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Il Santo Padre ha colpito ancora…

Lidia Ravera | Lavori in corso | 4 Ottobre 2008 | 1,682 letture

Quarant’anni fa, nel glorioso sessantotto, Paolo VI, in una enciclica contro cui si esercitarono le prime rabbie della prima generazione di contestatori del Verbo, proibì l’uso della pillola. Ieri , nel corso di un Congresso che festeggiava l’anniversario dell’evento, Benedetto XVI ha voluto metterci tutti al riparo dalla nostalgia: i metodi contraccettivi che impediscono la procreazione di figli snaturano il senso ultimo del matrimonio, ha ribadito, con il suo pervicace rifiuto verso ogni forma di modernizzazione, di adeguamento delle regole all’evolversi dei costumi, delle relazioni fra donne e uomini, delle coscienze ( anche cattoliche). Ci siamo sentiti tutti più giovani, siamo risaliti agilmente sulla cara polverosa barricata d’epoca, ed eccoci qui, a ripercorrere vecchie ragioni, in un proustiano effluvio di “patchuli” e turibolo. Se ogni coppia timorata di Dio rischia la procreazione di un paio di dozzine di figli indipendentemente dalla possibilità materiale di calzarli e vestirli, nutrirli, curarli e mandarli a scuola, chi si occuperà di tutti quei disgraziati bambini? Faranno merenda in Vaticano? Riceveranno un tot del tanto reclamizzato “8 per mille alla Chiesa Cattolica”? Se ogni congiungimento carnale fra una donna e un uomo deve avere per scopo dare la vita ad un terzo essere frutto dell’unione fra i due, sarà giocoforza limitare il proprio impulso amoroso: non più di due volte in una vita. Se il piacere fisico è soltanto una trovata dell’Altissimo per rendere un po’ più gradevole la funzione di servitori della specie, allora noi gente normale, noi che ci accoppiamo anche per desiderio, che cosa siamo? Puttane e puttanieri?. Se le donne non possono mettere al riparo il proprio corpo dalle gravidanze assumendo contraccettivi, allora le donne sono strumenti per la produzione di umani, non umane esse stesse, non persone. Ma no, argomenta il Pontefice: c’è “la conoscenza dei ritmi naturali della fertilità della donna” ad aiutare le coppie sposate. Si tratta, per chi non avesse capito, del caro vecchio metodo Ogino Knaus : si può fare l’amore subito dopo le mestruazioni, o subito prima delle successive. E pregare il Cielo che eviti alla signora ogni turbativa nel regolare gioco degli ormoni. E’ un metodo sicuro? Mia madre sosteneva di no, poiché , seguendo quel sistema, sono nata io. Per anni mi hanno chiamata “Ok”, dalle iniziali del mio involontario padrino. E con questa piccola escursione autobiografica, retrocediamo ancora più indietro nel tempo, arriviamo al mezzo secolo. E’ rassicurante, tutto sommato, dialogare col Santo Padre. Tutto è sempre immobile, niente cambia, non si cresce, non si invecchia, la moneta non è mai fuori corso, il vertiginoso evolversi della realtà resta sempre fuori, nella rumorosa piazza del mondo, lontano dalla profumata penombra del Tempio. Il Papa si rende ben conto della impraticabilità delle sue regole, ma la cosa non lo spinge a cercare una mediazione. “Possiamo chiederci come mai molti fedeli trovino difficoltà a comprendere il messaggio della chiesa che illustra e difende la bellezza dell’amore coniugale nella sua manifestazione naturale”, ha scritto nel suo messaggio al congresso, ma, come nella recitazione del rosario, si tratta soltanto di alternare le voci, non certo di porre una domanda per darsi una risposta . L’unica proposta avanzata da Benedetto XVI per colmare il gap fra dottrina e realtà, infatti, è un invito a “orientare le coppie a capire con il cuore il meravigliso disegno che Dio ha scritto nel corpo umano”. Capire con il cuore? Forse noi laici non siamo capaci.Però sappiamo “sentire con la mente”, e la nostra mente sanguina pensando al divieto di usare il preservativo, sempre e comunque, anche in Africa, dove si muore di Aids. La nostra mente sanguina pensando a quante donne saranno costrette ad abortire ( con dolore, con orrore, con un senso di morte che non dimenticheranno più) per non aver saputo, potuto o voluto servirsi dei contraccettivi. E ci dispiacerebbe se, a salvarsi da una gravidanza non voluta sradicando dal proprio ventre un feto invece che inghiottendo una pillola per prevenire la sua formazione, dovessero essere soprattutto loro, le donne cattoliche. Quelle che obbediscono al Papa.

( wwwlidiaravera.it)

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