il mio amico che vive in finlandia
Nuovo commento all’articolo #170 “il movimento lento del ritorno”
Autore: fabrizio carbone (IP: 62.237.10.74 , 62-237-10-74.dial.tdcsong.fi)
Propongo all’attenzione dei miei amici elettronici, questa sofferta riflessione. Non pensiamo mai agli esseri veramente piccoli…e forse dovremmo.
Commento:
Lidia cara, il movimento lento del ritorno. Mi consenti di andare, in parte, fuori tema? Lo so che lo farai perche’ sei una persona gentile e vera. Il ritorno dunque. Tu sei a Roma da dieci giorni, io ci arrivero’ tra 11. Probabilmente questo mio viaggio di ritorno combaciera’ con un altro viaggio di ritorno, sconosciuto ai piu’, invisibile o quasi. Io in aereo, altri esseri con le loro proprie forze. Mi spiego meglio. Dalle lande nordiche, costretti dall’incombente freddo e dalla prima neve che resta, partiranno fra pochi giorni milioni di passeriformi, questo il termine scientifico di una parte consistente del mondo degli uccelli. I passeriformi sono quelli piu’ piccoli, dai 6-7 grammi in su fino a 30-40, piume e ossa comprese. Milioni, decine di milioni, forse centinaia di milioni. Molti di questi passano sulla nostra Penisola, dopo aver scollinato le Alpi. Molti di loro si fermeranno per l’inverno, molti andranno in Africa. Le rondini, anche quelle arrivano fino al nord nord, van
no a svernare in Sudafrica(!). Bene, penso che tu capisca dove vuol andare a parare questo ritorno. Voglio accennarti alla caccia italiana, unica o quasi in Europa a uccidere, legalmente, uccelli che non superano i 19-20 grammii di peso e che in questo momento sono nel mio giardino, a folate di centinaia, come le foglie dorate delle betulle che stanno volando insieme a loro. Questi animal;etti deliziosi si chiamano peppole e fringuelli. Sono parenti molto stretti. Le peppole vivono nei boschi ma per gli esperti italiani sono “nocivi all’agricoltura” (tu sai bene che razza di agricoltura c’e’ in Italia da ottobre in avanti!). Per questo motivo, in deroga alle leggi comunitarie dell’UE (siamo in Europa?) i cacciatori italiani possono sparare. La vicenda peppole fringuelli ha diviso e spaccato il Parlamento italico. Longitudinalmente, trasversalmente come vuoi. I cacciatori italiani sono una lobby fortissima. 600 mila con la licenza che controllano qualche milione di voti (mogli, fidan
zate, genitori, nonni).
La deroga a sparare a questi esserini (gli tirano con 34 grammi di piombo rovente!)
porta ai fabbricanti di cartucce e ai fabbricanti di armi (piu’ o meno tutti nel bresciano, triveneto e aree limitrofe) miliardi in piu’ all’anno. C’e’ poi il lato politico della vicenda che non e’ male. Oggi i cacciatori italiani sono piu’ o meno tutti di Alleanza Nazionale ( ma c’e’ ancora o no? se no allora di Forza Italia). Quando era ministro dell’ambiente Matteoli, un fratello cacciatore maremmano, fece un patto di sangue con i cacciatori italiani. Mi risulta che anche il Presidente della Camera, Fino Fini, abbia il porto d’armi per caccia ( anche se lo sfido a fare veramente l’esame per riconoscere le specie cacciabili e quelle no). Insomma un bel tornare, Lidia cara, a casa. Con la voglia di…
Un saluto dalla Finlandia
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Mi risulta condivisibile l’avversione alla caccia e mi appare credibile l’esistenza della lobby dei clienti e fabbricanti di doppiette visti come elettori da non contrariare. Non mi torna l’etichetta di partito data alla fine del commento: è molto meno naturalista e molto più italiana l’abitudine di voler attribuire pessime qualità non a chi le possiede, ma a chi fa parte di un gruppo politico, di destra o sinistra a seconda dei casi. Di questi tempi, dovremmo aver raggiunto la maturità e aver quindi superato tale vizio, nato nell’immediato dopoguerra in un contesto ed in un popolo che ora non ci sono più. Ci sono i cacciatori, e basta, se quello a cui teniamo è la difesa degli uccelli e non altro. Perché lo facciano, non si è ancora ben capito. molti di loro affermano di voler in tale modo stare nella Natura, altri di voler cosi’ praticare uno “sport”. Per questi ultimi, visto che lo sport prevede lealtà e il battersi ad armi pari, proporrei la presenza in tutte le riserve di un addetto, solo uno, che si occupi di sparare ai cacciatori con le stesse munizioni, per ragioni di equilibrio delle forze.
