la manifestazione delle donne di sabato scorso
c’ero. Sabato politico: al mattino a votare nell’assemblea PD degli eletti del lazio ( i segretari provinciali). Al pomeriggio in piazza contro la violenza sulle donne.
alla mattina: senso di estraneità, ritualità che non lasciano spazio nè al dibattito nè alla domanda o al dubbio.Devo votare due maschi. maschi sono anche i segretari proposti per le altre provincie. Tutti maschi. voto no. i no sono 40. qasi 300 i si. qualcuno si astiene. Dicono: hai dato fiducia a questa dirigenza adesso devi votare quelli che loro hanno proposto. Non so. Non credo. Devo votare uno che copre anche altre cariche? Che ha una storia politica scoraggiante? Devo votare senza alternative?
al pomeriggio in piazza: ci sono tutte queste ragazze che ballano e invitano a dire “no”. A non essere schiave del desiderio maschile. C’è un’ atmosfera allegramente reattiva. Un bel senso di forza, di autonomia, di allegria. cammino su e giù. Sto in mezzo a donne che non conosco, spesso molto più giovani di me. Sento una specie di felicità. Allora non tutto è ancora pietrificato, c’è ancora spazio, c’è ancora ricambio. torno a casa, sfessata di stanchezza, ma più serena e ottimista di come ero tornata dalla mattina “istituzionale”. Appena mi levo il piumino squilla il cellulare: è l’Ansa. la gioranlista mi chiede: può darmi un commento sugli scontri alla manifstaione delle donne? Quali scontro, trasecolo, io vengo da lì, non c’è stato nessuno scontro, figuriamoci…La giornalista mi racconta della contestazione alle ministre e alla ex ministra e alla ex- soubrette neo deputata…botte a destra e a sinistra…botte? beh, no, fischi…ci metto un po’ a scoprire che le ministre stavano concedendo interviste sul palco de La7…unico palco in una piazza da cui i palchi erano stati esclusi…i giornali, per tre giorni, non parlano d’altro che di questa presunta lotta fra donne…ma come? Non erano belline e dolci?
La serenità, ovviamente, sparisce.
Peccato. Sono così poche le occasioni di sentirsi positivamente sorprese e ,di nuovo, ottimiste…
E’ stata una bella manifetsazione. La contestazione è stata marginale. Il fatto che sia stata resa centrale la dice lunga sulla posizione delle donne nella nostra società…certe volte mi viene il panico …quanto c’è ancora dafare!



Ciao, sinceramente credo le contestazioni durante il corteo alle ministre del governo Prodi (molti papaveri del quale hanno supportato l’astensione sul referendum sulla fecondazione assistita, il family day, il decreto fascistoide sulle espulsioni ecc.), e più ancora la cacciata di Prestigiacomo e Garfagna, siano state sacrosante: la manifestazione contro la violenza antifemminile nn è una vetrina, e ci si partecipa solo se nei propri comportamenti politici c’è coerenza.
invece in parte mi sfugge il relativo allontanamento di quei manifestanti maschi che comunque appoggiavano con sincerità la lotta delle donne…
piuttosto nn sarebbe più corretto rispondere al sessismo imperante e alla violenza con la lotta unitaria dei sessi contro pregiiudizi, maschilismo, violenza, ingerenze vaticane per il lavoro per tutt* e il ritorno allo stato sociale universalistico?
saluti!
No alla guerra! No al razzismo! No alla violenza!
Ciao Lidia, ti adoro anche per questo tuo bisogno, quasi materno, di proteggere la freschezza di tante dall’idiozia di poche.
In fondo è un pò per proteggere il tuo entusiasmo dalla contaminazione di una realtà sgradita.
Scusa, che c’è di male, se nel mezzo della manifestazione è saltata fuori qualcuna che ragiona più di “pancia” che di testa?
Le donne, in questo, non sono diverse dagli uomini e, quando sono massa, non sono immuni dalla infiltrazione degli imbecilli.
Sono maschio e felice di esserlo e, se fossi stato a Roma, sarei stato al vostro corteo anche contro la volontà di qualche scema che continua ad amare gli steccati.
Fammi concludere con una banlità che sento ripetere da anni ma che non vedo superata: quando sono chiamate a scegliere i propri rappresentanti sono proprio le donne che scelgono i maschi.
Questo si chiama autolesionismo, non ti pare?
Ciao
” … a non essere schiave del desiderio maschile? ” E cosa significa ’sta cosa? Che forse il desiderio (magnifica parola ammantata di sidereo rischioso e rischiarante ) debba per forza connotarsi in esiti violenti? Schiave? Oh certo che no! Ma una qualche forma di consapevole dipendenza, stabiliti i compromessi tra ragione e sentimento, al fine la si deve pur “scegliere”.
Si dirà che è un argomento troppo complicato per essere trattato in una piazza (che ha tra i suoi limiti una qualche sbrigativa immediatezza di visibilità ) la cui prima esigenza è di_mostrare una ” buona volontà”.
Se quello che rimane, agli occhi di chi ne deve trarre un senso da un qualche spezzone di tg, sono le scalmanie di qualche matta esagitata che, in un empito di evangelica purezza , scaccia le furbe mercanteggianti dal sacro tempio… beh, sottoscrivo: c’è tanto ancora da fare
oddio… non so da dove iniziare… se le dicessi che mi sono “innamorata” di lei… artisticamente parlando… una mia zia al mio scorso compleanno mi ha regalato “In fondo, a sinistra”.. l’ho divorato, l’ho apprezzato, mi ha fatto emozionare, mi ha fatto incazzare, mi ha fatto scoraggiare… mi ha fatto piangere la storia di Giulietta e Pier Francesco, m’ha fatto riflettere… e non smetto di parlare con amici e conoscenti di quanto è bello sto libro… degli articoli sulla cellule staminali, le manifestazioni sulla guerra e sul sentirsi impotenti, m’ha fatto incavolare il prof di religione di sua figlia, mi sono appuntata tutti i libri che lei cita.. mi sono invaghita delle descrizioni dei suoi due maestri di vita, Lombardo Radice e Giaime Pintor, vorrei essere stata anche io loro alunna… ma adesso sono decisamente convinta di voler essere una sua alunna.. si, decisamente mi sono innamorata di lei e della sua penna… proverò a recuperare la mia gradissima lacuna di non averla mai letta prima..
con immensa stima… francesca recchia