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il mio amico che vive in finlandia

Lidia Ravera | Lavori in corso | 24 Settembre 2008 | 6,719 letture

Nuovo commento all’articolo #170 “il movimento lento del ritorno”
Autore: fabrizio carbone (IP: 62.237.10.74 , 62-237-10-74.dial.tdcsong.fi)

Propongo all’attenzione dei miei amici elettronici, questa sofferta riflessione. Non pensiamo mai agli esseri veramente piccoli…e forse dovremmo.
Commento:
Lidia cara, il movimento lento del ritorno. Mi consenti di andare, in parte, fuori tema? Lo so che lo farai perche’ sei una persona gentile e vera. Il ritorno dunque. Tu sei a Roma da dieci giorni, io ci arrivero’ tra 11. Probabilmente questo mio viaggio di ritorno combaciera’ con un altro viaggio di ritorno, sconosciuto ai piu’, invisibile o quasi. Io in aereo, altri esseri con le loro proprie forze. Mi spiego meglio. Dalle lande nordiche, costretti dall’incombente freddo e dalla prima neve che resta, partiranno fra pochi giorni milioni di passeriformi, questo il termine scientifico di una parte consistente del mondo degli uccelli. I passeriformi sono quelli piu’ piccoli, dai 6-7 grammi in su fino a 30-40, piume e ossa comprese. Milioni, decine di milioni, forse centinaia di milioni. Molti di questi passano sulla nostra Penisola, dopo aver scollinato le Alpi. Molti di loro si fermeranno per l’inverno, molti andranno in Africa. Le rondini, anche quelle arrivano fino al nord nord, van
no a svernare in Sudafrica(!). Bene, penso che tu capisca dove vuol andare a parare questo ritorno. Voglio accennarti alla caccia italiana, unica o quasi in Europa a uccidere, legalmente, uccelli che non superano i 19-20 grammii di peso e che in questo momento sono nel mio giardino, a folate di centinaia, come le foglie dorate delle betulle che stanno volando insieme a loro. Questi animal;etti deliziosi si chiamano peppole e fringuelli. Sono parenti molto stretti. Le peppole vivono nei boschi ma per gli esperti italiani sono “nocivi all’agricoltura” (tu sai bene che razza di agricoltura c’e’ in Italia da ottobre in avanti!). Per questo motivo, in deroga alle leggi comunitarie dell’UE (siamo in Europa?) i cacciatori italiani possono sparare. La vicenda peppole fringuelli ha diviso e spaccato il Parlamento italico. Longitudinalmente, trasversalmente come vuoi. I cacciatori italiani sono una lobby fortissima. 600 mila con la licenza che controllano qualche milione di voti (mogli, fidan
zate, genitori, nonni).
La deroga a sparare a questi esserini (gli tirano con 34 grammi di piombo rovente!)
porta ai fabbricanti di cartucce e ai fabbricanti di armi (piu’ o meno tutti nel bresciano, triveneto e aree limitrofe) miliardi in piu’ all’anno. C’e’ poi il lato politico della vicenda che non e’ male. Oggi i cacciatori italiani sono piu’ o meno tutti di Alleanza Nazionale ( ma c’e’ ancora o no? se no allora di Forza Italia). Quando era ministro dell’ambiente Matteoli, un fratello cacciatore maremmano, fece un patto di sangue con i cacciatori italiani. Mi risulta che anche il Presidente della Camera, Fino Fini, abbia il porto d’armi per caccia ( anche se lo sfido a fare veramente l’esame per riconoscere le specie cacciabili e quelle no). Insomma un bel tornare, Lidia cara, a casa. Con la voglia di…
Un saluto dalla Finlandia

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