HOME | BIOGRAFIA | IMMAGINI | SEZIONI | SCRIVIMI



la cultura, questa povera disgraziata

Lidia Ravera | Lavori in corso | 27 Marzo 2008 | 1,343 letture

Notizia per chi abita a Roma: domani mattina, 28 marzo, al teatro Valle andrà in scena il MONDO DELLA CULTURA nelle persone di: registi scrittori sceneggiatori attori drammaturghi musicisti ballerini pensatori e amanti delle arti e così via. Il titolo è: emergenza cultura. L’interlocutore?La destra, la sinistra, il centrosinistra? la campagna elettorale parla di tutto meno che di cultura, questa ancella sfibrata, questa musa licenziata in perenne stato di minorità e penuria. Sarà, prevedibilmente, un pianto. Però ha senso andarci, fosse pure una messa cantata. Ci si conta, ci si pompa rabbia, ci si confronta. Siamo stufi di vergognarci di essere intelligenti, creativi, appassionati di libri, o perchè li scriviamo o perchè li leggiamo. L’Italia non è culla di analfabeti di ritorno, tutti poppe pizza e pallone. Non è un quinto mondo votato al rincoglionimento. In Italia ci sono migliaia di giovani che cercano disperatamente di fare un film, un corto, un documentario, di scrivere un libro, migliaia di giovani che hanno la testa intasata di poesie e nessuna speranza di venire ascoltati, pubblicati, finanziati, premiati. L’Italia è il paese della cooptazione, così chi ha talento è talmente sfiduciato che non ci lavora, non lo cura, non ci crede e non lotta, tanto c’è sempre qualche figlio di , qualche capra lottizzata, qualche amante di, che gli passerà davanti.
Eppure mai come in questo momento c’è stato bisogno di letteratura, di cinema.
Di arte.
L’arte consente e nobilita il dubbio, sorregge e universalizza la malinconia, consente di spartire la fatica di vivere. da quando è morta l’ideologia, così rassicurante nella sua follia, il bisogno d’arte è cresciuto a dismisura. C’è fame, c’è bisogno di rappresentazione. E’ urgente darsi conto di noi, di come siamo diventati, di che cosa rischiamo…Bisogna contrastare l’incultura, i modelli devastanti, gli stereotipi, il silenzio, la ripetizione, lo strapotere del mercato, la glorificazione dell’idiozia…bisogna investire soldi nella sperimentazione, dare fiducia a una generazione di topini silenti..insomma, bisogna fare qualcosa. E intanto domani mattina andiamo a gridare. Cioè: io ci vado.

4 commenti

Lascia un commento

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI