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	<title>Commenti a: la cultura, questa povera disgraziata</title>
	<link>http://www.lidiaravera.it/la-cultura-questa-povera-disgrziata/</link>
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	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 23:28:15 +0000</pubDate>
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		<title>Di: enrico dignani</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/la-cultura-questa-povera-disgrziata/#comment-287</link>
		<author>enrico dignani</author>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 18:24:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/la-cultura-questa-povera-disgrziata/#comment-287</guid>
					<description>Poesia sulla poesia 




… se non vi piace la poesia 
allora il mondo tenetevelo 
così com’è :
            scemo e faticoso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Poesia sulla poesia </p>
<p>… se non vi piace la poesia<br />
allora il mondo tenetevelo<br />
così com’è :<br />
            scemo e faticoso!</p>
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		<title>Di: fabrizio carbone</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/la-cultura-questa-povera-disgrziata/#comment-288</link>
		<author>fabrizio carbone</author>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 07:23:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/la-cultura-questa-povera-disgrziata/#comment-288</guid>
					<description>Lidia cara, ti leggo dalla Finlandia e mi piacerebbe essere anch'io al teatro Valle, anche solo per ascoltare. Ma sono quassu' con un metro di neve intorno casa e quelle meravigliose creature, quegli esserini di pochi grammi di piume, ossa e colori che mi vengono a mangiare in mano i semi di girasole e le arachidi tostate. Sono caduto e mi sono rotto una costola. All'ospedale di Kuusamo, 18 mila abitanti, 50 km a sud del circolo polare artico, ho presentato il mio tesserino sanitario italiano. Digitando il numero di codice sul computer di ultima generazione (schermo protettivo che non e' ancora arrivato in Italia) e' apparso il mio nome con tutti i dati. La signora all'accettazione ha sorriso e mi ha poi chiesto se avessi bisogno di un interprete, che lingua parlassi, oltre all'italiano. Mi ha detto il nome del dottre che mi avrebbe visitato. Dopo un'attesa di pochi minuti il dottor Antti Saari, 34 anni, ha constatato la rottura della costola con un sistema semplice che evita la lastra e i raggi X. "Fanno male a lei e al radiologo" ha detto in perfetto inglese. Mi ha prescritto riposo assoluto e due medicine da prendere in farmacia, 50 metri dall'ospedale. Le medicine portavano gia' una etichetta aggiunta con la posologia esterna in inglese, il mio nome e il nome del dottore che me le aveva prescritte. E' andata a ritirarle mia moglie mentre aspettavo in macchina. 50 kilometri e siamo tornati a casa: la fantascienza di cui ti racconto e' dovuta solo al fatto che qui tutti pagano le tasse e che quindi ci sono i soldi per tutto cio' di cui ha bisogno il cittadino, dalle strade pulite e senza buche con -30 d'inverno, al riciclo dei materiali (non rifiuti o monnezza) usati, al compostaggio degli scarti di cibo, vegetale e animale che sia. Una persona un voto, tutti con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Il dottor Antti Saari non sara' mai professore perche' non esiste questa parola tra i medici. L'attuale presidente della repubblica finlandese, signora Tarja Halonen (Tarja la rossa era chiamata da giovane per le sue passioni politiche, oggi convivente non sposata) la potete incontrare, voi signore, in un giorno qualsiasi della settimana a fare la sanua pubblica in una delle tante, pubbliche, che si trovano a Helsinki.
Noi dobbiamo gridare, urlare tutto quello che hai scritto oggi e che condivido. Ma siamo milioni di chilometri (non i 2500 reali) lontani da un paese civile. Medioevo puro, ancora stracolmo di guelfi e ghibellini che si odiano a morte.
