i figli grandi
Sono grandi, i miei figli. Li guardo muoversi sulla terrazza. Hanno preparato l’aperitivo. Finger food, tartine. Sono venuti a trovarmi sull’isola. Lui con la sua donna ( bella, alta, con una grazia innata e una delicatezza vigile, attenta). Lei con il suo uomo ( quarantenne , una faccetta da Harry Potter che non rivela i quattordici anni di differenza, lei è molto più giovane). Adulti. Adulti tutti e quattro. Cioè: simili. Lui, mio figlio, è venuto con me in montagna, sulle pendici del vulcano, fino all’osservatorio vulcanico, con i cani che correvano dietro le capre selvatiche. Ci siamo fermati a bere acqua, a punta Labronzo, sotto la bocca attiva che erutta fumo e fiamme visibili la sera. Il sole era ancora alto alle sei di pomeriggio. Il vento fra le canne e l’ansimare dei cani felici per la salita, colonna sonora a basso volume, erano interrotti dagli improvvisi ruggiti del vulcano. Boati inghiottiti dalla terra, minacciosi e nobili, antichi. Lui mi parlava di un libro straordinario, scritto da Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura Antimafia di Palermo. Il libro si intitola”Il ritorno del Principe”, sottotitolo “la criminalità dei potenti in Italia”: me ne parlava con passione, con cognizione, con la fierezza di uno sconforto positivo, quando la percezione del male mette le basi per una reazione, per una rivoluzione. Lo sentivo vicino, utile come un amico che ti mette a disposizione il suo bagaglio di informazioni,l sua indignazione, eppure non lo sentivo figlio. Con i figli, ho pensato, devi sentire un distacco, un gap, una differenza. Devi sentirli minori, i figli. Questi due giovani adulti che frequentano la mia vita, questi due esseri umani, la cui felicità mi sta a cuore più della mia, sono troppo contigui, troppo affini. Con lei parlo da donna a donna, con lui condivido la passione per la scrittura. Sono amici speciali, ma non ho più niente da insegnare, non hanno bisogno della mia protezione, sono perfetti e definiti, ciascuno con i suoi vizzii e i suoi vezzi, le loro personalità sono formate. Mi piacciono. Li contemplo, mentre si muovono e parlano e leggono e sparecchiano e si relazionano al piccolo mondo dell’isola, come un allevatore soddisfatto, come un maestro appagato. Il mestiere di madre, come tutti gli artigianati che richiedono uno sforzo costante e una logorante passione, logicamente, matura il diritto ad un pensionamento precoce.



Non so, la crescita dei figli è una specie di specchio di Dorian Gray al contrario, il loro crescere e il tuo invecchiare sono parte di un unico maelstrom. quando sono adulti, più giovani, ma sul tuo stesso piano, forse si va in pensione anche da questo meccanismo.
Anche noi siamo stati figli, prima piccoli e poi grandi. Non credo sia del tutto vero che non si ha nulla da insegnare ad un figlio una volta che questi è divenuto adulto. L’importante è che dopo -con la maturità del figlio, appunto- si abbia solo l’intento di aver molto da dire e raccontare -quindi da questo c’è sempre insegnamento!- e non da imporre. Come succede alla stragrande maggiornaza delle madri -soprattutto- che non accettano l’idea di vedere crescere un figlio.
Buongiorno.
Condivido, da papà .
Devi essere stata brava, o aver avuto fortuna. Probabilmente entrambe le cose. Credo tu abbia sia ragione nell’essere contenta che diritto al prepensionamento. Mi viene, pensando anche alla mia prole, un sorriso un po’ amaro: tirar su delle brave persone, oggi, sa di rivoluzionario. Piccola soddisfazione in più.
Un saluto
E che ogni tanto ti sembrano perfetti,meravigliosi. Tu gongoli, pensi che credevi che non ce l’avresti mai fatta. Pensi al rapporto che avevi con i tuoi genitori fatto di cose non dette di sotterfugi e bugie e allora si! Sono riuscita ad essere proprio come quel genitore che avevo tanto desiderato.. e ti senti giustamente e finalmente in prepensionamento. Poi all’ improvviso una piccola cosa, una piccolissima richiesta…e ti accorgi che no, finche’ vivrai dovrai essere forte,sicura,amorevole, e il mestiere di genitore non termina mai……. CIAO!
Quando scrivi così, una piccola cosa, dentro, si scioglie e tutto acquista un senso ed un significato profondo, si ricompongono gli argini e nel cuore non ci sono più confini, perchè finalmente il disegno ti è chiaro e quello che non ti sembrava chiaro lo diventa.
Che bello i figli grandi!!! Vuol dire che hai smesso di stare in mezzo all’incertezza se stai facendo bene o male, se tuo figlio diventera’ quella persona con la quale potrai continuare a confrontarti, e se avra’ percezione di questa realta’ da cambiare con la lotta, con le proprie idee che magari sapranno coinvolgere anche te, e se lo fara’ col sorriso sulla bocca, con l’amore nel cuore , insieme ad una compagna di viaggio libera e innamorata come lui. Mi hanno commosso le tue righe perche’ un figlio e’ un regalo, perche’ averlo cresciuto e’ un regalo che gli abbiamo fatto e che ci ha richiesto sacrificio, impegno, e non aver rinunciato alla nostra vita di donne tutte intere, mamme, lavoratrici, amanti, impegnate politicamente e socialmente e’ stato un altro dono che gli abbiamo fatto, e avere accanto figli grandi felici e sereni, che hanno preso la loro strada e si incrociano con la tua e’ la ricompensa a questi duri anni di impegno nel crescerli.
Giorno 5 agosto alle ore 07,ho perso Michele un uomo di 40 anni sereno,felice con sua moglie e i suoi bambini,una persona fantastica altruista pieno di giusto coraggio.
E’ morto in 7 secondi si è fermato il suo meraviglioso cuore.
Godiamoci ogni attimo deinostri figli.
un papà che ha avuto la fortuna di vivere con un figlio meraviglioso.