il movimento lento del ritorno
Da dieci giorni, non sono più sull’isola. Di nuovo le giornate si frantumano, gli sposatamenti non sono respiro e bicicletta, gli occhi che sempre trovano il mare, anche mentre fai la spesa. Gli spostamenti sono traffico, tram, gambe, taxi. La testa dietro agli appuntamenti. Il cielo distante. Ieri sera riunione di Canale zero, associazione. Ne avevo perse parecchie. sensazione di estraneità totale. Uomini che parlano. Problemi. Soldi, naturalmente. Per poter incominciare l’avventura di Pandoratv: una trasmissione televisiva di informazione, critica all’informazione che ci bombarda, ricerca di qualche verità , specchio di qualche realtà di cui non si parla. Duro, difficile. mentre gli altri discutono di quote l’impresa mi pare, improvvisamente, superiore alle mie forze. Faccio troppo cose, mi muovo su troppi percorsi, salto come un grillo, striscio come un’anellide, mi inerpico come un rampicante. Non ho più tempo per pensare. Non ho più tempo per scrivere. E io, se non scrivo, mi disfo, perdo pezzi di me, e non so ricompormi, come gli altri, darmi un assetto decente e tirar via…adesso vado al giornale( L’Unità ), a conoscere la nuova direttora. Concita. A proporre inchieste che mi stanno a cuore. Ho voglia di andare a guardare…periferie, mercati, case di riposo, scuole. Dare qualche elemento di realtà alle mie ossessioni ( essere giovani, essere vecchi, oggi, in questa società fredda e minacciata dalla crisi, le nuove povertà …). Avrò bisogno di tempo, tempo, tempo…vorrei non dormire mai…



Calma, molti altri e altre la pensano proprio come Te ma sono in una gabbia molto resistente.
E tornare sull’isola con sottobraccio un bello scatolone con un sistema di videoconferenza? Se non c’è la banda larga, usa il satellite. Potresti fare tutte le riunioni che vuoi al giornale e alla nuova TV. Dovresti solo girare per vedere il resto delle cose che hai elencato, cioè noi, varia umanità malmessa. E scrivere. Mi raccomando.
Capisco la situazione.
Hai il mio appoggio e la mia stima (ti ho messa anche nei preferiti )
Il tempo lento che ti frega, sparendo dietro l’angolo, il tempo indaffarato che si sbriciola, il tempo gonfio degli amori, il tempo irreparabile della memoria, il tempo che non ti concede mai un po’ di tempo.
E speriamo che possano essere accolte…le tue proposte.
Speriamo davvero, perchè tu possa farcele vedere, per quello che sono diventate veramente, col tempo lento del ritorno alla povertà , quelle periferie, quegli angoli, quelle genti.
Lidia cara, il movimento lento del ritorno. Mi consenti di andare, in parte, fuori tema? Lo so che lo farai perche’ sei una persona gentile e vera. Il ritorno dunque. Tu sei a Roma da dieci giorni, io ci arrivero’ tra 11. Probabilmente questo mio viaggio di ritorno combaciera’ con un altro viaggio di ritorno, sconosciuto ai piu’, invisibile o quasi. Io in aereo, altri esseri con le loro proprie forze. Mi spiego meglio. Dalle lande nordiche, costretti dall’incombente freddo e dalla prima neve che resta, partiranno fra pochi giorni milioni di passeriformi, questo il termine scientifico di una parte consistente del mondo degli uccelli. I passeriformi sono quelli piu’ piccoli, dai 6-7 grammi in su fino a 30-40, piume e ossa comprese. Milioni, decine di milioni, forse centinaia di milioni. Molti di questi passano sulla nostra Penisola, dopo aver scollinato le Alpi. Molti di loro si fermeranno per l’inverno, molti andranno in Africa. Le rondini, anche quelle arrivano fino al nord nord, vanno a svernare in Sudafrica(!). Bene, penso che tu capisca dove vuol andare a parare questo ritorno. Voglio accennarti alla caccia italiana, unica o quasi in Europa a uccidere, legalmente, uccelli che non superano i 19-20 grammii di peso e che in questo momento sono nel mio giardino, a folate di centinaia, come le foglie dorate delle betulle che stanno volando insieme a loro. Questi animal;etti deliziosi si chiamano peppole e fringuelli. Sono parenti molto stretti. Le peppole vivono nei boschi ma per gli esperti italiani sono “nocivi all’agricoltura” (tu sai bene che razza di agricoltura c’e’ in Italia da ottobre in avanti!). Per questo motivo, in deroga alle leggi comunitarie dell’UE (siamo in Europa?) i cacciatori italiani possono sparare. La vicenda peppole fringuelli ha diviso e spaccato il Parlamento italico. Longitudinalmente, trasversalmente come vuoi. I cacciatori italiani sono una lobby fortissima. 600 mila con la licenza che controllano qualche milione di voti (mogli, fidanzate, genitori, nonni).
