Il comun senso del fascismo
Piccola soddisfazione dell’altro ieri: “Il prorettore dell’Università La Sapienza di Roma,Luigi Frati, dopo una giornata ad alta tensione, ha detto no a Forza Nuova: il convegno dal titolo ‘L’unica verità’, non si farà” . L’ho letto su “Il corriere della sera”, e ho tirato un sospiro di sollievo. Primo perché di un convegno sulle Foibe in cui “l’unica verità” sarebbe certamente stata che i comunisti erano tutti degli assassini non si sentiva la necessità. Secondo perché anche dell’ars oratoria di Roberto Fiore di Forza Nuova su una materia nella quale, peraltro “ non eccelle per una bibliografia conclamata” (La repubblica), facciamo volentieri a meno. Terzo perché a reagire con una compatta protesta sono stati gli studenti di Lettere “determinati nell’occupare la Presidenza della Facoltà ” e decisi a rifiutare l’iniziativa di “un’organizzazione di stampo neofascista e razzista”. E’ sempre consolante sapere che i giovani montano la guardia a un paio di principi. Coi tempi che corrono. Con l’aria che si respira… Piccola preoccupazione di oggi: “Sangue, cortei, attacchi squadristi, e l’università ritorna una polveriera”. L’ho letto su “la Repubblica”, sopra “il racconto” di Conchita De Gregorio, un sobrio e toccante resoconto della punizione comminata a un gruppo di studenti da parte di un manipolo misto che ricorda certe atmosfere di tanti anni fa: picchiatori professionisti della destra estrema e studenti di Forza Nuova. Chi non muore ci riprova. E magari, tanti anni dopo, trova un humus più propizio al prosperare delle sue male piante. Avete letto Sandro Portelli su “Il Manifesto”? Dice: “il raid squadristico al Pigneto ‘non ha matrice politica’.Non hanno matrice politica l’assassinio di Verona, il rogo di Ponticelli, la morte dei due ragazzi ammazzati in motorino a via Nomentana, la morte di Hasan-Nejl, una ‘non-persona’ abbandonata e ignorata nel centro di accoglienza, l’aggressione a Christiano Floris di Radio DeeGay. Non è una consolazione. E’ peggio.Non c’è più bisogno di ideologia e militanza fascista per praticare la prepotenza,l’aggressione dei tanti contro i soli, degli armati contro i disarmati, dei forti contro i deboli. Il fascismo non è più politica, è senso comune”. Parole pesanti, che fanno riflettere.Parole che ci costringono a vigilare, a cogliere il sottotesto di tutte le sparate bi-partisan, a smascherare i buonismi e i democraticismi, a soppesare le esternazioni conformiste che aiutano i lupi a confondersi con gli agnelli.
Nessuno vi dirà mai: i negri puzzano, i gay mi fanno ribrezzo, le donne sono esseri inferiori, i cinesi mangiano i bambini bolliti, i rumeni rubano e stuprano e via cianciando. Nessuno dichiarerà mai: un italiano che non vale niente, vale comunque di più di un immigrato (e meno vale l’italiano più ha bisogno del livore xenofobo per non sentirsi l’ultimo). Sono cose che non si dicono più. Figuriamoci se nel Paese che chiama “non vedenti” i ciechi e i disabili “diversamente abili” per mettere in scena una sensibilità e un rispetto che non prova, qualcuno dirà mai la cruda verità sul sentimento razzista ( perché di un sentimento si tratta, attiene più alla cultura emotiva che alla politica).Il razzismo palese non si porta più, non è di moda. Quello che invece va tanto è il pacato discorso dal titolo: “arrivano qui questi sfaccendati e metteno a repentaglio la nostra sicurezza”. Oppure: “ ce n’è di bravi e onesti lavoratori, ma bisogna che ce lo dimostrino, bravamente e onestamente lavorando, fino a spaccarsi in due, bisogna che cadano da un’ implacatura e ci restino secchi, bisogna che brucino in un rogo di fabbrica, allora sì, allora li rispettiamo, ma finchè sono semplicemente esseri umani come tutti gli altri è meglio se stanno a casa loro”. Razzismo e fascismo espliciti, sono out. Razzismo e fascismo mascherati, sono in. Così come “tutta la verità sulle Foibe” . Omaggio all’obbiettività firmato Forza Nuova. O addirittura “Terza Posizione”



La signora Lidia Ravera è
bella e fresca siccome il mattino
sà cos’è il Buon Senso e la Ragione
diffida e mette in guardia dai disperati titolari del miserabile benessere che ha torto si sentono insidiati: Potente e Prepotente non sono la stessa cosa
il Prepotente è un disperato e vede disperati dappertutto .. e da un pò di tempo: buonismo dappertutto.
