Il dio zitto
Sta per uscire in libreria, ci sarà il 4 o 5 giugno, ma mi è arrivata la prima copia. E’ viola. E’ piccolissimo, sta in tasca, te lo leggi in un giro di autobus, di metropolitana..costa 3 euro. E’ uscito in quella collana carina delle edizioni Nottetempo ( le padrone di “casa” sono Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi), che si chiama ” i sassi”. E’ un racconto. C’ è dentro la morte di mia madre, anche se non è un racconto autobiografico. C’è dentro un mio bisticcio con Dio, anche se non ci frequentiamo molto, io e lui…C’è una specie di silenzio, che si annida fra le parole, fra i fatti,fra i personaggi…
Quando l’ho letto mi sono sorpresa…scopro sempre qualcosa, che non sapevo di aver scritto.



Why senza because.
Tutto un delizioso e apparente
spreco di niente
nel cielo stellato.
La luna ci tiene d’occhio
e non ci dice
a che cazzo servono le stelle
la consapevolezza di essere cestinati
da un Essere necessario
che fa il misterioso
rende vana qualsiasi
eleganza nel dire ..
è forse il beffardo sorridere
di un Dio con i denti in disordine
che ha fatto perdere il senno
ad Adolf Hitler.
Europa unita mancata.
Lo stupore umano
educato con astrazioni
operative e sistematiche
spia il biologico procedere..
il nostro Io biodegradabile ..
è quello che ci frega.
.. la necessaria estinzione
del mio nostro tutto
per un qualcosa di Altro ?
La musica del novecento
a Mozart sarebbe piaciuta
molto di più delle mutandine di sua cugina Thekla.
Why?
Why senza because.
Per enrico dignani.
Le parole sparate a caso non sempre cadono con intelligenza sulla carta!
Il futuro confonderà i teschi
i miei denti in disordine
passeranno inosservati.
comperò il libro, questo è certo. Ma volevo ringraziarti per lo spledido pesso su “Ernesto”, il sordido eroe di questi anni bui. E di questa Italia con la decolcomania della stupidità impressa sulla sua pelle.
Il passato confonde i teschi
i miei denti in disordine
passeranno inosservati.
Minuscola penisola
piena di debiti
in un piccolo vecchio continente
che vanta meriti coloniali.
L’architetto poeta
costruisce meravigliose scatole,
dove vaga il fantasma
dell’arte contemporanea,
per il democratico paradossale
committente aristocratico
che ha smesso di sognare.
Il futuro confonderà i teschi
i miei denti in disordine
passeranno inosservati.
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