavoro creativo e vai in vacanza a stromboli. Non sei un aliena, non sei neppure una donna robot e neppure un’eccezione. La maggiorparte delle donne deve lavorare a casa, in uffico, o lavoro in proprio per comperare la casa, mandare i filgi a scuola, vivere insomma. LA differenza e’ che non tutti riescono a fare cio’ che piace. Tempi sbagliati? Fortuna? Sfortuna? Gente non incontrata nei tempi giusti? OLTRE ALLA CAPACITA’ e ALLA CREATIVITA’ (che motle donne hanno ma alle quali no e; permesso usare o non ce la fanno perche’ nel mondo maschilista se non segui=ono certe regole sono espulse) ci vuole anche una buona dose di fortuna o conoscere persone che apprezzano donne in gamba e che danno la possibilita’ di raccontare.
Spero pero’ che tu abbia finito di scrivere articoli sempre simili, sulle veline-velone e sul caos del nostro governo. Perche’ non dai suggerismenti? perche’ non scrivi che cosa faresti tu?
inoltre vorrei commenti da donne che hanno un avita piena, colma di progetti e di lavori ma che alla fine del mese ci arrivano a mala pena e che non si possono permnettere neppure una gira a Stromboli e che comperano i vestiti e fanno al spesa solo al mercato!
sai quante persone hanno il padre o la madre ammalati? tanti, considerato che l’eta’ media dei nonni e’ ormai salita, e salira’ ancora con tutte le conseguenze e le malatie che comporta e le cure necessarie che sono loro dovute… insomma, cara Lidia, non lamentarti.