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il senso del tempo sull’isola

Lidia Ravera | In guerra contro il tempo, Rubriche | 3 Luglio 2007 | 1,437 letture

Vivo a Stromboli, ormai dal primo di giugno. Anzi no: faccio base a stromboli, e mi muovo di malavoglia su e giù per l’italia, tornando sempre qui. Anche cose carine: presentazione del mio libro finalista ad un premio per bene, il “Via Po”, elargito a Torino da L’Unione Industriali. Quindi vai e poi torni. A recitare “La donna Gigante” in un piccolo festival diretto da Emilia Cestelli a Salsomaggiore. Quindi vai e poi torni. In giuria alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro.Una settimana. 8 film, tutte opere prime e seconde. Cinque su otto le registe donne. Un bellissimo film cinese di una trentaquattrenne. Un toccante tarkowskiano intenso e terribile film armeno: regista, una ragazza di 27 anni . Piacere e ottimsimo. bene. Quindi vai e poi torni. Adesso sono tornata. Tre giorni fa. nella mia casa che sembra la tolda di una nave. Circondata dal mare, rumorosa di onde che si frangono sugli scogli, silenziosa di risacca. Tutti i viaggi, i “quindi vai e poi torni”, che hanno massacrato il mio giugno, pur nutrendomi di relazioni e contrastando utilmente la mia vocazione solitaria,tutti i giorni di viaggio avevano una durata. Duravano. Mi sembrava di mancare dall’isola per mesi. Appena tornata,adesso che sono qui, insediata nella bellezza, alle prese con la gioia dello sguardo e con il nuovo romanzo, il tempo ha preso a correre. Di nuovo. E’ sempre sera. Come mai? Bisogna gabbare iltempo con lo spazio?

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