La deroga a sparare a questi esserini (gli tirano con 34 grammi di piombo rovente!)
porta ai fabbricanti di cartucce e ai fabbricanti di armi (piu’ o meno tutti nel bresciano, triveneto e aree limitrofe) miliardi in piu’ all’anno. C’e’ poi il lato politico della vicenda che non e’ male. Oggi i cacciatori italiani sono piu’ o meno tutti di Alleanza Nazionale ( ma c’e’ ancora o no? se no allora di Forza Italia). Quando era ministro dell’ambiente Matteoli, un fratello cacciatore maremmano, fece un patto di sangue con i cacciatori italiani. Mi risulta che anche il Presidente della Camera, Fino Fini, abbia il porto d’armi per caccia ( anche se lo sfido a fare veramente l’esame per riconoscere le specie cacciabili e quelle no). Insomma un bel tornare, Lidia cara, a casa. Con la voglia di…
Un saluto dalla Finlandia
MI TROVO PERFETTAMENTE IN ACCORDO CON IL POST DI FABRIZIO CARBONE. DI SOLITO NON E’ COSI’, MA QUESTA VOLTA SONO TOTALMENTE D’ACCORDO CON QUESTO SUO ‘FUORI TEMA’ CHE PROPRIO FUORI TEMA DIREI CHE NON E’!
SARA’ CHE RAGIONO PER PARTITO PRESO E PERCHE’ I CACCIATORI IN GENERALE LI METTEREI TUTTI AL ROGO, -COMPRESI COLORO CHE AMMAZZANO PER LE PELLICCE ECC..- MA MI FA PIACERE LEGGERE CHE UN UTENTE SI SIA PRESO UN MOMENTO DI RIFLESSIONE ED ABBIA SCRITTO ANCHE DI ALTRI ESSERI INNOCENTI CHE POPOLANO QUESTA TERRA E CHE, NON AVENDO VOCE, NON HANNO POSSIBILITA’ DI DIFENDERSI. BRAVO, FABRIZIO! GRAZIE PER QUESTO POST!
tempo , tempo , tempo…..
Non è il tempo che sfugge , ma l’ansia che sale e rende tutto più irrimandabile.
Forse quello che ci manca è il fururo….si non abbiamo più il futuro di una volta…
Ciao lidia , mi raccomando stai bene e….continua a scrivere…del passato per il futuro.
Bello saperti a Roma, anche se a te l’isola manca già , impegnata in progetti nuovi ed interessanti che si spera riescano a cambiare lo scenario quotidiano a cui noi poveri mortali siamo costretti ad assistere ogni giorno grazie al monopolio berlusconiano. Che questo non ti impedisca però di trovare un pò di tempo per scrivere anche su questo blog cui sono molto affezionata.
Tempo… una parola che esprime un concetto che forse stiamo perdendo!
Vogliamo fare molte cose perchè di tempo ne abbiamo tanto, poi all’improvviso ci accorgiamo che non ce n’è a sufficienza, è come se ci sfuggisse il senso delle cose che facciamo!
Ma siamo davvero sicuri di investire bene il nostro “tempo”?
Finchè scriverai su questo blog, una parte del mio tempo è decisamente investita bene nel leggerlo .
Buon lavoro da una tua affezionata