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La berlusconessa

Lidia Ravera | Articoli, l'Unità | 29 Agosto 2007 | 1,949 letture

brambilla2.jpgLeggo su “La Repubblica”: “Maria Vittoria Brambilla. Figlia di un industriale delle trafilerie, è titolare di un’impresa alimentare”. Si tratta di una didascalia sotto una foto fuori misura (di quotidiano) che ritrae una cavallona con spioventi capelli biondo rossicci, tailleur nero un po’ hostess un po’ matrimonio in provincia, belle gambe accavallate e scarpe a punta. Il viso è generosamente regolare, ma abbastanza dimenticabile. Il sorriso, da razza recentemente padrona, non è dolce né allegro, però neppure superbo, piuttosto, direi, ammiccante, ben armonizzato con due piccoli occhi soddisfatti e aperto su una dentatura costosa. Tutti i giornali non parlano che di lei in un questo molle, caldo e umido scorcio di fine estate. Lei, la quarantenne ricca e “bona”,  che ride, che le piacciono i soldi, che piace a Berlusconi, che parla come mangia e mangia parecchio, che mentre gli altri parlano perdendo tempo e mangiando briciole, agisce, come nord vuole, e fonda questo e registra quello, e fa marciare i suoi circoli come lobbyne forziste e le forza a fondarsi in partito, che fa “Il giornale della libertà”, e il canale satellitare della libertà, e la radio e il sito e la torta della libertà, ma tutto senza esagerare in libertà, infatti li fa e poi li porge, caruccia, a Berlusconi perchè se ne serva come meglio crede, lieta di stare al suo fianco, come la Donna Che Ha Sempre Desiderato.

Lei, con le misure che aveva Veronika fino a qualche anno fa, con la verve hard-pop che aveva Bossi fino a qualche anno fa, con la dedizione che tuttora anima Bondi ma con molti più capelli e un personalino indubitabilmente più telegenico. Lei, la Brambilla, con quel “cognomen omen” così perfetto per incarnare maggioranze “bauscia”, è l’ennesimo colpo di genio del Grande Comunicatore: tutto il bla-bla delle buone intenzioni da un pezzo lamenta la scarsa presenza femminile ai gradi alti della politica e l’assenza di “giovani” (intesi come si intendono oggi: cioè gente di 40 anni, prima sono ancora bambini), e Berlusconi che fa? Assume alla sua destra di dio onnipotente una persona che è contemporaneamente “giovane” e “donna”. La tira fuori dal cappello come una coniglia magnifica (Maria Laura Rodotà la paragona a una “Jessica Rabbit magra”, sul Corriere della Sera), la fa stampare in migliaia  di copie, la incolla ai muri, la fa fotografare, invitare, intervistare, clonare, ritrarre e riplasmare in centinaia di esemplari per il  merchandising. Nei prossimi mesi la vedremo sui portachiavi e sulle cartelle, nelle merendine, sulle copertine dei quaderni, sulle magliette, sui boxer, sui cartoni del latte, sui sacchetti del pane, sui kleenex e sulle palline da tennis.

Alla fine ci sembrerà di conoscerla, di averla sempre conosciuta, di non poter più fare a meno di lei, di doverla per forza amare o odiare, come ci succedeva con Berlusconi nel quinquiennio del nostro scontento. Parleremo di lei a cena con gli amici, male ma con trasporto. Sarà la nostra berlusconessa, divinamente seconda, ma obbligatoria come la convesazione sul tempo per gli inglesi. Siete contenti? Io moderatamente: le donne, comunque sia, mi divertono sempre un po’più degli uomini. E, a proposito di donne: ho letto sul “Corriere della sera” che Maria Sharapova, campionessa di tennis e bellissima, non è brava a letto. L’ha dichiarato  Adam Levine, cantante dei Maroon 5, al magazine russo “Exile” e non è stato un gesto galante. L’ha ripubblicato Paolo Mieli sul Corriere della sera, e non è stata una scelta elegante. Ne riparlo anch’io e dovrei astenermi, ma la frase dell’amante deluso merita: “E’ bellissima e come tanti ragazzi sognavo di fare sesso con lei. Ma appena abbiamo cominciato sono rimasto deluso. Se provavo a dire qualcosa lei si arrabbiava, è rimasta ferma e zitta durante ogni rapporto che abbiamo avuto. Ho dovuto prendere un antidepressivo per quanto mi sentivo giù. E’ stato peggio di quando ho scoperto che babbo natale non esisteva”.
Non basta essere bellissime, dunque, ragazze, bisogna anche soddisfare le fantasie che la vostra avvenenza ha stimolato. Capito Brambilla?

l’Unità, 22.08.07

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