In attesa della “carica delle nostre”
“L’Italia vuole mamme e non regine amazzoni come la francese Segolene o culi di pietra come la tedesca Merkel, l’Italia non ama il cameratismo maschile della donna americana alla Hillary né la tenacissima durezza della inglese Thatcher”. L’ho letto su “La Repubblica” in un commento di Francesco Merlo, scritto così magistralmente da provocare quel piacere acritico, quasi automatico, che provoca la bella pagina. La “mamma” che potrebbe conquistare le simpatie politiche di questo nostro Paese stanco di strepiti è Anna Finocchiaro. Magistrata, figlia di magistrato, mamma di due bellissime figlie, moglie di medico. Eccolo qui, l’identikit cui si deve sottoporre la femmina della specie, le carte da presentare al checkpoint quando si intenda prendersi qualche responsabilità essendo di sesso femminile. Qualcuno sa se D’Alema ha figli e come sono? Si parla mai delle figlie di Veltroni, anch’esse molto carine? E che mestiere fa la moglie di Mussi, qualcuno è interessato? No, naturalmente, potrebbe perfino non averla. La donna, invece, se vuole essere amata da sinistra a destra passando per il potente centro, deve avere i documenti in regola.
Se non ha marito è subito una monaca come la Bindi, e il fascino della monaca si accetta solo se estremo: morire in India, curare gli appestati, farsi accoltellare per salvaguardare la castità. Se non si è disposte a tanto si è semplicemente racchie e zitelle, e questo, se vuoi salire ai piani alti del potere, non va bene. Bisogna essere piacenti, bennate, sposate, mamme, eleganti e dimostrare minimo cinque anni di meno della propria età, sulla quale non si può mentire, ma è lecito restare sul vago.
“Diciamo la verità”, esorta Francesco Merlo, “Anna Finocchiaro non è bella come scrivono”. Serpeggia l’ansia fra i suoi grandi elettori: e adesso come facciamo? Può un politico di sesso femminile, colto e dotato per il ruolo, farsi strada senza lo stacco di coscia previsto, il capello lungo e fluente e, magari, due bocce da calendario? Tranquilli, rassicura Merlo, la Finocchiaro può: “E’ infatti intrigante e interessante come tutte le femmine potenti, brune arabe, o andaluse o siciliane”. Ah, che sollievo. Io, pur non essendo del tutto d’accordo con tutte le sue posizioni politiche, sarei felice di un avanzamento della Finocchiaro da Portavoce a Voce da Portare. La vorrei Presidente del Consiglio e poi della Repubblica. Mi sembra una persona seria. E mi sembra un atto dovuto incominciare a mettere al governo donne.
Tiferò per Segolene e, con un po’ più di fatica, perfino per Hillary (la piantasse di portarsi appresso il marito ex-porcello a scopo propaganda, almeno!), tiferei per Anna. Perché noi, donne comuni, abbiamo bisogno di rispetto e, forse, con una “mamma severa” a capo dello Stato, magari, ci penserebbero due volte prima di offenderci. Anche soltanto inchiodandoci alla solita croce del giudizio d’avvenenza, il voto, cui nessuna sfugge, all’esame di idoneità, per interpretare il ruolo di oggetto del desiderio maschile.
E, tanto per dare un po’ di tormento anche ai maschi: ho letto su “Luna” che “L’uomo tradizionale indosserà il gessato grigio scuro anche di giorno, con una camicia azzurra con polsini e collo bianchi. Mentre il più moderno opterà per una camicia a righe nei toni dell’azzurro, rischiando anche (ma solo per l’ufficio) le scarpe marroni”. Capito, signori? Basta con quelle stupide giacche blu. Gessati e grigi. Carini come Al Capone. E, per favore, niente pancetta. Un po’ più di capelli. Spalle larghe e fianchi stretti. Altezza minima un metro e settantotto senza scarpe truccate, rughe ammesse solo quelle d’espressione. Tollerenza zero per bargigli e pappagorgie.La parità sarà completa quando le donne non saranno più discriminate in base al loro aspetto, ma, nell’attesa, potremmo incominciare a discriminare un po’ gli uomini. Così, per far passare il tempo. In attesa della “carica delle nostre”.
l’Unità, 27.04.07



Ci risiamo.Così lontani,così vicini.Così progressisti,così ciecamente bigotti..nel vortice stanco d’inflazionate dicotomie,sembra anche a me di scorgere uno spiraglio prezioso..Le donne!Donne al volante, che magari se si distraessero un po’ meno col cappotto del nonno da tre mesi in tintoria,o che è già una settimana che s’aggira palleggiato tra il frigo e il microonde un nonbenidentificato pasticcio di verdure e che sarebbe ora di concedere una carbonara..insomma,non sarebbero un pericolo costante.Donne automunite,autoautosufficienti..autoritarie.Donne sagaci alla destra del capo,efficienti,intuitive e custodi del Guizzo,il sacro attimo,l’istantanea,geniale creatività che salva in extremis..virtù così rara da poter esser concessa solo ai cromosomi x..Prismatiche,complicate entità dalle molteplici inclinazioni,elastiche,lungimiranti..pronte a reinventarsi in caso di contrattempi o avversità non preventivate..Noi.Le donne.Che senza gli irsuti fagocitasigari e after shave non saremmo complete..ma che una volta rimaste sole con due pezzi di legno ai fianchi,probabilmente riconosceremmo prima di loro che si tratta di banalissimi,utilissimi remi.Ed è il momento di vogare.Ma stavolta la rotta la scegliamo noi.
mitica Lidia. Da maschio, concordo e sottoscrivo.
basta con il piangerci addosso! basta con le percentuali, con le quote rosa, con le commissioni pari opportunità. Le donne che vogliono pensare, agire, lavorare, fare politica, …. lo fanno pur avendo figli da allattare o anziani in casa da accudire, queste non sono donne, sono individui che si scelgono compagni giusti, non uomini, ma altri individui pensanti, intelligenti, collaborativi ed orgogliosi delle loro mogli. Gli individui che non hanno voglia di mettersi in gioco ricorrono alle quote rosa, che arrivano solo perchè la percentuale lo concede….quindi se le donne in politica devono presentare anche la loro vita privata non è un problema per noi , anzi, lo sarà per quei maschietti che non sapendo gestire la loro vita non potranno mai e poi mai gestire una nazione.
Grazie lidia per questi spunti di riflessione
Oltre il commento di Francesco Merlo della “Repubblica” , date un’occhiatina a quello che pensa “la mamma” Finocchiaro visitando il seguente link:
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=4604
Sinceramente del nucleo familiare della Finocchiaro e Veltroni, non mi interessa affatto, sarei semplicemente interessata a queelo che pensano degli elettori e per gli elettori, e onestamente, da femmina che sono, mi sento offesa da quello che ho letto dal link sopracitato!
Se dobbiamo portare le femmine al governo con queste idee…meglio lasciare gli uomini!
Quando sento parlare di discriminazione, divento molto nervosa, possibile che una donna abbia il coraggio di dire “ma, nell’attesa, potremmo incominciare a discriminare un po’ gli uomini. Così, per far passare il tempo.” Che delusione!
Ma dove viviamo, che vogliamo noi femmine moderne? Vogliamo la fine della violenza sulle donne, per impoartirla agli uomini? Boh! Auguri Silvia
Spiacente Lidia, da femmina non sono per niente d’accordo! Sono però d’accordo con Silvia, ho letto il link consigliato da lei…Finocchiaro: che delusione!
Che delusione anche noi donne, ma quali novità portiamo in politica?