Gli zingari sono belli e bravi : gli uomini che non si dimostreranno tali il Potente
(se è tale) li prenderà a calci in culo.
Ecco la cosa terribile “il fascismo non è più ideologia è senso comune”, è questo il risultato per aver sdoganato tanta parte della destra fascista.
La conseguenza è che, ora, gli “sdoganati” cercano di riabilitare i loro padri, così la guerra partigiana, la lotta di liberazione non sono più tali ma si sono trasformati in “guerra civile”!
Mi ha fatto male leggere le parole di Giorgio Bocca che dichiara di sentirsi uno sconfitto, sconfitto perchè pensa che il dichiararsi antifascista sembra anacronistico e incomprensibile ai più.
Caro Bocca vedo anch’io che il clima non è dei migliori, ma passerà; la tua generazione ha lottato e vinto in condizioni infinitamente peggiori e oggi avete degli ottimi eredi come Lidia Ravera, questa splendida donna che, con lucidità e fermezza continua a coltivare la pianta che hai seminato.
Per Enrico Dignani grande poeta: cito: “diffida e mette in guardia dai disperati titolari del miserabile benessere che ha torto si sentono…”; guarda che “a torto” si scrive senza la acca. Altrimenti, invece di preposizione, diventa verbo, la qual cosa rende il tuo Ermetico Carme vieppiù Ermetico (forse, dunque, l’hai fatto apposta, come licenza poetica?)
Se la signora Ravera sa (senza accento, please) cos’è il Buon Senso e la Ragione, tu invece non sai le regole dell’ortografia e della grammatica italiana.
Maria Cristina Vecchiarelli
Comunque, secondo me, l’uso e abuso, prepotente e ricorrente, di storpiare la lingua italiana fregandosene delle regole, rovesciando la propria colpevole ignoranza come un manganello, è anche questo un sintomo del “comun senso del fascismo” imperante. Un tempo erano gli ignoranti a vergognarsi della loro condizione, e, oltre a star zitti in pubblico, aspiravano a farsi una cultura. Oggi sono quelli che hanno studiato a dissimulare le loro competenze, per stornare sguardi di sospetto e diffidenza e, a volte, addirittura, reazioni d’odio e d’intolleranza nei loro confronti. Sospetto, a non da oggi, che una delle diecimila ragioni per cui Berlusconi e la lega hanno stravinto le elezioni sta nel fatto che essi fanno un vanto della loro pochezza culturale e del loro rozzo pragmatismo, mentre Veltroni irritava i bravi italiani perché colto (chi si credeva di essere?) e convinto assertore dell’importanza della cultura come strumento di crescita e di coesione sociale. Viviamo in un rigurgito di barbarie a tutti i livelli, che penetra e avvolge come una metastasi tutti i gangli della società. Sarà bene cominciare a riconoscerlo, e a fare resistenza, se vogliamo conservare un residuo di civiltà, almeno per i posteri.
Per Cristina :
Se fossi intelligente
intelligente intelligente
fino a tre ..
sarei come tutto ciò che funziona ..
che è bello come te.