I have a dream
Ho sognato che non c’era più Berlusconi. Non ricordo se era serenamente dipartito o era stato democraticamente “pensionato”. Certo non c’era stato nulla di violento. E’ da un pezzo che non sogno più la rivoluzione. Il nuovo ordine non rifletteva un mutamento radicale. E’ da un pezzo che non sogno più il socialismo. Era, l’Italia in cui vivevo, un Paese Normale. I due rami del Parlamento promulgavano discutevano e poi votavano leggi che riguardavano la vita dei cittadini: salari e ammortizzatori sociali, criteri di tassazione progressiva, servizi, beni comuni, difesa dell’ambiente, diritti civili, misure per aiutare i cittadini a superare gli effetti della crisi economica mondiale, regolarizzazione dei lavoratori immigrati. Destinazione del “tesoretto” ,recuperato con la lotta contro crimine organizzato e evasione fiscale , alla cultura, alla scuola e alla ricerca. Snellimento dei tempi della giustizia nel rispetto del lavoro della Magistratura. Sostegno alle nuove tecniche investigative , allo scopo di ripulire il Paese dalla corruzione ereditata da chi c’era prima. Ho sognato che a governare l’Italia era stata chiamata una dozzina di professionisti competenti e onesti (mica Che Guevara. E’ da un pezzo che non sogno più Che Guevara). C’era chi li approvava interamente e chi li criticava puntualmente. Chi li criticava era tenuto in grande considerazione, perché le critiche aiutano a migliorare. Ho sognato che giornali e telegiornali informavano con obbiettività, che i giornalisti non erano schierati da una parte nè dall’altra,che i politici la televisione la guardavano come tutti, non la occupavano come un feudo a cui imporre ogni sorta di vassallaggio.Ho sognato che al Governo nessuno aveva paura delle intercettazioni telefoniche, ad avere paura erano i criminali. E i criminali nessuno si sarebbe mai sognato di mandarli al Governo. Mi sono svegliata pensando: che sogno modesto!



Troppo bello l’articolo, il sogno. E’ il sogno che noi italiani “normali” vorremo si avverasse presto. Lo faccio mio e lo condivido anche sulla mia bacheca di Face Book. Grazie Lidia a nome di tutti i sognatori.
Cara Lidia, che bel sogno (Marco Lombardo Radice direbbe “una concretissima utopia”),dovrebbe essere contagioso per molti,sarà una bella realtà quando ci sveglieremo da questo incubo in cui viviamo.
Buona giornata.
Quel paese che hai sognato lo conosco, assomiglia molto alla Germania di Angela Merkel..
è un sogno molto simile al mio, … poi da sveglia mi sforzo di continuarlo, nel mio piccolo, nella *trasparenza* (parola sacra) della minoranza politica e culturale che mi rappresenta, da cui scelgo in scelgo con *consapevolezza* (altra parola santa) di essere rappresentata. E mi ricordo ( sempre da sveglia), che finché c’è, finché (r)esiste, si può risalire di grado in grado fino non dico alla rivoluzione, ma a qualcosa che le somigli degnamente.
Grazie Lidia*
Mi sono alzata ora e bevendo un caffè ho subito cercato il tuo ultimo post: leggerlo sgnifica che, dopo una settimana di lavoro e corse, è arrivato un momento di pensare a me.E questo tuo sogno rivelato è stato ed è uno dei modi migliori di farlo.
Si si, questo anelano ed urlano la mente, l’anima e il cuore, feriti, martoriati da tante, troppe assurde iniquità e nefandezze: in ogni contesto sta prevalendo il peggio che si possa immaginare e verificare, sfidando il pessimismo più bieco.
Dov’è il nostro Popolo? Dove siamo noi? Siamo davvero una minoranza? Tanti ormai, anche di coloro che ci erano “cascati dentro con tutte le scarpe”, cominciano a realizzare che stiamo affogando in un oceano di tirannìa: un’acqua malefica e subdola che ti trascina giù piano piano in un abisso dal quale sarà sempre più difficile riuscire a riemergere. E’ cominciato il conto alla rovescia e lo stiamo sottovalutando. O ci stiamo tristemente rassegnando? E’ la morte civile, è un suicidio. Le nostre risorse individuali, comunitarie, ambientali, intellettuali e materiali stanno morendo.
Stiamo attenti: le imminenti vacanze estive, caldo, mare, sole, città d’arte e quant’altro rischiano di essere un miraggio nel deserto. E presto le TV e i giornali parleranno solo di questo, di ingannevoli miraggi.
Siamo modesti, chiediamo l’impossibile.
un bel sogno, soprattutto per quanto i giornalisti che dovrebbere essere neutrali, e per Che Guevara, pochi uomini cosi’, bello, intelligente, onesto e con tanti valori morali…peccato…
una crisi economica mondiale che e’ stata organizzata e pianificata di proposito per creare nuovi poveri ad uso e consumo….
bel sogno! neanche chiedere troppo
sono apirazioni normali di gente onesta che crede ancora nella vita vera
bel sogno! neanche chiedere troppo
sono apirazioni normali di gente onesta che crede ancora nella vita.
RIVOLUZIONE,quant’è bella questa parola e quanto è lontana dalla nostra terra! on c’èrimasto nessuno che ci creda ancora,eppure se tutti quelli che si lamentano dell’italia di merda di oggi si unissero chissàcome finirebbe!
Mi sono particolarmente commosso pensando a quante buone azioni avrei potuto fare con il “tesoretto” che mi sarebbe stato restituito.
dopo aver letto tutti gli articoli c’e’ una cosa sola da dire:
ITALIA sei da rifare!
gli italiani sono da rifare.. l’istruzione innanzitutto, l’istruzione!