Un bacio dalla Finlandia
Fabrizio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lidia cara, ti leggo dalla Finlandia e mi piacerebbe essere anch&#8217;io al teatro Valle, anche solo per ascoltare. Ma sono quassu&#8217; con un metro di neve intorno casa e quelle meravigliose creature, quegli esserini di pochi grammi di piume, ossa e colori che mi vengono a mangiare in mano i semi di girasole e le arachidi tostate. Sono caduto e mi sono rotto una costola. All&#8217;ospedale di Kuusamo, 18 mila abitanti, 50 km a sud del circolo polare artico, ho presentato il mio tesserino sanitario italiano. Digitando il numero di codice sul computer di ultima generazione (schermo protettivo che non e&#8217; ancora arrivato in Italia) e&#8217; apparso il mio nome con tutti i dati. La signora all&#8217;accettazione ha sorriso e mi ha poi chiesto se avessi bisogno di un interprete, che lingua parlassi, oltre all&#8217;italiano. Mi ha detto il nome del dottre che mi avrebbe visitato. Dopo un&#8217;attesa di pochi minuti il dottor Antti Saari, 34 anni, ha constatato la rottura della costola con un sistema semplice che evita la lastra e i raggi X. &#8220;Fanno male a lei e al radiologo&#8221; ha detto in perfetto inglese. Mi ha prescritto riposo assoluto e due medicine da prendere in farmacia, 50 metri dall&#8217;ospedale. Le medicine portavano gia&#8217; una etichetta aggiunta con la posologia esterna in inglese, il mio nome e il nome del dottore che me le aveva prescritte. E&#8217; andata a ritirarle mia moglie mentre aspettavo in macchina. 50 kilometri e siamo tornati a casa: la fantascienza di cui ti racconto e&#8217; dovuta solo al fatto che qui tutti pagano le tasse e che quindi ci sono i soldi per tutto cio&#8217; di cui ha bisogno il cittadino, dalle strade pulite e senza buche con -30 d&#8217;inverno, al riciclo dei materiali (non rifiuti o monnezza) usati, al compostaggio degli scarti di cibo, vegetale e animale che sia. Una persona un voto, tutti con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Il dottor Antti Saari non sara&#8217; mai professore perche&#8217; non esiste questa parola tra i medici. L&#8217;attuale presidente della repubblica finlandese, signora Tarja Halonen (Tarja la rossa era chiamata da giovane per le sue passioni politiche, oggi convivente non sposata) la potete incontrare, voi signore, in un giorno qualsiasi della settimana a fare la sanua pubblica in una delle tante, pubbliche, che si trovano a Helsinki.<br />
Noi dobbiamo gridare, urlare tutto quello che hai scritto oggi e che condivido. Ma siamo milioni di chilometri (non i 2500 reali) lontani da un paese civile. Medioevo puro, ancora stracolmo di guelfi e ghibellini che si odiano a morte.<br />
Un bacio dalla Finlandia<br />
Fabrizio</p>
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	<item>
		<title>Di: giulia zanata</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/la-cultura-questa-povera-disgrziata/#comment-289</link>
		<author>giulia zanata</author>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 00:30:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/la-cultura-questa-povera-disgrziata/#comment-289</guid>
					<description>Ho trascorso tre mesi in Argentina, a Buenos Aires,  e posso dire che li' sono molto piiu' avanti di noi, nonostante tutto cio' che si dice su quel paese. I teatri sono sempre pieni e i prezzi abbordabili. Gallerie e musei liberi e pieni di visitatori, bambini compresi.
Ci sono librerie immense dove puoi sederti e leggere un libro senza spendere un soldo. Centri culturali dove con pochi pesos puoi fare corsi di ogni genere.
Nonostante le grandi difficolta' che hanno (per es. stipendi e salari bassi) c'e' un gran fermento culturale che non si spiega, mi ha detto un argentino...
Ma io penso che così facendo sanno come  salvarsi.
Un caro saluto.