…“Esseri veramente piccoli”. Chi sono? Le dimensioni dei passeriformi, indubbiamente ne definiscono la piccolezza, ma esistono anche esseri più piccoli e ne esistono di più grandi, ugualmente indifesi ed esposti alle aggressioni dei più grandi o quanto meno più attrezzati e forti rispetto a loro. In linea generale l’uccisione di un passeriforme non è più ripugnante di quanto non lo sia quella di un cinghiale, non è questione di taglia.
Sparare a un uccellino che vola libero nel cielo è come tirare al piattello e non si capisce proprio dove stia la soddisfazione del cacciatore se non nel centrare il bersaglio, ragion per cui… La caccia come sport è un’idea che esiste solo nella mente dei cacciatori e dei loro sostenitori, in realtà si tratta di una competizione impari: l’animale è sempre indifeso anche quando non è inoffensivo e innocuo perché il cacciatore ha strumenti e mezzi per super proteggersi e ridurre a zero il suo rischio. Crede di vivere nella natura, forse si rallegra perché alla fine si conferma nel suo ruolo di predatore. Però questo non dipende da un “di più” ma da un “di meno”, se è vero che l’uomo deve la sua sopravvivenza all’addomesticamento, non alla distruzione gratuita. Credo proprio che il cacciatore non associi peppole e i fringuelli a “folate di foglie di betulla”. Chissà che il cacciatore fra le sue prede non annoveri qualche predatore di passeriformi facendo così, a sua insaputa e come anello di una catena ecologica, qualcosa che risulta estraneo alla sua coscienza.
Caro Fabrizio, a Ventotene c’è un osservatorio ornitologico dove appunto si studiano le migrazioni dei piccoli uccelli. Non è molto, ma ho ripensato al tuo articolo e spero ti faccia piacere sapere che su un’isola così piccola c’è tale struttura. La cosa ha sorpreso piacevolmente anche me durante la mia gita in questa bell’isola.
non vorrei approfittare piu’ di quanto mi e’ stato concesso ma rispondo a Diego Raineri spiegando che il peso politico dei cacciatori e’ enorme in un pase dove si possono vincere le elezioni per 80 mila voti. Ora sono tutti con Fini e Matteoli: un patto di sangue e’ un patto di sangue. E si potrebbe parlare per anni di quello che sta accadendo negli angoli appartati della nostra penisola (dove vanno appunto i cacciatori). Figuriamoci se mi metto a catalogare destre e sinistre di questi tempi. E’ una realta’ diversa. La mossa dei dirigenti di AN al tempo in cui l’hanno preparata si e’ dimostrata vincente. Un tempo moltissimi se non tutti erano i cacciatori umbrotoscani con la tessera del Pci in tasca, ma per altri motivi…
Rispondo a Barbara. Grazie della segnalazione. Sono 45 anni che mi interesso di problemi legati alla natura, uccellini compresi. A Ventotene abbiamo costruito il museo della migrazione e quando posso vado a trovare il prof. Fernando Spina che dirige il progetto piccole isole dell’UE per cercare di proteggere i nostri piccoli amici quando arrivano in primavera dall’Africa e poi risalgono a nord. In alcune isole molto chic come Capri e Ischia in primavera si spara anche a caccia chiusa…E nessuno si indigna
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La Scandinavia, Scozia, Irlanda, Portogallo, Spagna ecc. mettono in vendita la loro selvaggina, compresa la migratoria, turisticamente perché la caccia costituisce una risorsa. Qua in Italia non la si vuole considerare tale, nemmeno per gli italiani.