La fede sbandierata
“Non è la Hillary del dibattito televisivo di domenica sera: tiratissima, truccatissima, espressione volitiva e battuta pronta. Sta volta il volto è segnato dalle rughe, di trucco ce n’è poco e la voce è bassa, quasi esitante, quando dice che non sa se, senza la sua fede in Dio, sarebbe riuscita a riprendersi dallo scandalo dell’infedeltà del marito, negli anni passati alla Casa Bianca”.
L’ho letto sul “Corriere della sera”, e mi è venuta una gran tristezza. Dunque anche lei, anche loro, anche lì… negli Stati Uniti d’America, fra i candidati democratici alla Presidenza del più potente Paese del mondo, si corteggia la Chiesa, si cerca di compiacere i cattolici, ci si avventa sulla preghiera, come se fosse un passaporto per il potere, la via maestra di chi vuole piacere.
Se Gesù è esistito davvero ed è stato, davvero, quel ribelle perseguitato che ci rimandano le Sacre Scritture, chissà come si sentirebbe scoprendo, onnisciente com’è ed eterno, questa modesta moda dell’oggi, questa smania di fare punto fingendosi credenti, praticanti, afflitti da timor di Dio e protetti dalla Fede. Tutti genuflessi per comodo, tutti folgorati sulla via della Poltrona, tutti pronti a bisbigliare contrizioni confidenziali dal pulpito dei mezzi di comunicazione di massa. Si sentirebbe male, Gesù di Nazareth. Si sentirebbe preso in giro, da questi ricchi, da queste ricche, che si ritoccanno, si liftano (“Dio vi ha dato una faccia e voi ve ne fate un’altra”), se la godono, se ne fregano e quando devono affrontare, non già il giudizio di Dio, ma quello dell’elettorato grosso, la bovina maggioranza, affetta da tutte le supersitizioni e il pettegolume del caso, decidono di far pena con le corna, tenerezza con la fragilità e sicurezza con il conformismo. Visto che il 98% degli americani crede in dio, mica posso non crederci io, rischio di piacere soltanto alla schiacciata minoranza di quelli che cercano di cavarsela da soli, senza conforti celesti. E’ più facile che una mucca incinta passi per la cruna di un ago, piuttosto che una donna ricca e potente entri nel Regno dei Non Credenti. L’istinto che l’ha guidata fino al punto in cui è arrivata, le impedisce di soffrire in silenzio come di combattere con coraggio, tutte le umiliazioni che gli uomini infliggono alle donne. E, a proposito di ricchi, ce ne fosse qualcuno che, per sbaglio o perché ce l’ha “in mazzetta”, legge l’Unità, ho una bella dritta per svoltare l’estate: per risparmiare sui costi di gestone “i proprietari charterizzano il loro megayacht”, l’ho letto su “La Stampa”. Per esempio: si può affittare “Mariù” di Giorgio Armani, 50 metri. Prezzo: 180 mila euro a settimana.Troppo poco? Per 200 mila euro a settimana si prende il “Mirabella V”, a vela, 75 metri, con l’albero più alto del mondo. Per i più esigenti c’è il “maltese falcon”, 88 metri: 335mila euro alla settimana.Si paga il prezzo dell’acquisto di una bifamigliare a Lido dei Pini, tutti i lunedì ed è fatta. Per chi fa coincidere il costo col valore non c’è che da telefonare ad Alex Mazzoni “broker specializzato nel settore”. E se poi, nel corso della settimana multimiliardaria, vi rompete lo stesso le palle, potete sempre provare a pregare. Magari Dio vi “charterizza” un lotto di Paradiso. E prima, in attesa di passare a miglior vita, potete sempre buttarvi in politica: esibire i soldi e sbandierare la Fede è un ottimo inizio per qualsiasi carriera.
l’Unità, 08/06/07



davvero anche io provo una gran tristezza. Possibile che a questi uomini politici manchei un po’ di coraggio, che non ci sia nessuno che voglia conquistare la gente con idee nuove, con ideali, con valori… Possibile che tutto sia diventato palcoscenico? Un caro saluto da chi la stima Giulia
Salve,
siamo nell epoca del grande fainomai, dell’apparire, dell’avere, del presentare ciò che spesso non si è nè si ha e, certamente, neanche loro scappano da questo assillo.
Mah!
Felicità
Rino, leggendo interessato