Giulia (che e' felice di aver trovato il tuo blog)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trascorso tre mesi in Argentina, a Buenos Aires,  e posso dire che li&#8217; sono molto piiu&#8217; avanti di noi, nonostante tutto cio&#8217; che si dice su quel paese. I teatri sono sempre pieni e i prezzi abbordabili. Gallerie e musei liberi e pieni di visitatori, bambini compresi.<br />
Ci sono librerie immense dove puoi sederti e leggere un libro senza spendere un soldo. Centri culturali dove con pochi pesos puoi fare corsi di ogni genere.<br />
Nonostante le grandi difficolta&#8217; che hanno (per es. stipendi e salari bassi) c&#8217;e&#8217; un gran fermento culturale che non si spiega, mi ha detto un argentino&#8230;<br />
Ma io penso che così facendo sanno come  salvarsi.<br />
Un caro saluto.<br />
Giulia (che e&#8217; felice di aver trovato il tuo blog)</p>
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	<item>
		<title>Di: Tiziana Paghini</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/la-cultura-questa-povera-disgrziata/#comment-301</link>
		<author>Tiziana Paghini</author>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 10:50:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/la-cultura-questa-povera-disgrziata/#comment-301</guid>
					<description>Sono anni che scrivo. Inizialmento lo facevo solo per me stessa, raccogliendo centinaia di racconti, pezzi disordinati di esperienze mie o di altri e ne facevo una sorta di diario per 'buttare fuori' il cattivo che poteva rimanere in me dopo aver vissuto o visto un'esperienza. Poi, ho iniziato a crivere con l'idea di condividere ciò che mettevo su carta con altre persone. Mi sono fatta in quattro, ho perso tanto, tantissimo tempo tra un'agenzia letteraria e l'altra con la piccola illusione di poter dare qualcosa. Un piccolo contributo di storia del vissuto dove altre persone ci si potevano vedere riflesse. Ho aperto un sito, un blog, ho atteso invano risposte di editori che non sono mai arrivate e che, probabilmente non arriveranno mai. Ho speso soldi, speranze, quasi la voglia di scrivere. Ho ricevuto umiliazioni di ogni genere, proposte 'indecenti' che, se anche avessi assecondato non mi avrebbero portato ad essere nessuno, ma siccome non ho cullato mi hanno fatto chiudere in faccia altre porte. Credevo che il mondo della cultura potesse essere superiore a quello di una velina: mi sbagliavo, e alla grande. Il C*** te lo chiedono lo stesso, e non ti azzardare a dire di no, altrimenti sei fuori più di quanto non lo sei già. Questo è molto, molto triste...vale la pena andare avanti a scrivere? Io mi sveglio al mattino con la voglia di farlo. Non mi porta da nessuna parte ma non mollo. Eterna sognatrice, morirò con le mie illusioni infrante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono anni che scrivo. Inizialmento lo facevo solo per me stessa, raccogliendo centinaia di racconti, pezzi disordinati di esperienze mie o di altri e ne facevo una sorta di diario per &#8216;buttare fuori&#8217; il cattivo che poteva rimanere in me dopo aver vissuto o visto un&#8217;esperienza. Poi, ho iniziato a crivere con l&#8217;idea di condividere ciò che mettevo su carta con altre persone. Mi sono fatta in quattro, ho perso tanto, tantissimo tempo tra un&#8217;agenzia letteraria e l&#8217;altra con la piccola illusione di poter dare qualcosa. Un piccolo contributo di storia del vissuto dove altre persone ci si potevano vedere riflesse. Ho aperto un sito, un blog, ho atteso invano risposte di editori che non sono mai arrivate e che, probabilmente non arriveranno mai. Ho speso soldi, speranze, quasi la voglia di scrivere. Ho ricevuto umiliazioni di ogni genere, proposte &#8216;indecenti&#8217; che, se anche avessi assecondato non mi avrebbero portato ad essere nessuno, ma siccome non ho cullato mi hanno fatto chiudere in faccia altre porte. Credevo che il mondo della cultura potesse essere superiore a quello di una velina: mi sbagliavo, e alla grande. Il C*** te lo chiedono lo stesso, e non ti azzardare a dire di no, altrimenti sei fuori più di quanto non lo sei già. Questo è molto, molto triste&#8230;vale la pena andare avanti a scrivere? Io mi sveglio al mattino con la voglia di farlo. Non mi porta da nessuna parte ma non mollo. Eterna sognatrice, morirò con le mie illusioni infrante.</p>
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