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in morte della sinistra.

Lidia Ravera | Lavori in corso | 15 Aprile 2008 | 1,828 letture

Chi l’avrebbe mai detto? chi, anche nei più funesti presagi, poteva immaginare, un parlamento senza sinistra? Non la prozia di mio padre, Camilla, che , nel 1921, lo fondò, quello che è stato per decenni, il partito comunista più forte d’Europa. No, lei no. E meno male che non è più fra noi( i morti non possono ricevere delusioni). Ma nemmeno io, di due generazioni più giovane, io, iscritta alla Fgci a 14 anni, movimentista e poi extraparlamentare e poi femminista e poi sinistra Ds e poi aprile e poi sinistra fuori dai Ds e poi girotondina e poi madre costituente del piddì, disposta a inghiottire dubbi e critiche per far vincere almeno uno straccio di democrazia, se di meglio non si può fare, nemmeno io, potevo immaginare lo sterminio della sinistra. Non potevo immaginare l’affermazione del razzismo leghista proprio fra i ceti una volta rappresentati dalla sinistra. Non potevo immaginare che chi 30 anni fa voleva il comunismo adesso vuole il federalismo, l’egoismo fiscale, roma ladrona, che il sud crepi nella monnezza e viva il celodurismo, gaglioffo e spietato…Allora: mi pare evidente che non ho immaginazione. Forse vivo troppo circondata da amici. Dovrei osare una relazione coraggiosa e spregiudicata col vasto mondo. SE non altro per smetterla di cadere dal pero, tutte le volte che la “moderntà” si esprime con il voto.

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